Recensioni Incomplete
Scritto il sabato, 16 gennaio, 2010
Mi sono giunte tantissime segnalazioni in merito ad una certa recensione. Pare sia incompleta, che si fermi alle prime 150 pagine (o erano 140?). Io non l’ho ancora letta e penso che aspetterò qualche giorno ancora. Ho altri problemi al momento, un “pochino” più importanti. Non che una recensione non sia importante, so bene che avendo pubblicato un romanzo sono tenuto a rispondere di determinate scelte. Quindi è un rimandare e basta.
Non amo fare polemiche. Prenderò atto delle critiche per migliorare e andrò avanti per la mia strada. Ma già so che le suddette critiche saranno condite di insulti e prese in giro (rivolte a me, nella più fortunata delle ipotesi o ad altri nella peggiore). Pazienza, che posso dire di più? Sempre nelle segnalazioni si fa riferimento alla presenza di una mappa “striminzita”, priva di dettagli. Solo a questo mi sento di rispondere ora, perché la colpa è solo ed esclusivamente mia. All’inizio la mappa non sarebbe dovuta comparire, perché fondamentale solo nei successivi volumi. Il romanzo è uscito a fine aprile, la decisione di inserirla è stata presa ai primi del mese. Purtroppo ho avuto problemi personali in quel periodo e sono riuscito ad inviare la mappa solamente pochi giorni prima dell’uscita, con la conseguente decisione di ritoccarla appena al computer.
Detto questo, vi auguro buona lettura.
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In effetti la recensione è solo sulle prime 150 pagine. E si focalizza molto sugli aspetti stilstici – caratteristica di Gamberetta, comunque. Piazza “Lenth” come peggior fantasy italiano, ma secondo la mia classificazione non arriva nemmeno sul podio, la concorrenza è agguerrita in quella zona. Sarò curioso di leggere le tue risposte, se passerai su gamberi fantasy, perché in effetti lo stile aveva colpito in negativo anche me…
Non va bene. Cioè non ti ha insultato. Così non si fa! Gamberetta ha perso proprio il suo tocco… peccato, và, non ti ha nemmeno chiamato chessò cretino. Nemmeno!
X-Bye
Selerian, che lo stile non sia eccelso lo so. Adesso almeno. Si cresce giorno dopo giorno e leggendo Lenth2 sono sicuro di aver fatto dei passi in avanti. Ovvio che poi saranno i lettori a giudicare ^^
Su Gamberi Fantasy di sicuro darò la mia risposta, ma voglio che sia una risposta esauriente. Per questo voglio leggere la recensione con calma non appena avrò più tempo
Imp, sono stato fortunato! Credo almeno…
minchia scusate la parola, ma si è messa a fare tutta quella pappardella e si è fermata alle prime 150 pagine? che accanimento. boh non ho parole…
ho quasi paura a dirlo … a me è piaciuto il libro XD
In the devil’s bed : Castel Oricalco dice: 16 gennaio, 2010 alle 16:59
[...] il Lord Metallo noto anche come GL D’Andrea. Spiccava l’assenza del grande festeggiato Luca Centi, che sembra essere sparito subito dopo aver letto la recensione. Alcune fonti lo danno già [...]
Edizione straordinaria! « Sproloqui e Deliri dice: 16 gennaio, 2010 alle 17:53
[...] libro di Luca è stato recensito. Ecco qua il link…no, non è il link della rece, ma quello ad un blog che [...]
Io l’ho scoperta per primo, io l’ho scoperta per primo!
Ma invece di linkarla subito ho avvisato Luca dell’evento, avvisandolo di non consumarla a stomaco vuoto
Tanabrus si direbbe che ci provi gusto XD
Luca, tieni presente che ognuno a gusti diversi in ambito fantasy. Gamberetta ama molto un tipo di fantasia che spesso non si trova nei fantasy classici. Sulla tecnica e lo stile però ha ragione, lo sai bene anche tu^^.
Inoltre, ognuno viene colpito in un libro da cose diverse. Io ho apprezzato particolarmente la tematica, e l’ho già detto sul mio blog, per altri è diverso.
Fai tesoro delle critiche di Gamberetta, anche se è dura nei toni dispensa ottimi consigli per migliorare.
Imp ha ragione…manco ti ha accusato di traviare i giovani e portarli sulla strada della perdizione…
@Mariateresa: è quello che mi sono riproposto di fare. Mi è dispiaciuto constatare che si sia soffermata sullo stile e non sulle tematiche; che lo stile sia acerbo lo so, l’ho detto un migliaio di volte. Ma avrei gradito un parere, che per forza di cose non è arrivato. 150 pagine su 430 sono poche… davvero poche! E alcune delle sue annotazioni sono inesatte, situazioni all’apparenza banali che nelle pagine successive acquistano di senso. Ma lei, ovvio, non può saperlo; non ha finito la lettura.
@Val: ad accusarmi di qualcosa ci penserà il Moige!
tanabrus il primo sono stato io, ma ho riferito la cosa a Valbe che ha pubblicato la sua edizione straordinaria, sono arrivato sul sito crostaceo che non c’era nemmeno un commento alla rece.
condivido in pieno lo sdegno di val e di impo, cioè manco un insultino, anzi è riuscita a insultare gli altri scrittori (i soliti peraltro, manca di creatività ultimamente).
Ti dico solo due cose.
Uno. Non intervenire, non andarti a infognare in quella melma che sono i commenti del suo blog, leggili ma resta in silenzio, poerta qui il dibattito se proprio lo vuoi fare e alle tue regole altrimenti sì che vedrai gli insulti arrivare e quelli non servono a migliorare.
Due. Un altro motivo per cui non ritengo degno di risposta lo sproloquio e il delirio (val stavolta l’ha fatto lei) è il fatto che non abbia letto tutto il libro. Gamberetta sostiene a torto che un libro lo sipossa recensire bene anche senza averlo letto in toto. io personalmente ritengo che sia una emerita stronzata. Infatti il suo j’accuse nei confronti del tuo libro è puramente stilistico-tecnico. Non parla della storia e del resto come potrebbe non la sa. Per giudicare un testo certamente debbo dire se l’autore sa distinguere il verbo essere dal verbo avere, ma debbo anche portare il mio giudizio sulla storia, visto che in fondo di quella si parla.
