Sulla dolcezza e l’amarezza

by · marzo 6, 2009

La settimana appena trascorsa è stata sfiancante. Ok, lo so che non è ancora finita, ma mi piace credere che quando questo post verrà pubblicato (con la stupenda programmazione di wordpress, che per inciso sta diventando una droga) sarò ad un passo dal sabato. Ma anche nel mezzo di una lezione di “Geografia del Potere“. Ah sì, perché sono venuto a sapere che in questa prima parte del semestre non dovrò seguire solo “Letteratura Inglese“, ma anche il succitato corso di politica. Un allegro tornado pronto a spazzar via le poche ore settimanali che avevo libere. Che gioia!

Come dicevo, questa settimana appena trascorsa (ho deciso che è trascorsa…) è stata dolce e amara. Anche un po’ Dolcenera se vogliamo, visto che la sua canzone sanremese mi sta perseguitando in giro per tutta la città. Dolce perché posso finalmente dedicarmi al mio romanzo, alla correzione delle bozze e alle varie attività correlate, amara perché l’università diventa sempre più un peso. Non so dire con precisione quando sono cambiate le cose, quando ho smesso di divertirmi in facoltà.

Forse sarà successo a causa dei vari prof poco zelanti che preferivano la “lezioncina a memoria” all’apprendimento vero, forse a causa del nuovo e sballato ordinamento o forse proprio a causa mia, che ho altro a cui pensare. Il family business continua imperterrito a starmi sulle scatole, con persone che non vorrei vedere ma che vedo spesso e persone che non vedo praticamente mai e che vorrei invece vedere tutti i giorni. E’ strano, appunto, perché c’è qualcosa che mi attira in tutto questo.

Sarà il ritmo frenetico della settimana, il non avere un attimo di respiro, però potrei abituarmici facilmente. Tenermi impegnato mi impedisce di pensare a cose poco gradevoli, al caro buon vecchio pessimismo che ama fare capolino quando meno me lo aspetto. Strano ma vero ho anche avuto poco tempo per leggere, proprio ora che dovrei mettermi sotto con i romanzi di letteratura inglese. E’ proprio vero, quando si ha tempo non si ha nulla da fare e quando si ha da fare non si ha tempo.

Discussion2 Comments

  1. Bella scrive:

    Commento per primaa! (per una volta!)! XD
    Capisco perfettamente cosa intendi con “quando si ha tempo non si ha nulla da fare e quando si ha da fare non si ha tempo”.. praticamente tutta la mia vita ruota intorno a questo concetto, purtroppo XP
    L’unica cosa che posso dirti è di cercare di appassionarti di nuovo alle materie che stai affrontando.
    Non pensare ai prof (sapessi quanti pessimi prof ho capitato nel passato.. per fortuna ora posso dire che non ce ne sia uno da “lezioncina a memoria”!! ^^”)!
    A volte per colpa loro iniziamo persino a non sopportare più alcune materie.. -.-”
    E si, ogni tanto “improvvisa”! ;D
    “improvvisando”, spesso riesco a fare più cose nello stesso momento.. magari per una volta mi prendo una pausa.. ma la sfrutto bene ;)
    Sùsù.. ottimismo! La primavera è vicina (e ci aspetta taanto taanto sole, ahimè XP

  2. Luca Centi scrive:

    Eh, conta che alle superiori, i primi due anni, avevo un professore di italiano che riuscì a farmi odiare la materia. Ogni volta che c’era una prova scritta (temi, saggi etc…) avevo l’ansia. Sì, perché ero convinto di non valere una ceppa. Stessa cosa all’università, professori (non tutti per fortuna) che riescono a rendere pallose le materie più interessanti che ci siano.

    Yep, w l’ottimismo! La primavera sta arrivando e con essa tante succose novità. Magari le cose prenderanno una piega diversa ^^

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