Back From Rimini

by · giugno 15, 2009

Di ritorno da Rimini fatico ancora a rientrare nella routine di tutti i giorni. E’ stato un week-end davvero pieno ed interessante, ho conosciuto persone a cui non mai avrei pensato neppure di stringere la mano e… molto altro. Sono arrivato a Rimini sabato verso le 13,30, dopo un viaggio in treno di due ore a dir poco infernale; la signora che mi sedeva accanto continuava a lamentarsi del caldo e cercava in tutti i modi di impetosirmi per prendere il mio posto, accanto al finestrino. Ho provato ad ignorarla, ma quando ha iniziato a blaterale sulla maleducazione e scemate varie, sono esploso: “Signora, ho preso posto accanto al finestrino perché odio i mezzi di trasporto in generale! Macchine, treni, aerei, la reazione è la stessa: sto male”. Sono anche arrivato a mimarle la scena dell’esorcista in cui la bambina rimette a destra e a manca, e alla fine la signora ha desistito. Sì, devo dire che l’ora successiva, fatta di sguardi assassini, è stata molto piacevole.

Anyway, arrivo in albergo – stupendo – mi sistemo e corro dalla mia splendida addetta stampa (ode alla tua pazienza, Giulia!)… che si trovava con Pierdomenico Baccalario. Una persona a caso insomma. Superato lo svenimento e le crisi isteriche, ho iniziato a capirci qualcosa. Baccalario è una persona stupenda, simpatica, alla mano, tutto quello che ti aspetti da chi scrive romanzi in grado di entusiasmarti.

Nel pomeriggio ho fatto due interviste lampo per “Mare di Libri” e “Mediaset Premium” -  devo dire che sto guadagnando una scioltezza che non mi appartiene del tutto – ed infine la Prova. Il momento. L’incontro con Licia Troisi, che per me è una sorta di mito. Non per fare il lecchino, ma è stata la prima scrittrice fantasy italiana che ho letto, la prima che mi ha dato speranza. Speranza di riuscire a farcela (“Se ce l’abbiamo fatta io ce la puoi fare anche tu”, come direbbe Giuliano Sangiorgi di Scorie), di riuscire ad intraprendere un percorso che è tutt’altro che semplice.

L’intervista a Licia è andata bene, credo, ma la cosa più bella è stata conoscere, anche se per poco, la persona e non la scrittrice. Anche lei semplice, genuina, spontanea. Cosa che è rara in genere; non perché il mondo sia pieno di falsità, ma semplicemente perché davanti a tanta gente c’è sempre il rischio di chiudersi a guscio o di risultare antipatici proprio a causa della timidezza).

Dopo qualche firma – che impressione mi ha fatto! – e foto – il mio ego si è ingrossato a dismisura – ci siamo quindi goduti il resto del festival, con Nicolò Ammaniti, Lipperini, G.L. D’Andrea, Sandrone Dazieri etc. Non mi resta quindi che ringraziare Alice Bigli e gli altri organizzatori del festival, perché è stato veramente spettacolare. Il primo festival a cui ho partecipato in qualità di scrittore, il festival che mi porterò sempre nel cuore.

Discussion13 Comments

  1. Luca Centi scrive:

    E’ una lei a dire il vero! XD
    Non ti dico nulla se non che ha un ruolo importante ma marginale al tempo stesso. Chiarissimo, no? °_°

  2. Sam scrive:

    Adesso si che ho le idee chiare! XD
    Comunque te l’ho detto anche su anobii: questo libro sarà mio. Sai una cosa? Visto che è l’unico aspetto che posso commentarti adesso, devo dirti che la copertina è bellissima, questo primo piano del bastone è a dir poco originale. Ma toglimi una curiosità. Come fanno le case editrici a sceglierti la copertina? Cioè, non ti chiedono pareri, vero? Scusa l’ignoranza, me la sono sempre posta questa domanda.

  3. Luca Centi scrive:

    Ah, guarda, io ogni giorno ne scopro una nuova!
    Per quanto riguarda la copertina, è stata realizzata da Silvia Fusetti ed è effettivamente molto bella. E non lo dico perché sono di parte – un pochino sì! –
    Per la realizzazione mi è stato chiesto cosa avevo in mente ma a dire il vero le idee scarseggiavano. Pensavo a Windaw, ma col senno di poi è andata meglio così! Come hai detto, è molto diversa dal solito! ^^

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