Il risveglio di Lenth

Conversazioni al Bar: Fantasy

Scritto il martedì, 2 febbraio, 2010

al-barLéo (o Leò, che dir si voglia) è uno dei pochi bar decenti del centro dell’Aquila. Anzi, ora come ora è proprio l’unico. Intimo e accogliente, è gestito da un signore e una signora, fratello e sorella, sempre col sorriso sulle labbra. Con gli amici si va quasi sempre lì, ora per prendere un caffè, ora per sorseggiare una cioccolata calda. E le conversazioni sono spesso assurde. L’altro giorno, ad esempio, sono andato con alcuni amici da Léo ( o Leò, che dir si voglia) e ci siamo seduti al tavolo con una coppia che non conoscevo. Considerate che era una giornata no; avevo appena scoperto che l’esame di francese sarebbe stato più difficile del previsto, quindi mi giravano un po’. Comunque, si inizia parlare del più e del meno, poi avviene l’inevitabile.

Lei: Tu sei Luca, giusto? Che fai nella vita?
“Che faccio nella vita?”, penso sconvolto. “Ma che sei mia nonna?”
Io: cerco di laurearmi.
Lei: Chi non ci prova!
Amica comune: Luca si imbarazza a dirlo, ma lui scrive.
Lei: Hai scritto qualcosa sul terremoto?
“E ti pareva”, penso io.
Io: No no, un romanzo fantasy.
Lui (il ragazzo): Una storia di fantasia?
Io: sì.
Lui: Per bambini o per adulti?
Io: Una cosa non esclude l’altra.
Acido io? Un pochino…
Amica (che cerca di rimediare): Un romanzo fantasy molto bello, si intitola “Il silenzio di Lenth”.
Lui: Ah sì, l’ho visto da qualche parte.
Io: In libreria?
Lui: Penso di sì.
Ma come “penso di sì”? Dove vuoi averlo visto, dal parrucchiere?
Lei: Ma è una storia con draghetti e fatine?
Amico (che cerca invano di rimediare): No, no, è per adulti!
Io: Scusate, ma una storia per adulti non potrebbe contenere i “draghetti”?
Lei: Be’, se è per adulti…
Io: Ah capisco. Quindi romanzo fantasy per adulti è uguale a fantasia limitata.
Lei: Esatto, più o meno.
In quel momento scoppio a ridere. Sono costretto a darle ragione per non continuare la conversazione.

Questo per dire che alle volte, certi stereotipi, sono duri a morire. Davvero duri.

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22 commenti per
“Conversazioni al Bar: Fantasy”

  • Il Risveglio di Lenth » Blog Archive » Conversazioni al Bar: Fantasy dice: 2 febbraio, 2010 alle 22:51

    [...] Per approfondire consulta articolo originale:  Il Risveglio di Lenth » Blog Archive » Conversazioni al Bar: Fantasy [...]

  • Tanabrus dice: 2 febbraio, 2010 alle 22:55

    E fortuna che ti giravano… che sei, Gandhi?
    Io così (e da lettore) risponderei se fossi in un momento di beatitudine. In piena incazzatura li avrei assaliti (verbalmente) (penso).

  • Luca Centi dice: 2 febbraio, 2010 alle 23:33

    Hai ragione, l’istinto era quello. =P
    Solo che ultimamente sono in Gandhi Mode. Se non ne vale la pena, evito di incavolarmi. E con certe persone non ne vale la pena!

  • Agente Smith dice: 3 febbraio, 2010 alle 00:26

    La penso come te…….anche io quando parlo del mio libro con gli altri (pochi a dire la verità sembra quasi una società segreta ^^ ) mi sento quasi a disagio a dire che scrivo un romanzo fantasy…..quasi fosse una colpa…..quasi fossi troppo grande per parlare di queste cose…come del fatto che mi piacciono ancora i manga a 20 anni……ma a volte penso “e allora????? che c’è di male” d’altronde chi scrive i romanzi fantasy è gente adulta e idem per i manga……e poi conosco molta gente della mia età o anche più grande che ama il fantasy nelle sue diverse forme……ma per alcuni il fantasy rimane un argomento riservato ai bambini……….ma io penso che questa gente abbia smesso di sognare…..per me il fantasy è questo…….un mondo in cui poter sognare e attraverso il quale raccontare storie per adulti condite con un po’ di magia