Invece, al solito, la sola tecnica è al centro del disquisire. Probabilmente è vero alcuni passaggi sono perfettibili, altri sono proprio errati, ma la storia? È una storia no? oppure è un saggio storico sotto mentite spoglie? Lei la storia non la sa non può fare una recensione seria.
byez
No, scusa un attimo, ma leggere il libro non è come fare una partita a Tabù… se oltre che legger la storia uno deve anche cercare di indovinare cosa voleva dire l’autore perchè ha scritto castronerie diventa una sofferenza. Soprattutto quando c’è gente che dovrebbe controllarle certe cose.
Alex, prima di tutto benvenuto. Poi una domanda: hai letto il romanzo? Te lo chiedo perché la risposta che sto per darti potrebbe risultarti strana se ti basi solo su una recensione.
Il mio stile sarà anche acerbo, ma da qui a parlare di castronerie ce ne passa. Certo, si parla di materiale risalente a due anni fa, è normale che lo stile si sia poi evoluto, specie scrivendo ogni giorno. Mi pare che qualcuno abbia detto “sembra quasi che il libro sia stato realizzato a 4 mani vista la diversa scrittura”… be’, posso assicurare che sono sempre io.
Detto questo, le prime 90 pagine (pagina più, pagina meno) rappresentano la “prima parte”, che verrà poi ripresa poi solo al termine del romanzo. Quindi, se alle 150 lette se ne tolgono 90, il risultato è 60. La “seconda parte” – recensita – si limita solo a 60 pagine. Pochine direi. Anche perché le tematiche introdotte diventano palesi proprio da pagina 151 (libro alla mano, la storia fa un salto di 17 anni). Tutto qua :/
PS: Non c’entra niente, ma, a proposito di Tabù, ci ho giocato con gli amici a capodanno per la prima volta e ho scoperto di essere bravo. =)
Di anche ai tuoi amici di non andare a difenderti a spada tratta… si rischia una flame war di dimensioni epocali! XD
X-Bye
Uhm… io vengo dai gambery, volevo dire due cose:
La prima è che mi complimento con Luca Centi per non essere scoppiato di già e non essere venuto (ancora) ad insultare a destra e a manca senza neanche leggere tutta la recensione e cercar di capire cosa non andava. Il tuo è stato un comportamento maturo.
La seconda è che io il libro l’ho letto. E mi dispiace, ma non sono riuscito ad arrivare fino a pagina 100. Il fatto è che concorderai con me che le tematiche le avresti dovute render palesi da pagina 1, perchè io posso anche fare l’enorme sforzo di sopportare uno stile acerbo per 150 pagine, ma se non mi ci metti niente che compensi, beh, questo sforzo non lo faccio. Poche pagine? Forse, fatto sta che non siamo noi che abbiam deciso di non finire il libro, bensì è stato il libro che con il suo stile ci ha impossibilitato la lettura. Comunque, tu dici che il materiale era vecchio di due anni e che da pagina 151 lo stile migliora e ci aggiungi tematiche e tutto quello che vuoi, posso farti una domanda? Perchè non hai provato a riscrivere tutto il libro con il nuovo stile invece di pubblicarlo così? Avevi veramente così tanta fretta?
Detto questo, spero che tu migliorerai in un futuro e che ci proporrai libri migliori.
Dorian Gray: ho avuto anche io un po’ di difficoltà per la prima parte, ma poi tutto si fa leggere in modo più scorrevole e intuisci che quella prima parte ti servirà poi…infatti se si giunge alla fine del libro si intuisce l’utilità di quella prima parte.
Tutto sta a saper dire se ti va o non ti va di andare avanti. In fondo per dei lettori accaniti come la tipa dei gamberi non ci si mette molto a proseguire. Io che non mi ritengo una lettrice doc, perchè ci metto anche due mesi a leggerlo un libro (ne leggo un capitoletto ogni sera), sono riuscita a portarlo a compimento, e senza troppe difficoltà.
La questione qui è che quella ragazza ha un bisogno compulsivo di critica e autocelebrazione, tutto qui. Tu invece Dorian sei stato sincero nella tua critica qui su queste pagine e penso che Luca te ne sia grato.
@Dorian: Perché non ho introdotto le tematiche da pagina 1? Perché non stavo scrivendo un saggio sulla religione, ma un romanzo fantasy. Lo so, è buona norma, nei romanzi di genere, iniziare subito in quinta, lanciare il lettore nel bel mezzo della storia. Io ho preferito un approccio più lento; è un rischio che ho scelto di correre, così come so di correre un bel rischio con Lenth2, diametralmente opposto a “il silenzio di Lenth”; meno “contemplativo” forse e più avventuroso. Sono scelte e come in tutte le scelte la ragione assoluta non esiste. Si tratta di gusto personale ^^
Detto questo ti ringrazio per il tono che hai usato =)
@Lauryn: Esatto, mi hai tolto le parole di bocca. So che la prima parte è pesante, ma senza la storia non ha senso.
@dorian: il non finire un libro è come dire uno dei diritti inalienabili di un lettore. Tuttavia non terminandolo un lettore di aliena quello di recensirlo. Puoi dire non mi piace lo stile ed è lento, ma non puoi dare un giudizio che abbia la visione complessiva. Quindi non ha senso porre la tua domanda avendo letto soltanto 100 pagine del testo.
Leggendo la recensione di Gamberetta questo appare evidente, cioè non sa cosa dire, allora llunga il brodo, ma senza veri argomenti, si limita a fare citazioni su citazioni di passaggi che stilisticamente non funzionano e prende per il sedere l’editor di Luca. Va bene ci può anche stare che ‘leditor abbia fatto degli errori. Ma resta il fatto intangibile che lei del romanzo non sa cosa dire. Non ci racconta se la storia coglie nel segno, non può dirlo.
Direi che Lauryn ha centrato in pieno l’approccio decapodiano autocelebrazione “specchio specchio delle mie brame…”
Non ho letto il libro, Luca, ma so per esperienza che quando lo stile è ostico è impossibile andare avanti nella lettura. Di conseguenza, se anche ci sono buone idee è impossibile scoprirlo, e Gamberetta di conseguenza ha parlato di ciò che ha letto. Francamente, non vedo il problema.
