Il risveglio di Lenth

Avere Pazienza

Scritto il mercoledì, 9 giugno, 2010

I tempi editoriali sono lunghissimi. Questa è una delle prime cose che ho imparato, come anche Miki può confermare. Dall’invio di un romanzo alla sua valutazione possono passare mesi se non anni. Soprattutto se si ha a che fare con un grande editore. La pazienza gioca quindi un ruolo fondamentale.

Prima di riuscire a pubblicare ero una persona tremendamente impaziente. Tremavo all’idea di dover attendere mesi per una risposta e non passava giorno senza che pensassi a certe cose o a certe persone. Inutile dire che pubblicare mi ha insegnato molto. In particolar modo ad avere un approccio più rilassato, meno invadente se vogliamo. E questo è bene, non solo in questo settore ma nella vita più in generale.

Anche perché l’attesa mi permette di continuare a scrivere. Ho cominciato varie storie e molte altre ne ho abbandonate. Ho scritto dieci capitoli e ne ho cancellati nove. Avere tempo porta a svolgere un lavoro più intenso, ricercato. Si abbandonano le soluzioni narrative facili e si cerca qualcosa di eccentrico. Di strano. Qualcosa che faccia esclamare al lettore: “Oh cavolo, questo non me l’aspettavo“.

Quindi abbiate pazienza anche voi. E ricordatevi di esclamare “Oh cavolo, questo non me l’aspettavo“. Ci conto, eh!

Fringe

Scritto il giovedì, 3 giugno, 2010

fringeQuando si scrive soprattutto di notte, e per notte intendo dalle 23 in poi, ogni tanto conviene fare una pausa. Si può anche evitare eh, solo che poi bisogna mettere in conto frasi sgrammaticate e periodi privi di senso. Nel mio caso, preferisco fare dei piccoli break con una puntata di qualche telefilm.

Proprio oggi ho cominciato a guardare Fringe. I miei amici me ne avevano parlato così bene che alla fine la curiosità ha avuto la meglio. C’è da dire che non sono un grande fan del filone “x-files”. Ok, X Files è una serie importante, originale, ma l’ho sempre trovata troppo caotica. Troppi enigmi e poche risposte. Anche Lost è così, forse pure peggio, ma almeno lì te lo aspetti in qualche modo. Ecco, quando ho cominciato a guardare Fringe mi aspettavo una cosa simile, con tanto di alieni in tutina verde e sceneggiature imbarazzanti. Invece no!

Le sceneggiature sono brillanti, la fotografia è spettacolare e la trama di fondo intrigante quanto basta. E poi è una serie ideata da JJ, papà di Lost e Alias. Un pregio ma anche un difetto. Pregio perché JJ è un genio, difetto perché si divertente a non dare risposte e a tenere sempre lo spettatore in stato d’ansia.

E voi? Avete mai visto questa serie? Adesso sono alla quarta puntata, devo aspettarmi un peggioramento o un miglioramento?

Ore Piccole

Scritto il giovedì, 20 maggio, 2010

Da quando le lezioni sono finite ho ripreso a fare le ore piccole. Oramai riesco a scrivere solo a una certa ora, non prima delle 22:00. Niente di nuovo, anche prima avevo questa abitudine, ma ora è diverso. Adesso arrivo fino alle 3:00, le 4:00 del mattino. Complici anche le repliche di Lost su raidue, che vengono trasmesse dal lunedì al venerdì attorno alle 2:20. Come posso non guardarle? Dopotutto stiamo per arrivare alla fine, lunedì prossimo ci sarà il Big Series Finale, dove tutti i nodi – o quasi – verranno al pettine. Ho notato però che delle prime stagioni ricordo poco. Il che è strano dal momento che avrò visto quelle puntate almeno tre volte (prima da solo, poi con mio fratello e infine con i miei amici). Quindi o la mia memoria fa cilecca o gli autori sono usciti fuori di testa. Io propendo per la seconda!

Sul fronte “letture” sto finendo di leggere Alice di Dimitri. Per ora non mi pronuncio, dico solo che preferisco Pan. E’ più fresco, più vero. In Alice, almeno per ora, ho l’impressione che i personaggi siano monodimensionali, privi di spessore. Sarà che la storia la conosciamo tutti, ma non riesco ad affezionarmi a niente e a nessuno. Cosa che invece era successa da subito con Pan. Però ripeto, ancora non finisco di leggerlo, magari cambierò idea.

Be’, torno a scrivere, anche se sono solo le 14:00 del pomeriggio!

