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	<title>Il Risveglio di Lenth &#187; Recensioni</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Luca Centi</description>
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		<title>Si parte!</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 08:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il Silenzio di Lenth]]></category>
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		<description><![CDATA[La valigia è pronta e io pure. Vi ricordo l&#8217;appuntamento: questa sera, ore 21:00, Villa Verucchio, presenterò Il Silenzio di Lenth. L&#8217;incontro sarà moderato da Simona B. Lenic, autrice di Setalux. Sono passati mesi dall&#8217;ultima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La valigia è pronta e io pure. Vi ricordo l&#8217;appuntamento: <a href="http://www.fantasticicastelli.com/fantastici-castelli-provincia-rimini-verucchio.htm" target="_blank"><strong>questa sera, ore 21:00, Villa Verucchio, presenterò Il Silenzio di Lenth</strong></a>. L&#8217;incontro sarà moderato da Simona B. Lenic, autrice di Setalux. Sono passati mesi dall&#8217;ultima presentazione, eppure mi sembra di tornare indietro del tempo. Proprio come mi ha suggerito <a href="http://mikimonticelli.wordpress.com/" target="_blank">Miki</a>, cercherò di trarre ispirazione dalla bellissima Rocca in cui si terrà la manifestazione, sperando di sopravvivere al caldo.</p>
<p>Vi racconterò tutto al mio ritorno allora, anche se mi aspetto di trovarvi tutti lì, stasera! <img src='http://www.lucacenti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Recensione: Alice nel Paese della Vaporità</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 12:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span><img class="alignleft size-full wp-image-1232" title="alice-dimitri" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/05/alice-dimitri.png" alt="alice-dimitri" width="182" height="283" />&#8220;Ben è un giovane londinese che soffre di  allucinazioni. Per lavoro legge manoscritti. Una notte gli arriva un  libro che si chiama &#8220;Alice nel Paese della vaporità&#8221;. Noi con lui  seguiamo la storia di Alice, un&#8217;antropologa che vive in una Londra  Vittoriana che non c&#8217;è mai stata. Alice viaggia nella Steamland, una  terra invasa da un gas che provoca allucinazioni e mutazioni. Una terra  in cui la realtà cambia a ogni istante, in cui &#8220;giusto&#8221; e &#8220;sbagliato&#8221;  sono soltanto parole, e in cui le parole stesse si trasformano in odori e  sensazioni. Quella di Alice parte come una ricerca, ma si trasforma  subito in una lotta per la vita e per la morte. Alice dovrà sopravvivere  in una terra oscura, in cui non c&#8217;è differenza tra orrore e meraviglia.  Ben legge la sua storia. E qualcosa succede anche a lui.&#8221; </span></em></p>
<p>E&#8217; difficile parlare di questo romanzo, almeno per chi, come me, ha letto <em>Pan</em>. Gli elementi cari a Dimitri ci sono tutti e come sempre si nota una cura maniacale del dettaglio e dei dialoghi di Whedoniana memoria. Chi osserva con attenzione potrà persino notare dei richiami alla wicca e a tutte quelle religioni mistiche che appartengono alla sfera esoterica.</p>
<p>Ma.</p>
<p>La storia non mi ha convinto del tutto. Dimitri mi ha abituato a storie ad incastro, complesse, che sorprendono di capitolo in capitolo, dove il finale non è così scontato come si pensi. In <em>Alice </em>invece la direzione cambia. Al di là del genere, che non conosco così bene da potermi pronunciare, sono proprio i personaggi a non coinvolgere. Mi sono sembrate delle macchiette bidimensionali, prive di spessore, prive di una logica. Perché fanno quello che fanno? Perché sì. Tutto qui. Lo stesso Chesy &#8211; l&#8217;ennesimo richiamo all&#8217;esoterismo, il demone degli incroci che secondo le leggende può essere evocato da uomini e donne disperati &#8211; il miglior personaggio di <em>Alice</em>, si perde un po&#8217; per strada. Ho visto tanto potenziale andare in fumo.</p>
<p>La storia si riprende sul finire, quando viene svelato il legame tra Alice e Ben, ma è troppo poco e troppo in fretta e troppo tardi. Pagine e pagine scorrono abbastanza monotone, eccezion fatta per alcuni episodi davvero stupendi come quello di Ruthven &#8211; dal celebre <em>The</em> <em>Vampyre </em>di Polidori. E non mi riferisco solamente al confronto con la Regina di Cuori, che è chiaramente voluto così da Dimitri, come a dire &#8220;le tematiche importanti sono altre, questa è solo una formalità&#8221;. Ci sta. Così come ci sta il non dare alcune risposte, come <em>Lost</em> insegna.</p>
<p>Stilisticamente poi, a me <em>Alice </em>sembra un passo indietro. <em>Pan </em>brillava, <em>Alice </em>lampeggia. Ci sono passaggi scritti in modo magistrale, altri buttati via. E non riesco a capire perché.</p>
<p>Per concludere, nonostante quelli che secondo me sono i difetti, <em>Alice </em>è comunque un romanzo sopra la media. Lo consiglio? Sì. Ma consiglio di più <em>Pan</em>, che veramente vi farà conoscere la Carne, l&#8217;Incanto e il Sogno.</p>
<p>Voto: <strong>7/10</strong></p>