(Il form dei commenti non mi prende il link al sito. Potresti modificarlo e inserire il link al sito del WD? Grazie ^^)
Ayame, onestamente non penso di scrivere in aramaico. Le citazioni della recensione sono una decina su 150 pagine, poi il resto è soggettivo. Show don’t tell non è la regola. Basta leggere grandissimi autori come Coelho o Updike per accorgersene. E’ uno dei tanti modi di scrivere. Ma da qui a dire “non rispetti la regoletta ergo fai pena” ce ne passa. Poi io per primo dico che ho ancora tanto da imparare, che lo stile de “il silenzio di Lenth” è lontano dal mio stile attuale. Ma ripeto, non è aramaico.
PS: Modifico subito il link =)
Sì Luca, ma una recensione è un’opinione personale, sempre e comunque, perché l’oggettività è filtrata attraverso il proprio punto di vista ed è impossibile non farlo.
Quindi non puoi dirle ”hai torto”: secondo il suo punto di vista e lo schema di regole che preferisce il tuo libro fa pena. That’s all
Assolutamente, come ho detto prima “in questi casi non esiste la ragione”. Solo che avrei preferito una recensione vera, basata sull’intero romanzo. Se avessi cestinato tutti i romanzi dopo le prime 100 pagine mi sarei perso dei piccoli capolavori. Non sto dicendo che il mio lo sia, ma se inizia lentamente un motivo c’è. Non sono masochista ^^
Ayame hai perfettamente ragione.
(e chi ha orecchie per intendere intenda)
Però c’è anche da dire che, Centi o non Centi, tutti i libri che ha recensito le facevano cagare, quindi c’è qualcosa che non va. O nel suo cervello o in chi la paga per fare queste recensioni stroncatrici
ma non credo la paghino per stroncare è che sa fare solo quello dai. E poi fare la massacratrice porta molte più visite e accessi che non essere corretti e dire non mi piace ma non per questo Luca è un idiota. Che poi è il suo stile di recensione.
@Lauryn, la recensione del libro di Luca era un regalo natalizio ai lettori del blog, e non ho problemi ad ammettere di essere una di quelle che l’ha richiesto a gran voce: le recensioni negative di Gamberetta mi divertivano moltissimo, ma a causa dell’amarezza che ultimamente ci mette non mi divertono più ;___;
@Luca: il tuo libro l’ha recensito per il motivo detto sopra, era vincolata a farlo ^^
Ayame, io spero solo che proverai a leggere il romanzo e a farti un’idea complessiva. Se poi darai ragione a Gamberetta fa niente, ma almeno lo farai a ragion veduta =)
Grazie per la risposta. Non insisto oltre perchè vedo che abbiamo idee diverse su come deve partire il libro, e siccome entrerei nel campo del soggettivo preferisco desistere.
@Layurin: Non sono d’accordo. Nessuno la paga per recensire romanzi, e, a meno che non sia masochista, non penso le piaccia recensirne di brutti. Semplicemente recensisce Fantasy che a volte le piacciono, a volte meno. Se per lei il livello attuale italiano fa schifo, e se tutti i libri “le facevano cagare” ci sarà un motivo: o da voti truccati unicamente per dire che quel libro fa schifo, oppure preferisce essere coerente con il suo metodo di valutazione piuttosto che fare del lecchinaggio gratuito. Comunque di rece positive ne ha fatte, basta saper guardare.
oppure Dorian lei si diverte a distruggere, perché banalmente fa più rumore e attira di più le visite, perché di recensioni poditive di italiane non ne troviamo più di due o tre e perché le altre potrebbero essere accettabili qualora non fossero condite dalla sua onnipresente e asfissiante maleducazione. Dobbiamo ricordare come parla di Licia? o come ha definito GL? fammi ricordare… mmm… mi pare che il termine fosse “diversamente abile”.
Oppure è una Serial Killer mancata che invece di uccidere piccoli bambini indifesi si sfoga sui Fantasy… o magari anche no.
Non sarà proprio politically correct, ma di certo quello che deve dire lo dice e di certo non ci si può nascondere dietro a un dito dicendo “Gamberetta è maleducata!!! Gamberetta è frustrata, quindi le sue recensioni non sono oggettive!!!” mi sembra un atteggiamento infantile.
Poi se uno deve fare il buonista e non vuole leggerle che non le legga, nessuno lo obbliga.
Dorian, riporto qui quello che ho scritto sul blog di imp:
Sono i toni ad essere sbagliati. La recensione è stata scritta allo scopo di aizzare, fine. Lo si nota anche dai commenti che stanno piovendo un po’ ovunque, anche sui filmati online. Una volta di più non c’è rispetto per gli organizzatori della presentazione, per gli editor e per i lettori che invece hanno apprezzato il romanzo in questione. Ripeto: i pareri sono accetti se restano soggettivi; il farli passare per oggettivi equivale a mettere i piedi in testa a tutti gli altri.
E aggiungo che, personalmente, non sto demonizzando gamberetta. Anzi, mi sono spesso trovato d’accordo con lei durante la lettura della recensione. Spesso però, non sempre. E la cosa che più mi dispiace è che ci siano degli utenti che insultano gratuitamente, senza pensarci due volte. Io posso criticare un chitarrista se so suonare la chitarra; altrimenti sto zitto e mi limito a dire “questo riff a me non piace”. Tutto qua.
Il tuo ragionamento fila, ma solo fino a questo punto:
Io posso criticare un chitarrista se so suonare la chitarra; altrimenti sto zitto e mi limito a dire “questo riff a me non piace”. Tutto qua.
Assolutamente falso. Perchè quello è il suo lavoro ed è lui che deve farmi piacere il pezzo, io posso anche non capire un acca di musica, ma se lui mi fa un riff orribile io dico “ciao ciao” e compro un altro cd.
Così per la scrittura, io personalmente mi diletto a scrivere, ma dove sta scritto che uno non può dire “questo fa schifo” anche se non ha mai scritto niente? La scrittura è oggettiva, o si scrive bene o si scrive male. Poi ci sarà gente che preferisce la prima persona, la terza, al passato o al presente, ma un libro scritto bene si distinguerà sempre da uno scritto male. Al di là di tutta la soggettività di questo mondo.
