Il risveglio di Lenth

La Censura di Matrix

Scritto il martedì, 22 giugno, 2010

Non parlo mai di politica, anche perché la trovo snervante. Mi informo quanto basta per non cadere dalle nuvole quando vengono pronunciati nomi altisonanti come Mr. A o Mr. B. Ma quello che è accaduto ieri a Matrix ha dell’incredibile e non intendo tacere. Chi ha visto la “trasmissione” di canale 5 sa che erano presenti le Amiche per l’Abruzzo, le cantanti che lo scorso anno hanno tenuto un concerto a San Siro, i cui proventi – 1 milione di euro – sono stati donati proprio ieri a L’Aquila. Al di là del fenomeno in sé, la cosa che ha fatto riflettere credo tutti gli spettatori, è stata la censura del presentatore Vinci. Gianna Nannini – sempre sia lodata – ha infatti accennato alla protesta della settimana scorsa, quando gli aquilani sono scesi in strada in ventimila contro il rimborso delle tasse voluto dal governo. Per chi non lo sapesse, negli altri paesi/città/regioni colpiti dal sisma, le tasse sono state richieste dopo decine di anni; a L’Aquila le cose vanno diversamente però, con un governo ai ferri corti che vuole i soldi adesso, fregandosene del commercio che è praticamente inesistente, o dei lavori di ricostruzione che procedono a tentoni.

Si è infatti costruita una città parallela a L’Aquila, con interi, nuovi quartieri e centri commerciali. Un ragazzo qualunque non ha più la libertà di dire “vado a fare una passeggiata”, perché è praticamente impossibile. Si esce solo per andare a mangiare, a bere, a comprare o a vedere un film. Fine. Secondo voi questa è vita? Per il governo sì a quanto pare, vista la pubblicità positiva che si sta facendo sul NULLA.

Stenderei poi un velo pietoso sul sindaco Massimo Cialente, che ha blaterato cose insensate in tutti i suoi interventi, salvo poi riprendersi sul finale; alla domanda della Mannoia “perché ricostruire una scuola nel centro storico-zona rossa quando si potrebbero usare gli stessi soldi per costruirne una nuova altrove?” ha risposto infatti “noi aquilani vogliamo che il centro storico riapra, è l’unico punto di aggregazione possibile ora che ci sono solo centri commerciali e quartieri fatiscenti”.

Che dire? Speriamo che questa soap opera finisca al più presto.

Giornata in Comune

Scritto il mercoledì, 24 marzo, 2010

carta-identitaGiornata sprecata, aggiungerei.
Avete presente quando avete tremila cose da fare e poco tempo per farle? Avete presenti i soliti imprevisti in cui si incappa puntualmente? Ecco, allora potete capirmi.
Questa mattina ho avuto la brillante idea di spulciare nelle tasche “segrete” del portafoglio. C’era di tutto, volantini del 1700, scontrini battuti a macchina, persino delle fototessere di quando andavo alle elementari. Più una foglia di agrifoglio, ma questa è un’altra storia.
Ho subito notato che la carta d’identità era scaduta. Dramma. Sì, perché a maggio dovrei andare con gli amici in Irlanda e il mio passaporto credo sia sepolto da strati e strati di vestiti, sotto strati e strati di cartacce, sotto strati e strati di polvere, sotto strati e strati di macerie forse.
Da qui alla seconda brillante idea il passo è stato breve. “Perché non andare al comune?”, mi sono detto. E l’ho fatto. Prima però ho avuto una simpatica discussione con mia madre.

Io: Quasi quasi vado venerdì mattina, visto che devo fare un salto in facoltà.
Mamma: Ma venerdì mattina c’è gente!
Io: Mah, non penso.
Mamma: No, no, vai oggi! Verso le 15:00 non trovi nessuno, te l’assicuro!

Le ultime parole famose.
Il comune era pieno di gente. Della serie che se andavo di venerdì facevo prima. Faccio la fila per circa un’ora, poi arriva finalmente il mio turno. Peccato che il “simpatico impiegato” del comune non è poi molto sveglio.

Io: Dovrei rinnovare la carta d’identità.
Simpatico Impiegato: Come mai?
Io: Perché senza non esisto?
Simpatico Impiegato: A che ti serve?
Io: Be’, la patente non basta.
Simpatico Impiegato: La patente?! Ma sei minorenne.
Io: A dire il vero no.
Simpatico Impiegato: Hai diciotto anni? Te li porti bene.
Evito di rispondere.
Simpatico Impiegato: Vuoi la carta elettronica o cartacea?
Io: Quella elettronica, così non ci penso più.
Simpatico Impiegato: Devi aspettare cinque mesi per quella. Ancora non recuperiamo le carte nella vecchia sede.
Io: Perché me l’ha chiesto allora?
Simpatico Impiegato: Me ne sono scordato.
Io: Per quella cartacea servono delle foto, vero?
Simpatico Impiegato: Sì. Per quella elettronica no invece, usiamo una macchinetta digitale.

