Il Salto dello Squalo nel Fantasy

jumpthesharkIn gergo “telefilmico”, per “salto dello squalo” (in inglese “Jumping the shark”) si intende la puntata (o la stagione) in cui una serietv inizia a perdere smalto. Il nome deriva da una puntata di “Happy Days”, in cui Fonzie salta uno squalo con ai piedi un paio di scii nautici. Molti lo videro come un segnale d’allarme per il declino della serie, cosa che in effetti fu. Volendo fare un paragone più recente, possiamo prendere la serietv “Alias”. Per quattro stagioni, J.J. Abrams è riuscito a rendere il personaggio di Sydney Bristow indimenticabile, fino alla season finale della quarta stagione, in cui il cliffhanger è di una tristezza infinita. Molti critici televisivi hanno visto nel finale della quinta stagione di Buffy un altro esempio (la protagonista arriva addirittura a lanciarsi, altro che metafora), ma io la vedo diversamente. La sesta stagione infatti, anche se con alti e bassi, offre episodi spettacolari, come gli ultimi tre, e una settima stagione da urlo, la mia favorita.

Questo per dire che non sempre al “salto dello squalo” corrisponde un effettivo declino qualitativo. Dove voglio arrivare? Molto semplice. Parlando con un professore di “Linguaggi Televisivi”, ho avuto un’illuminazione; troppo fantasiosa forse, ma che ha un senso. Siete pronti? Aprite la vostra mente, contate fino a dieci, girate tre volte su voi stessi… bene!

Prendiamo una saga fantasy. Una saga lunga, di quelle che sembrano infinite (qualcuno ha detto Terry Brooks?). Immaginiamo che ogni romanzo sia una stagione, formata da capitoli/episodi. Cosa otteniamo? Nella maggior parte dei casi avremo un primo volume/stagione pedestre, pieno di limiti, con uno stile/regia imbarazzanti e una storia/sceneggiatura che non sa bene dove andare a parare. Ma basta andare avanti per capire che le cose cambiano. Spesso ad un pessimo inizio corrisponde un ottimo seguito. Un secondo romanzo/stagione di tutto rispetto, con personaggi più credibili e storie interessanti; poi una terza stagione qualitativamente eccellente ecc.

Prendiamo, sempre come esempio, un’autrice italiana conosciutissima: Licia Troisi. Di Licia ho letto tutto (ad eccezione dell’ultimo volume che ho ordinato), e proprio per questo posso parlarne esaustivamente. Il primo volume/stagione non mi è piaciuto molto; aveva idee originali ma uno stile immaturo (come anche il mio in Lenth del resto). Il secondo volume aveva invece una storia più lenta ma uno stile più “calibrato. Il terzo mi è piaciuto sotto tutti i punti di vista. Ho divorato invece il quarto, il quinto e il sesto libro. Ma ho avuto difficoltà con la settima stagione (leggasi il settimo romanzo). L’ho trovato meno ricco dei precedenti, sotto tutti gli aspetti (ad eccezione dello stile, in continua evoluzione). Cosa vuol dire? Io penso che il sesto libro, “Un nuovo regno”, abbia segnato un “salto dello squalo”.

Se avete seguito il mio ragionamento, avrete però capito che questa non è per forza una cosa negativa. Mi sembra infatti che l’ottavo romanzo/stagione, sia superiore. Un po’ come la ripresa di Buffy dopo una “appena decente” sesta stagione. Ovvio, ancora non lo leggo, quindi potrei sbagliarmi. Ma i commenti che ho letto sono stati scritti da persone con gusti simili ai miei, con le mie stesse perplessità, quindi mi fido.

Ora. Non sono pazzo, non del tutto almeno, ma spero di essermi spiegato. Il ragionamento può essere applicato a tutte le serie e a tutti i cicli letterari. La stessa Anne Rice, secondo me, ha “saltato lo squalo” con “Merrick la strega”, anche se si è ripresa un pochino con “Blackwood Farm”.

Secondo voi, quali altre opere hanno “saltato lo squalo” irrimediabilmente?

24 Comments

  1. Mmm. Se ho seguito bene il ragionamento, mi viene più che altro da dire: a volte i telefilm/libri migliorano, altre fanno il salto dello squalo. Poi vabe’, si tratta sempre di punti di vista e di giudizi di chi guarda.
    Secondo me la sesta stagione di Buffy non l’ha fatto. Mi è sembrata un po’ all’ombra della quinta, ma ha delle trovate geniali, tra cui – oltre la puntata musical, vabe’ – l’avere come nemici un trio di persone.
    La settima invece mi ha un po’ deluso, più che altro perché ho avuto l’impressione che con la fine della serie si desse più importanza alla battaglia che ai vecchi personaggi… che ok, era inevitabile, bla bla.
    Uhm, mi sto dilungando XD Tra altre serie che hanno saltato lo squalo mi viene in mente Una mamma per amica con la sesta stagione e poi definitivamente con la settima (che non ho neanche visto del tutto, ma le prime puntate mi annoiavano a morte), e Desperate Housewives, più o meno a metà quinta… ma è un salto continuato (?!) anche nella sesta, fino a riprendersi – credo/spero – con l’ultimo episodio catastrofico.

  2. Sì, in linea di massima tutte le serie/libri fanno il salto, solo che alcune affogano, altre tornano a galla, anche se con difficoltà; certo, poi ci sono serietv come Lost e Desperate Housewives che hanno avuto una prima stagione spettacolare e le successive debolucce. Ma questo solamente perché gli sceneggiatori non hanno pensato in grande; al contrario, si sono concentrati su un numero limitato di archi narrativi e hanno poi avuto difficoltà ad inserirne di nuovi.