Dorian io ho parlato di riff non di un intero cd. Il cd ha decine di canzoni. Ad alcuni piaceranno tutte, a te ne piaceranno due, ad altri nessuna. Ma si tratta di gusti, non di valori assoluti. Scusami se non mi spiego bene ma è un discorso complicato ^^
La scrittura poi non è oggettiva. Se prendiamo Joanne Harris, la Rowling, Anne Rice e Stephen King, otterremo 4 tipi diversi di scrittura. A me piacciono tutti, perché ognuno mi trasmette cose diverse.
Mah. Ti faccio un altro esempio. Io vado dal pescivendolo e mi compro delle cozze. O dei Gamberi, vista la situazione. Un gambero è avariato e mi fa venire un maldipancia terribile, dovrei forse andare dal venditore e dirgli “Guarda, quel gambero non mi è piaciuto…” no, io vado là e gli dico “Senti i tuoi gamberi fanno schifo. Erano avariati” e a quel punto il venditore non penso ti dica “Tu non fai il pescivendolo e non puoi parlare.” ma è capace che non ci dorme la notte.
Tu sei lo scrittore: cogli tutte le critiche, anche quelle maleducate e offensive, e cerca di prenderne il buono che c’è dentro.
Ah, un’altra cosa: non penso che Gamberetta avesse voluto aizzare qualcuno o qualcosa, lei si è limitata a scrivere la recensione, chi ha fatto i commenti è una persona totalmente diversa e non centra in alcun modo con lei.
Il fatto è che non si parla di “mi piace” o “non mi piace”, si parla di scritto bene e scritto male. E’ un discorso un filino diverso ma come dici te troppo complicato per parlarne qui. Magari parleremo della questione da un altra parte se ti va.
Dorian, se vogliamo discutere con onestà va bene, altrimenti lasciamo perdere. Perché se mi dici che Gamberetta non ha voluto aizzare i lettori, allora non sei onesto. Le prese in giro ci sono eccome, e lo dico con la massima serenità visto che, come hai ben detto, mi sono concentrato sulle osservazioni interessanti.
Ho sempre presente che si tratta di una recensione amatoriale e non professionale, quindi non me la prendo. Ci mancherebbe altro, visto anche il mio carattere. Ma tra tutte le citazioni prese dal romanzo, ce ne sono 3 o 4 che sono state definite “confuse” e “orrende”, ma grammaticalmente corrette. Prova a leggere Updike, tempo dieci minuti e lasci perdere. I suoi periodi sono lunghissimi (10, 30 righe anche) ma nessuno si sogna di dire che faccia schifo.
Non sono Updike, non ho vinto il Pulitzer e ho tanto da imparare.
Io sono fin troppo onesto, comunque è vero. Le prese in giro ci sono in tutte le sue recensioni e non sono prese in giro gratuite ma dettate dalla lettura del libro. C’è differenza dal dire “Scrive male quindi il suo editor dormiva invece di lavorare” piuttosto che dire “Quello scrittore è scemo!!! Uccidetelo!!!” E non puoi darle la colpa di voler aizzare i lettori. Che l’unico motivo per cui è stata scritta è quello. Perchè sennò è veramente da stupidi e ho discusso per niente.
Se voleva veramente aizzare poteva trovare modi migliori. Lei ha scritto la rece, sta poi a chi la legge capire cosa dice. A che pro fomentare? Ci guadagna qualcosa? Ha forse un motivo per odiarti apparte il fatto che a suo parere il tuo libro è brutto? La risposta è no.
Per quelle 3 o 4 citazioni: magari anche lei sbaglia, perchè è umana come te e non regge la sapienza universale, tuttavia certe critiche sono fondate. x3
ci guadagna in fama e autocelebrazione dorian, lo dico con cognizione perchè di blogger così ce ne sono a manate, davvero.
che poi le cose che dica sono anche giuste, ci sta tutto.
va bene lei recensisce e dice la sua. stop. se non le facesse così “colorite” nessuno la seguirebbe no?
dai finiamola qui tanto stiamo dicendo tutti la stessa cosa
peace and love
dorian la maleducazione di gamberetta è il succo delle sue recensioni il cuore l’anima pulsante. Una che recensisce non da del diversamente abile a uno scrittore. È al livello dei ministri leghisti. Non un millimetro più su.
In realtà leggendo le altre recensioni si nota che quest’ultima è molto “rassegnata”. Ce ne sono state di molto più fulminanti.
Il modo ironico di scrivere attira gente? Beh è una scrittrice dopo tutto ^^ è il suo stile ed è il suo “lavoro” rendere quello che scrive godibile. Se non lo fosse non ci sarebbero tutte queste “visite temute”. Lauryn un blogger o uno scrittore che non volesse offrire qualcosa al suo pubblico (fosse anche uno stile caustico) farebbe male il suo “lavoro”. Lei scrive in modo ironico e dunque molta gente la legge volentieri non il contrario ^^
Detto questo il discorso “se non sei scrittore non puoi criticare” regge poco. Innanzitutto perchè una buona percenutale di lettori (compresi quelli a cui il libro è piaciuto) non sono scrittori (quindi secondo questo principio neanche il loro parere favorevole varrebbe) in secondo luogo partendo da questo assunto dovresti prima dimostrare di “essere” uno scrittore; sennò è facile dire che gli altri non possono criticare perchè non sono scrittori come te (”scrittore” chi è ? chi pubblica? chi scrive anahce senza pubblicare?). Gamberetta contesta proprio la tecnica di scrittura quindi salta tutto il ragionamento ^^
Crios non ho detto “se sei uno scrittore non puoi criticare”. Ho detto “se non suoni la chitarra non puoi dare consigli tecnici a un chitarrista”. Un lettore potrà sempre dare un suo giudizio personale ma ergersi a recensore oggettivo è troppo perché equivale a considerare tutti gli altri lettori – che hanno apprezzato il romanzo – idioti.
Io mi definisco scrittore esordiente, con la “s” minuscola, perché ho ancora molto da imparare. E si impara sbagliando. Il mio stile di ora è diverso rispetto a due anni fa e tra due anni il mio stile sarà diverso da quello di ora. E sarà così fino a quando continuerò a scrivere, come per tutti del resto. Quindi cosa si deve fare, aspettare 80 anni per proporsi ad un editore?
