Il risveglio di Lenth

Un Commento che Commuove

Scritto il domenica, 21 febbraio, 2010

Non preoccupatevi, sto ancora studiando (anche se non sembra)! Ogni tanto però devo evadere dai saggi gotici e vittoriani altrimenti rischio di infilzare mia nonna con una spada al grido di “The Horror! The Horror!” di Conradiana memoria. Sono quindi capitato su Anobii dove ho letto un commento su Lenth che mi ha commosso. Non che sia difficile farmi commuovere, i miei amici sanno che non devono farmi vedere film vagamente sentimentali per non sentirmi frignare. Ma, come dicevo, questo commento è particolare, perché centra, ancora una volta, un livello di lettura a me particolarmente caro. Quella che Daisy Dery, l’autrice del commento, chiama tristezza, o malinconia:

“Lenth, a differenza di quanto pensassi, non è una persona, ma un luogo, un mondo in cui dei orgogliosi e bizzosi creano divisioni insanabili tra gli uomini, in cui demoni, abominii, si muovono guidati da un signore del male che vorrebbe conquistare l’intero mondo. Un mondo da salvare, che attende custodi e guide che lo facciano rinascere.
Un libro che sorprende il lettore e che ne rivendica tutta l’attenzione, non è semplice, ne’ facile, pretende dal lettore riflessione e sensibilità. Contiene messaggi veramente seri, detti con la consueta leggerezza del fantasy, ma non per questo meno importanti.
L’estraneo, l’emarginato è un tema fondante del romanzo, lo scarto che diviene indispensabile per la salvezza, i buoni che poi buoni non sono, i cattivi che non si capisce chi siano, perchè niente è come sembra. Cosa è bene e cosa è male? Lo stesso inizio del libro non è l’inizio.
La tristezza che permea il romanzo non si percepisce subito, avvolge il lettore un po’ alla volta lungo tutto il percorso di lettura. Non so se l’effetto sia voluto, ma il finale non poteva essere diverso da quello che è. Non me ne sono stupita affatto. Una parabola discendente di tristezza. In fondo per rinascere prima si deve morire.
Ma non per questo è meno avvincente, anzi! La storia scorrere veloce e ci si ritrova alla fine senza poterci fare nulla, se non chiedere all’autore, il seguito e magari al più presto.”

Conversazioni al Bar: Fantasy

Scritto il martedì, 2 febbraio, 2010

al-barLéo (o Leò, che dir si voglia) è uno dei pochi bar decenti del centro dell’Aquila. Anzi, ora come ora è proprio l’unico. Intimo e accogliente, è gestito da un signore e una signora, fratello e sorella, sempre col sorriso sulle labbra. Con gli amici si va quasi sempre lì, ora per prendere un caffè, ora per sorseggiare una cioccolata calda. E le conversazioni sono spesso assurde. L’altro giorno, ad esempio, sono andato con alcuni amici da Léo ( o Leò, che dir si voglia) e ci siamo seduti al tavolo con una coppia che non conoscevo. Considerate che era una giornata no; avevo appena scoperto che l’esame di francese sarebbe stato più difficile del previsto, quindi mi giravano un po’. Comunque, si inizia parlare del più e del meno, poi avviene l’inevitabile.

Lei: Tu sei Luca, giusto? Che fai nella vita?
“Che faccio nella vita?”, penso sconvolto. “Ma che sei mia nonna?”
Io: cerco di laurearmi.
Lei: Chi non ci prova!
Amica comune: Luca si imbarazza a dirlo, ma lui scrive.
Lei: Hai scritto qualcosa sul terremoto?
“E ti pareva”, penso io.
Io: No no, un romanzo fantasy.
Lui (il ragazzo): Una storia di fantasia?
Io: sì.
Lui: Per bambini o per adulti?
Io: Una cosa non esclude l’altra.
Acido io? Un pochino…
Amica (che cerca di rimediare): Un romanzo fantasy molto bello, si intitola “Il silenzio di Lenth”.
Lui: Ah sì, l’ho visto da qualche parte.
Io: In libreria?
Lui: Penso di sì.
Ma come “penso di sì”? Dove vuoi averlo visto, dal parrucchiere?
Lei: Ma è una storia con draghetti e fatine?
Amico (che cerca invano di rimediare): No, no, è per adulti!
Io: Scusate, ma una storia per adulti non potrebbe contenere i “draghetti”?
Lei: Be’, se è per adulti…
Io: Ah capisco. Quindi romanzo fantasy per adulti è uguale a fantasia limitata.
Lei: Esatto, più o meno.
In quel momento scoppio a ridere. Sono costretto a darle ragione per non continuare la conversazione.

