Il risveglio di Lenth

Alla fine ho ceduto

Scritto il lunedì, 14 giugno, 2010

Alla fine non ho resistito. Tra uno scatolone e l’altro – sto impacchettando la mia stanza in vista dei lavori – ho comprato la nuova edizione di Intervista col Vampiro. Per poter rileggere questo capolavoro, però, dovrò aspettare il mio turno:

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Intervista col Vampiro – Restyle

Scritto il venerdì, 28 maggio, 2010

Questa notizia mi ha sconvolto.

Da quando non ho più una libreria vicino casa, non sono più molto informato sulle uscite. Immaginate quindi la mia faccia quando, spulciando online, mi sono imbattuto in quell’articolo. Di Intervista col Vampiro ho tre edizioni: una vecchia di Mondolibri, una vecchia della Salani e quella classica della TEA. Questa nuova edizione invece è stupenda, modello da Il Ladro di Corpi in poi per intenderci, con copertina rigida e sovraccoperta. La voglio!

Spero solo che esca, in versione restyle, anche Scelti dalle Tenebre – di cui ho la versione TEA e la versione old age della Longanesi – e La Regina dei Dannati, che ho in versione Salani. Spero inoltre che la nuova uscita di questo classico svegli un po’ quegli adolescenti che vedono in Twilight la nascita del vampiro. Fortuna che sono in pochi.

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PS: E in esclusiva la cover restyle di Twilight, by iri. Un romanzo che, ne sono sicuro, vi colpirà! Non notate anche voi una strana somiglianza tra i due protagonisti? Secondo me quello a sinistra è il figlio della Regina a destra.

L’ipocrisia della televisione

Scritto il venerdì, 16 aprile, 2010

televisionePrima Mike Bongiorno, poi Santi Licheri e ora Raimondo Vianello. I volti televisivi più familiari stanno scomparendo uno dietro l’altro. Alcuni credono che siano segni precursori dell’apocalisse che avverrà nel 2012, io penso invece che sia solo la vita. La cosa che mi rattrista però è che la televisione si ricordi di questi “grandi” solamente quando sono morti. Va bene, hanno tutti vissuto pienamente, con una gran bella carriera alle spalle, ma come hanno trascorso gli ultimi anni? Da reietti, schifati dalla tv commerciale ma anche da quella di stato. Pensiamo a Mike Bongiorno ad esempio. Dopo decadi di onorato servizio, poco prima di morire, era in trattative con Sky per poter dire ancora qualcosa, per potersi ancora affacciare nelle case degli italiani.

Allora mi chiedo: perché non eliminiamo gli “adolescenti idioti” e riportiamo in televisione i veri presentatori? Perché una Enrica Bonaccorti si vede negare la possibilità di tornare in televisione? Perché Lorella Cuccarini è costretta a riciclarsi su Sky prima e ora in teatro? A me queste cose non vanno giù. Capisco che chiedere coerenza alle reti sia troppo, ma ci risparmiassero almeno le trasmissioni strappalacrime in cui commemorano i cari estinti.

Anche solo per rispetto.

Un po’ come accade in letteratura. Non posso fare a meno di pensare a Salinger. Ha segnato intere generazioni, ma molti lo hanno conosciuto solamente quando se ne è parlato in televisione e sui giornali. Perché è di moda. Stessa cosa, in ambito musicale, per Lucio Battisti. Le vendite dei suoi album sono schizzate alle stelle troppo tardi.

Lo ammetto, ho paura per Anne Rice. Un mio amico mi ha detto “sai che due dei tuoi tre scrittori preferiti sono morti?” e mi sono leggermente agitato. Anne, se mi leggi, chiuditi in casa e fai un check up completo!