Praticamente stai dando per scontato che lei non abbia gli sturmenti tecnici per criticarti
Penso che la critica sia fruibile in modo doppio. Ci sono aspetti e commenti personali evidenti e ci sono critiche di carattere tecnico legate a dei passaggi. Lei non ha detto che meriti di essere ingoiato dalla tenebre ^^ ha criticato quel che del libro ha letto (e probabilmente qualche critica è poco fondata perchè legata al resto della storia – ma l’unica che mi viene in mente è quella del libro nero [ma qui non risp sul punto sennò rischiamo di spoilerare
])
Poi plausibilissimo che il tuo stile sia migliorato e migliorerà. Di questo nella critica non se ne parla.
Ho avuto il piacere di leggere pochi romanzi recensiti da Gamberetta, curiosamente ne ha distrutti due che mi sono piaciuti molto, una è l’esacrato E-Doll, l’altro Sezione piquadro.
Il silenzio di Lenth non mi ha entusiasmato, ma imho si tratta di una buona opera prima, divertente e con diversi spunti interessanti.
A parte i gusti trovo comunque inconcepibile recensire un’opera senza finirla, sia per rispetto verso l’autore che per il motivo terraterriano che il finale può far cambiare idea sull’intera opera, in peggio ma anche in meglio.
Astuto il metodo della Gamberetta di segare le opere recensite attaccandosi ai particolari, alle frasi singole, è come giudicare un matrimonio dalle giornate storte in cui si litiga… il 3 febbraio ha lasciato il bagno in disordine… il 15 giugno mi ha urlato dietro… sai quanti divorzi!
crios per cortesia non pigliamoci per il sedere frasi come “Lo stile di Luca Centi è un gradino sotto quello del Ghirardi. Molto sotto la Strazzu e al confronto Licia Troisi pare un genio.” non sono una critica a un libro, ma all’intelligenza di chi scrive.
Considerato che reputa la Toisi una deficente dobbiamo ritenere Luca (fatte le debite proporzioni) un subumano? Il libro centra poco anzi a dirla tutta il libro non centra niente. Per lei È un fatto personale. Lei SA cosa sia giusto pubblicare o cosa non ne sia degno. Questo è il suo modo di porsi ed è ridicolo.
Non sto a difendere il libro di Luca che non ho letto e posso dire che alcuni degli errori sono parsi evidenti pure a me. Dico che un certo modo di fare recensioni è esso stesso immondizia.
Luca, ma un nuovo post, no?
Ne sto preparando uno su Avatar =)
nooo lo hai già visto? che nervi a me tocca aspettar due settimane. Che nervùs!
che io naturalmente non ho visto -_-
Eh già, visto venerdì, dopo aver prenotato settimane prima XD Tanto lo sapete, evito sempre di spoilerare! =P
Beh Eleas siamo sempre li , se la gente la legge evidentemente c’è qualcuno che non la considera spazzatura e/o una pazza che si accanisce gratuitamente. Non so quanto ne faccia un fatto personale. Probabilmente ne fa un fatto “artisticamente” personale. Non la conosco quindi non posso proprio dirlo ^^ Quello che intendevo dire io è che se un domani Centi scrivesse un libro che rientra nei parametri di gradimento di Gamberetta non credo che lei avrebbe problemi a dirlo. Tutto qui. (e attenzione non ho detto che per scrivere un bel libro si debba necessariamente seguire il prontuario di Gamberetta.)
Da questo punto di vista mi sembra coerente. Poi ripeto non la conosco, certo fossi un autore stroncato da una sua critica probabilmente avrei difficoltà a prendere in considerazione solo le critiche tecniche ma alla fine è quello che -eventualmente- Centi dovrebbe fare (in relazione a quella recensione)
Poi, Eleas sai a memoria tutti gli epiteti negativi che da agli scrittori ^^ sei un lettore attento dei Gamberi
In ogni caso credo che anche il discorso “intanto pubblico poi miglioro” sia in contrasto con tutta la filosofia dei Gambery Fantasy. Ciò non toglie che indubbiamente si migliora scrivendo (ecco magari non è necessario pubblicare proprio tutto ^^ ) e che riconoscere di avere tanto da imparare è un presupposto fondamentale e che ho visto mancare ad altri autori che si ponevano come intoccabili capisaldi della lettratura ^^
Saluti e buon lavoro ^^
sono un lettore del blog dei gamberi e sono giunto qui da un link in un commento alla recensione.
mi sono letto anche questo breve articolo e tutti i commenti ed eccomi qui a scriverne uno anch’io.
luca centi: tu stesso dici di essere consapevole di avere ancora molto da imparare, di fare errori bla bla bla…
questa autocritica purtroppo è solo a parole.
certo sempre meglio di altri autori che non fanno mistero di considerarsi dei prodigi e rispondono anche a male parole. ma non di molto.
il motivo è che nonostante questa tua autocritica, che è solo “raccontata” e non “mostrata” (sono troppo simpatico), tu utilizzi il loro stesso approccio disonesto: invece di entrare nel merito e rispondere alle critiche con argomenti consistenti usi i soliti escamotaggi triti e ritriti per scartarle.
quello che personalmente odio di più e considero il più meschino consiste nel delegittimare l’autore per sminuire quello che dice.
e sinceramente non capisco proprio cosa pensi di aver dimostrato col tuo discorso sul chitarrista: forse credi di averlo fatto ma non ti sei distaccato di un millimetro da “se non sei uno scrittore non puoi criticare” anche se forse pensi di averlo fatto.
io so solo che gamberetta non ha criticato il tuo romanzo da una posizione di auctoritas ma con solide argomentazioni. se non lo avesse fatto avresti potuto ignorare le critiche dicendo “e tu chi c***o credi essere?”, ma non è il caso.
altri espedienti per non rispondere alle critiche che ho visto utilizzati in questa discussione, sia da te che dai tuoi sostenitori:
_i toni come scusa per cestinare i contenuti
_attribuire (senza argomentare) le stroncature ad una volontà di massacrare fine a sè stessa o addirittura strumentalizzata per attirare lettori (o che addirittura sarebbe pagata…).
