Il risveglio di Lenth

Ciao Lestat!

Scritto il domenica, 28 febbraio, 2010

Ho quasi finito di leggere Blood. Devo dire che me la sto prendendo comoda, per tutta una serie di motivi. Prima di tutto perché la tesi e la scrittura assorbono quasi tutta la giornata, secondo poi perché mi dispiace. Mi sento male al pensiero che sia l’ultimo romanzo de Le Cronache dei Vampiri. L’ultimo capite? Certo, c’è sempre Vittorio the Vampire (se mai uscirà in Italia), ma non è la stessa cosa. Blood è l’ultima biografia di Lestat, l’ultima occasione che ho per sentire la sua voce, per vivere le vicende del “principino viziato”.

Restate sintonizzati per la recensione. Un congedo regale, un modo per salutare il Grande Lestat!

Della serie “Tutto meno che Studiare”

Scritto il sabato, 20 febbraio, 2010

E’ dalle 15 che scrivo. Cosa? La tesi. Un argomento interessante, per carità, ma che alla lunga stanca. Anche perché sono ancora alla fase introduttiva, quella che con la Rice ha poco a che vedere. Sto leggendo saggi sul fantastico, sul gotico, su preti e monaci improvvisatisi scrittori e via dicendo.

Verso le 22 ho fatto una breve pausa e ho navigato nei miei blog preferiti. E cosa scopro? Un nuovo gioco! Online! Un gioco di ruolo fatto di scrittura, dove ogni due giorni vengono date delle dritte da una fantomatica Oca. Dritte che vanno seguite e sviluppate entro i 420 caratteri. Una miseria, ve lo dico. Ammetto che è entusiasmante e che ogni scusa è buona per non studiare! E poi ne sto approfittando per parlare d’altro, per scappare, anche solo un po’, dal fantasy. Mucho catartica come cosa. Ve lo consiglio, anche se sono agli inizi. Per ora ho un’impressione positiva, sebbene la storia dei “seguaci” sia strana. In breve, per vincere, aiuta avere tanti seguaci, visitatori e utenti che si iscrivono e ti “aggiungono” al suo profilo. Però, come ho detto, mi sono appena iscritto, quindi questa prima impressione potrà essere smentita.

Be’, torno a leggere il meravigliosissimo saggio di Pinco Pallino su quanto sia importante la virgola nei romanzi gotici!

PS: La mia pagina, nel gioco, è questa. La mia eroina si chiama Sybelle (qualcuno ha detto Armand il Vampiro?!) Buona lettura!

Tesi su Anne Rice

Scritto il martedì, 16 febbraio, 2010

blood-annyCome persino mia nonna sa, sto scrivendo la tesi su Anne Rice. Credevo fosse una passeggiata, ma ovviamente mi sbagliavo! Sì, perché ho deciso di parlare del suo rapporto con la fede e della numerologia che attraversa un po’ tutti i suoi romanzi. 12 romanzi in tutto, non uno di più, non uno di meno. La Regina non ha voluto scriverne un tredicesimo e nello stesso “Memnoch il Diavolo”, parla dei 12, perfetti libri di Wynken de Wilde, personaggio storico da lei inventato.

A questo aggiungete poi una marea di testi da consultare sui primi casi di vampirismo-porfiria e avrete una perfetta immagine delle scartoffie che mi sommergono. C’è da dire però che è divertente! Ho letto tantissimo sui nightwalkers, ma non riesco mai a saziarmi. Se si escludono esempi imbarazzanti come quello di Lisa J. Smith, il panorama editoriale offre di tutto. Dai vampiri romantici ai vampiri maledetti, dai vampiri meditabondi ai vampiri guerrieri; un caleidoscopio di forme e colori differenti, che sarebbe impossibile analizzare per intero.

Motivo per cui mi sono concentrato solo sui “mostri sacri” del genere, come Stoker, Le Fanu, Polidori, Byron… e ovviamente lei, Anne Rice. Tra l’altro ci scriviamo spesso, ogni tanto le mando qualche domanda a cui risponde con estrema gentilezza. Da vera Regina, professionista, Scrittrice. E dire che all’inizio pensavo mi avrebbe snobbato. Un’autrice come lei è merce rara, una che si prende la briga di rispondere ad ogni singola lettera.