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		<title>Recensione: La Bambina che Leggeva i Libri</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 13:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;C&#8217;era una volta, in un piccolo e sperduto  paesello alpino, una biblioteca talmente grande da contenere migliaia di  libri. C&#8217;erano manuali su come addestrare il cavallo più ribelle o su  come preparare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span>&#8220;<img class="alignleft size-full wp-image-1222" title="bamb-libri" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/05/bamb-libri.jpg" alt="bamb-libri" width="175" height="253" />C&#8217;era una volta, in un piccolo e sperduto  paesello alpino, una biblioteca talmente grande da contenere migliaia di  libri. C&#8217;erano manuali su come addestrare il cavallo più ribelle o su  come preparare pozioni magiche, racconti sulle avventure dei vampiri del  bosco, o sulle gesta di un cavaliere senza nome. Insomma, in quella  biblioteca c&#8217;erano libri per tutti i gusti, ma così numerosi che la  povera signora Geltrude faticava a tenerli in ordine. Fino al giorno in  cui, seduta a uno dei tavoli, notò una bambina. Una bambina davvero  speciale, perché non leggeva semplicemente le storie, ma le divorava,  una dopo l&#8217;altra, come se fossero le deliziose frittelle del fornaio. Fu  in quel preciso giorno che Geltrude trovò la sua aiutante. I libri  erano la passione anche di un altro abitante del paese, un signore che  aveva un unico sogno: scrivere il perfetto romanzo per ragazzi. Non gli  interessavano le solite storie di eroi a cavallo con le spade sguainate,  né gli piacevano quelle di streghe e di mele avvelenate. Lui voleva  raccontare una storia indimenticabile, capace di conquistare il cuore  dei suoi giovani lettori. Ma per farlo aveva bisogno di una lettrice  molto speciale. Fu allora che il destino gli fece incontrare la bambina  che leggeva i libri&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p>Che cosa accadrebbe se sottoponessimo un nostro romanzo fantasy all&#8217;attenzione di un editor esigente? Magari una ragazzina che non le manda a dire, armata di penna rossa e pronta a correggere ogni singola frase? Ce lo dice Pierdomenico Baccalario, con un romanzo che sorprende. Un romanzo davvero &#8220;per tutti&#8221;, con diversi livelli di lettura. Può essere infatti avvicinato da un adolescente così come da un bambino o da un adulto. Ognuno vede ciò che vuole vedere. Il bambino vedrà una storia di avventura, un ragazzo vedrà un fantasy ben scritto, mentre l&#8217;adulto, specie se appassionato di scrittura, capirà cosa deve fare e cosa non deve fare quando si appresta a realizzare un romanzo.</p>
<p>Domitilla, è questo il nome della bambina che leggeva i libri, è un editor a tutti gli effetti. Più di una volta si ha l&#8217;impressione che Pierdomenico voglia togliersi qualche sassolino dalla scarpa o anche solo consigliare gli autori esordienti alla loro opera prima. Io stesso ho imparato molto da questo romanzo, grazie alle annotazioni che Domitilla/Pierdomenico fanno al povero signor Antonino, l&#8217;anziano del paese che ha sottoposto il suo manoscritto all&#8217;attenzione della bambina.</p>
<p>Ma cosa accadrebbe se la bambina in questione si appassionasse alla storia? Che fine farebbero, in questo caso, tutte le sue annotazioni, i suoi appunti, il suo spirito critico? Lo scoprirete leggendo questa storia, una storia scritta da chi ama i libri per chi ama i libri, ma anche per chi si avvicina solo ora alla lettura. Non a caso ho intenzione di regalare questo romanzo alla mia nipotina, che è abbastanza grande da capire le storie un po&#8217; più &#8220;complicate&#8221;.</p>
<p>Leggendo &#8220;La bambina che leggeva i libri&#8221; si torna infatti bambini, grazie anche alle tante citazioni disseminate nel testo. Da <em>Pomi</em> <em>d&#8217;ottone e manici di scopa</em> &#8211; per chi è della mia generazione e ha un amore viscerale nei confronti di Angela Lansbury &#8211; a <em>Il Richiamo</em> <em>della Foresta</em>, passando per <em>Ventimila Leghe Sotto i Mari</em> e <em>I Tre Moschettieri</em>.</p>
<p>E, ripeto, se siete appassionati di scrittura, imparerete molto, grazie ai consigli della piccola Domitilla. Ma forse anche Domitilla ha molto da imparare, come tutti del resto.</p>
<p>Voto:  <strong>9/10</strong></p>
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		<title>Recensione: Buio</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 13:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Diciassette anni, bellissima, apparentemente  sicura di sé ma fragile e inquieta, Alma ha un solo credo: &#8220;Sorrisi e  lacrime possono essere molto pericolosi se lasciati fuori controllo&#8221;. Se  lo ripete ogni mattina, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span><img class="alignleft size-full wp-image-1150" title="buio" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/03/buio.jpg" alt="buio" width="176" height="257" />&#8220;Diciassette anni, bellissima, apparentemente  sicura di sé ma fragile e inquieta, Alma ha un solo credo: &#8220;Sorrisi e  lacrime possono essere molto pericolosi se lasciati fuori controllo&#8221;. Se  lo ripete