_usare il fatto che non abbia finito il libro per scartare le critiche, senza naturalmente entrare nel merito.
_ragionamenti fallaci (es: “è vero che le prime 90 pagine sono un po’ ostiche ma servono per capire il resto del libro” nessuno ti sta dicendo di levarle, genio, ma di scriverle in modo decente).
_autopromozione spudorata (”Ayame, io spero solo che proverai a leggere il romanzo e a farti un’idea complessiva. Se poi darai ragione a Gamberetta fa niente, ma almeno lo farai a ragion veduta”).
l’elenco potrebbe continuare ma ho sonno e ho deciso di chiudere qui.
mi dispiace ma non riesco a considerarti una persona onesta: dici che leggerai e commenterai la recensione quando ne avrai il tempo, ma nel frattempo sei qui a difenderti con questi mezzucci.
a me sembra che gamberetta abbia messo in evidenza difetti molto gravi che non puoi cestinare con “lo stile non è eccelso”.
quando risponderai alle critiche come hai detto di voler fare valuterò le tue argomentazioni, ma le chiacchiere stanno a zero.
concludo mettendo in evidenza una cosa che mi ha fatto sbellicare dalle risate:
“Show don’t tell non è la regola. Basta leggere grandissimi autori come Coelho o Updike per accorgersene. E’ uno dei tanti modi di scrivere. Ma da qui a dire “non rispetti la regoletta ergo fai pena” ce ne passa.”
e questo è quello che scriveva gamberetta più di un mese fa per dire quanto sia inutile parlare con certi autori:
“Per esempio, non so quante volte, in pubblico e in privato, ho sostenuto conversazioni tipo questa:
Io: «Non devi raccontare che Giulietta è cattiva, devi mostrarlo. Non so, falle picchiare la sorellina.»
Autore X: «Ma “show don’t tell” non si applica sempre!!!»
Che sarebbe come dire:
Io: «Non mordere la prolunga del televisore, potresti prendere la scossa.»
Autore X: «Ma l’elettricità non fa sempre male!!! Guarda il defibrillatore!!!»”
a quanto pare sei un caso da manuale.
Da parte mia (che arrivo sempre in ritardo in queste discussioni) un grosso in bocca al lupo per il secondo libro.
bravo francesco. per favore saltiamo il troll dell’ultim’ora e andiamo avanti ahhahah Luca scrivi un nuovo post che non ne posso più ahahhaha
@Luca Centi: Guarda, il romanzo non l’ho letto. Mi baso sugli estratti di Gamberetta per giudicare la forma, non di certo la sostanza. Ed appare deludente e piena di errori. Non c’è una giustificazione possibile..cioè, a meno che non sia un novello “Fiori per Algernon”, ma non direi…
A parte questo, dici che migliora, anche nello stile, il che è piuttosto comprensibile. Forse a questo punto una riscrittura della prima parte sarebbe stata una scelta azzeccata. Come anche un controllo più accurato da parte dell’editor.
@Lauryn: Scusa, ma te continui a leggere un libro nella speranza che questo migliori? Avrei un libro di 3000 pagine..ok, le prime 2990 fanno pena, però poi migliora.. leggilo eh XD.
Ah, un piccolo appunto. Non è vero che a Gamberetta fa schifo tutto.Puoi benissimo controllare sul sito, c’è l’elenco delle recensioni. Vedi, la differenza dello stile di Gamberetta è proprio questo. Le sue critiche sono basate sui fatti, su cose documentate. Le tue critiche non lo sono, MA (ehi, ho usato un ma nel modo giusto!!!) sono smentibili coi fatti.. strana la vita eh..
@Alex:sarò scema ma io faccio così.
ora sto leggendo “Il Regno dei draghi” di Julia Conrad che ha più di 400 pagine. Ho cominciato ad apprezzarlo solo ora che sono a metà e grazie a questo ho capito anche tutto il resto che mi sembrava strano. Molti libri richiedono pazienza ma poi pagano, e quello di Luca è uno di questi, ma penso tu lo sappia perchè l’hai letto.
Detto questo mi disinteresso totalmente dalla Gamberetta che non poteva trovarsi nickname più adatto ghgh
peace!!
a propo, ma scusate allora qui nessuno ha letto Il signore degli anelli? Un libro più difficile da leggere non penso che esista, eppure è stupendo XD
Guarda, su questo siamo d’accordo. Avevo in mente di scriverlo come esempio, ma non volevo allungare troppo il mio commento. Io Il signore degli anelli l’ho letto in 5 anni. Complice il fatto che l’ho iniziato a 8-9 anni, ma dopo 100 pagine l’ho piantato. Di come gli hobbit raccogliessero i funghi o cucinassero cose non me ne poteva fregar di meno, e così lo accantonai. Poi, quando sono stato un po più maturo l’ho ripreso, saltando comunque le prime 100 pagine.. la cosa importante è: Perchè l’ho ripreso? Beh, perchè è Tolkien. Quindi, in un caso come quello, dove tutti ti dicono che il libro è bello, entra in gioco la reputazione dello scrittore. Il problema è che Centi non ha la reputazione di Tolkien. Quindi la prima impressione rimane valida e difficilmente il “eh, ma dopo migliora” invoglierà a continuare la lettura..
Poi come dici te sono scelte. C’è chi decide comunque di leggere un romanzo fino in fondo, e c’è chi invece preferisce interrompere per evitare di perder tempo.
Detto questo, gli errori grammaticali rimangono XD
reputazione o non reputazione sono dell’idea che ogni libro vale la pena di essere letto se qualcuno ha pensato di scriverlo (sempre che rientri nei gusti, non andrò mai a leggere un libro di un genere che non amo).