Rice a parte, sto analizzando anche il personaggio di Vlad Tepes, la sua figura di “Cavaliere del Drago”, la sua biografia. Stoker ha in qualche modo alterato la realtà, aggiungendo elementi comodi ed eliminando invece quelli scomodi, in conflitto con la trama del suo “Dracula”. Anche questo è interessante, come tutto del resto.

Ora non mi resta che leggere i tremila saggi rimasti sul vampirismo e sul romanzo gotico. Testi online e cartacei. Ovviamente alcuni me li ha forniti la prof, visto che qui non esiste più una biblioteca. Peccato, mi sarebbe piaciuto chiudermi per ore in quel bellissimo edificio classico, in completo silenzio. Bei ricordi.

PS: Ah, ovviamente “Blood” è mio! Sono riuscito a recuperarlo due giorni prima dell’uscita. Eh sì, sono raccomandato!

Posti & Personalità

Scritto il mercoledì, 10 febbraio, 2010

Come sapete, ieri ho sconfitto il Mastino Infernale. Gli appelli sono cominciati alle 15:00 ma io sono stato chiamato alle 18:30 (mi ero iscritto per ultimo di proposito). In quelle tre ore e mezza ho avuto tanto tempo per riflettere – e per leggere il romanzo che mi ero portato dietro. Dando uno sguardo all’aula strapiena, mi sono accorto di una cosa: le personalità degli studenti sono direttamente proporzionali al posto in cui decidono di sedere. Se prendiamo come picco superiore la “precisione” e come picco inferiore il “menefreghismo”, otterremo una ventina di strabilianti livelli intermedi!

Prima Fila: Occupata da quelli che volgarmente vengono chiamati “secchioni”. Hanno i sensi più sviluppati degli altri e sono talmente sicuri delle loro capacità che non ripassano. Ascoltano le interrogazioni e, di tanto in tanto, si concedono dei sorrisetti. Tendono ad annuire tutto il tempo e sono riconoscibili dai loro indumenti. Le donne preferiscono colori chiari e acconciature austere, gli uomini gilet più camicia e/o maglioncino con sciarpa bianca.

Seconda, Terza, Quarta Fila: Occupate per lo più dai derivati dei “secchioni”. Pur avendo studiato, continuano a ripetere in continuazione. Non smettono mai, qualunque cosa accada, come se ne andasse della loro vita. E forse è proprio così, ma ad oggi non esistono spiegazioni sufficientemente esaustive. Questa razza è infatti sfuggente e pronuncia solo monosillabi.

File Intermedie: Occupate dai “meticci”. Sono persone che pur avendo studiato, non si limitano a ripetere, ma a chiedere rassicurazioni al vicino di banco. Sono nervosi e pronunciano spesso frasi del tipo “non so niente, non so niente”. Solo chi conosce questa specie da vicino sa che sono inclini a mentire. Pare infatti che traggano sicurezza dall’insicurezza stessa e, inutile dirlo, vengono sempre promossi col massimo dei voti.

File di Dietro: Sono occupate da chi ha studiato poco e niente. Questa specie è riconoscibile dagli indumenti scuri, perfetti per la mimetizzazione, e dal chiacchiericcio continuo. Si muovono sempre in branco e ridacchiano dei “secchioni” e dei “meticci”. Stranamente non dicono nulla degli ibridi, avendo per essi una naturale simpatia. Forse perché tracimano insicurezza da ogni poro.

Ultima Fila: E’ quella che ho occupato io. E’ sempre deserta. In pochi osano spingersi fin lì. “Secchioni”, “meticci” e “ibridi” non possono infatti perdersi neppure una parola della professoressa. Chi sa poco e niente, invece, non vuole mostrarsi troppo disinteressato. Perché la loro dopotutto è una maschera. Mentre la bocca è impegnata a ridere, le orecchie captano ogni singola correzione, che il cervello poi elabora. Quello che queste specie non sanno, è che l’ultima fila è spettacolare. Se si ha studiacchiato ovviamente. Altrimenti diventa una tomba.

E voi? Conoscete altre specie che qui da me non sopravvivono?

Luca VS Francese

Scritto il martedì, 9 febbraio, 2010

2 – 0

Francese I: 28

Francese II: 28

Un miracolo, considerata la precedente bocciatura ;D

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