    Per Buffy hai ragione, è una questione di punti di vista. Le sceneggiature sono sempre eccellenti, ma ho trovato molte puntate della sesta stagione sottotono; tra perle come “Seeing Red” e “Normal Again”, ci sono anche oscenità come “Doublemeat Palace” e “Hell’s Bells”. Puntate che prese singolarmente sono belle, ma che messe in paragone con le precedenti stagioni sfigurano non poco!

    La settima stagione è molto controversa. Hai ragione, ci si concentra molto sui combattimenti e poco sui personaggi; però è anche vero che Anya e Andrew sono sviluppati come non mai. Conta poi che Whedon aveva la responsabilità di tirare le somme, sapendo già che sarebbe stata l’ultima stagione (per scelta sua, almeno una volta nella vita XD) e non poteva permettersi troppi “giochetti”.

    Però Buffy è una di quelle serie che ha saltato lo squalo ma non è annegata; ha preso qualche boccata, poi è stata sommersa dalle onde, ma alla fine è tornata a respirare. Quanto mi sento poetico quest’oggi!

  3. Ho capito perfettamente il tuo raggionamento. ( Secondo me, che sia chiaro) Figlia del Sangue è un bel libro, e non lo dico perchè sono un fan della troisi, infatti il primo libro delle leggende non m’è piacuto molto… l’ho trovato noioso, mentre in figlia del Sangue ho trovato personaggi molto più maturi, Adhara sembra cambiare ed è decisa a farlo, e con lei si approfondiscono molti personaggi. Solanto che diciamo non c’è stato il salto dello squalo, almeno dal mio punto di vista, anche se diciamo che è una storia come poche, è un fantasy sotto molti aspetti dark. Fnisco qui, in attesa di leggere una tua recensione sul libro…
    vinci

  4. mmm a me è venuta in mente la serie della De Mari (lo so sono fissato)
    il primo era incantevole
    il secondo fantastico (ma diverso)
    il terzo… be c’erano un sacco di buoni spunti, un romanzo ibrdo se vuoi, ma non sempre riuscito a pieno.
    Vediamo con l’ultimo che sta pubblicando adesso sul blog, le buone premesse c’erano tutte.
    Non sono scrittore, ma forse il segreto per non cadere vittima dello squalone potrebbe essere portare avanti contemporaneamente a quello che si scrive altri progetti di natura completamente diversa. (piove la pioggia di pietre su Iri che ha sparato la cavolata del giorno).
    Comunque a me il tuo ragionamento ha fatto venire in mente una cosa… non è che in verità ti stai facendo problemi per il TUO di lavoro?
    ps in Alias c’era Jennifer Garner, e questo era sempre un buon motivo per guardare la serie

  5. @Vinci: Forse il salto c’è stato ma Licia è tornata a galla. E’ la cosa più difficile da fare, in pochi ci riescono purtroppo. Da qui la strada dovrebbe essere in discesa =)

    @iri: Ma che pietre, sei argutissimo! =) Certo, la scrittura è una cosa personale, ma io ad esempio mi concentro su progetti diversi. Anche solo racconti magari, storielle che sarò il solo a leggere. Mi aiuta a tenere l’attenzione sotto controllo e a scacciare la noia. Per quanto riguarda Lenth… ammetto di essermi posto il problema. Il primo volume/stagione è molto ibrido; il secondo ha un tragitto più marcato. Il terzo sarà completamente diverso. Ma ho in mente anche altre storie, e se riesco a gestirle il “salto dello squalo” mi farà visita dopo il sesto romanzo 😛

    PS: Anche Melissa George, nella terza stagione, non è malaccio!

  6. Secondo me il “salto” lo sta facendo l’high fantasy e in un non immediatissimo futuro il genere “salterà” in toto.
    Però mi aspetto che qualcosa prenda il suo posto nel grande mare del fantastico, la natura non ama il vuoto 😉

  7. Val, come mai pensi che l’high fantasy si estinguerà? Perché non riesce a reinventarsi o perché le vendite non sono più stellari? :0

  8. L’high fantasy è già stato interamente scritto daTolkien, in seguito non si è aggiunto nulla ma solo rimaneggiato.
    Ora pensa al fatto che se ti do un quantitativo limitato di numeri le combinazioni non sono infinite, prima o poi cominceranno a ripetersi. 😉

  9. Mmm, non l’avevo mai vista sotto questo aspetto. E in un certo senso, aggiungere nuovi numeri (tematiche) non sarebbe utile perché in quel caso si otterrebbe un ibrido, qualcosa di diverso dall’high fantasy. O no?
    Me lo domando per un motivo. Molti hanno definito il mio romanzo high fantasy; sai che con le etichette non mi trovo benissimo, ma io reputo Lenth qualcosa di diverso. Ma se davvero è parte di questo genere, vuol dire che le “aggiunte” non sono servite a nulla. O forse sono servite e lo hanno “scardinato” dall’high fantasy? (scusa la domanda contorta! ^^’)

  10. figurarsi se val non c metteva la matematica di mezzo 😉

    comunque sono abbatsanza d’accordo con lui, il fantasy di spunto tolkeniano inizia a essere il più logoro, ma attenti la colpa non è del tutto degli autori, più ne discuto più mi urta la politica editoriale dello spremiagrumi.

    orchi di nichols non ha fatto il salto dello squalo, c’è finito proprio in bocca se te ne debbo dire una che proprio è palese. tant’è che ne ho sospeso la lettura sine die… 😉

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