Julia Conrad non ha reputazione? Non la conosco, eppure sto andando avanti e ora mi piace…viceversa non riesco a leggere “Senilità” di Svevo, che è famoso e il libro è piuttosto breve se lo confrontiamo con i fantasy, ma niente…
è tutto soggettivo
Crepi il lupo Fra =)
@Lauryn: Ma anche no. E’ come se Luca invece di aver scritto un romanzo, fosse stato, chessò, il tuo autista. Se tu vedi che questo non sa guidare non presumo tu stia sulla macchina a pensare “massì dai, quella sbandata era colpa della buca, quella vecchietta che ha quasi investito si era buttata in strada, ormai sono in macchina e aspetto di arrivare”. Tu presumo scenderesti e non lo pagheresti neanche, e avresti tutto il diritto di farlo. Scusami, una persona come lavoro è uno scrittore? Bene, se io penso che lui non sappia scrivere chiudo il libro e lo uso all’evenienza per schiacciare le zanzare. Perchè per uno scrittore dobbiamo sorbirci tutto il libro e per un autista ubriaco non dovremmo aspettare di arrivare a destinazione? Perchè devo aspettare che a uno scrittore venga il lampo di genio a metà libro invece che dall’inizio?
perchè scrivere è un arte e trasmette qualcosa. si presume che oltre alla forma ci sia anche la sostanza
Ripeto: a voi il romanzo non è piaciuto? Pazienza, prendo atto degli errori per il futuro. Ma non dimentichiamo che altre persone lo hanno apprezzato, quindi è inutile continuare, proprio per rispetto verso questi lettori.
Io sono parzialmente d’accordo con Dorian: personalmente un libro il cui inizio non mi attira non solo non lo leggo, ma non lo compro neanche! Perché mi devo sorbire cento e più pagine noiose, se posso optare per un libro che mi appassiona fin da subito?
Il libro di Mr. Centi non l’ho letto, ma se questa famigerata prima parte è veramente così terribile il lettore ha tutto il diritto di mollare.
Scusa Luca (posso osare il tu?), ma dire che un libro non è piaciuto non significa affermare che chi non è d’accordo è un cretino.
gh sarà che io un libro prima lo compro e poi lo leggo, per questo mi sforzo di farmelo piacere
gh dai basta mi stavo cominciando a divertire ahhah
Nooooo, per me questa è una bestemmia! Insomma, è un po’ come comprarsi un paio di scarpe senza provarle XD
Fos, dammi pure del tu.
@Lauryn: Sarà che io qui non ho librerie con sedili incorporati (anzi, ora ce ne sono solo due di librerie) ma anch’io un libro cerco di leggerlo per intero. Sono gusti, comunque, ad ognuno i suoi =)
urka Fos, ma ora mi incuriosisci: come fai ad iniziare a leggere un libro senza comprarlo? c’è da dire che io non frequento librerie come Fnac etc che ti permettono di leggere senza acquistare, per cui forse sono un po’ fuori dal mondo
io cerco di fidarmi delle recensioni che leggo in giro, ecco perchè mi incavolo quando sono così estremiste
Luca fermami hahahahha siamo a 69 commenti ahhaha
Nessuno ti picchia se leggi l’inizio di un libro, è un tuo diritto. Io poi sono una gran rompi, quindi non solo leggo l’inizio, ma apro un paio di volte il libro a caso e leggo qualche frase: se lo stile non mi convince lo lascio sullo scaffale.
@Lauryn: Lo sai che ora le case editrici danno la possibilità ai lettori di leggere un estratto del libro anche on-line o scaricandolo (un capitolo, eh) gratis?
Senza contare che, come dice Fos, nelle librerie non ti fucilano se leggi qualche pagina senza pagare.
Ah, esistono anche le biblioteche, dove puoi leggere i libri *attenzione!* senza pagarli!
Io amo le biblioteche! Tra l’altro mi pare di aver visto “Il Risveglio di Lenth” nella mia, quindi magari dopo la tesi ci butto un occhio.
hai ragione annaf, non sono una gran frequentatrice, sorry…
@Annaf: Io vivo fuori da mondo (letteralmente o quasi). Nella mia biblioteca già prima non si trovava niente, figurarsi ora.
@Fos: “Silenzio di Lenth”, non “Risveglio di Lenth” ^^
Ops.
Bene, visto che il mio parere per il Signor Centi non vale niente, e liquida il tutto con un “pazienza” è inutile che io continui. Anche perchè sarebbe irrispettoso (?) versi quelli a cui il libro è piaciuto. Ovvio, no?
Buona fortuna per i tuoi prossimi libri.
@ Eleas: tanto per curiosità scientifica, Gamberetta ti ha bruciato la macchina…? Fai più accuse basate su elementi non dimostrabili a lei in questi commenti di quante ne abbia fatte lei a tutti gli scrittori fantasy italiani messi assieme da quando ha aperto il blog, complimenti per il valido sforzo di tenere toni moderati.
@ Luca: Come sai dalle parti di K&P siamo più interessati ai problemi di trama e logica che a quelli stilistici, mentre Gamberetta (cosa assolutamente legittima, sia chiaro) tende a concentrare le critiche sullo stile. Per cui, dal nostro punto di vista, Lenth non è questa mostruosità: rispetto ad altre opere italiane se la cava.
Però sono d’accordo sul fatto che sia il peggiore dal punto di vista stilistico, escluso “Estasia” che mi rifiuto anche solo di considerare. E’ il meno scorrevole a causa delle preposizioni e congiunzioni un pò ad minchiam, in generale capita spesso di annaspare per capire una frase. Scusa, non ho proprio voglia di cercare pezzi da quotare: l’ha già fatto Gamberetta, e se come ritengo ti poni onestamente davanti alle critiche, penso che sarai d’accordo con me senza bisogno di discuterne. Ci sono infodump pesanti, anche se meno che in altri libri, e il problema dello “show, don’t tell”. Ora, tu dici che questa non è una regola. E per carità, non è scritto nelle stelle. Però facciamo un esercizio di logica basilare:
- I lettori non sono abituati a vedere, nella vita quotidiana, un demone bavoso che viene squartato
- Se tu racconti di un demone bavoso che viene squartato, suppongo tu voglia far immaginare al lettore un demone bavoso che viene squartato.
- A quel punto, devi dare dettagli. Cosa che, oggettivamente, non fai – e questo sì, posso quotarlo ampiamente, se ce n’è bisogno ;-D.
Questo vale per mostri squartati, scene di magia, battaglia, qualunque cosa che varrebbe la pena vedere. Altrimenti è come andare al cinema e beccarsi, durante le scene d’azione, il regista che ti dice “e ora uccidono un mostro orribile e schifoso!”. Sei d’accordo?
