Recensione: La Bambina che Leggeva i Libri

by · maggio 18, 2010

bamb-libriC’era una volta, in un piccolo e sperduto paesello alpino, una biblioteca talmente grande da contenere migliaia di libri. C’erano manuali su come addestrare il cavallo più ribelle o su come preparare pozioni magiche, racconti sulle avventure dei vampiri del bosco, o sulle gesta di un cavaliere senza nome. Insomma, in quella biblioteca c’erano libri per tutti i gusti, ma così numerosi che la povera signora Geltrude faticava a tenerli in ordine. Fino al giorno in cui, seduta a uno dei tavoli, notò una bambina. Una bambina davvero speciale, perché non leggeva semplicemente le storie, ma le divorava, una dopo l’altra, come se fossero le deliziose frittelle del fornaio. Fu in quel preciso giorno che Geltrude trovò la sua aiutante. I libri erano la passione anche di un altro abitante del paese, un signore che aveva un unico sogno: scrivere il perfetto romanzo per ragazzi. Non gli interessavano le solite storie di eroi a cavallo con le spade sguainate, né gli piacevano quelle di streghe e di mele avvelenate. Lui voleva raccontare una storia indimenticabile, capace di conquistare il cuore dei suoi giovani lettori. Ma per farlo aveva bisogno di una lettrice molto speciale. Fu allora che il destino gli fece incontrare la bambina che leggeva i libri…”

Che cosa accadrebbe se sottoponessimo un nostro romanzo fantasy all’attenzione di un editor esigente? Magari una ragazzina che non le manda a dire, armata di penna rossa e pronta a correggere ogni singola frase? Ce lo dice Pierdomenico Baccalario, con un romanzo che sorprende. Un romanzo davvero “per tutti”, con diversi livelli di lettura. Può essere infatti avvicinato da un adolescente così come da un bambino o da un adulto. Ognuno vede ciò che vuole vedere. Il bambino vedrà una storia di avventura, un ragazzo vedrà un fantasy ben scritto, mentre l’adulto, specie se appassionato di scrittura, capirà cosa deve fare e cosa non deve fare quando si appresta a realizzare un romanzo.

Domitilla, è questo il nome della bambina che leggeva i libri, è un editor a tutti gli effetti. Più di una volta si ha l’impressione che Pierdomenico voglia togliersi qualche sassolino dalla scarpa o anche solo consigliare gli autori esordienti alla loro opera prima. Io stesso ho imparato molto da questo romanzo, grazie alle annotazioni che Domitilla/Pierdomenico fanno al povero signor Antonino, l’anziano del paese che ha sottoposto il suo manoscritto all’attenzione della bambina.

Ma cosa accadrebbe se la bambina in questione si appassionasse alla storia? Che fine farebbero, in questo caso, tutte le sue annotazioni, i suoi appunti, il suo spirito critico? Lo scoprirete leggendo questa storia, una storia scritta da chi ama i libri per chi ama i libri, ma anche per chi si avvicina solo ora alla lettura. Non a caso ho intenzione di regalare questo romanzo alla mia nipotina, che è abbastanza grande da capire le storie un po’ più “complicate”.

Leggendo “La bambina che leggeva i libri” si torna infatti bambini, grazie anche alle tante citazioni disseminate nel testo. Da Pomi d’ottone e manici di scopa – per chi è della mia generazione e ha un amore viscerale nei confronti di Angela Lansbury – a Il Richiamo della Foresta, passando per Ventimila Leghe Sotto i Mari e I Tre Moschettieri.

E, ripeto, se siete appassionati di scrittura, imparerete molto, grazie ai consigli della piccola Domitilla. Ma forse anche Domitilla ha molto da imparare, come tutti del resto.

Voto:  9/10

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