Il Capitolo Finale
Scritto il domenica, 18 ottobre, 2009
In questi ultimi giorni ho ripreso a scrivere molto. Mi sono infatti accorto di avere troppe cose in sospeso, progetti iniziati e lasciati a metà; perché quindi non dare una chiusura a tutto? Dopotutto di tempo per pensare ai finali ne ho avuto. Anche troppo direi. Ecco quindi che mi sono cimentato nel capitolo finale di Lenth3. Dovete infatti sapere che il mio metodo di scrittura è altamente diseducativo. Dopo aver pianificato ogni cosa, quando passo all’atto pratico, scrivo una prima stesura che è scevra di dettagli e di “abbellimenti”. Un modo per andare spedito, per non perdermi niente per strada. Con Lenth sono costretto, viste le tremila linee narrative che ho inserito (e che diventeranno particolarmente evidenti nel secondo volume). Il prologo e il capitolo finale, però, devono essere perfetti da subito. Una fissazione strana. L’ultimo della trilogia poi, deve essere particolarmente intrigante. E’ un capitolo in prima persona, ve lo dico subito. E mi sto sentendo male nello scriverlo. E’ troppo intenso, troppo carico, troppo tutto. Non mi è mai capitata una cosa simile. E’ una sensazione bella e brutta al contempo. Bella perché vuol dire che la storia funziona, brutta perché durante la stesura c’è stata un’evoluzione non indifferente e il tirare le somme mi stravolge.
Per darvi un’idea, sapete qual è la canzone ispiratrice del capitolo finale? No, questa volta non sono gli Evanescence – che pure hanno guidato non pochi capitoli – ma gli Skunk Anansie. Un gruppo che ha segnato la mia adolescenza e che ho riscoperto questa estate; manco a farlo apposta, poco prima che tornassero alla ribalta. Ascoltate anche voi questa canzone, “Because of You” e poi ditemi a cosa vi fa pensare!
Because of you
the tears dead in my eyes
they freeze until I’m blind
the eyes a gift from you
because of you
the scratches on my face
will never be erased
by someone else’s warmth
because of you
the winter feeds my heart
while summer blows and burns
my disappearing youth
Musica & Scrittura
Scritto il venerdì, 3 luglio, 2009
Io ho uno strano rapporto con la musica. Nel senso che i miei gusti vanno dai generi più commerciali a quelli meno conosciuti. Si potrebbe dire che mi piace tutta la musica, quella degna di questo nome almeno. Quando scrivo poi, non posso che farci affidamento. Non sempre però. Ad esempio, quando devo descrivere determinate situazioni, ho bisogno di silenzio, di concentrarmi; una qualsiasi canzone mi farebbe lanciare in aria il portatile e cantare a squarciagola. Ebbene sì, è successo anche questo.
Nel 60% dei casi, quando scrivo, le canzoni di Amy Lee sono perfette. Le sue ballate per l’esattezza, quelle da lei scritte e interpretate (al bando quindi le pseudo imitazioni del suo secondo cd). Quando dico che sono “perfette” intendo che sono adatte alle situazioni. Volete un esempio? Mi rivolgo a chi ha letto il romanzo, ma anche a chi lo ha appena iniziato: pensate al percorso di Zoria, al suo conflitto interiore, alla sua vita e alla paura del futuro. Ci siete? Bene, ora leggete questo estratto di “Cloud Nine”: (continua…)
E’ morto Michael Jackson
Scritto il giovedì, 25 giugno, 2009
Notizia appresa proprio ora. Sono rimasto di stucco, non riuscivo a crederci. A prescindere dalla sua vita personale e dai suoi presunti crimini, Michael Jackson era un Artista, con la A maiuscola. Sono cresciuto con le sue canzoni, sia perché mio fratello era suo fan, sia perché era una sorta di mito quando ero piccolo. Ricordo ancora i suoi video, Smooth Criminal in particolare. Un mito. Avevo anche il suo gioco per il SEGA – non so neppure se esiste ancora – un gioco abbastanza scemo a dire il vero, dove Michael combatteva contro cani e cattivoni vari ora lanciando il capello, ora calciando a suon di musica. Geniale a dir poco. Adesso invece non c’è più, è morto. Non sto a vedere le cause, ciò che è accaduto realmente. Mi limito a ripetere la parola “mito” all’infinito, perché lo è stato. Ripeto, un genio della musica.
Ciao Michael.
Domani – Canzone per L’Aquila
Scritto il mercoledì, 6 maggio, 2009
Ho sempre ammirato Jovanotti, ma questa volta ha dato il meglio di sé. Ha radunato più di sessanta artisti e ha inciso una canzone per la ricostruzione del conservatorio dell’Aquila. Un’iniziativa lodevole, se si pensa che molti se ne sono altamente fregati. Vi lascio il link, per chi volesse vedere il video. A me sono venuti i brividi.
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