Il risveglio di Lenth

E sono 25

Scritto il giovedì, 29 luglio, 2010

25I miei primi (di molti) 25 anni. Un bel traguardo, no? Ho 1/4 di secolo, anche se messa così la cosa suona alquanto inquietante. Qualche traguardo l’ho raggiunto (l’agognata laurea ad esempio), altri sono ancora lontani (la conquista del mondo!).

Lo scorso anno ho trascorso il compleanno più triste di sempre, solo sulla costa senza alcun punto di riferimento. Adesso molte cose sono cambiate, qualche pilastro è stato rinforzato, altri sono stati decisamente abbattuti. E chissà cosa mi riserverà il prossimo anno!

Be’, eppi bordei tu mi!

Alla fine ho ceduto

Scritto il lunedì, 14 giugno, 2010

Alla fine non ho resistito. Tra uno scatolone e l’altro – sto impacchettando la mia stanza in vista dei lavori – ho comprato la nuova edizione di Intervista col Vampiro. Per poter rileggere questo capolavoro, però, dovrò aspettare il mio turno:

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Ore Piccole

Scritto il giovedì, 20 maggio, 2010

Da quando le lezioni sono finite ho ripreso a fare le ore piccole. Oramai riesco a scrivere solo a una certa ora, non prima delle 22:00. Niente di nuovo, anche prima avevo questa abitudine, ma ora è diverso. Adesso arrivo fino alle 3:00, le 4:00 del mattino. Complici anche le repliche di Lost su raidue, che vengono trasmesse dal lunedì al venerdì attorno alle 2:20. Come posso non guardarle? Dopotutto stiamo per arrivare alla fine, lunedì prossimo ci sarà il Big Series Finale, dove tutti i nodi – o quasi – verranno al pettine. Ho notato però che delle prime stagioni ricordo poco. Il che è strano dal momento che avrò visto quelle puntate almeno tre volte (prima da solo, poi con mio fratello e infine con i miei amici). Quindi o la mia memoria fa cilecca o gli autori sono usciti fuori di testa. Io propendo per la seconda!

Sul fronte “letture” sto finendo di leggere Alice di Dimitri. Per ora non mi pronuncio, dico solo che preferisco Pan. E’ più fresco, più vero. In Alice, almeno per ora, ho l’impressione che i personaggi siano monodimensionali, privi di spessore. Sarà che la storia la conosciamo tutti, ma non riesco ad affezionarmi a niente e a nessuno. Cosa che invece era successa da subito con Pan. Però ripeto, ancora non finisco di leggerlo, magari cambierò idea.

Be’, torno a scrivere, anche se sono solo le 14:00 del pomeriggio!

Piccola Vacanza

Scritto il venerdì, 7 maggio, 2010

E’ tutto pronto. Domani mattina si parte, insieme a un gruppo di amici, alla volta di Bologna, con piccola tappa a Ravenna per Mirabilandia (tempo permettendo). Un modo come un altro per “staccare la spina al cervello”, rilassarsi senza file da compilare e scalette da completare. Una vacanza, appunto. E poi non sono mai stato a Bologna. Come dicevo, speriamo che il tempo si mantenga, quindi teniamo le dita incrociate!

Non mi resta che salutarvi allora! Ci risentiamo lunedì pomeriggio, se sarò in condizioni di scrivere. Cosa di cui dubito parecchio!

Giornata in Comune

Scritto il mercoledì, 24 marzo, 2010

carta-identitaGiornata sprecata, aggiungerei.
Avete presente quando avete tremila cose da fare e poco tempo per farle? Avete presenti i soliti imprevisti in cui si incappa puntualmente? Ecco, allora potete capirmi.
Questa mattina ho avuto la brillante idea di spulciare nelle tasche “segrete” del portafoglio. C’era di tutto, volantini del 1700, scontrini battuti a macchina, persino delle fototessere di quando andavo alle elementari. Più una foglia di agrifoglio, ma questa è un’altra storia.
Ho subito notato che la carta d’identità era scaduta. Dramma. Sì, perché a maggio dovrei andare con gli amici in Irlanda e il mio passaporto credo sia sepolto da strati e strati di vestiti, sotto strati e strati di cartacce, sotto strati e strati di polvere, sotto strati e strati di macerie forse.
Da qui alla seconda brillante idea il passo è stato breve. “Perché non andare al comune?”, mi sono detto. E l’ho fatto. Prima però ho avuto una simpatica discussione con mia madre.

Io: Quasi quasi vado venerdì mattina, visto che devo fare un salto in facoltà.
Mamma: Ma venerdì mattina c’è gente!
Io: Mah, non penso.
Mamma: No, no, vai oggi! Verso le 15:00 non trovi nessuno, te l’assicuro!

Le ultime parole famose.
Il comune era pieno di gente. Della serie che se andavo di venerdì facevo prima. Faccio la fila per circa un’ora, poi arriva finalmente il mio turno. Peccato che il “simpatico impiegato” del comune non è poi molto sveglio.

Io: Dovrei rinnovare la carta d’identità.
Simpatico Impiegato: Come mai?
Io: Perché senza non esisto?
Simpatico Impiegato: A che ti serve?
Io: Be’, la patente non basta.
Simpatico Impiegato: La patente?! Ma sei minorenne.
Io: A dire il vero no.
Simpatico Impiegato: Hai diciotto anni? Te li porti bene.
Evito di rispondere.
Simpatico Impiegato: Vuoi la carta elettronica o cartacea?
Io: Quella elettronica, così non ci penso più.
Simpatico Impiegato: Devi aspettare cinque mesi per quella. Ancora non recuperiamo le carte nella vecchia sede.
Io: Perché me l’ha chiesto allora?
Simpatico Impiegato: Me ne sono scordato.
Io: Per quella cartacea servono delle foto, vero?
Simpatico Impiegato: Sì. Per quella elettronica no invece, usiamo una macchinetta digitale.

Inizia quindi a spiegarmi il vario procedimento. Peccato che non mi interessi visto che non posso farmela! Sono quindi costretto ad uscire e ad andare in una di quelle macchinette per la strada. Be’, il risultato è abbastanza soddisfacente. Di solito in foto sembro un alieno!
Torno al comune. Un’altra ora di fila. Alla fine il simpatico impiegato prende le foto e sistema il tutto.

Simpatico Impiegato: Professione?
Io: Studente universitario. Anche se starei per laurearmi.
Simpatico Impiegato: Allora dimmi dove lavorerai.
Io: (come se avessi il dono della preveggenza) Per ora scrivo.
Simpatico Impiegato: Dove?
Io: Libri.
Simpatico Impiegato: ti pagano?
Io: Be’ sì.
Simpatico Impiegato: Quanto uno stipendio normale?
Io: (a questo punto non so bene cosa rispondere; nb: ci fissano tutti) Che intende scusi?
Simpatico Impiegato: Puoi considerarlo un salario?
Io: Be’, in un certo senso.
Simpatico Impiegato: Ma qui leggo che hai 25 anni. C’è un errore?
Io: Ehm no. Sono del 1985
Simpatico Impiegato: Davvero?!
Io: Sì…

A questo punto inizia a spiegarmi che con le nuove riforme non si dice più occhi castani e capelli marroni ma capelli castani e occhi marroni. O qualcosa di simile. Argomenti davvero interessanti, ve l’assicuro! Insomma, esco dal comune a un’orario assurdo. Ho perso un pomeriggio, ergo domani dovrò fare le ore piccole. Ma, quando torno a casa, oltre al danno la beffa.

Mamma: Come mai tutto questo tempo? Sei uscito?

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