ogni mattina, quando esce di casa per affrontare la Città là  fuori e cammina sotto un perenne cielo grigio, diretta a scuola con il  suo zaino, rigorosamente viola. Tutto ciò che Alma adora è viola. Come  la copertina del quaderno che ha comprato in una strana cartoleria del  centro pochi giorni prima, quando tutto ha avuto inizio e la sua vita ha  cominciato a scivolare in un assurdo incubo senza fine. Una serie di  efferati omicidi sta infatti trasformando in realtà i racconti che Alma  scrive di notte, come in preda a un&#8217;inspiegabile trance, rendendosi  conto solo al suo risveglio che i deliri di paura e violenza affidati  alle pagine di quel quaderno anticipano le mosse dell&#8217;assassino. Mentre  la polizia indaga senza risultati e i giornali si scatenano, Alma si  ritrova sempre più isolata, alle prese con qualcosa di grande e oscuro,  che sfiora la natura stessa del Male e che pure sembra riemergere dal  suo passato, insieme ai continui, lancinanti mal di testa che la  assalgono come per avvertirla di qualche pericolo. Soltanto Morgan, il  ragazzo più misterioso e sfuggente della scuola, i cui incredibili occhi  viola sanno leggere nel suo cuore come nessun altro, sembra in grado di  fornirle le risposte sulle sinistre presenze che le si addensano  intorno.&#8221; </span></em></p>
<p>Questo romanzo mi ha sorpreso. Dalla quarta di copertina sembrerebbe il solito <em>Twilight-Style</em>, ma non è così. Anzi, è un <em>Anti-Twilight</em> se vogliamo dirla tutta. La protagonista ha davvero poco in comune con Bella. E&#8217; affascinante, ha un&#8217;alta considerazione di se stessa e del suo fascino, ma è fredda. E&#8217; fredda in modo strano. Detesta il contatto fisico, guarda il mondo con occhi spenti e si circonda di persone che subiscono la sua influenza. Persone deboli, ragazze con disturbi alimentari o con poco carattere. Inutile dire che, andando avanti nella storia, queste stesse persone cominciano ad instaurare con Alma un rapporto costruttivo, che va al di là della semplice amicizia. Impareranno qualcosa da lei e lei imparerà qualcosa da loro.</p>
<p>Non mi soffermo sulla trama perché rischierei di anticiparvi troppo. Sarà banale dirlo, ma la sinossi che ho riportato rappresenta solo la punta dell&#8217;iceberg. Chi sono le persone in nero che seguono Alma? Come mai indossano uno strano anello? Come mai temono l&#8217;acqua? E come mai Alma stessa ha un rapporto strano con l&#8217;acqua?</p>
<p>Le domande sono tante, ma quello che deve far riflettere è la cura dell&#8217;autrice per i dettagli. Ho avuto la fortuna di conoscere Elena Melodia lo scorso anno e vi assicuro che la storia da lei imbastita è davvero spettacolare. Un osservatore poco attento si concentrerebbe subito sull&#8217;aspetto fisico di Alma, sull&#8217;alta considerazione che ha di sé, come ho detto prima. Un passaggio in particolare dovrebbe far riflettere:</p>
<p><em>[Alma] Ogni tanto mi capita di pensare a come sarebbe la mia vita se fossi  brutta, se non avessi gli occhi verdi, che mi piace piantare addosso ai  ragazzi per metterli in imbarazzo, o i capelli neri e lisci, lucidi da  far invidia a una geisha, o questo corpo che rimane magro, qualunque  cosa mangi. Come sarebbe la mia vita? Sarebbe un unico, colossale,  irrimediabile schifo. Pensatela come volete. La verità è che la bellezza  è una forma di potere.</em></p>
<p>Superficialità? Non credo affatto. La bellezza <em>è</em> una forma di potere, è un dato di fatto. Alma, a differenza di Bella e delle altre eroine &#8220;dark&#8221;, è consapevole del proprio apparire. Non cade dalle nuvole quando il bello di turno l&#8217;avvicina; al contrario, sfrutta il suo fascino per raggiungere i suoi scopi. Un cinismo che la dice lunga sulla sua dimensione spirituale, su ciò che ha dentro. Bellezza esteriore non sempre equivale a bellezza interiore. Ed è questo il caso di Alma, almeno per come viene presentata in questo primo volume.</p>
<p>Si tratta infatti di una trilogia, ma <em>Buio </em>ha un suo inizio e una sua fine. Ovvio, alcuni misteri non vengono risolti subito, ma molte delle linee narrative introdotte giungono al capolinea, tracciando in modo preciso il profilo dei personaggi. Un romanzo introduttivo quindi, che strappa più di un brivido. Si muove tra il fantasy, l&#8217;horror, il thriller, mescolando gli elementi di ogni genere. E non è facile, ve l&#8217;assicuro.</p>
<p>Consigliato a chi vuole leggere qualcosa di diverso dal solito &#8220;dark-romance fantasy&#8221;.</p>
<p>Voto: <strong>8/10</strong></p>
<p><span><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Recensione: Alice in Wonderland</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 13:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente di nuovo sul fronte occidentale. Sono andato a vederlo ieri &#8211; il cinema sembrava un lazzaretto! &#8211; e in linea di massima, concordo con Tanabrus. Tim Burton continua ad essere un genio, ma poteva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1135" title="Alice-burton" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/03/Alice-burton.jpg" alt="Alice-burton" width="194" height="277" />Niente di nuovo sul fronte occidentale. Sono andato a vederlo ieri &#8211; il cinema sembrava un lazzaretto! &#8211; e in linea di massima, concordo con <a href="http://torreditanabrus.wordpress.com/2010/03/06/alice-in-wonderland/" target="_blank">Tanabrus</a>. Tim Burton continua ad essere un genio, ma poteva fare di più. Fortuna che in qualche modo ero preparato, visto che è una produzione Disney &#8220;per tutta la famiglia&#8221;.</p>
