Il risveglio di Lenth

Una Lettrice Onnivora

Scritto il domenica, 20 giugno, 2010

Ieri stavo imballando le ultime cose quando ho scoperto un piccolo tesoro. Una ventina di romanzi, tra racconti e edizioni vecchissime, di Agatha Christie. I romanzi in questione sono di mia nonna, lettrice onnivora di vecchia data, capace di passare da un Harmony a Proust senza batter ciglio (beata lei). Mi è allora tornato in mente un episodio di quando avevo nove, dieci anni. E’ stata proprio nonna a mettermi in mano il primo romanzo, a farmi amare il genere giallo. Ed è anche un po’ colpa sua se ho cominciato a scrivere, visto che il mio primo esperimento è stato con un racconto stile Assassinio allo Specchio.

Be’, ora mi è tornata voglia di leggere.

Alla fine ho ceduto

Scritto il lunedì, 14 giugno, 2010

Alla fine non ho resistito. Tra uno scatolone e l’altro – sto impacchettando la mia stanza in vista dei lavori – ho comprato la nuova edizione di Intervista col Vampiro. Per poter rileggere questo capolavoro, però, dovrò aspettare il mio turno:

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Intervista col Vampiro – Restyle

Scritto il venerdì, 28 maggio, 2010

Questa notizia mi ha sconvolto.

Da quando non ho più una libreria vicino casa, non sono più molto informato sulle uscite. Immaginate quindi la mia faccia quando, spulciando online, mi sono imbattuto in quell’articolo. Di Intervista col Vampiro ho tre edizioni: una vecchia di Mondolibri, una vecchia della Salani e quella classica della TEA. Questa nuova edizione invece è stupenda, modello da Il Ladro di Corpi in poi per intenderci, con copertina rigida e sovraccoperta. La voglio!

Spero solo che esca, in versione restyle, anche Scelti dalle Tenebre – di cui ho la versione TEA e la versione old age della Longanesi – e La Regina dei Dannati, che ho in versione Salani. Spero inoltre che la nuova uscita di questo classico svegli un po’ quegli adolescenti che vedono in Twilight la nascita del vampiro. Fortuna che sono in pochi.

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PS: E in esclusiva la cover restyle di Twilight, by iri. Un romanzo che, ne sono sicuro, vi colpirà! Non notate anche voi una strana somiglianza tra i due protagonisti? Secondo me quello a sinistra è il figlio della Regina a destra.

Recensione: Alice nel Paese della Vaporità

Scritto il mercoledì, 26 maggio, 2010

alice-dimitri“Ben è un giovane londinese che soffre di allucinazioni. Per lavoro legge manoscritti. Una notte gli arriva un libro che si chiama “Alice nel Paese della vaporità”. Noi con lui seguiamo la storia di Alice, un’antropologa che vive in una Londra Vittoriana che non c’è mai stata. Alice viaggia nella Steamland, una terra invasa da un gas che provoca allucinazioni e mutazioni. Una terra in cui la realtà cambia a ogni istante, in cui “giusto” e “sbagliato” sono soltanto parole, e in cui le parole stesse si trasformano in odori e sensazioni. Quella di Alice parte come una ricerca, ma si trasforma subito in una lotta per la vita e per la morte. Alice dovrà sopravvivere in una terra oscura, in cui non c’è differenza tra orrore e meraviglia. Ben legge la sua storia. E qualcosa succede anche a lui.”

E’ difficile parlare di questo romanzo, almeno per chi, come me, ha letto Pan. Gli elementi cari a Dimitri ci sono tutti e come sempre si nota una cura maniacale del dettaglio e dei dialoghi di Whedoniana memoria. Chi osserva con attenzione potrà persino notare dei richiami alla wicca e a tutte quelle religioni mistiche che appartengono alla sfera esoterica.

Ma.

La storia non mi ha convinto del tutto. Dimitri mi ha abituato a storie ad incastro, complesse, che sorprendono di capitolo in capitolo, dove il finale non è così scontato come si pensi. In Alice invece la direzione cambia. Al di là del genere, che non conosco così bene da potermi pronunciare, sono proprio i personaggi a non coinvolgere. Mi sono sembrate delle macchiette bidimensionali, prive di spessore, prive di una logica. Perché fanno quello che fanno? Perché sì. Tutto qui. Lo stesso Chesy – l’ennesimo richiamo all’esoterismo, il demone degli incroci che secondo le leggende può essere evocato da uomini e donne disperati – il miglior personaggio di Alice, si perde un po’ per strada. Ho visto tanto potenziale andare in fumo.