Questo per dire che alle volte, certi stereotipi, sono duri a morire. Davvero duri.

Nuovo Disegno

Scritto il giovedì, 28 gennaio, 2010

Conoscete Crysta, vero? Quella strega empatica dalla lingua lunga… be’, per chi volesse rinfrescarsi la memoria:

Crysta SDL-s

Stupenda, vero? Io non riesco a smettere di fissarla! C’è davvero tutto, dai vestiti alle lentiggini sul viso. Ringrazio di cuore Anna per lo splendido disegno e Il Recidivo per avermelo inviato. Ho inserito inoltre l’immagine “versione grande” nell’apposita sezione a destra.

Progetti Futuri

Scritto il venerdì, 22 gennaio, 2010

Finalmente abbiamo una data per l’inizio dei lavori. Ok, più che una data è un periodo molto vago, ma ci si accontenta. Si parla di aprile/maggio. Un mese di lavoro e, se tutto va bene, a giugno torneremo a casa. Qui da nonna si sta bene, però siamo troppi, compresa l’altra nonna, quella paterna. E si sa, due nonne possono andare d’accordo per un periodo di tempo molto limitato. Stiamo cercando soluzioni provvisorie, magari mandarla in albergo sulla costa per un paio di mesi. Dispiace a tutti, ma le alternative sono davvero poche.

La protezione civile si sta facendo in quattro, così come il comune. Ma i lavori procedono lentamente. Chi ha la “sfortuna” di possedere una casa nel centro storico deve accontentarsi: tempi biblici, rinvii, una rottura di scatole continua. Però c’è la speranza di tornare a casa e tanto basta per sorridere. Anche se solo un po’.

Io, nel mio piccolo, mi tengo impegnato in mille modi diversi. Negli ultimi tempi sto uscendo poco, colpa dei due esami di Francese che dovrò affrontare a Febbraio. Già immagino il falò che accenderò con i libri una volta superate – si spera – le prove. Ah, quanta soddisfazione!

Ogni sera invece, dalle 23 alle 2 di notte, scrivo. Ho molte idee per la testa, progetti già confermati che si vedranno tra il 2010 e il 2011. Prima di tutto un romanzo che possiamo chiamare EMD. Sapete che non sopporto le etichette, ma se anche volessi usarne qualcuna, non saprei quale affibbiare a questo lavoro. Urban Fantasy? Forse. Fantascienza? Boh. Un miscuglio di generi del tutto casuale, che gli stessi personaggi hanno scelto.

Lenth2 invece è stato spedito ed è in valutazione.

Lenth3 è in stesura ma ho deciso di fermarmi per un po’. Ho scritto il capitolo finale, che avevo in mente da tempo, ma non riesco ancora a completare le parti centrali. So cosa fare, come fare, ma prima voglio prendere una boccata d’aria.

E qui entra in ballo il progetto BATHORY. Non è il titolo del romanzo, ma la celebre “Contessa Sanguinaria” ha a che vedere con la storia. Non è un fantasy. Non ha niente a che vedere con la fantascienza. E’ un libro tradizionale, basato in parte sulla mia piccola esperienza in campo musicale. Mi sto divertendo un mondo nella stesura, anche perché sono “costretto” ad usare uno stile diverso dal solito. Divertente, dissacrante, ironico, cinico: bastardo. Credevo di non esserne in grado e invece mi sono sbagliato. Anche questo progetto potrebbe essere approvato nei prossimi mesi, ma non c’è alcuna certezza.

Infine, c’è la tesi. La mia stupenda tesi su Anne Rice (di parte io? Non sia mai!). Per finirla ho bisogno del suo ultimo romanzo (che a febbraio sarà mio!) ma soprattutto di superare gli ultimi due esami di Francese.

Speriamo bene.

Le mie Risposte

Scritto il martedì, 19 gennaio, 2010

Non volevo arrivare a questo. Davvero, non è nel mio carattere, è una violenza. Ma sono stanco di ricevere visite da persone che, con la scusa di cercare un dibattito, si limitano poi a puntare i piedi. Non è corretto. Ecco le mie risposte allora. Le posto qui perché non ho alcuna intenzione di essere insultato o minacciato, com’è accaduto in questi giorni.

Andiamo con ordine. (continua…)

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