Frammenti #1

Avevo già in mente di postare questo frammento giorni fa, ma poi mi è passato di mente. Si tratta di un passaggio che avevo scritto e che è stato tolto da “Il Silenzio di Lenth“. E’ molto breve a dire il vero e riguarda Julah, un personaggio che ha ancora molto da dire. Be’, io ve lo copio, ma attenzione a chi non ha letto il romanzo. E’ spoiler!

Su e giù. Su e giù. Man mano che il tempo passava, il battito del suo cuore si faceva sempre più regolare. Questo perché Julah sapeva. Sapeva di aver fatto la cosa giusta, di aver scelto la fede alla morale. Era buffo, si disse. Aveva sempre creduto che fede e morale fossero la stessa cosa, che non potessero esistere divisi.

E invece si sbagliava.

Lethae aveva voluto insegnarle quanto labile fosse il confine tra bene e male. Una lezione che solo lei era in grado di apprendere; lei, che era forse la più devota tra le Sacerdotesse del villaggio. Era la sola spiegazione che riusciva a darsi.

Rideva, osservando le celebrazioni dello Sterha. Le spoglie di Hertha venivano sepolte ai confini del villaggio, dopo essere state avvolte in un drappo di seta nero. Solo il viso era scoperto; cinereo e spento, stringeva tra le labbra livide un ramoscello di agrifoglio. All’altezza del petto era stato poggiato un piatto d’argento opaco, quello che stava a simboleggiare il trapasso e la futura reincarnazione.

Sì, perché nel “Lethae Argenteo” non esisteva la morte. Bensì la reincarnazione. Fiore, insetto o animale, poco importava. Le anime erano immortali, destinate a tornare in eterno dopo l’espiazione dei peccati. Ed Hertha, si disse Julah, ne aveva molti da espiare.

Non solo aveva levato la spada su una Sacerdotessa del Consiglio Dominante, ma aveva voltato le spalle alla fede. Al Dio che da sempre aveva guidato i suoi passi, carezzato ogni suo figlio con amore paterno.

Tradimento.

Come poteva aver tradito a quel modo? L’aveva costretta a versare il suo sangue, a fare uso di un’Arte che non le apparteneva. Lei non era una guerriera, un essere inferiore. Lei era stata una maga prima e una Sacerdotessa poi. Sin dalla nascita era stata scelta per onorare la Divinità in tutte le sue forme e ora… forse non ne sarebbe più stata in grado.

Mentre osservava Haja che gridava e si struggeva in lacrime, non pensò ad altro. La sua purezza era stata intaccata, Hertha l’aveva trascinata con sé nell’oblio. Dannato uomo, dannato guerriero, dannato essere inferiore!

Era quello il suo lascito, ora ne era certa. Una maledizione eterna che l’avrebbe perseguitata sino alla morte; una morte che forse avrebbe accolto col sorriso sulle labbra, a consolazione di una vita di stenti, vissuta ai confini del villaggio.

Chi avrebbe infatti voluto dividere il pane con un’assassina? Le sue vesti non erano più bianche ma rosse. Le dita grondavano sangue… anche ora lo vedeva, benché si fosse lavata decine di volte.

No.

Doveva stare calma, doveva chiudere la mente. Nessuno doveva leggere i suoi pensieri, scoprire ciò che aveva fatto. Era una strega e come una strega doveva comportarsi. Lethae l’avrebbe protetta, dopotutto aveva agito per il suo bene.

Per suo volere.

Sarebbe stata il suo boia, la spada acuminata che avrebbe estirpato il peccato e conservato il rigore.

Una lama argentata nelle mani del Volere Superiore.

12 Comments

  1. Sì, però Julah non è proprio una strega strega;-) nel senso stretto del termine che poi scopriamo verso la fine del libro..
    “Era una strega e come una strega doveva comportarsi”.
    O sto dicendo una boiata?

  2. Bah… questo personaggio rispecchia perfettamente la fede ceca che si ha sugli dèi dell’Ordine… Fa proprio tutto quello che il suo dio le ordina, a costo di diventare un’assassina. O sbaglio? :S

  3. @Shiohisa: Dispiaceva anche a me, ma alla fine è meglio così. Il suo personaggio ne guadagna in “mistero” =P

    @Blakie: Esatto! Però lei non sa cosa vuol dire essere “strega”. Per lei strega equivale a demone o quasi ^^

    @Selene: Vero, rappresenta la fede cieca =)

  4. È un peccato ke abbiano tolto questo pezzo però!
    Julah è uno di quei personaggi le ti fa davvero accapponare la pelle. Bellissimo il pezzo dove dici\pensa ‘aveva sempre creduto ke fede e morale fossero la stessa cosa… e invece si sbagliava’.
    cmq complimenti sai, uno arriva a QUEL pezzo e pensa ‘he-he adesso sei fregata cara!’ e invece… arrrrrrrrrg!!!!!
    Tu kiamalo ester egg, io lo kiamo colpo di geniaccio dell’autore 😀
    Ho finito la listona dei libri x l’estate e il portafoglio piange

  5. E’ davvero un bel frammento! Apprezzo molto le parti introspettive dei singoli personaggi, mi aiutano a capire meglio come devo immaginarli! 😉

  6. Ciao Luca, sono Marianteresa e sono passata a trovarti per caso^^. Se vuoi un consiglio, rivedi alcune parti di questo frammento. Uno dei difetti che ho riscontrato nella tua tecnica narrativa, e che metterò nella mia recensione(esce entro domani, se ce la faccio anche sta sera), è la tendenza ad intervenire troppo come narratore nella storia spesso con inforigurgiti un po’ molesti. Sono piccoli, ben inteso, non roba da principianti. Ma se leggi attentamente il testo ti accorgi che certi interventi troppo diretti possono dare fastidio. Mostra di più i pensieri di Julah, falla magari interagire con Lethae o perchè no, riporta tutti i suoi pensieri e dubbi lasciando il lettore senza risposte concrete. Avrai il tempo, tramite le sue azioni, di descrivere ciò che qui ti limiti a raccontare.

  7. Ciao Mariateresa. Grazie per la visita! Non vedo l’ora di leggere la recensione, sono sicuro che avrò modo di annotare tante cose.

    Riguardo il frammento: sì, è imperfetto. Avrei potuto limarlo ma ho preferito copiarlo così com’era senza alcun tipo di editing. Il problema degli inforigurgiti me lo sono posto proprio in questi giorni. Pensa che ne ho tolti molti da “Il silenzio”, ma alcuni mi sono scappati. Questo perché a via di scriverci sopra erano diventati importanti e toglierli significava snaturare le cose. Un dramma! XD Inutile dire che ora faccio molta più attenzione! Che poi è strano: quando leggo un romanzo non mio li noto subito, non me ne sfugge uno e mi danno un fastidio tremendo. Quando scrivo, invece, ne spunta sempre qualcuno!

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