    Ps:hai fatto bene a stare calmo ^^ non ti curar di loro ma passa avanti ^^ o qlc del genere

  • Luca Centi dice: 3 febbraio, 2010 alle 00:45

    Hai detto bene “certa gente ha smesso di sognare”. Anche perché non c’è niente di male a leggere fantasy e manga, sia a 20 che a 30, 40, 50, 60 anni. E’ una emerita scemata.
    Per fortuna i miei amici hanno i miei stessi gusti, anche se le mele marce sono ovunque. Le persone peggiori sono quelle che si atteggiano, che fanno di tutto per dimostrare il doppio della loro età.

    PS: “non ti curar di loro ma guarda e passa” XD

  • Agente Smith dice: 3 febbraio, 2010 alle 01:03

    si intendevo quello ^^ (dai più o meno ^^) si vede che i miei studi sono scientifici e non umanisctici :) sono d’accordo. dal canto mio leggerò fantasy fino a 60 anni e oltre.

  • Agente Smith dice: 3 febbraio, 2010 alle 01:14

    a proposito di studi….. credi che il tuo frequentare “Lettere e Filosofia” ti abbia in qualche modo aiutato a diventare uno scrittore……intendo dire.a migliorare il tuo stile e il resto ? ti chiedo questo perchè avendo sempre seguito studi scientifici ho una leggera sensazione di non avere la basi molto solide,,,,,,,ad esempio una delle pecche che so di avere è la poca maestria nelle descrizioni ^^

  • Fos87 dice: 3 febbraio, 2010 alle 08:51

    Mi conceda Mr. Centi di intervenire prima di lui.
    Agente, io studio Filosofia e in facoltà siamo pieni di semi analfabeti, gente che non sa mettere insieme due parole di senso compiuto. Quindi no, Lettere e Filosofia non insegna a scrivere. Al più si potrebbe pensare che uno studente di Lettere e Filosofia sia molto più legato ai libri, il che potrebbe implicare una maggiore predisposizione alla scrittura, ma neanche questo è sempre vero: sono molti gli studenti che leggono poco (anche se sempre più della media), o che non leggono narrativa.
    Alla Statale di Milano funziona così, non so come siano le cose nelle università dell’Aquila.

  • miki dice: 3 febbraio, 2010 alle 10:14

    :-D
    AH AH! Luca! Mi sono scompisciata dal ridere fino alle lacrime leggendo la tua conversazione al bar con queste sedicenti ‘persone serie’!
    Non sai quanto somiglia alle conversazioni che a volte mi ritrovo a fare io… più che il Gandhi Mode io vado in automatico in Allibito Mode.
    Ovvero a volte la gente fa dei discorsi tali che riesce a togliermi l’uso della favella… resto talmente allibita… *..*
    E a volte il silenzio è la miglior risposta. Come diceva, mi pare, Eliot(e scusate se metto qualche orrore nella citazione o ho sbagliato citazione, vado a memoria): non ho pietà dei presuntuosi perché portano con sè la loro consolazione…

    Se posso dire qualcosa all’agente Smith… io ho fatto il classico, d’accordo, ma poi sono finita a ingegneria, la qual cosa non ha inciso minimamente. Per quel che vale. Non sono certo Dante… ehm…

  • Okamis dice: 3 febbraio, 2010 alle 11:06

    Raccontavo qualcosa di simile pochi giorni fa sui miei lidi. A un conoscente, lettore di Fantasy oltretutto, una volta mi sono messo a parlare di New Weird e Steam Punk e mi sono sentito dire “Ma quello non è Fantasy!”. Appunto, mancavano draghetti e fatine, sob. La cosa tragica comunque non è quando un non-lettore di Fantasy cade nello stereotipo, quanto quando un lettore di Fantasy pretende lo stereotipo per sentirsi a casa.