Uscita Lenth2

Scritto il venerdì, 30 aprile, 2010

Notizia fresca fresca, come da titolo. L’uscita di Lenth2 è slittata alla fine di quest’anno, massimo primi due, tre mesi del 2011. I motivi sono sia editoriali che personali. Diciamo che lavorando ad altri progetti mi sono accorto dei limiti della storia. In questi giorni si è parlato molto di recensioni, di come gli scrittori accettano o meno le critiche. Ebbene, io penso che ci sia modo e modo. Una certa recensione in particolare mi ha indisposto non poco, ma solo oggi, dopo mesi di riflessione, mi sono accorto che alcune cose erano effettivamente vere. Così come erano vere le critiche che mi sono state mosse nei mesi passati. Si tratta spesso di piccolezze, ma ho paura che possano ingigantirsi andando avanti. Ricordate l’estate scorsa quando vi dissi che avevo cancellato trecento pagine? Ecco, l’ho fatto di nuovo, ma in modo diverso. Ho deciso che questa volta sarò io a tagliare le parti inutili, per salvare la storia e le cose importanti. Niente momenti morti quindi, di quelli che abbondano ne Il Silenzio di Lenth. C’è da dire però che era il mio primo romanzo e che non conoscevo ancora bene le varie dinamiche editoriali e redazionali.

Adesso le conosco.

Dal momento che in Lenth2 ci sono molti personaggi, ho pensato di non mescolare troppo i punti di vista, di usarne pochi ma buoni per intenderci. Via quindi non solo i momenti morti, ma anche i Deus Ex Machina che, purtroppo, ho scovato nella nuova stesura. Stessa cosa per gli infodump, che ho aggirato in vari modi. Ma ripeto, sono “trucchi” che ho imparato con la pratica, lavorando con persone che non avrei mai pensato di incontrare; e invece sto collaborando con loro, per alcuni progetti che potrete leggere proprio il prossimo anno. La mia paura infatti è proprio questa, uscire con tremila cose tutte insieme. Prima niente, poi tutto insieme.

Sto ancora sperimentando. Tutto è nato con i capitoli in prima persona de Il Silenzio di Lenth, capitoli che sono diventati romanzi. Non so voi, ma io per scrivere ho bisogno di calarmi nell’atmosfera giusta. Se scrivo fantasy non posso leggere Calvino per intenderci. Vi dico solo che sto rileggendo quel capolavoro che è Il Club Dumas e l’Ora delle Streghe per un progetto, Ulysses Moore per un altro e L’isola del tesoro per un altro ancora. Le atmosfere sono quelle, anche se storie e ambientazioni potrebbero essere diverse.

Detto questo, spero di avere informazioni più precise nei prossimi giorni. Precise per modo di dire, visto che certe cose cambiano dal giorno alla notte. Ma in questo caso, almeno per Lenth2, il casino l’ho combinato io. Il romanzo era pronto ma all’ultimo ho avuto dei ripensamenti. Rispetto verso il lettore prima di tutto; non ha senso pubblicare per il puro gusto di farlo. Se si tiene veramente alla scrittura, occorre dare sempre il meglio. Ci sarebbe da dire molto anche sul concetto “di meglio”, circoscritto ad un momento particolare. Il mio meglio di ora sarà forse, mi auguro, il mio peggio di domani. Quindi boh, ho perso il filo, restate sintonizzati!

Bivi

Scritto il lunedì, 19 aprile, 2010

Tra meno di una settimana discuterò la mia tesi, lunedì 26 per la precisione. Sono spaventato? Un pochino. Del resto so già che parlerò sì e no dieci minuti, quindi mi sono messo l’anima in pace. L’argomento è strano? Abbastanza. Parlare di vampiri è sempre una mossa suicida, ma confido nell’intelligenza della commissione. Anche perché è interessante vedere come queste creature, per lo più uomini malati di porfiria e rabbia, erano trattate in passato. Il loro rapporto con la Chiesa, con la scienza e via dicendo.

Allora perché ho l’ansia? Davvero, non riesco a spiegarmelo. Forse perché lunedì si chiuderà un cerchio, un percorso iniziato anni fa. Forse perché da lunedì c’è il saltino, quel piccolo passo in avanti che potrebbe cambiare tutto e niente. O forse perché lo spauracchio della specialistica è dietro l’angolo, una gabbia in cui rischio di essere intrappolato. Sì, perché dovete sapere che qui i corsi di laurea specialistica non sono il massimo. Sono due e sono davvero, davvero, davvero tristi. Anche il mio relatore mi ha consigliato di lasciar perdere. Peccato che lasciar perdere, per me, significhi non specializzarmi e basta. Anche perché fuori dall’Aquila gli esami della triennale non vengono riconosciuti (holé!).

Quindi? Quindi forse dovrò guardarmi meglio attorno, estendere un pochino i miei orizzonti. Da che mondo è mondo la paura dell’ignoto c’è sempre stata. La paura di ricominciare da zero, la paura di sbagliare, la paura di lasciarsi cose e persone importanti alle spalle. Tutti noi siamo in divenire, non siamo ancora completi, giusto? Allora conviene che ci buttiamo, che la smettiamo di costruirci delle pareti di cartapesta. Per quelle ci sarà tempo.

Tutto questo per dire: ehi, lunedì mi laureerò e poi non so che cavolo fare.

Nel frattempo vi posso anticipare che le novità editoriali non sono due ma tre. Forse due vedranno luce proprio quest’anno, ma è ancora troppo presto per poter dire qualcosa. O meglio, io direi pure qualcosa, ma poi rischio di essere fucilato!

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