La storia si riprende sul finire, quando viene svelato il legame tra Alice e Ben, ma è troppo poco e troppo in fretta e troppo tardi. Pagine e pagine scorrono abbastanza monotone, eccezion fatta per alcuni episodi davvero stupendi come quello di Ruthven – dal celebre The Vampyre di Polidori. E non mi riferisco solamente al confronto con la Regina di Cuori, che è chiaramente voluto così da Dimitri, come a dire “le tematiche importanti sono altre, questa è solo una formalità”. Ci sta. Così come ci sta il non dare alcune risposte, come Lost insegna.

Stilisticamente poi, a me Alice sembra un passo indietro. Pan brillava, Alice lampeggia. Ci sono passaggi scritti in modo magistrale, altri buttati via. E non riesco a capire perché.

Per concludere, nonostante quelli che secondo me sono i difetti, Alice è comunque un romanzo sopra la media. Lo consiglio? Sì. Ma consiglio di più Pan, che veramente vi farà conoscere la Carne, l’Incanto e il Sogno.

Voto: 7/10

Recensione: La Bambina che Leggeva i Libri

Scritto il martedì, 18 maggio, 2010

bamb-libriC’era una volta, in un piccolo e sperduto paesello alpino, una biblioteca talmente grande da contenere migliaia di libri. C’erano manuali su come addestrare il cavallo più ribelle o su come preparare pozioni magiche, racconti sulle avventure dei vampiri del bosco, o sulle gesta di un cavaliere senza nome. Insomma, in quella biblioteca c’erano libri per tutti i gusti, ma così numerosi che la povera signora Geltrude faticava a tenerli in ordine. Fino al giorno in cui, seduta a uno dei tavoli, notò una bambina. Una bambina davvero speciale, perché non leggeva semplicemente le storie, ma le divorava, una dopo l’altra, come se fossero le deliziose frittelle del fornaio. Fu in quel preciso giorno che Geltrude trovò la sua aiutante. I libri erano la passione anche di un altro abitante del paese, un signore che aveva un unico sogno: scrivere il perfetto romanzo per ragazzi. Non gli interessavano le solite storie di eroi a cavallo con le spade sguainate, né gli piacevano quelle di streghe e di mele avvelenate. Lui voleva raccontare una storia indimenticabile, capace di conquistare il cuore dei suoi giovani lettori. Ma per farlo aveva bisogno di una lettrice molto speciale. Fu allora che il destino gli fece incontrare la bambina che leggeva i libri…”

Che cosa accadrebbe se sottoponessimo un nostro romanzo fantasy all’attenzione di un editor esigente? Magari una ragazzina che non le manda a dire, armata di penna rossa e pronta a correggere ogni singola frase? Ce lo dice Pierdomenico Baccalario, con un romanzo che sorprende. Un romanzo davvero “per tutti”, con diversi livelli di lettura. Può essere infatti avvicinato da un adolescente così come da un bambino o da un adulto. Ognuno vede ciò che vuole vedere. Il bambino vedrà una storia di avventura, un ragazzo vedrà un fantasy ben scritto, mentre l’adulto, specie se appassionato di scrittura, capirà cosa deve fare e cosa non deve fare quando si appresta a realizzare un romanzo.

Domitilla, è questo il nome della bambina che leggeva i libri, è un editor a tutti gli effetti. Più di una volta si ha l’impressione che Pierdomenico voglia togliersi qualche sassolino dalla scarpa o anche solo consigliare gli autori esordienti alla loro opera prima. Io stesso ho imparato molto da questo romanzo, grazie alle annotazioni che Domitilla/Pierdomenico fanno al povero signor Antonino, l’anziano del paese che ha sottoposto il suo manoscritto all’attenzione della bambina.

Ma cosa accadrebbe se la bambina in questione si appassionasse alla storia? Che fine farebbero, in questo caso, tutte le sue annotazioni, i suoi appunti, il suo spirito critico? Lo scoprirete leggendo questa storia, una storia scritta da chi ama i libri per chi ama i libri, ma anche per chi si avvicina solo ora alla lettura. Non a caso ho intenzione di regalare questo romanzo alla mia nipotina, che è abbastanza grande da capire le storie un po’ più “complicate”.

Leggendo “La bambina che leggeva i libri” si torna infatti bambini, grazie anche alle tante citazioni disseminate nel testo. Da Pomi d’ottone e manici di scopa – per chi è della mia generazione e ha un amore viscerale nei confronti di Angela Lansbury – a Il Richiamo della Foresta, passando per Ventimila Leghe Sotto i Mari e I Tre Moschettieri.

E, ripeto, se siete appassionati di scrittura, imparerete molto, grazie ai consigli della piccola Domitilla. Ma forse anche Domitilla ha molto da imparare, come tutti del resto.

Voto:  9/10

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