  • Narelen dice: 3 febbraio, 2010 alle 11:29

    Eh sì, gli stereotipi sono duri a morire. E pessimisticamente parlando, credo che nel nostro bel paese non se ne andranno mai. Alla faccia del fatto che siamo stati la culla del Rinascimento. Secondo me, il problema é che, quasi inspiegabilmente, manca quasi del tutto la concezione del Fantastico e delle sue varie forme espressive.
    Ti lascio immaginare a volte cosa succeda quando si tenta di parlare di giochi di ruolo a chi non ne sa niente…anni fa mi sono sentita dire “Alla fine chi ama queste cose é perché vuole fuggire dalla realtà e preferisce immaginarsi gli omini verdi” (omini verdi?!?). Ovviamente, detto da chi non ha mai provato una sessione di gioco e magari non ha nemmeno capito di cosa stai parlando perché sin dall’inizio non é disposto ad ascoltare. Così come i manga, o comunque tutto quello che é in qualche modo legato alla fantasia. Chi trova preoccupante che chi si avvicina ai trent’anni legga “i giornalini” (finché sono libri, va bene…come se non ci fossero quintali di brutti libri e quintali di ottimi fumetti), chi non riesce a comprendere come ci si possa interessare a cose che “non sono storie vere”, e compagnia bella. Tutto cambia quando un hobby o una passione producono soldi. Allora gli si trova una giustificazione, come se di per se stessi non valessero.
    Alla fine, la tua reazione è quella giusta. Lasciar perdere il confronto con chi sin dall’inizio è arroccato in una posizione. Perché in realtà non ti ascoltando. Sino a qualche tempo fa, io tendevo ad infervorarmi e qualche volta a litigare, ma ci si trova sempre di fronte all’atteggiamento di superiorità di chi è convinto di essere più maturo perché nella vita pensa a ben altro che alla fantasia. Come se chi ama l’immaginario non vivesse nella realtà, e non dovesse affrontare la vita quotidiana. Senza porsi la domanda se per caso chi riesce ancora ad immaginare e ad appassionarsi non riesca a vivere meglio anche la realtà.

  • Vocedelsilenzio dice: 3 febbraio, 2010 alle 11:38

    Guarda, l’altro giorno su aNobbi mi sono imbattuto in una discussion (su di un gruppo dedicato al fantasy) in cui un’utente era convinta che ‘Il dardo e la rosa’ fosse un fantasy ber bambini/ragazzini. Ora, io non so se tu conosci questo libro… si tratta del primo volume (un ‘mattonazzo’) di una trilogia. La particolarità della storia è che nel regno dei protagonisti esiste una sorta di ‘comandamento’ religioso che dice: ‘Ama a tuo piacimento’ (e non parlo di amore platonico). Da questo fatto ne conseguono molti altri tra cui un’educazione particoare che viene data a certi bambini in vista di un loro futuro da ’schiavi’ sessuali. Ora, il discorso è in verità ben più complesso, ma in due righe…
    Ecco, questa utente, pur non trovando questo libro nel reparto per bambini, era convinta fosse destinato a loro, senza nessun motivo apparente! Questo per dire che il pregiudizio da te citato è, purtroppo, ben presente anche in lettori a cui il fantasy piace.

  • Luca Centi dice: 3 febbraio, 2010 alle 14:08

    @Agente Smith: Guarda, io ho frequentato il Liceo Scientifico prima di Lettere e Filosofia, quindi non proprio un indirizzo umanistico. ^^ Questo per dire che tutto dipende dalla propria inclinazione; bisogna leggere, esercitarsi, una passione che nessuno può insegnare. Poi prendi Miki Monticelli o Licia Troisi; loro non hanno seguito studi umanistici eppure sono eccellenti scrittrici!

    @Fos87: Esatto. Nella mia facoltà non tutti hanno la passione per la lettura, pur frequentando corsi di scrittura e di letteratura. Svolgono i loro compitini, ripetono a memoria quello che c’è da ripetere e se ne fregano di imparare davvero. Poi basta fare un salto alla Facoltà di Informatica per trovare decine di persone che leggono Calvino e Wilde.

    @Miki: Wé, ti ho appena presa come esempio! =P Penso che comunque un po’ tutti ci ritroviamo in mezzo a simili conversazioni. Sembra di stare in una puntata de “Ai confini della Realtà”!

