Conversazioni al Bar: Prodigy
Scritto il giovedì, 25 febbraio, 2010
Anche oggi siamo stati da Léo (o Leò, che dir si voglia). Scelta obbligata, dal momento che pioveva. Già i bar sono pochi, ma solo due o tre permettono di stare fuori al coperto. Léo (o Leò, che dir si voglia), è tra questi. Comunque, eravamo io e due miei amici. Quello con la passione per i fumetti, per intenderci, e quello con la passione per la musica, per tutta la musica del mondo, ve l’assicuro. Sarebbe capace di citare un gruppo conosciuto solo dagli abitanti del Congo. E proprio di musica si comincia a parlare.
Amico1: Ho sentito una canzone bellissima!
Io: Quale?
Amico1: Non me lo ricordo! Però aveva le sonorità dei Prodigy.
Io: Addirittura!
Amico2: A me i Prodigy piacciono!
Io: A me non tanto…
Amico1: Solo perché non c’è Amy Lee che canta.
Io: Esattamente.
Amico2: Ma fatti della sana cultura musicale, vai di Prodigy.
Io: Ma anche no!
Amico1: Che poi i Prodigy cureranno la colonna sonora del tuo film!
Io: Oddio, quale film?!
Amico2: Quello tratto dal tuo romanzo.
Io: Ah, quello diretto da Peppino de Peppini, l’autore de…
Tutti (a voce alta): LA FEBBRA!
Amico1: Più inquietante de “La stanza chiusa”!
Amico2: Più terrificante di “Babby L’Orsetto”.
Io: Nei peggiori bar di Caracas.
Amico1: AH! Quasi mi dimenticavo, i Prodigy suonano a Rimini il 24 Aprile!
Amico2: Sìsì! Dobbiamo andare!
Io: Ehm…
Amico1: Io non lavoro tra l’altro, è perfetto!
Amico2: Ora chiedo anche agli altri.
Io: Ehm… ragazzi…
Amico1: Andiamo di mattina e torniamo la sera?
Amico2: Io direi di restare a dormire!
Io: Ehm…
Amico1: Eh? Non dirmi che non vieni!
Io: Veramente non posso. E neanche poi potete. Pena la morte.
Amico2: Perché che succede? Se mi dici che devi vedere Buffy ti strozzo!
Io: A dire il vero dovrei laurearmi il 24 Aprile.
Amico1: Ah…
Amico2: Ma non potresti spostare la laurea?!
Queste sono le persone con cui ho a che fare… T_T
Conversazioni al Bar: Telefilm
Scritto il venerdì, 5 febbraio, 2010
Oggi siamo andati da Léo (o Leò, che dir si voglia). Eravamo io e un mio amico. Un amico con cui condivido la passione per la lettura, per i manga, ma soprattutto per i telefilm. Quest’ultima poi non è una semplice passione, ma qualcosa di più. Guardiamo le serietv sì da spettatori, ma anche con occhio critico. Nel mio caso non può essere che così, dal momento che studio “Culture per la Comunicazione” e ho un debole per le sceneggiature ben fatte e le strutture narrative. Ovviamente, che ve lo dico a fare, Buffy viene spesso presa come esempio.
Io: Hai visto l’ultima season premiere di Lost?
Lui: Ancora no. Quindi non spoilerare.
Io: Lo sai che non spoilero mai!
Lui: Sì, come no. Come quando mi hai praticamente anticipato la fine della prima stagione di Heroes. Da allora ho smesso di vederlo.
Io: Non ti sei perso niente. Gli autori non sanno più cosa inventarsi. Al di là delle sceneggiature, sono proprio gli attori che recitano da cani… perfino gli effetti speciali sono peggiorati.
Lui: Quanto fa di media?
Io: E’ sceso attorno ai 5 milioni. Un flop. Peccato che la rete continui a crederci, mentre la povera Dollhouse è stata cancellata.
Lui (sgrana gli occhi): Cancellata?!
Io: Eh già, alla seconda stagione.
Lui: Ma stanno fuori di testa? Come cavolo gli è venuto in mente?!
Io: Parliamo della FOX, la rete stronza per eccellenza. Secondo me Joss Whedon dovrebbe tentare i canali via cavo.
Lui: Sì, a budget limitato. Sarebbe scemo a farlo.