<p>Dove si nota il tocco di Burton? Nelle scenografie (anche se alla lunga stancano, tutte uguali tra loro) e nei costumi. Ogni immagine è un quadro, un dipinto perfetto. C&#8217;è un fotogramma in particolare che mi ha fatto venire i brividi: quando il Cappellaio Matto viene imprigionato. La luce gocciola dall&#8217;alto, delinea appena le forme di Depp e si fonde poi con la fiamma delle torce, assumendo contorni rossi e dorati. Tremendamente dark, quasi quanto la Regina Bianca!</p>
<p>Il punto debole è la storia, sceneggiata da &#8211; udite! udite! &#8211; Linda Woolverton, già autrice di molti film d&#8217;animazione della Disney. Animazione, appunto. Peccato che quando si parla di Burton, il target di riferimento si alza leggermente, com&#8217;è giusto che sia. Tante, tante occasioni sprecate per dar vita a siparietti simpatici ma fuori luogo. Paradossalmente, gli unici personaggi riusciti sono il Leprotto Bisestile e Pincopanco e Pancopinco. Johnny Depp è sempre uguale a se stesso &#8211; un Jack Sparrow gothic &#8211; mentre Anne Hathaway sorprende. Helena Bonham Carter colpisce &#8220;visivamente&#8221;, ma quanto a caratterizzazione si limita al minimo salariale. E poi, mi spiegate cosa c&#8217;entra il Ciciarampa con Alice nel Paese delle Meraviglie? E&#8217; davvero fuori posto!</p>
<p>Un film ibrido quindi, che cerca di rinnovarsi &#8211; con stratagemmi non proprio riusciti &#8211; ma di mantenere al tempo stesso la tradizione Disneyana. Fallendo.</p>
<p>Ve lo consiglio solo per lo Stregatto, anche se sarebbe meglio guardare la miniserie Alice su Syfy; forse meno accattivante visivamente, ma con idee intriganti!</p>
<p>Voto: <strong>6/10</strong></p>
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		<title>Recensione: Blood Canticle</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 14:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Rice]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Blood (titolo originale Blood Canticle) è il decimo e ultimo romanzo de Le Cronache dei Vampiri. Edito negli Usa nel 2003, è stato pubblicato in Italia il 18 febbraio 2010 dalla Longanesi.
Le vicende riprendono da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1130" title="blood" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/03/blood.jpg" alt="blood" width="170" height="259" />Blood </em>(titolo originale <em>Blood Canticle</em>) è il decimo e ultimo romanzo de <em>Le</em> <em>Cronache dei Vampiri</em>. Edito negli Usa nel 2003, è stato pubblicato in Italia il 18 febbraio 2010 dalla Longanesi.<br />
Le vicende riprendono da dove si sono interrotte ne Il <em>Vampiro di</em> <em>Blackwood</em>. Mona Mayfair è gravemente malata e Quinn cerca di trasformarla in un vampiro, per salvarle la vita. Ma Lestat interviene, infondendole il suo sangue. Spiegherà che è il solo modo che ha per salvare la loro relazione, dal momento che tra un vampiro e il suo creatore, col tempo, sorgono sempre ostilità, prima o poi.<br />
La storia continua con Rowan Mayfair, la capofamiglia (nonché protagonista della saga delle <em>Streghe Mayfair</em>) che chiede spiegazioni. La riapparizione di Mona infatti, perfettamente sana e dall’aspetto inumano, ha del miracoloso; ma Rowan, donna di scienza, non crede nei miracoli.<br />
Col passare del tempo Lestat inizierà a interessarsi alla donna, dapprima per pura e semplice curiosità – per il suo potere in particolar modo, quello di uccidere col pensiero – poi per amore, un sentimento che il vampiro ama spesso ostentare ma che non ha mai provato davvero.<br />
Ma è anche il mistero a incuriosire il “principino viziato”. La famiglia Mayfair ha infatti molti più segreti di quanti ne lasci intendere: una stirpe immortale, i Taltos, venuti alla luce dopo secoli di incesti e di relazioni tra consanguinei. Un piano diabolico che risale a secoli prima, all’anno di nascita del clan Mayfair.<br />
Il segreto dei Taltos porterà Lestat, Mona e Quinn a scavare nel passato della famiglia, a viaggiare per dare finalmente un senso a ciò che sta accadendo.</p>
<p>Il tema del romanzo è la redenzione, come afferma lo stesso Lestat dopo appena una manciata di pagine:</p>
<p><em>Acquisii la consapevolezza, brusca e severa, che mi fossero state concesse così tante chance di salvarmi l’anima che la mia intera esistenza era stata edificata intorno ad esse! Era quella la mia natura: passare di tentazione in tentazione, non per peccare ma per essere redento.</em></p>
<p>“Può un vampiro diventare un santo?” si può leggere sulla copertina del romanzo. Probabilmente sì. Lestat è ossessionato da questa idea, come ripete sin dall’inizio. Cerca disperatamente di controllarsi, di essere amato nonostante le tenebre che cela nel cuore.<br />
