E sono 25
Scritto il giovedì, 29 luglio, 2010
I miei primi (di molti) 25 anni. Un bel traguardo, no? Ho 1/4 di secolo, anche se messa così la cosa suona alquanto inquietante. Qualche traguardo l’ho raggiunto (l’agognata laurea ad esempio), altri sono ancora lontani (la conquista del mondo!).
Lo scorso anno ho trascorso il compleanno più triste di sempre, solo sulla costa senza alcun punto di riferimento. Adesso molte cose sono cambiate, qualche pilastro è stato rinforzato, altri sono stati decisamente abbattuti. E chissà cosa mi riserverà il prossimo anno!
Be’, eppi bordei tu mi!
Manifestazione a Roma
Scritto il giovedì, 8 luglio, 2010
Vorrei spendere due parole per la manifestazione di ieri che si è tenuta a Roma, manifestazione a cui ho partecipato, assieme ad altri cinquemila aquilani. Lo scopo era quello di svegliare le persone, quelli che credono che da noi va tutto bene, che abbiamo tutti una casa e che siamo tornati alla normalità. Purtroppo la parola “normalità” è sparita dalle nostre vite da tempo, ma di questo non si può incolpare di certo il governo. Lo si può incolpare però della disinformazione, della censura, delle markette che vengono effettuate a discapito di noi aquilani. Una città che è diventata un tappeto rosso per vip e presunti di tali, di idee finte spacciate per verità, di soluzioni che puzzano di menzogna lontano un miglio.
Ecco perché abbiamo manifestato. Una manifestazione pacifica, trasformata dal governo in una battaglia senza senso. Gli aquilani sono diventati terroristi, comunisti, con un’operazione mediatica a cui mi sento di applaudire. Complimenti per la strategia, davvero, io stesso non avrei saputo fare di meglio. Ci avete portati in una piazza dove si teneva un convegno “comunista”, ci avete ripresi in mezzo a quelle bandiere e avete fatto di tutta l’erba un fascio. Peccato che qui non si parli di destra o sinistra, ma di verità. Una verità che è stata negata troppo a lungo.
Avere Pazienza
Scritto il mercoledì, 9 giugno, 2010
I tempi editoriali sono lunghissimi. Questa è una delle prime cose che ho imparato, come anche Miki può confermare. Dall’invio di un romanzo alla sua valutazione possono passare mesi se non anni. Soprattutto se si ha a che fare con un grande editore. La pazienza gioca quindi un ruolo fondamentale.
Prima di riuscire a pubblicare ero una persona tremendamente impaziente. Tremavo all’idea di dover attendere mesi per una risposta e non passava giorno senza che pensassi a certe cose o a certe persone. Inutile dire che pubblicare mi ha insegnato molto. In particolar modo ad avere un approccio più rilassato, meno invadente se vogliamo. E questo è bene, non solo in questo settore ma nella vita più in generale.
Anche perché l’attesa mi permette di continuare a scrivere. Ho cominciato varie storie e molte altre ne ho abbandonate. Ho scritto dieci capitoli e ne ho cancellati nove. Avere tempo porta a svolgere un lavoro più intenso, ricercato. Si abbandonano le soluzioni narrative facili e si cerca qualcosa di eccentrico. Di strano. Qualcosa che faccia esclamare al lettore: “Oh cavolo, questo non me l’aspettavo“.
Quindi abbiate pazienza anche voi. E ricordatevi di esclamare “Oh cavolo, questo non me l’aspettavo“. Ci conto, eh!
Addio Lost
Scritto il lunedì, 24 maggio, 2010
Ci siamo. La fine non è vicina, è proprio arrivata. Sono passati sei anni, sei stagioni, una marea di episodi incasinati e intriganti. Ho riso, ho pianto, mi sono incavolato e poi mi sono ricreduto. Le prime due stagioni sono state un qualcosa di unico. Nel rivederle adesso, mi accorgo che giravano attorno alle vite dei personaggi e ad un unico, grande mistero: chi sono gli Altri? Che cosa vogliono?
Dalla terza stagione in poi le domande sono aumentate. Cos’è la Dharma? A cosa servono tutte le varie stazioni sotterranee e non? Certo, c’era anche il fumo nero, ma è stato sempre dato per scontato, come un elemento di contorno.
Poi è arrivato Jacob. E con Jacob la domanda è tornata di nuovo una: è possibile che tutto quello che abbiamo visto finora non sia che uno sputo nel mare dell’ignoranza? E se i personaggi non fossero che pedine in un gioco ben più grande?
Lost è questo: domande, domande, domande. E’ qui che dà il suo meglio, non quando cerca di dare delle risposte. Ancora non vedo la series finale, aspetterò stasera. E’ sicuro però che il mio giudizio su questa serie non cambierà, a prescindere dall’epilogo.
Per ora voglio ricordarla così:
Ore Piccole
Scritto il giovedì, 20 maggio, 2010
Da quando le lezioni sono finite ho ripreso a fare le ore piccole. Oramai riesco a scrivere solo a una certa ora, non prima delle 22:00. Niente di nuovo, anche prima avevo questa abitudine, ma ora è diverso. Adesso arrivo fino alle 3:00, le 4:00 del mattino. Complici anche le repliche di Lost su raidue, che vengono trasmesse dal lunedì al venerdì attorno alle 2:20. Come posso non guardarle? Dopotutto stiamo per arrivare alla fine, lunedì prossimo ci sarà il Big Series Finale, dove tutti i nodi – o quasi – verranno al pettine. Ho notato però che delle prime stagioni ricordo poco. Il che è strano dal momento che avrò visto quelle puntate almeno tre volte (prima da solo, poi con mio fratello e infine con i miei amici). Quindi o la mia memoria fa cilecca o gli autori sono usciti fuori di testa. Io propendo per la seconda!
Sul fronte “letture” sto finendo di leggere Alice di Dimitri. Per ora non mi pronuncio, dico solo che preferisco Pan. E’ più fresco, più vero. In Alice, almeno per ora, ho l’impressione che i personaggi siano monodimensionali, privi di spessore. Sarà che la storia la conosciamo tutti, ma non riesco ad affezionarmi a niente e a nessuno. Cosa che invece era successa da subito con Pan. Però ripeto, ancora non finisco di leggerlo, magari cambierò idea.
Be’, torno a scrivere, anche se sono solo le 14:00 del pomeriggio!
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