Recensione: Il Club Dumas

Come promesso, riporto una vecchia recensione per chi vuole leggere un romanzo decente storico-letterario-gotico-stupendo. “La nona porta” è un film abbastanza conosciuto. Johnny Depp ne è il protagonista, assieme a Lena Olin (l’indimenticabile “The Man” di “Alias”!). In pochi sanno però che questa trasposizione è stata tratta da un libro che definire interessante è dire poco: “Il Club Dumas”, appunto.

club-dumas“Lucas Corso è un cacciatore di libri, un mercenario che viene assoldato dai ricchi collezionisti, per recuperare le edizioni “principe” e le rarità in tutto il mondo. La sua vita cambia quando si ritrova tra le mani un manoscritto di Dumas; lo stesso giorno viene ingaggiato da un benestante per verificare se un libro è originale o meno. Il libro si intitola “Le Nove Porte del Regno delle Ombre”. Corso si recherà a Praga e poi a Parigi, scoprendo l’esistenza di altri due esemplari delle “Nove Porte”, entrambi con nove disegni all’interno, disegni che sembrano gli stessi, ma che differiscono per effimeri dettagli. Per di più l’autore degli scritti, Aristide Torchia, venne bruciato dall’inquisizione nel 1666, proprio a causa del manoscritto. Qual è il legame tra Dumas e “Le nove Porte”? Chi sono gli individui che seguono Corso nel corso dei suoi viaggi? E – cosa più importante – chi è la misteriosa ragazza dall’aria etera che lo protegge a distanza?”

Ho letto pochi gialli in vita mia e quei pochi erano stati scritti da Agatha Christie o Conan Doyle. Pensate quindi a quanto fossi prevenuto trovandomi davanti un prologo con omicidio e una ereditiera affascinante pronta a sedurre il protagonista. Be’, state certi che le cose non si limitano ad un intreccio noir banale e privo di spessore; niente è come sembra, e del resto come potrebbe se la narrazione è affidata ad uno dei personaggi del romanzo?
La cosa che più ha attirato la mia attenzione è stata la presenza delle tematiche occulte appartenenti all’esoterismo più classico, ma anche più snobbato dagli autori che ricercano sempre l’originalità; al signor Reverte è bastato inserire pochi accenni alle tradizioni popolari italiane e poche citazioni di romanzi occulti famosi per ottenere un’atmosfera in grado di far accapponare la pelle anche al lettore più svezzato.
Ma parliamo dell’elemento più interessante: i continui rimandi ai romanzi d’appendice come “Il conte di Montecristo” o “I tre Moschettieri”. Se siete appassionati dei grandi classici, non faticherete ad identificare in ogni singolo personaggio de “Il Club Dumas” un D’Artagnan o un Aramis! Insomma, questo libro si compone di romanzi d’appendice ed è stato scritto per gli amanti dei romanzi d’appendice. Non a caso Corso, nel mezzo di una scena di lotta, afferma che gli pare di trovarsi in un libro di avventura, personaggio inconsapevole di trame oscure.

E’ difficile parlare di un simile romanzo senza scendere nei particolari. Ancora di più se il romanzo in questione si è imposto a forza nella mia top 10 di “libri insostituibili”. Se lo leggerete ne diventerete protagonisti, parteciperete attivamente alle indagini, magari confrontando le 27 immagini presenti, abbastanza inquietanti e identiche a quelle del film. Dovete però prendere l’edizione che ha la copertina in alto, non garantisco che nelle altre ci siano le stesse illustrazioni. E che illustrazioni! Se svolgerete bene i vostri compiti potrete forse, e dico forse, avere  accesso al Club Dumas… oooops!

Voto: 8/10

14 Comments

  1. Pingback: Conan Doyle

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