Il titolo originale del romanzo, <em>Blood Canticle</em>, è indicativo in questo senso – sebbene in italiano sia stata eliminata, senza alcun motivo, la parola Canticle; il riferimento al <em>Cantico delle Creature</em> di San Francesco è più che evidente.<br />
Qui si parla però di un <em>Cantico di Sangue</em> e mai come in questo libro la parola Sangue, con la “S” maiuscola, è stata così presente. Lestat parla in continuazione dei Figli del Sangue, del Sangue Riparatore, del Sangue Tenebroso, con cui egli stesso riesce a operare miracoli.<br />
Prima con Louis e Claudia, poi con Mona. Tre suoi figli, così diversi ma anche così simili:<br />
<em><br />
Il sangue che insegna la vita non insegna menzogne, e l’amore diventa il mio rimprovero, il mio stimolo, il mio canto</em>.</p>
<p>Con queste parole si conclude il romanzo, con un Lestat disperato, che ha dovuto rifiutare la richiesta di Rowan di diventare un’immortale. Prova nei suoi confronti un amore così intenso da volerne preservare l’essenza, radicata nella natura umana di lei, così simile alle tenebre che egli cela nel cuore.<br />
Tenebre che li legano entrambi al passato. Il passato dell’uno, fatto di estasi e appagamento, di sofferenza e indicibili pene e il passato dell’altra, fatto di dolore e solitudine, di miseria e strazio.<br />
Rowan è forse uno dei personaggi più complessi di Anne Rice. Lestat si riferisce a lei come a una Dea, un essere imperscrutabile, dominata da una tale freddezza e cinismo da non poter essere considerata pienamente umana.<br />
E’ questo ad attrarlo e a respingerlo al tempo stesso.<br />
San Lestat, arriverà a definirsi il “principino viziato”. E forse, considerate le sue ultime azioni, un vampiro può davvero diventare un santo.</p>
<p>Questo è quello che ho riportato nella tesi, parte di un discorso più complesso. Non nascondo di provare tristezza. L&#8217;ultimo romanzo de <em>Le Cronache dei Vampiri</em>, l&#8217;ultimo grido di Lestat &#8211; o meglio, San Lestat. Una saga che merita di essere letta più e più volte!</p>
<p>Voto: <strong>10/10</strong></p>
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		<title>Recensione: Il Discepolo</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 20:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Una notte, curiosando nella biblioteca del  padre, una ragazza fa una strana scoperta: un fascio di vecchie lettere  indirizzate &#8220;Al mio caro e sfortunato successore&#8221;. E, accanto alle  lettere, un libro ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span><img class="alignleft size-full wp-image-1074" title="discepolo" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/02/discepolo.jpg" alt="discepolo" width="150" height="240" />&#8220;Una notte, curiosando nella biblioteca del  padre, una ragazza fa una strana scoperta: un fascio di vecchie lettere  indirizzate &#8220;Al mio caro e sfortunato successore&#8221;. E, accanto alle  lettere, un libro ancora più strano, dalle pagine completamente bianche  eccetto quelle centrali, raffiguranti un drago e la scritta &#8220;Drakulya&#8221;.  Quel libro è la chiave d&#8217;accesso a un mistero &#8211; e a un orrore &#8211; sepolti  nelle profondità della storia. Nei secoli, generazioni di studiosi hanno  tentato di decifrarne l&#8217;enigma. E di scoprire la verità sul conte Vlad  III detto l&#8217;Impalatore, principe nella Valacchia medioevale, paladino  della Cristianità contro le orde degli invasori ottomani. Ora tocca alla  giovane proseguire la ricerca&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p>Questo è un romanzo strano. Nella quarta di copertina c&#8217;è scritto &#8220;Tra Dracula e Il Codice da Vinci&#8221;. Il che è vero per certi versi, ma non del tutto corretto. Il protagonista è certamente il celebre vampiro, la ricerca della sua tomba in particolar modo, ma c&#8217;è tanto altro ancora. &#8220;Il Discepolo&#8221; è un libro per chi ama i libri. Per 3/4 si compone di citazioni, di ricerche in biblioteca; l&#8217;autrice è talmente brava che sembra quasi di sentire l&#8217;odore delle pergamene secolari, di toccarle, di posare gli occhi sulle eleganti vergature medievali.  Lo stile quindi è il punto di forza del romanzo; Elizabeth Kostova lo ha curato in dettaglio, come sempre accade nei &#8220;romanzi storici&#8221;. Infatti, sebbene il fulcro della storia sia interessante, si procede con lentezza. Una lentezza appena percepibile però, proprio grazie alla scrittura di cui sopra.</p>
<p>Il protagonista è sicuramente il padre della ragazza e non la ragazza. La giovane è il filo conduttore, l&#8217;elemento che collega i tanti pezzi sparsi per la storia. Si comincia dalle lettere del professor Rossi, sino ad arrivare al resoconto di Helen e del suo futuro marito. I viaggi sono tantissimi e tantissime sono le sensazioni che evocano. Durante la lettura mi è parso di camminare tra le montagne della Transilvania, tra le colline della Bulgaria; ho visitato i monasteri di Istanbul e le preziose biblioteche di Amsterdam e Roma. Un percorso stupendo, che scivola via senza annoiare. Cosa veramente rara, specie in questo genere di romanzi.</p>
