Un Aquilano tra gli Albensi

Negarlo è inutile. L’estate è arrivata. Questa mattina in strada ho incrociato signori in canotta e signore in costume. Camminavano sul lungomare, mentre ragazzi e ragazze si avventuravano in spiaggia. Vedendo i più coraggiosi che si tuffavano in mare, qualcosa in me è cambiato. Parte del peso che avevo sulle spalle si è volatilizzato. Non sono mai stato un fanatico dell’estate, ma vedere questa piccola frazione adriatica prendere vita mi ha messo gioia. Gioia e serenità. Sorridevo mentre tornavo a casa. Senza contare che sento poco e niente il caldo. Attorno a me ventagli, ventilatori tascabili, volti rubizzi e gocce di sudore. Io con la giacca jeans, maglietta lunga e rigorosamente nera. Un aquilano tra gli albensi. Mi sentirò mai totalmente albense? A questo punto spero di no. Qui in pochi ti trattano con gentilezza, molti preferiscono storcere il naso e borbottare qualcosa in dialetto. Che ovviamente a me risulta aramaico. Lo stesso dialetto che parla la mia nuova vicina di casa. Mi ferma tutti i giorni per parlare e io mi limito ad annuire, sperando di non aver accettato involontariamente chissà quale incombenza.

Quanto mi manca casa!

2 Comments

  1. eheh so che non è così ma magari queste immagini ti faranno sentire come in una vacanza…e direi che in questo momento ne hai bisogno, devi riposare.
    uè ma allora l’incontro con la Troisi è confermato, che figata!! se solo potessi fare un salto a Rimini…!!!

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