Il risveglio di Lenth

Della serie “Tutto meno che Studiare”

Scritto il sabato, 20 febbraio, 2010

E’ dalle 15 che scrivo. Cosa? La tesi. Un argomento interessante, per carità, ma che alla lunga stanca. Anche perché sono ancora alla fase introduttiva, quella che con la Rice ha poco a che vedere. Sto leggendo saggi sul fantastico, sul gotico, su preti e monaci improvvisatisi scrittori e via dicendo.

Verso le 22 ho fatto una breve pausa e ho navigato nei miei blog preferiti. E cosa scopro? Un nuovo gioco! Online! Un gioco di ruolo fatto di scrittura, dove ogni due giorni vengono date delle dritte da una fantomatica Oca. Dritte che vanno seguite e sviluppate entro i 420 caratteri. Una miseria, ve lo dico. Ammetto che è entusiasmante e che ogni scusa è buona per non studiare! E poi ne sto approfittando per parlare d’altro, per scappare, anche solo un po’, dal fantasy. Mucho catartica come cosa. Ve lo consiglio, anche se sono agli inizi. Per ora ho un’impressione positiva, sebbene la storia dei “seguaci” sia strana. In breve, per vincere, aiuta avere tanti seguaci, visitatori e utenti che si iscrivono e ti “aggiungono” al suo profilo. Però, come ho detto, mi sono appena iscritto, quindi questa prima impressione potrà essere smentita.

Be’, torno a leggere il meravigliosissimo saggio di Pinco Pallino su quanto sia importante la virgola nei romanzi gotici!

PS: La mia pagina, nel gioco, è questa. La mia eroina si chiama Sybelle (qualcuno ha detto Armand il Vampiro?!) Buona lettura!

Carnevale

Scritto il domenica, 14 febbraio, 2010

E’ arrivato il Carnevale. Ho molti, bellissimi ricordi legati a questa festa, ma erano anni che non mi mascheravo, che non partecipavo a feste a tema. Ho sempre preferito il “fratello maggiore”, ovvero Halloween. Quest’anno però ho cambiato idea. I miei amici mi hanno convinto a mascherarmi di nuovo e il risultato è stato abbastanza soddisfacente.  A chi mi sono ispirato? Ma a Belial ovviamente, uno dei miei personaggi preferiti di “Angel Sanctuary”, una sorta di Cappellaio Matto (a cui di sicuro Tim Burton si sarà ispirato per la sua “Alice”).

Originale

Originale

Io

Io

Un effetto stupefacente non trovate? Sono andato in giro mascherato così e la gente mi guardava come se fossi uno psicopatico! L’effetto è ancora più sorprendente con il lungo cappotto nero!

Posti & Personalità

Scritto il mercoledì, 10 febbraio, 2010

Come sapete, ieri ho sconfitto il Mastino Infernale. Gli appelli sono cominciati alle 15:00 ma io sono stato chiamato alle 18:30 (mi ero iscritto per ultimo di proposito). In quelle tre ore e mezza ho avuto tanto tempo per riflettere – e per leggere il romanzo che mi ero portato dietro. Dando uno sguardo all’aula strapiena, mi sono accorto di una cosa: le personalità degli studenti sono direttamente proporzionali al posto in cui decidono di sedere. Se prendiamo come picco superiore la “precisione” e come picco inferiore il “menefreghismo”, otterremo una ventina di strabilianti livelli intermedi!

Prima Fila: Occupata da quelli che volgarmente vengono chiamati “secchioni”. Hanno i sensi più sviluppati degli altri e sono talmente sicuri delle loro capacità che non ripassano. Ascoltano le interrogazioni e, di tanto in tanto, si concedono dei sorrisetti. Tendono ad annuire tutto il tempo e sono riconoscibili dai loro indumenti. Le donne preferiscono colori chiari e acconciature austere, gli uomini gilet più camicia e/o maglioncino con sciarpa bianca.

Seconda, Terza, Quarta Fila: Occupate per lo più dai derivati dei “secchioni”. Pur avendo studiato, continuano a ripetere in continuazione. Non smettono mai, qualunque cosa accada, come se ne andasse della loro vita. E forse è proprio così, ma ad oggi non esistono spiegazioni sufficientemente esaustive. Questa razza è infatti sfuggente e pronuncia solo monosillabi.

File Intermedie: Occupate dai “meticci”. Sono persone che pur avendo studiato, non si limitano a ripetere, ma a chiedere rassicurazioni al vicino di banco. Sono nervosi e pronunciano spesso frasi del tipo “non so niente, non so niente”. Solo chi conosce questa specie da vicino sa che sono inclini a mentire. Pare infatti che traggano sicurezza dall’insicurezza stessa e, inutile dirlo, vengono sempre promossi col massimo dei voti.

File di Dietro: Sono occupate da chi ha studiato poco e niente. Questa specie è riconoscibile dagli indumenti scuri, perfetti per la mimetizzazione, e dal chiacchiericcio continuo. Si muovono sempre in branco e ridacchiano dei “secchioni” e dei “meticci”. Stranamente non dicono nulla degli ibridi, avendo per essi una naturale simpatia. Forse perché tracimano insicurezza da ogni poro.

Ultima Fila: E’ quella che ho occupato io. E’ sempre deserta. In pochi osano spingersi fin lì. “Secchioni”, “meticci” e “ibridi” non possono infatti perdersi neppure una parola della professoressa. Chi sa poco e niente, invece, non vuole mostrarsi troppo disinteressato. Perché la loro dopotutto è una maschera. Mentre la bocca è impegnata a ridere, le orecchie captano ogni singola correzione, che il cervello poi elabora. Quello che queste specie non sanno, è che l’ultima fila è spettacolare. Se si ha studiacchiato ovviamente. Altrimenti diventa una tomba.

E voi? Conoscete altre specie che qui da me non sopravvivono?

Mio!

Scritto il domenica, 7 febbraio, 2010

Ricordate quando ho promesso di non leggere più romanzi sui vampiri per un po’?

narcissus

Be’, ho mentito! Come resistere a Laurell Hamilton?!

Il Salto dello Squalo nel Fantasy

Scritto il lunedì, 4 gennaio, 2010

jumpthesharkIn gergo “telefilmico”, per “salto dello squalo” (in inglese “Jumping the shark”) si intende la puntata (o la stagione) in cui una serietv inizia a perdere smalto. Il nome deriva da una puntata di “Happy Days”, in cui Fonzie salta uno squalo con ai piedi un paio di scii nautici. Molti lo videro come un segnale d’allarme per il declino della serie, cosa che in effetti fu. Volendo fare un paragone più recente, possiamo prendere la serietv “Alias”. Per quattro stagioni, J.J. Abrams è riuscito a rendere il personaggio di Sydney Bristow indimenticabile, fino alla season finale della quarta stagione, in cui il cliffhanger è di una tristezza infinita. Molti critici televisivi hanno visto nel finale della quinta stagione di Buffy un altro esempio (la protagonista arriva addirittura a lanciarsi, altro che metafora), ma io la vedo diversamente. La sesta stagione infatti, anche se con alti e bassi, offre episodi spettacolari, come gli ultimi tre, e una settima stagione da urlo, la mia favorita.

Questo per dire che non sempre al “salto dello squalo” corrisponde un effettivo declino qualitativo. Dove voglio arrivare? Molto semplice. Parlando con un professore di “Linguaggi Televisivi”, ho avuto un’illuminazione; troppo fantasiosa forse, ma che ha un senso. Siete pronti? Aprite la vostra mente, contate fino a dieci, girate tre volte su voi stessi… bene! (continua…)

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