<p>La figura di Dracula poi, è davvero stupefacente. L&#8217;autrice la reinventa in modo impeccabile; all&#8217;inizio si preoccupa di sottolineare la brutalità di Vlad l&#8217;impalatore, attraverso la sua biografia, poi il suo lato romantico. Ma non romantico alla &#8220;Twilight&#8221;, come la quarta di copertina sembra suggerire. Il vero amore, presente nel romanzo, è quello per i libri, per la cultura. Un amore che va al di là del tempo e al di là dello spazio.</p>
<p>E&#8217; difficile parlare bene di questo romanzo senza entrare nei dettagli, ma non voglio rovinarvi la lettura. Mi limiterò quindi a consigliarvi &#8220;Il Discepolo&#8221;, anche se potrebbe intimidire viste le dimensioni; però credetemi quando vi dico, per l&#8217;ennesima volta, che la storia scorre senza intoppi, senza mai annoiare.</p>
<p>PS: L&#8217;unico voto negativo è per la casa editrice. Il titolo originale del libro è &#8220;The Historian&#8221;, che è poi la chiave dell&#8217;intera vicenda. Possibile che dobbiamo sempre rovinare ogni cosa?</p>
<p>Voto: <strong>9/10</strong></p>
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		<title>Romanzi sui Vampiri</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 14:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Rice]]></category>
		<category><![CDATA[Buffy]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo so, quando si parla di romanzi sui vampiri io sono di parte. Sono convinto che Anne Rice sia la scrittrice più interessante della narrativa &#8220;new gothic&#8221; (etichetta che sta prendendo piede negli ultimi tempi), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, quando si parla di romanzi sui vampiri io sono di parte. Sono convinto che Anne Rice sia la scrittrice più interessante della narrativa &#8220;new gothic&#8221; (etichetta che sta prendendo piede negli ultimi tempi), un esempio lampante di buona scrittura e buone idee. Un&#8217;autrice che ha cominciato la sua carriera con un romanzo sui vampiri &#8211; &#8220;<em>Intervista col Vampiro</em>&#8221; &#8211; per poi arrivare a veri e propri saggi storici e politici, religiosi e filosofici. Il vampiro quindi come metafora e non come &#8220;gnocco che si innamora della mortale&#8221;.</p>
<p>Di romanzi sui vampiri ne ho letti molti. Le mie ultime letture però sono state poco soddisfacenti. Si salvano solo poche scrittrici, quelle che hanno davvero cercato di rivoluzionare il genere. Charlaine Harris in particolare.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1026" title="il_club_dei_morti" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/02/il_club_dei_morti.jpg" alt="il_club_dei_morti" width="85" height="130" />Ho da poco terminato &#8220;<em>Il Club dei Morti</em>&#8220;, il terzo romanzo della serie e l&#8217;ho trovato eccezionale. Ecco un riassunto:<br />
<em>&#8220;Sookie Stackhouse ha seri problemi di cuore. Di recente Bill Compton, il suo fidanzato vampiro, si è mostrato più freddo e distante. Ora è addirittura partito per un altro Stato. Eric, il bello e crudele capo di Bill, ha qualche idea su cosa possa essere successo: è stato rapito dalla sua ex ragazza, la conturbante &#8220;Vamp&#8221; Lorena. Prima ancora di rendersene conto, Sookie si ritrova perciò a Jackson, nel Mississippi, insieme ad Alcide, l&#8217;affascinante ragazzo-lupo che la corteggia. Si unirà così alle creature notturne dell&#8217;underground urbano che frequentano il Club dei morti, un locale poco raccomandabile dove i membri dell&#8217;elite dei vampiri vanno a divertirsi. Quando riuscirà finalmente a trovare Bill, Sookie lo sorprenderà a commettere un inaspettato tradimento e non saprà se salvarlo o meno.&#8221;</em></p>
<p>Non è la classica storia d&#8217;amore. Certo, l&#8217;amore è presente, ma non solo nella sua veste &#8220;pucci pucci&#8221;. Si parla di amore violento, di amore brutale, di amore oscuro, di amore perverso. I vampiri della Harris sono per certi versi simili a quelli della Hamilton, ma hanno un&#8217;organizzazione, sociale e politica, ben diversa. Basta pensare al loro rapporto col genere umano, con le leggi che regolano il nostro mondo. E come non parlare delle altre creature? Mutaforma, mannari, cliché di genere che vengono rielaborati in maniera brillante. La protagonista poi, è tutto fuorché una &#8220;principessa&#8221;. Vive in una piccola cittadina, fa la cameriera, e tutti la considerano poco sveglia. Insomma, la Harris mostra la vita di tutti i giorni con un pizzico di macabro humor. E la miscela è esplosiva.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1027" title="narcissus" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/02/narcissus.jpg" alt="narcissus" width="85" height="126" />Ma in Italia ci sono anche altri autori interessanti. Laurell Hamilton ad esempio. A breve uscirà &#8220;<em>Narcissus</em>&#8220;, il nuovo romanzo della sua cacciatrice di vampiri, un romanzo &#8220;di svolta&#8221;, perché comincia ad introdurre tematiche particolari: il sesso come mezzo per acquisire potere. &#8220;<em>Butterfly</em>&#8220;, pubblicato lo scorso anno, rappresenta il passato, quelle storie che restavano sempre in ambito poliziesco, occulto. La Hamilton però, a differenza della Harris, ha una scrittura più acerba. E&#8217; difficile leggere i primi romanzi, anche se le trame sono intriganti. Ma dal quarto, quinto romanzo, alle buone trame si accompagna anche un ottimo stile.