Il Salto dello Squalo nel Fantasy

by · gennaio 4, 2010

jumpthesharkIn gergo “telefilmico”, per “salto dello squalo” (in inglese “Jumping the shark”) si intende la puntata (o la stagione) in cui una serietv inizia a perdere smalto. Il nome deriva da una puntata di “Happy Days”, in cui Fonzie salta uno squalo con ai piedi un paio di scii nautici. Molti lo videro come un segnale d’allarme per il declino della serie, cosa che in effetti fu. Volendo fare un paragone più recente, possiamo prendere la serietv “Alias”. Per quattro stagioni, J.J. Abrams è riuscito a rendere il personaggio di Sydney Bristow indimenticabile, fino alla season finale della quarta stagione, in cui il cliffhanger è di una tristezza infinita. Molti critici televisivi hanno visto nel finale della quinta stagione di Buffy un altro esempio (la protagonista arriva addirittura a lanciarsi, altro che metafora), ma io la vedo diversamente. La sesta stagione infatti, anche se con alti e bassi, offre episodi spettacolari, come gli ultimi tre, e una settima stagione da urlo, la mia favorita.

Questo per dire che non sempre al “salto dello squalo” corrisponde un effettivo declino qualitativo. Dove voglio arrivare? Molto semplice. Parlando con un professore di “Linguaggi Televisivi”, ho avuto un’illuminazione; troppo fantasiosa forse, ma che ha un senso. Siete pronti? Aprite la vostra mente, contate fino a dieci, girate tre volte su voi stessi… bene!

Prendiamo una saga fantasy. Una saga lunga, di quelle che sembrano infinite (qualcuno ha detto Terry Brooks?). Immaginiamo che ogni romanzo sia una stagione, formata da capitoli/episodi. Cosa otteniamo? Nella maggior parte dei casi avremo un primo volume/stagione pedestre, pieno di limiti, con uno stile/regia imbarazzanti e una storia/sceneggiatura che non sa bene dove andare a parare. Ma basta andare avanti per capire che le cose cambiano. Spesso ad un pessimo inizio corrisponde un ottimo seguito. Un secondo romanzo/stagione di tutto rispetto, con personaggi più credibili e storie interessanti; poi una terza stagione qualitativamente eccellente ecc.

Prendiamo, sempre come esempio, un’autrice italiana conosciutissima: Licia Troisi. Di Licia ho letto tutto (ad eccezione dell’ultimo volume che ho ordinato), e proprio per questo posso parlarne esaustivamente. Il primo volume/stagione non mi è piaciuto molto; aveva idee originali ma uno stile immaturo (come anche il mio in Lenth del resto). Il secondo volume aveva invece una storia più lenta ma uno stile più “calibrato. Il terzo mi è piaciuto sotto tutti i punti di vista. Ho divorato invece il quarto, il quinto e il sesto libro. Ma ho avuto difficoltà con la settima stagione (leggasi il settimo romanzo). L’ho trovato meno ricco dei precedenti, sotto tutti gli aspetti (ad eccezione dello stile, in continua evoluzione). Cosa vuol dire? Io penso che il sesto libro, “Un nuovo regno”, abbia segnato un “salto dello squalo”.

Se avete seguito il mio ragionamento, avrete però capito che questa non è per forza una cosa negativa. Mi sembra infatti che l’ottavo romanzo/stagione, sia superiore. Un po’ come la ripresa di Buffy dopo una “appena decente” sesta stagione. Ovvio, ancora non lo leggo, quindi potrei sbagliarmi. Ma i commenti che ho letto sono stati scritti da persone con gusti simili ai miei, con le mie stesse perplessità, quindi mi fido.

Ora. Non sono pazzo, non del tutto almeno, ma spero di essermi spiegato. Il ragionamento può essere applicato a tutte le serie e a tutti i cicli letterari. La stessa Anne Rice, secondo me, ha “saltato lo squalo” con “Merrick la strega”, anche se si è ripresa un pochino con “Blackwood Farm”.

Secondo voi, quali altre opere hanno “saltato lo squalo” irrimediabilmente?

Discussion24 Comments

  1. Il Recidivo scrive:

    Ops, ho scritto troppo … Scusate!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Il Recidivo scrive:

    Ho appena letto di aver scritto una schifezza: il passato di James NON è miterioso e banale, ma misterioso e intrigante … Sorry. E continuo a scrivere ….

  3. Luca Centi scrive:

    @Recidivo: prima di tutto, bellissima recensione. Si vede che sei un appassionato della serie; si nota dal modo in cui sottolinei i pregi ma soprattutto i difetti =) Riguardo Paolini… be’, ad oggi ancora non lo leggo. Anzi, mi correggo: ad oggi, ancora non riesco a leggerlo. Non riesco a farci nulla, la trama non mi attira per niente! ^^’

  4. tanabrus scrive:

    Su Harry Potter e fanfiction, consiglio a tutti la Shoebox ( http://www.livejournal.com/tools/memories.bml?user=shoebox_project&keyword=The+Fic&filter=all ), una splendida fanfiction Potteriana basata sul gruppetto dei Marauders e di Lily, quando erano ancora studenti invece che defunti o professori o altro ancora.

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