L’ipocrisia della televisione
Scritto il venerdì, 16 aprile, 2010
Prima Mike Bongiorno, poi Santi Licheri e ora Raimondo Vianello. I volti televisivi più familiari stanno scomparendo uno dietro l’altro. Alcuni credono che siano segni precursori dell’apocalisse che avverrà nel 2012, io penso invece che sia solo la vita. La cosa che mi rattrista però è che la televisione si ricordi di questi “grandi” solamente quando sono morti. Va bene, hanno tutti vissuto pienamente, con una gran bella carriera alle spalle, ma come hanno trascorso gli ultimi anni? Da reietti, schifati dalla tv commerciale ma anche da quella di stato. Pensiamo a Mike Bongiorno ad esempio. Dopo decadi di onorato servizio, poco prima di morire, era in trattative con Sky per poter dire ancora qualcosa, per potersi ancora affacciare nelle case degli italiani.
Allora mi chiedo: perché non eliminiamo gli “adolescenti idioti” e riportiamo in televisione i veri presentatori? Perché una Enrica Bonaccorti si vede negare la possibilità di tornare in televisione? Perché Lorella Cuccarini è costretta a riciclarsi su Sky prima e ora in teatro? A me queste cose non vanno giù. Capisco che chiedere coerenza alle reti sia troppo, ma ci risparmiassero almeno le trasmissioni strappalacrime in cui commemorano i cari estinti.
Anche solo per rispetto.
Un po’ come accade in letteratura. Non posso fare a meno di pensare a Salinger. Ha segnato intere generazioni, ma molti lo hanno conosciuto solamente quando se ne è parlato in televisione e sui giornali. Perché è di moda. Stessa cosa, in ambito musicale, per Lucio Battisti. Le vendite dei suoi album sono schizzate alle stelle troppo tardi.
Lo ammetto, ho paura per Anne Rice. Un mio amico mi ha detto “sai che due dei tuoi tre scrittori preferiti sono morti?” e mi sono leggermente agitato. Anne, se mi leggi, chiuditi in casa e fai un check up completo!
Conversazioni al Bar: Telefilm
Scritto il venerdì, 5 febbraio, 2010
Oggi siamo andati da Léo (o Leò, che dir si voglia). Eravamo io e un mio amico. Un amico con cui condivido la passione per la lettura, per i manga, ma soprattutto per i telefilm. Quest’ultima poi non è una semplice passione, ma qualcosa di più. Guardiamo le serietv sì da spettatori, ma anche con occhio critico. Nel mio caso non può essere che così, dal momento che studio “Culture per la Comunicazione” e ho un debole per le sceneggiature ben fatte e le strutture narrative. Ovviamente, che ve lo dico a fare, Buffy viene spesso presa come esempio.
Io: Hai visto l’ultima season premiere di Lost?
Lui: Ancora no. Quindi non spoilerare.
Io: Lo sai che non spoilero mai!
Lui: Sì, come no. Come quando mi hai praticamente anticipato la fine della prima stagione di Heroes. Da allora ho smesso di vederlo.
Io: Non ti sei perso niente. Gli autori non sanno più cosa inventarsi. Al di là delle sceneggiature, sono proprio gli attori che recitano da cani… perfino gli effetti speciali sono peggiorati.
Lui: Quanto fa di media?
Io: E’ sceso attorno ai 5 milioni. Un flop. Peccato che la rete continui a crederci, mentre la povera Dollhouse è stata cancellata.
Lui (sgrana gli occhi): Cancellata?!
Io: Eh già, alla seconda stagione.
Lui: Ma stanno fuori di testa? Come cavolo gli è venuto in mente?!
Io: Parliamo della FOX, la rete stronza per eccellenza. Secondo me Joss Whedon dovrebbe tentare i canali via cavo.
Lui: Sì, a budget limitato. Sarebbe scemo a farlo.
Io: O potrebbe tornare alla The CW (ex Warner Bros). Dopo aver cancellato Charmed stanno tentando di creare qualcosa di simile.
Lui: Bei tempi quando potevano permettersi di cancellare show da 3 milioni di spettatori.
Io: Ora The Vampire Diaries, che si è assestato attorno ai 3,6 milioni, è considerato un successone.
Lui: Peccato che sia alla prima stagione, mentre Charmed ne ha avute otto.
Io: Be’, tutto sommato Joss ha un conto aperto con la The Cw.
Lui: Per Buffy dici?
Io: Yep! Hanno cancellato Buffy alla quinta stagione, mandando all’aria i suoi piani. Fortuna che le ultime due serie sono state acquistate dalla Upn.
Lui: Fortuna sì, sono le migliori. Finalmente più dark, senza tante censure.
Io: Chissà se Buffy uscirà mai in Blu Ray.
Lui: Drogato, ce l’hai già in DVD!
Io: Che posso farci se è una serie perfetta? E’ durata sette anni senza mai copiarsi. Guarda CSI invece, o NCIS e altre sigle varie. Sono tutte uguali: la season premiere introduce qualche caso ricorrente, la season finale porta a conclusione il tutto. Nel mezzo una ventina di episodi autoconclusivi.
Lui: Qui in Italia non stiamo messi tanto meglio.
Io: Ma io l’Italia neppure la considero. Siamo indietro di almeno 20 anni. Inizierò ad interessarmi quando smetteranno di fare serie su preti, carabinieri, poliziotti o marescialli.
Lui: Cioè mai.
Io: Esatto. Nel frattempo studio francese. L’esame col Mastino Infernale ci sarà il 9.