Inizia quindi a spiegarmi il vario procedimento. Peccato che non mi interessi visto che non posso farmela! Sono quindi costretto ad uscire e ad andare in una di quelle macchinette per la strada. Be’, il risultato è abbastanza soddisfacente. Di solito in foto sembro un alieno!
Torno al comune. Un’altra ora di fila. Alla fine il simpatico impiegato prende le foto e sistema il tutto.

Simpatico Impiegato: Professione?
Io: Studente universitario. Anche se starei per laurearmi.
Simpatico Impiegato: Allora dimmi dove lavorerai.
Io: (come se avessi il dono della preveggenza) Per ora scrivo.
Simpatico Impiegato: Dove?
Io: Libri.
Simpatico Impiegato: ti pagano?
Io: Be’ sì.
Simpatico Impiegato: Quanto uno stipendio normale?
Io: (a questo punto non so bene cosa rispondere; nb: ci fissano tutti) Che intende scusi?
Simpatico Impiegato: Puoi considerarlo un salario?
Io: Be’, in un certo senso.
Simpatico Impiegato: Ma qui leggo che hai 25 anni. C’è un errore?
Io: Ehm no. Sono del 1985
Simpatico Impiegato: Davvero?!
Io: Sì…

A questo punto inizia a spiegarmi che con le nuove riforme non si dice più occhi castani e capelli marroni ma capelli castani e occhi marroni. O qualcosa di simile. Argomenti davvero interessanti, ve l’assicuro! Insomma, esco dal comune a un’orario assurdo. Ho perso un pomeriggio, ergo domani dovrò fare le ore piccole. Ma, quando torno a casa, oltre al danno la beffa.

Mamma: Come mai tutto questo tempo? Sei uscito?

“To do” List

Scritto il mercoledì, 24 febbraio, 2010

Superare gli esami di Francese.

Bruciare i libri di Francese.

Scrivere Lenth2.

Spedire Lenth2.

Uccidere Bill.

Iniziare a scrivere la tesi.

Provare tristezza.

Cercare di riprendermi.

Intercettazioni Terremoto

Scritto il giovedì, 11 febbraio, 2010

Oggi avrei voluto parlarvi de “Il Discepolo”, l’ultimo romanzo che ho letto e invece no. Ho trovato un articolo a dir poco agghiacciante. Lo trovate completo sul sito de “La Repubblica“, mentre la parte incriminata è qui.

Il succo? E’ stata intercettata una conversazione tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell’impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma e il cognato Gagliardi.  La conversazione è davvero squallida. In sostanza, al di là del “quanto sono bravo che aiuto i poveri scemi terremotati”, uno dei due dice: “Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”.

Come sputare nel piatto in cui si mangia. La cosa non mi stupisce più di tanto, è dal 6 Aprile che si specula sul terremoto; fenomeno mediatico prima, vetrina elettorale poi.

E il bello è che si tratta solo della cima dell’iceberg! Scavando stanno uscendo cose assurde. Perché allora sono convinto che cadranno presto nel dimenticatoio?

Silenzio Mediatico

Scritto il lunedì, 25 gennaio, 2010

Oggi ho letto questa notizia e sono rimasto senza parole. Mi sorprende in particolar modo il silenzio della stampa, dei media, di quei comitati troppo impegnati a lottare contro i mulini al vento da rendersi conto di ciò che sta accadendo. Se i reati dovessero davvero cadere in prescrizione, avremmo conferma di tante cose. Dell’egoismo del singolo che si impone sulla massa, degli interessi privati che passano sopra a tutto e a tutti pur di realizzarsi.

E intanto in tv di cosa si parla?

-Oggi il Moige ha dichiarato che il Film “BlaBla” ha violato le regole del “BlaBla” sulla tutela dei poveri bambini “BlaBla”.
-Il deputato di “BlaBla” ha dichiarato che la sera non guarda la tv.
-”Amici di Maria dei Filippi” ha avuto un ascolto flop nella fascia “BlaBla” di…
-Emilio Fede ha perso il suo primo dentino!

Stiamo messi davvero bene.

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