Il risveglio di Lenth

Sulla Necessità di Scrivere

Scritto il domenica, 8 novembre, 2009

scritturaE’ successo un paio d’anni fa. Era pomeriggio e fuori pioveva. Il cielo era grigio, le strade coperte da un lieve strato di nebbia. Un’atmosfera irreale, accentuata dalla mancanza di lampioni accesi. Pareva di stare in un limbo. Né uomini, donne o bambini a rompere quest’illusione.

Io ero in camera. Navigavo online alla ricerca di una grafica da inserire nel mio blog di allora (ancora vivo e vegeto qui). Ad un certo punto decido di fare una pausa. Sono solo in casa, il silenzio è assoluto. Un silenzio attraente, cui non riesco a resistere.

Prendo un foglio di carta, una penna e corro in terrazzo. Respiro la nebbia, mi immergo nel limbo che ho davanti. A qualcuno potrebbe sembrare uno spettacolo tetro, triste, ma non a me. Mi rende felice, mi dona speranza. Inizio a scrivere. Pagine e pagine di un racconto che non ho mai fatto leggere a nessuno. Un racconto senza un inizio e senza una fine. Un frammento incompiuto che conservo con gelosia nel quadernone di Lenth.

E’ successo un paio d’anni fa. E’ stato allora che ho scoperto di non poter fare a meno di scrivere.

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15 commenti per
“Sulla Necessità di Scrivere”

  • Andrea dice: 8 novembre, 2009 alle 16:34

    Il maltempo ha un nome ingiusto. L’ho sempre amato, forse perché sono cresciuto, da piccolo, in montagna. E lì la pioggia risveglia i profumi, lava i colori e ti ritrovi d’improvviso, non appena torna il sole, circondato dalla meraviglia. C’è tanta natura, lì, quello che manca in molte città. Ma non credo che manchi in Abruzzo, e tanto meno a L’Aquila. Quell’esperienza di vita mi è rimasta aggrappata al cuore con forza, tanto che nei miei romanzi, tutti, c’è sempre almeno un po’ di pioggia, un po’ di nebbia e, quasi sempre, la magia della neve. Quindi, Luca, capisco perfettamente di che tipo di speranza parli: quella dello scorrere calmo, equilibrato del tempo, che gli agenti atmosferici sottolineano in sordina – molti li prendono come maltempo, io li ammiro – spesso letteralmente, dalle finestre di casa mia.

  • Luca Centi dice: 8 novembre, 2009 alle 17:00

    Andrea, che belle parole. Hai capito perfettamente quello che provo, quello che ho provato, quello che continuerò a provare in futuro =)

  • iri dice: 8 novembre, 2009 alle 17:45

    Voglio strade di notte, vento e pioggia, e nessuno che si chieda dove sono…
    *_* lo hai letto vero???
    con la musica giusta in sottofondo è ancora meglio
    ps ho finito la Canavan ç_ç

  • Luca Centi dice: 8 novembre, 2009 alle 18:09

    “Le ore”, vero? O forse no… sono una frana con le citazioni!

    Riguardo la Canavan… be’? Pareri? Mi sembra di capire che anche tu sia rimasto sconvolto XD

  • Drugantibus dice: 9 novembre, 2009 alle 04:05

    E io alla fine pensavo che avessi scritto che non potevi fare a meno delle droghe e invece è della scrittura, vabbè cose che capitano :D

  • Lauryn dice: 9 novembre, 2009 alle 14:07

    affascinante :D è bello vedere nascere una passione :D

  • Luca Centi dice: 9 novembre, 2009 alle 16:01

    @Drugantibus: le migliori opere sono quelle scritte sotto l’influenza di droghe! Nel mio caso mi sono dovuto accontentare XD

    @Lauryn: E’ importante avere anche solo una passione. Il solo modo per non restare “immobili” ^^

  • iri dice: 10 novembre, 2009 alle 21:56

    1) sappi che quando mad dog ti mangerà e arriverà la tua ora dovrai pagare tutti i peccati che stai commettendo nel post più recente
    2) La Canavan è una grande… e se la Nord non pubblica gli altri 2 libri della serie dovranno risponderne a me
    3) Le ore?!!!!! naaa XD il fuoco della fenice *_*

  • iri dice: 11 novembre, 2009 alle 23:50

    Chiedo perdono… mi cospargo il capo di cenere…
    fai un nuovo post… sto soffrendo come un cane

  • Luca Centi dice: 12 novembre, 2009 alle 01:55

    Eh? Non ho capito °_°

  • Gia94 dice: 18 novembre, 2009 alle 20:27

    Scusate sono nuova di qui ma vorrei parlare con chi scrive in generale.
    Da po ho una strana idea in testa. Mi piacerebbe scrivere un libro. Mi piacerebbe avere un consiglio mentale, cioè su come usare al meglio le mie idee.
    Vi prego che qualcuno mi aiuti!!!

  • Luca Centi dice: 18 novembre, 2009 alle 21:28

    Gia, benvenuta.

    Prima di tutto dimmi, che genere di libro hai in mente? E di che tipo di consigli hai bisogno? Organizzazione? Non sono un asso in questo senso, ma qualcosina l’ho imparata – sbagliando! ^^

  • Gia94 dice: 19 novembre, 2009 alle 15:09

    Ho in mente un libro fantasy (un genere che adoro) ma ogni volta che mi viene un’idea non riesco a collegarla col resto. In più quando provo a scrivere due righe la frasi sono banali, tipo da studente delle elementari.

  • Luca Centi dice: 19 novembre, 2009 alle 15:20

    Be’, è difficile dare consigli in questo senso. Io posso solo suggerirti di mettere su carta le idee che hai. Disegna schemi e personaggi se ti è di aiuto, ma aspetta ancora un po’ prima di comporre il romanzo. Non avere fretta, è questo l’importante. Anche perché quando le idee vengono scritte di getto, si notano i piccoli errori e incongruenze, cose che aiutano nell’elaborazione finale del testo!

    PS: Spero di aver scritto in modo comprensibile, sono influenzato e noto che la dislessia si ripercuote anche sulla tastiera!

  • Gia94 dice: 19 novembre, 2009 alle 15:34

    Grazie mille per il consiglio, proverò a seguirlo.

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