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1028" title="gleason" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/02/gleason.jpg" alt="gleason" width="85" height="136" />Potrei parlare poi della Gleason, e delle sue storie sulla famiglia Gardella. Ma in questo caso non ne varrebbe la pena. Il primo romanzo è &#8220;<em>Buffy</em>&#8221; in epoca vittoriana; il secondo è osceno, anche volendo sorvolare sulla pessima descrizione di Roma, che forse l&#8217;autrice ha visto solo in cartolina; il terzo è più interessante, ma la storia si riprende troppo tardi. A breve uscirà anche l&#8217;ultimo libro della serie &#8211; che leggerò, visto che non amo lasciare le storie in sospeso &#8211; ma non consiglio questa saga. Assolutamente. Buone trame e buone idee gettate al vento da uno stile pessimo. E credo che in parte sia colpa della traduzione. Oltre ai refusi, ci sono proprio espressioni strane che dubito siano opera dell&#8217;autrice. Una pecca che, ad essere onesti, ho riscontrato anche in altri romanzi della N&amp;C.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1029" title="il_diario_del_vampiro" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/02/il_diario_del_vampiro.jpg" alt="il_diario_del_vampiro" width="85" height="126" />C&#8217;è poi la cara Lisa J. Smith. Conoscete la serie tv &#8220;<em>The Vampire Diaries&#8221;</em>? Sì? Be&#8217;, allora continuate a guardarla e lasciate perdere i romanzi da cui è tratta. Libri che scorrono a meraviglia, ma che lasciano ben poco. Nel corso dei primi quattro romanzi, la protagonista muore e resuscita non so quante volte, e senza alcun tipo di spiegazione. Meglio &#8220;<em>Twilight</em>&#8220;, ve lo assicuro! Per arrivare al romanzo più interessante, il quinto, dovreste sorbirvi quattro storielle ridicole e impossibili. Avete presente Sunnydale? Lì sparivano decine di persone la settimana, ma un motivo c&#8217;era, si trattava della Bocca dell&#8217;Inferno. In questo caso qual è la scusa? La gente viene mutilata, sparisce e la polizia pensa &#8220;Sarà opera degli animali&#8221;. Certo, come no! Peggio dei B movies anni &#8216;90!</p>
<p>Ora sto per leggere &#8220;<em>Il Discepolo</em>&#8220;, che imposta la sua storia sul Dracula di Stoker. Mi consola il fatto che l&#8217;autrice non sia una cinquantenne nel mezzo di una crisi d&#8217;identità. Elizabeth Kostova si è laureata a Yale e questo fa di lei, non dico un genio, ma almeno una persona interessante. Vi farò sapere!</p>
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		<title>Avatar di James Cameron</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:27:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono andato a vederlo venerdì con una ventina di amici (una fila intera), dopo aver prenotato una settimana prima. La sala era strapiena, gente che urlava perché le prenotazioni telefoniche non erano state registrate e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-969" title="avatar" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/01/avatar.jpg" alt="avatar" width="205" height="283" />Sono andato a vederlo venerdì con una ventina di amici (una fila intera), dopo aver prenotato una settimana prima. La sala era strapiena, gente che urlava perché le prenotazioni telefoniche non erano state registrate e ragazzi appostati accanto al banco, pronti a rimpiazzare chi aveva deciso all&#8217;ultimo momento di stare a casa.</p>
<p>Scenario apocalittico a parte, il film ci ha convinto tutti. Complessivamente almeno. Per tutta la durata del film (tre ore che non si sentono per niente) abbiamo quasi smesso di respirare. All&#8217;inizio è stato difficile abituarsi al 3d, gli occhialini facevano quasi male tanto era pieno lo schermo. Ci siamo abituati dopo una decina di minuti, che ve lo dico a fare. Si tratta di un film spettacolare, che riesce ad entusiasmare e a commuovere, proprio come accadde per Titanic. E dire che sulla carta mi convinceva ben poco.</p>
<p>Presi singolarmente, i singoli elementi hanno davvero poco di originale. La sceneggiatura ha pochi guizzi creativi (la trama può riassumersi in: Pocahontas. Cattivo diventa buono e combatte contro i suoi ex compagni di viaggio), ma visivamente&#8230; un capolavoro. Le immagini sono piene, vivide, talmente dettagliate da far venire il mal di testa. Peccato appunto per la sceneggiatura, davvero piatta. Il mondo è caratterizzato da creature stravaganti, ma per il resto non è altro che un&#8217;enorme giungla con delle montagne fluttuanti; lo stesso popolo alieno somiglia a uomini alti 4 metri e dalla pelle blu.</p>
<p>Ma non è questo il punto. Il punto è il messaggio, ciò che Cameron ha voluto comunicare. Tematiche ecologiche a parte, io ho interpretato l&#8217;intero film come una lunga epopea sul genere umano. Diffidenza e odio cedono il passo a solidarietà e compassione, ad una consapevolezza più alta di se stessi, che va al di là del semplice colore della pelle o dei connotati fisici più in generale. E&#8217; strano poi che nel 2010 ci si riesca ancora ad emozionare davanti a questo. Non viviamo forse nell&#8217;era della disillusione? Nell&#8217;era dei disastri climatici, della violenza e dello sterminio? Come mai allora tutti quelli che sono usciti dalla sala avevano gli occhi lucidi, anche quelli che si sforzavano invano di nasconderlo?</p>
