03 set

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Recensione La Torre Nera – Stephen King

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la-torre-neraHo scoperto Stephen King poco più di due anni fa, quando mi hanno consigliato di leggere i suoi romanzi. Come molti avevo visto gli adattamenti televisivi e cinematografici e come molti sono rimasto traumatizzato da IT, ma delle controparti cartacee sapevo poco e niente.
L’obiettivo finale, per quanto mi riguarda, era quello di leggere la saga de La Torre Nera, opera in sette volumi (più un prequel), ma per farlo avevo prima bisogno di recuperare gli altri romanzi del sig. King. Perché? Perché questo autore (anche se la parola “autore” è riduttiva) ha ben pensato di creare connessioni in quasi tutti i suoi romanzi; sia ben chiaro, La Torre Nera può essere letta anche senza aver sfogliato altre opere (e viceversa), ma così facendo si perdono tutti i richiami e i rimandi al mega-universo che è stato creato.
Ecco quindi che i can-toi (creature ibride ne La Torre Nera) sono citati in Desperation, la Tartaruga appare in IT (insieme a speculazioni varie sulla natura del Clown che rimanda al terribile Re Rosso), così come Carrie potrebbe essere considerata una Frangitrice (uomini e donne impegnati a far cadere la Torre) e via dicendo.
In confronto al Sig. King io sono una puzzetta nell’universo, questo è bene dirlo. Però non posso non dare un parere da autore:

«L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì».

Da scrittore credo che sia uno degli incipit più belli mai scritti. È chiaro, fulmineo, evocativo, ritmato. Da lettore però l’ho trovato confuso, disorientante, privo di informazioni utili per comprendere chi sia l’uomo in nero ma soprattutto il pistolero.
E pensate che prima di sapere la storia di quest’ultimo si dovrà attendere il quarto volume, quasi interamente un flashback sulla sua giovinezza. Fino ad allora, nei primi tre romanzi, c’è tutto un rimando a situazioni che il lettore non conosce ma soprattutto a personaggi (vivi? Morti?) privi di caratterizzazione. Solamente ad una seconda lettura si potranno cogliere tutte le connessioni dei primi volumi ma è, francamente, un esperimento che possono permettersi ben pochi scrittori.
Perché è proprio questo il punto. Stephen King ha potuto scrivere questa storia grazie alla sua fama e non è un caso se il successo della serie sia arrivato più avanti, quasi a dire “poco importa vendere poco, l’importante è raccontare la storia che ho in mente”. E se da un lato uno scrittore può storcere il naso (Chi può permettersi di fare ciò che vuole con editor vari pronti a sforbiciare?) il lettore esulta: sì, perché mr. King sta raccontando la sua storia a modo suo, senza costrizioni, senza pressioni e la storia è a dir poco entusiasmante nella sua semplicità.

Fantasy. Storico. Fantascienza. Epico. I generi sono un miliardo e si intrecciano tra di loro in maniera armonica. (leggi tutto)

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