Il risveglio di Lenth

Biografia

bioSono nato a L’Aquila il 29 Luglio del 1985. Ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo ai tempi delle superiori, il terzo o quarto anno se non ricordo male. All’epoca si trattava di una sorta di esperimento, niente di serio. Semplici parole alla rinfusa, qualche idea per i personaggi principali e l’ambientazione. Avevo anche una bozza di storia, ma ogni volta che provavo a seguire una scaletta ottenevo risultati disastrosi, per questo – dopo un lungo penare – mi sono deciso a seguire l’istinto, a fare di testa mia. Ad essere onesti, il mio non era un vero e proprio tentativo di scrittura, quanto un approccio ai manga. Sì, perché ero intenzionato a voler disegnare un manga… peccato che non avevo alcuna base pratica o teorica, se si escludono i tremila manga letti e i miliardi di anime visti. Però sapevo disegnare abbastanza bene, ero ricco di idee e mi sono ugualmente cimentato nella titanica impresa. Impresa che si è subito rivelata disastrosa.

Ho quindi lasciato perdere la scrittura per lungo tempo, fino a un giorno di dicembre, se non ricordo male. Fuori nevicava, in casa c’era ben poco da fare. Mentre rassettavo la mia camera ho ripescato per caso il mucchio di fogli con i disegni del manga che avevo in progetto di realizzare. Era passato molto tempo, appunto, ma nonostante le varie trovate ingenue al limite dell’idiozia, sentivo che la storia poteva funzionare. Mi ci sono messo di impegno e nel giro di qualche mese venne fuori una bellissima trama, personaggi interessanti e poliedrici e un’ambientazione niente male. Vorrei precisare che non ho mai ricercato l’originalità a tutti i costi, anche perché sul fantasy è stato scritto di tutto. Cercavo invece una storia che ora si potrebbe definire alla “Lost”, ad incastro, dove nulla è lasciato al caso, senza  neanche un solo Deus ex Machina.

E’ nato così il mio primo romanzo, anche se in origine era molto diverso. Più ingenuo se vogliamo, meno maturo, sia dal punto di vista stilistico che narrativo. E’ un romanzo complesso, ad “incastro” come ho già detto. Spero vi piaccia, spero che vada incontro ai vostri gusti così come è andato incontro ai miei.

Adesso frequento la facoltà di “Lettere e Filosofia”, nella vana speranza di riuscire a laurearmi entro la fine del millennio. Sempre se non cambieranno ordinamento per la centesima volta facendo svanire gli ultimi esami che devo sostenere (ebbene sì, è successo anche questo!).

PS: Ho sempre creduto di non appartenere a quella schiera di scrittori che proclamava di aver sempre amato scrivere. Non ne avevo mai avuto sentore sino alle superiori. Però qualche tempo fa ho ritrovato un racconto scritto a macchina quando avevo dodici anni. Un racconto giallo per la precisione. E’ scritto abbastanza bene, ma orrido sotto tutti gli altri punti di vista. Quindi, se proprio volessi, potrei dire di aver sempre amato scrivere. Anche se in maniera inconscia.