Tesi: Fine

Scritto il lunedì, 12 aprile, 2010

“Gli autori più originali non lo sono perché promuovono ciò che è nuovo, ma perché mettono ciò che hanno da dire in un modo tale che sembri che non sia mai stato detto prima” [Wolfgang Goethe]

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Recensione: Blood Canticle

Scritto il lunedì, 1 marzo, 2010

bloodBlood (titolo originale Blood Canticle) è il decimo e ultimo romanzo de Le Cronache dei Vampiri. Edito negli Usa nel 2003, è stato pubblicato in Italia il 18 febbraio 2010 dalla Longanesi.
Le vicende riprendono da dove si sono interrotte ne Il Vampiro di Blackwood. Mona Mayfair è gravemente malata e Quinn cerca di trasformarla in un vampiro, per salvarle la vita. Ma Lestat interviene, infondendole il suo sangue. Spiegherà che è il solo modo che ha per salvare la loro relazione, dal momento che tra un vampiro e il suo creatore, col tempo, sorgono sempre ostilità, prima o poi.
La storia continua con Rowan Mayfair, la capofamiglia (nonché protagonista della saga delle Streghe Mayfair) che chiede spiegazioni. La riapparizione di Mona infatti, perfettamente sana e dall’aspetto inumano, ha del miracoloso; ma Rowan, donna di scienza, non crede nei miracoli.
Col passare del tempo Lestat inizierà a interessarsi alla donna, dapprima per pura e semplice curiosità – per il suo potere in particolar modo, quello di uccidere col pensiero – poi per amore, un sentimento che il vampiro ama spesso ostentare ma che non ha mai provato davvero.
Ma è anche il mistero a incuriosire il “principino viziato”. La famiglia Mayfair ha infatti molti più segreti di quanti ne lasci intendere: una stirpe immortale, i Taltos, venuti alla luce dopo secoli di incesti e di relazioni tra consanguinei. Un piano diabolico che risale a secoli prima, all’anno di nascita del clan Mayfair.
Il segreto dei Taltos porterà Lestat, Mona e Quinn a scavare nel passato della famiglia, a viaggiare per dare finalmente un senso a ciò che sta accadendo.

Il tema del romanzo è la redenzione, come afferma lo stesso Lestat dopo appena una manciata di pagine:

Acquisii la consapevolezza, brusca e severa, che mi fossero state concesse così tante chance di salvarmi l’anima che la mia intera esistenza era stata edificata intorno ad esse! Era quella la mia natura: passare di tentazione in tentazione, non per peccare ma per essere redento.

“Può un vampiro diventare un santo?” si può leggere sulla copertina del romanzo. Probabilmente sì. Lestat è ossessionato da questa idea, come ripete sin dall’inizio. Cerca disperatamente di controllarsi, di essere amato nonostante le tenebre che cela nel cuore.
Il titolo originale del romanzo, Blood Canticle, è indicativo in questo senso – sebbene in italiano sia stata eliminata, senza alcun motivo, la parola Canticle; il riferimento al Cantico delle Creature di San Francesco è più che evidente.
Qui si parla però di un Cantico di Sangue e mai come in questo libro la parola Sangue, con la “S” maiuscola, è stata così presente. Lestat parla in continuazione dei Figli del Sangue, del Sangue Riparatore, del Sangue Tenebroso, con cui egli stesso riesce a operare miracoli.
Prima con Louis e Claudia, poi con Mona. Tre suoi figli, così diversi ma anche così simili:

Il sangue che insegna la vita non insegna menzogne, e l’amore diventa il mio rimprovero, il mio stimolo, il mio canto
.

Con queste parole si conclude il romanzo, con un Lestat disperato, che ha dovuto rifiutare la richiesta di Rowan di diventare un’immortale. Prova nei suoi confronti un amore così intenso da volerne preservare l’essenza, radicata nella natura umana di lei, così simile alle tenebre che egli cela nel cuore.
Tenebre che li legano entrambi al passato. Il passato dell’uno, fatto di estasi e appagamento, di sofferenza e indicibili pene e il passato dell’altra, fatto di dolore e solitudine, di miseria e strazio.
Rowan è forse uno dei personaggi più complessi di Anne Rice. Lestat si riferisce a lei come a una Dea, un essere imperscrutabile, dominata da una tale freddezza e cinismo da non poter essere considerata pienamente umana.
E’ questo ad attrarlo e a respingerlo al tempo stesso.
San Lestat, arriverà a definirsi il “principino viziato”. E forse, considerate le sue ultime azioni, un vampiro può davvero diventare un santo.

Questo è quello che ho riportato nella tesi, parte di un discorso più complesso. Non nascondo di provare tristezza. L’ultimo romanzo de Le Cronache dei Vampiri, l’ultimo grido di Lestat – o meglio, San Lestat. Una saga che merita di essere letta più e più volte!

Voto: 10/10

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