Fantasy Off Air
Scritto il lunedì, 19 luglio, 2010
Tornato da Rimini sono ancora abbastanza scombussolato. Per il momento vi lascio con la prima parte di un’intervista per Fantasy Off Air, ad opera della gentilissima Laura Fanucci. Buona Lettura!
PS: Ho finalmente modificato la biografia, che risaliva a circa due anni fa. Rileggendo la vecchia versione quasi non mi pareva vero di aver superato gli esami di Francese! Miracolo!
Si parte!
Scritto il sabato, 17 luglio, 2010
La valigia è pronta e io pure. Vi ricordo l’appuntamento: questa sera, ore 21:00, Villa Verucchio, presenterò Il Silenzio di Lenth. L’incontro sarà moderato da Simona B. Lenic, autrice di Setalux. Sono passati mesi dall’ultima presentazione, eppure mi sembra di tornare indietro del tempo. Proprio come mi ha suggerito Miki, cercherò di trarre ispirazione dalla bellissima Rocca in cui si terrà la manifestazione, sperando di sopravvivere al caldo.
Vi racconterò tutto al mio ritorno allora, anche se mi aspetto di trovarvi tutti lì, stasera!
Presentazione 17 Luglio
Scritto il lunedì, 28 giugno, 2010
Piccola comunicazione. Il 17 luglio sarò a Villa Verucchio, dove presenterò Il Silenzio di Lenth in occasione dell’evento Fantastici Castelli. Se siete nei paraggi fate un salto! Per saperne di più cliccate QUI.
Lenth2: Updates
Scritto il giovedì, 8 aprile, 2010
Rompo il silenzio stampa per qualche bella notizia. Noto infatti che i miei ultimi articoli passano dal depresso al sempre più depresso, per ovvi motivi. Apriamo le finestre allora, la primavera è arrivata!
Come da titolo, sto continuando con l’editing di Lenth2 (il titolo non posso ancora rivelarlo!), assieme alla mia sempre più paziente editor. Ricordate cosa vi dissi questa estate? Ho dovuto cancellare circa trecento pagine perché non mi piaceva l’approccio alla storia. Troppo freddo, impersonale. Complici anche le tante letture, e le tante esperienze fatte, sono quindi riuscito a scovare una chiave di lettura diversa. Più cinica ma anche più divertente (credetemi, è possibile!).
Ora stiamo sistemando alcuni passaggi poco chiari, quindi di una cosa potete stare certi: tra qualche mese, avrete il vostro bel volume tra le mani. Se per dargli fuoco o rinchiuderlo in cassaforte starà a voi deciderlo. Io penso di utilizzarlo come poggiapiedi, pensate un po’!
Scherzi a parte, ci sono altri due progetti molto interessanti che sono stati approvati! Il primo vedrà luce il prossimo anno, il secondo boh. Il primo è fantastico, il secondo gotico. E per gotico intendo “d’atmosfera con qualche accenno di magia”. Come al solito vorrei dire di più ma non posso. Posso però essere corrotto, quindi fatevi avanti!
Un Commento che Commuove
Scritto il domenica, 21 febbraio, 2010
Non preoccupatevi, sto ancora studiando (anche se non sembra)! Ogni tanto però devo evadere dai saggi gotici e vittoriani altrimenti rischio di infilzare mia nonna con una spada al grido di “The Horror! The Horror!” di Conradiana memoria. Sono quindi capitato su Anobii dove ho letto un commento su Lenth che mi ha commosso. Non che sia difficile farmi commuovere, i miei amici sanno che non devono farmi vedere film vagamente sentimentali per non sentirmi frignare. Ma, come dicevo, questo commento è particolare, perché centra, ancora una volta, un livello di lettura a me particolarmente caro. Quella che Daisy Dery, l’autrice del commento, chiama tristezza, o malinconia:
“Lenth, a differenza di quanto pensassi, non è una persona, ma un luogo, un mondo in cui dei orgogliosi e bizzosi creano divisioni insanabili tra gli uomini, in cui demoni, abominii, si muovono guidati da un signore del male che vorrebbe conquistare l’intero mondo. Un mondo da salvare, che attende custodi e guide che lo facciano rinascere.
Un libro che sorprende il lettore e che ne rivendica tutta l’attenzione, non è semplice, ne’ facile, pretende dal lettore riflessione e sensibilità. Contiene messaggi veramente seri, detti con la consueta leggerezza del fantasy, ma non per questo meno importanti.
L’estraneo, l’emarginato è un tema fondante del romanzo, lo scarto che diviene indispensabile per la salvezza, i buoni che poi buoni non sono, i cattivi che non si capisce chi siano, perchè niente è come sembra. Cosa è bene e cosa è male? Lo stesso inizio del libro non è l’inizio.
La tristezza che permea il romanzo non si percepisce subito, avvolge il lettore un po’ alla volta lungo tutto il percorso di lettura. Non so se l’effetto sia voluto, ma il finale non poteva essere diverso da quello che è. Non me ne sono stupita affatto. Una parabola discendente di tristezza. In fondo per rinascere prima si deve morire.
Ma non per questo è meno avvincente, anzi! La storia scorrere veloce e ci si ritrova alla fine senza poterci fare nulla, se non chiedere all’autore, il seguito e magari al più presto.”
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