    @Okamis: Sai cosa è ancora più grave? Che le persone di cui ho parlato leggono autori importanti solo per essere alla moda. Non li apprezzano davvero, non hanno mai sviluppato un vero e proprio gusto, delle inclinazioni specifiche. Marionette, ecco cosa sono!

    @Narelen: Io ricordo ancora alcuni articoli, scritti da psicologi, in cui ci si riferiva ai manga come “cose cattive, che possono portare ad atteggiamenti socialmente sconvenienti”. Se è per questo anche la tv generalista può indurre ad “atteggiamenti socialmente sconvenienti”. Certo, se dopo aver visto una puntata di Dragon Ball mi lancio dalla finestra, non è colpa del cartone!

    @Vocedelsilenzio: “Il dardo e la rosa” non l’ho letto, ma me ne hanno parlato benissimo. Tra l’altro, tanto per essere superficiali, ha anche un titolo particolare; quindi niente “Avventure del Dardo” o “Cronache del Dardo”. Questa gente comunque è la stessa che giudica i romanzi dalla copertina! Meglio lasciarla perdere, è inutile cercare di convincerli a cambiare idea!

  • Agente Smith dice: 3 febbraio, 2010 alle 17:08

    @Fos87: Grazie della risposta…..almeno posso sperare di diventare un scrittore anche senza fare lettere ^^

    @miki: ingegneria ? non dirmi che vai al poli di torino perchè allora potrei anche averti incrociata ^^
    ps:per la cronaca anche io non sono dante :) neanche un suo capello ^^

    @Luca: Sì è vero ci sono esempi eccellenti di scrittori che non hanno una formazione letteraria…..meno male ^^ dici bene esercitarsi è tutto, credo proprio che prima di proporre il mio romanzo ad un editore lo rivedrò diverse volte perchè crescendo cambia lo stile e devo dire che leggendo gli scritti di 3 o 4 anni fa mi sembrano immaturi e incompleti e se da un lato questo mi scoraggia un po’ dall’altro penso che se mi sembrano così è perchè sono migliorato sennò mi sembrerebbero ancora buoni ^^

  • Luca Centi dice: 3 febbraio, 2010 alle 17:29

    Sicuramente bisogna rivedere i propri scritti, ma dopo un po’ bisogna anche buttarsi. Chi ama davvero scrivere, sa che la perfezione non esiste; ogni giorno si imparano cose nuove, è un dato di fatto ;)

  • Agente Smith dice: 3 febbraio, 2010 alle 23:05

    Sì condivido infatti nella prima stesura butto biù quello che mi viene senza pensare troppo….però poi rivedendola giorni dopo mi accorgo che anche se per me andrebbe bene chi non conosce la storia e i luoghi non riuscirebbe ad immergersi fino in fondo quello che faccio è solo un lavoro di rifinitura, il resto è tutta fantasia ^^

  • miki dice: 4 febbraio, 2010 alle 08:58

    @ A. Smith: No, io ho già dato… a Firenze, niente Poli a Torino!

    @Luca: Poh! (riguardo a moi) Eccellente scrittrice…?!?! Ri-Poh! ;-) Non avrai un pochino esagerato? Io mi sento e continuo a sentirmi come uno che gioca col piccolo chimico delle parole… da un momento all’altro potrebbe esplodermi il laboratorio in faccia… ehm… :D

  • Luca Centi dice: 4 febbraio, 2010 alle 13:59

    “Piccolo chimico delle parole” è fantastico! Uno scienziato pazzo XD

  • Agente Smith dice: 4 febbraio, 2010 alle 15:17

    @ miki: ok ^^ io invece sono immerso fino al collo :( ((((((((((((

  • Alessandro Forlani dice: 4 febbraio, 2010 alle 19:28

    Eeeh, se ne so mio malgrado qualcosa!…

  • Luca Centi dice: 4 febbraio, 2010 alle 20:10

    Alessandro, benvenuto nel club ;)

  • miki dice: 5 febbraio, 2010 alle 09:51

    Allora buon lavoro, Smith!!!

    Eh, si! Scienziato pazzo, lo sento molto adeguato alla mia persona! XD

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