Io: O potrebbe tornare alla The CW (ex Warner Bros). Dopo aver cancellato Charmed stanno tentando di creare qualcosa di simile.
Lui: Bei tempi quando potevano permettersi di cancellare show da 3 milioni di spettatori.
Io: Ora The Vampire Diaries, che si è assestato attorno ai 3,6 milioni, è considerato un successone.
Lui: Peccato che sia alla prima stagione, mentre Charmed ne ha avute otto.
Io: Be’, tutto sommato Joss ha un conto aperto con la The Cw.
Lui: Per Buffy dici?
Io: Yep! Hanno cancellato Buffy alla quinta stagione, mandando all’aria i suoi piani. Fortuna che le ultime due serie sono state acquistate dalla Upn.
Lui: Fortuna sì, sono le migliori. Finalmente più dark, senza tante censure.
Io: Chissà se Buffy uscirà mai in Blu Ray.
Lui: Drogato, ce l’hai già in DVD!
Io: Che posso farci se è una serie perfetta? E’ durata sette anni senza mai copiarsi. Guarda CSI invece, o NCIS e altre sigle varie. Sono tutte uguali: la season premiere introduce qualche caso ricorrente, la season finale porta a conclusione il tutto. Nel mezzo una ventina di episodi autoconclusivi.
Lui: Qui in Italia non stiamo messi tanto meglio.
Io: Ma io l’Italia neppure la considero. Siamo indietro di almeno 20 anni. Inizierò ad interessarmi quando smetteranno di fare serie su preti, carabinieri, poliziotti o marescialli.
Lui: Cioè mai.
Io: Esatto. Nel frattempo studio francese. L’esame col Mastino Infernale ci sarà il 9.
Lui: Condoglianze.
Io: Non dare per scontato che mi boccerà!
Lui: Come si dice in francese “non ne sarei così sicuro”?
Io: Boh.
Lui: Appunto.
Conversazioni al Bar: Fantasy
Scritto il martedì, 2 febbraio, 2010
Léo (o Leò, che dir si voglia) è uno dei pochi bar decenti del centro dell’Aquila. Anzi, ora come ora è proprio l’unico. Intimo e accogliente, è gestito da un signore e una signora, fratello e sorella, sempre col sorriso sulle labbra. Con gli amici si va quasi sempre lì, ora per prendere un caffè, ora per sorseggiare una cioccolata calda. E le conversazioni sono spesso assurde. L’altro giorno, ad esempio, sono andato con alcuni amici da Léo ( o Leò, che dir si voglia) e ci siamo seduti al tavolo con una coppia che non conoscevo. Considerate che era una giornata no; avevo appena scoperto che l’esame di francese sarebbe stato più difficile del previsto, quindi mi giravano un po’. Comunque, si inizia parlare del più e del meno, poi avviene l’inevitabile.
Lei: Tu sei Luca, giusto? Che fai nella vita?
“Che faccio nella vita?”, penso sconvolto. “Ma che sei mia nonna?”
Io: cerco di laurearmi.
Lei: Chi non ci prova!
Amica comune: Luca si imbarazza a dirlo, ma lui scrive.
Lei: Hai scritto qualcosa sul terremoto?
“E ti pareva”, penso io.
Io: No no, un romanzo fantasy.
Lui (il ragazzo): Una storia di fantasia?
Io: sì.
Lui: Per bambini o per adulti?
Io: Una cosa non esclude l’altra.
Acido io? Un pochino…
Amica (che cerca di rimediare): Un romanzo fantasy molto bello, si intitola “Il silenzio di Lenth”.
Lui: Ah sì, l’ho visto da qualche parte.
Io: In libreria?
Lui: Penso di sì.
Ma come “penso di sì”? Dove vuoi averlo visto, dal parrucchiere?
Lei: Ma è una storia con draghetti e fatine?
Amico (che cerca invano di rimediare): No, no, è per adulti!
Io: Scusate, ma una storia per adulti non potrebbe contenere i “draghetti”?
Lei: Be’, se è per adulti…
Io: Ah capisco. Quindi romanzo fantasy per adulti è uguale a fantasia limitata.
Lei: Esatto, più o meno.
In quel momento scoppio a ridere. Sono costretto a darle ragione per non continuare la conversazione.
Questo per dire che alle volte, certi stereotipi, sono duri a morire. Davvero duri.
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