Lui: Condoglianze.
Io: Non dare per scontato che mi boccerà!
Lui: Come si dice in francese “non ne sarei così sicuro”?
Io: Boh.
Lui: Appunto.
Silenzio Mediatico
Scritto il lunedì, 25 gennaio, 2010
Oggi ho letto questa notizia e sono rimasto senza parole. Mi sorprende in particolar modo il silenzio della stampa, dei media, di quei comitati troppo impegnati a lottare contro i mulini al vento da rendersi conto di ciò che sta accadendo. Se i reati dovessero davvero cadere in prescrizione, avremmo conferma di tante cose. Dell’egoismo del singolo che si impone sulla massa, degli interessi privati che passano sopra a tutto e a tutti pur di realizzarsi.
E intanto in tv di cosa si parla?
-Oggi il Moige ha dichiarato che il Film “BlaBla” ha violato le regole del “BlaBla” sulla tutela dei poveri bambini “BlaBla”.
-Il deputato di “BlaBla” ha dichiarato che la sera non guarda la tv.
-”Amici di Maria dei Filippi” ha avuto un ascolto flop nella fascia “BlaBla” di…
-Emilio Fede ha perso il suo primo dentino!
Stiamo messi davvero bene.
Al Diavolo il Moige!
Scritto il venerdì, 15 gennaio, 2010
Per chi non lo sapesse, il Moige (Movimento Italiano Genitori) è un’associazione che si occupa di vigilare – tra le tante cose – sui programmi televisivi, per tutelare i minori. L’esempio lampante del finto moralismo che domina la nostra società. Abbiamo davvero bisogno di terzi per controllare i nostri figli, per proteggerli dalle “brutture” del mondo? Abbiamo davvero bisogno della censura quando basterebbe stare dietro alla nostra prole, magari vigilando sul telecomando?
A quanto pare sì.
Che il Moige sia una spina nel fianco è un dato di fatto. L’ultima presa in giro poi, non mi stupisce più di tanto. Angel credo sia tutto meno che diseducativo, ma per questa “associazione” è difficile da capire, visto che si sarà limitata ad analizzare una puntata random. Che poi, la censura serve davvero a qualcosa? Da piccolo io, se volevo, potevo vedere quello che desideravo. Mi bastava sgattaiolare nella camera di mio fratello per superare la vigilanza di mia madre. Non credo che le cose siano cambiate. Avvolgere i bambini in una sfera di vetro non serve a niente, presto o tardi quella sfera andrà in mille pezzi e forse sarà proprio il bambino a farsi male.
Perché quindi non stargli accanto e spiegargli le cose? E’ davvero necessario relegare piccole perle ad orari improponibili? Anni fa, quando ancora non avevo i “meravigliosi” DVD di Buffy, ero costretto ad aspettare l’1 di notte per vedere gli episodi su italia1. L’1 di notte, non le 22 o le 23. Immaginate quindi in che stato andavo a scuola il giorno dopo.
La politica del Moige può essere riassunta così: “Koda fratello orso” a reti unificate e un pizzico di Willy il Coyote, ma non troppo perché potrebbe risvegliare istinti suicidi nei bambini.
Assurdo.
Ci preoccupiamo così tanto di questo stupido canale comunicativo (neutralizzabile con un semplice click), da dimenticare che ne esistono di altri e ben più pericolosi. Internet ad esempio o i videogiochi; questi ultimi poi hanno dei bollini con i divieti in base a varie fasce di età, ma credete davvero che al negoziante importi qualcosa? Stessa cosa per i libri. Cosa impedisce ad un bambino di andare in libreria e comprarsi un romanzo di Melissa P.? Non che sia chissà che, ma le tematiche trattate hanno poco a che vedere con “Koda fratello orso”! Ma questo è un caso limite, un bambino si recherà in libreria solo se costretto o se desideroso di dar fuoco a qualcosa. Pensiamo ai fumetti allora, uno dei canali comunicativi più diffusi. Mostrare Angel che si trasforma in vampiro è male, ma leggere di un personaggio che squarta la gente è edificante. Eh sì, il bambino coglierà di sicuro le diverse sfumature.
Tra l’altro continuo a parlare di bambino come un’entità astratta, come il simbolo dell’innocenza. Peccato che quest’innocenza vada in malora sempre più presto. Tempo fa, al supermercato, mi è capitato di vedere un bambino di circa sei anni che cercava di picchiare la sorellina (o almeno immagino lo fosse). Gridava qualcosa del tipo “ti taglierò i chakra e ballerò sul tuo sangue”, di “Narutiana memoria”.
Viva l’innocenza!
PS: non c’entra niente ma stasera vado a vedermi Avatar. Spero sia decente… e spero anche che non ci siano scene violente, potrei restare traumatizzato e chiamare il Moige!
Recensione: Dollhouse
Scritto il martedì, 26 maggio, 2009
Sono passati giorni dall’ultima recensione approdata sul blog. Questa volta però non si tratta di un libro, ma di un telefilm. Un telefilm di cui si è da poco conclusa la prima stagione in America e che è stato fortunatamente rinnovato per un altro anno. Dico fortunatamente perché gli ascolti non sono stati eclatanti. In questi casi non si parla di colpe, ma se posso dire la mia, la Fox ha sbagliato a scegliere lo “slot” per questa serie. Prima è stata accoppiata al – purtroppo fallimentare – “Terminator: The Sarah Connor Chronicles”, poi a “Prison Break”, che in questa stagione non ha di certo brillato per gli ascolti.
Ma passiamo alla storia. (continua…)
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