<p>Un film che fa riflettere ma che forse, tra pochi anni, risulterà poco attuale. Il suo punto di forza dopotutto è l&#8217;aspetto visivo e con i passi in avanti che si stanno facendo negli ultimi tempi, le cose tendono a cambiare rapidamente. Quindi affrettatevi a vederlo, rigorosamente in 3d =)</p>
<p>Voto: <strong>9/10</strong></p>
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		<title>Recensione: Il Seme del Male</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 16:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[I romanzi fantasy hanno spesso, e purtroppo, un grave handicap, quello di essere scritti in serie. Le famose trilogie per intenderci. Alcune saghe possono essere giudicate per singoli volumi, altre no. Lenth fa parte della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-947" title="Harris-Seme del male" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/01/Harris-Seme-del-male.jpg" alt="Harris-Seme del male" width="188" height="283" />I romanzi fantasy hanno spesso, e purtroppo, un grave handicap, quello di essere scritti in serie. Le famose trilogie per intenderci. Alcune saghe possono essere giudicate per singoli volumi, altre no. Lenth fa parte della seconda categoria. Il primo romanzo, per tanti motivi, è sperimentale e acerbo, lontano anni luce dal secondo che uscirà quest&#8217;anno. Al di là del mondo, che verrà finalmente descritto, saranno anche altre le caratteristiche, come i &#8220;presunti cliché&#8221;, che in realtà non esistono. Ovvio poi che voi potete decidere di fermarvi al primo, basta solo evitare di rendere oggettivi pareri puramente soggettivi. Per esprimere un giudizio completo, ripeto &#8220;purtroppo&#8221;, bisogna leggere tutti i volumi.</p>
<p>Non è questo il caso de &#8220;Il Seme del Male&#8221;, romanzo della Harris che ho da poco letto. La trama in breve:</p>
<p><em>&#8220;<span>Cimitero di Grantchester, Cambridge. La tomba, diversa da tutte le altre ricoperte di fiori, è avvolta dall&#8217;edera e dalle erbacce e a stento si legge il nome sulla lastra. E quello di una donna: Rosemary Virginia Ashley. Alice Farrell, giovane pittrice in cerca di ispirazione, non sa perché è finita davanti a questa lapide. Non conosce quella donna, sa solo che la lapide la mette profondamente a disagio. Una sensazione strana, simile a quella che prova quando conosce Ginny, la nuova fidanzata del suo ex, Joe. Forse si tratta solo di gelosia. Eppure c&#8217;è qualcosa di oscuro in quella ragazza dalla bellezza eterea, con i capelli rossi e una passione per i quadri preraffaelliti che ritraggono donne uguali a lei. Cosa si nasconde dietro quegli occhi enigmatici e inquieti? E perché Ginny ogni notte fa visita alla tomba di Rosemary, seppellita cinquant&#8217;anni prima, ma lungi dall&#8217;essere dimenticata? La risposta forse è in un vecchio diario. Ma ormai passato e presente sono una cosa sola e Alice deve riuscire a distinguere tra sogno e follia, bugia e finzione. Perché ora quella che era solo una sensazione sta per trasformarsi in un&#8217;orribile realtà. Una realtà di orrore e morte, passioni oscure, sangue e vendetta.&#8221;</span></em></p>
<p><span>Questo romanzo parla di vampiri, ma la parola &#8220;vampiro&#8221; viene pronunciata solo due volte e sempre come ipotesi surreale. Lasciate quindi perdere Twilight o i Diari del Vampiro, qui c&#8217;è molto altro. Sebbene la trama sia davvero esile, la Harris riesce come al solito a creare uno spettacolo impressionante. La struttura del libro è classica di questa autrice, due punti di vista (Capitoli intitolati &#8220;Primo&#8221; e capitoli intitolati &#8220;Secondo&#8221;), quello di Daniel Holmes e Alice. Due epoche diverse, quella degli anni settanta e quella degli anni novanta. Cosa li accomuna? Rosemary/Ginny, una ragazza dai capelli rossi, una &#8220;beata donzella&#8221; in grado di manipolare il prossimo, di fingersi una fragile creatura e di mascherare la sua sete di sangue. I suoi disturbi mentali, la sua dipendenza dalle droghe. Il pregio di questa storia è quello di potersi conformare a qualunque stile e genere; ora leggiamo un romanzo punk, ora un romanzo noir, ora un romanzo fantasy, ora un romanzo gotico. E dire che si tratta della prima opera della Harris!</span></p>
<p><span>Unico difetto lo stile. Acerbo, grezzo in alcuni punti. Si notano le aggiunte della Harris moderna, sia frasi piccole ma peculari, come &#8220;una volta di più&#8221;, sia descrizioni vaghe eppure dettagliate. Sì, avete letto bene. Vaghe e dettagliate. Penso sia l&#8217;unica scrittrice in grado di non dire niente ma di dire tutto. Gioca col lettore, lo porta a pensare quello che vuole lei e solo alla fine mostra le sue carte, con un bel &#8220;ti ho preso in giro&#8221; scritto a caratteri cubitali.</span></p>
<p><span>Altro che Smith e Meyer, credo sia la Harris a rappresentare il New Gothic, assieme a Libbra Bray. </span></p>
<p><span>Voto: <strong>8/10</strong><br />
</span></p>
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