Anche per l’infodump, non è una regola sacra, ma è una questione di logica. Dare un’informazione in modo diretto spezza la narrazione. Spezzare la narrazione, ammetterai, non è positivo. Quindi bisogna trovare un altro modo per dare quell’informazione. Se non c’è modo, non era abbastanza importante.
E questo sullo stile. Per i contenuti, rileggerò il libro e ne riparleremo, come promesso.
Quanto al fatto che Gamberetta ha letto le prime 150 pagine: Luca, sei stato tu a dire più volte “ho deciso di correre il rischio” riguardo al fatto di parire con quei capitoli confusi e scritti piuttosto male, no? Beh, il rischio è appunto che il lettore smetta di leggere. E come il lettore giudica (chiudendo il libro), Gamberetta giudica non solo chiudendo il libro ma spiegando agli altri le motivazioni per cui l’ha fatto, il che è assolutamente legittimo. Vero che è sottotono rispetto ad altre sue recensioni, comunque, ma ultimamente ha deciso di chiudere col fantasy italiano, quindi immagino sia comprensibile.
Invito Luca a rispondere sul sito dei Gamberi punto per punto. Dire “hai ragione qui, qui, qui, qui, qui e qui, torto qui, qui, qui etc, ecco perché” è molto più costruttivo che una pur apprezzabile ammissione generica “cercherò di migliorarmi”, dovrai ammettere ;-D. E se poi scoppia un inutile flame, sei libero di andartene, ma non mi sembra che Gamberetta rifiuti il dialogo a priori, e neanche la maggior parte dei frequentatori del blog.
selerian hai mai letto una mia qualsivoglia dichiarazione in cui io affermo che con gamberetta e il suo modo di fare io abbia la minima intenzione di mantenere i toni moderati?
Io contesto a forza un modo di trattare i libri che è MERDA per dirla come la direbbe lei MERDA, e nemmeno di uomo scegli tu l’animale.
Accuse dici? Io constato: la sua maleducazione e il fatto che giudica un lavoro senza conoscerlo tutto. Tanto basta. S’è annoiata? Vi siete annoiati? Bene avete tutto il diritto di chiudere il libro e consigliare di non leggerlo, ma potete limitarvi a dire una parte delle cose, quindi il vostro giudizio sarà sempre e comunque incompleto in quanto non formato su tutti gli elementi. Quanto poi ai modi che usate io onestamente non so come mai qualcuno non abbia querelato il genio cui i crostacei leccano così tanto il sedere. E con questo ho detto quanto era necessario dire.
Scusa luca se mi sono scaldato in casa tua. Ma a un certo punto girano le palle di fronte a questo cumulo di sterco passato per intelligenza.
@Lauryn:
sinceramente è la prima volta che mi viene dato del troll, e mi fa sorridere che a farlo sia stata tu, che sei sicuramente un esemplare purosangue.
riguardo al mio precedente commento per cui mi hai liquidato con
“per favore saltiamo il troll dell’ultim’ora e andiamo avanti ahhahah”
non ritengo ci siano gli elementi per considerarlo trollaggio.
probabilmente quello che io ritengo esprimere un’opinione legittimamente in disaccordo per te è trollaggio.
per me il trollaggio è questo:
“Ayame hai perfettamente ragione.
(e chi ha orecchie per intendere intenda)”
Però c’è anche da dire che, Centi o non Centi, tutti i libri che ha recensito le facevano cagare, quindi c’è qualcosa che non va. O nel suo cervello o in chi la paga per fare queste recensioni stroncatrici
prendo atto comunque che il tuo invito ad ignorarmi e tirare avanti è stato seguito, quindi posso dedurre che sei in buona compagnia. ma di questo me ne ero già accorto.
@eleas: meglio ignorare che leccare dove cammina uno scrittore indegno di questo appellativo (e ti ricordo che se noi “lecchiamo” Gamberetta – cosa non vera, visto che ognuno pensa con la propria testa e se c’è qualcosa che non va glielo facciamo notare – è perché non ci va di essere accostati a gente come te che fa opera di lecchinaggio ad autori immeritevoli (cosa che Luca non sembra poi molto appartenente a questa categoria, visto che almeno lui ammette i propri errori, a differenza di altri)).
E mi scuso anch’io con Luca per aver invaso i suoi spazi con questo commento che mi è stato tirato fuori a forza dopo aver letto commenti su commenti di certa gente.
@eleas:
prendo atto che tu consideri merda criticare qualcosa basandosi su elementi concreti e con solide argomentazioni, attaccandoti alla mancanza di diplomazia nell’esprimere le suddette critiche e ai toni irriverenti.
io invece considero merda le recensioni disoneste che hanno incensato come capolavori dei romanzi che altro non erano che spazzatura.
l’opera di stroncatura di gamberetta la considero aria fresca in mezzo ad un panorama di lecchini col fiato fetido per via di quello che fanno.
personalmente le recensioni di gamberetta riguardanti libri che avevo letto le ho condivise dalla prima all’ultima riga, e quelle su libri che invece non avevo avuto l’occasione di leggere le ho considerate valide per le solide argomentazioni a sostegno delle sue opinioni.
@annaf dimmi per cortesia dove il sottoscritto lecca e chi lecca e se non lo fai ti darò pubblicamente dell’ignorante (adesso uso i modi della vostra amica).
@zave: no io considero merda sputtanare la gente quando non ti piacce il suo lavoro. A me non è piaciuto Orchi di Nichols l’ho letto (TUTTO) l’ho recensito esponendo i motivi che non me lo hanno fatto piacere, ma mi son guardato bene dal dire che l’autore era un imbecille.
Le recensioni di Gamberetta sono solo immondizia nessuno lo dice per non flammare stasera ho le palle che mi girano e ve lo dico voi siete degli spazzini alla rovescia.
@eleas: Un nome su tutti: Licia Troisi.
E puoi darmi benissimo dell’ignorante, visto che molte cose (di scrittura, letteratura, storia, artigianato, arte,…) non le so e non mi vergogno ad ammetterlo.
Scusate se intervengo (a questo punto credo che Centi conti ben poco) ma a me non sembra che Eleas lecchi qualcuno. “Leccare” qualcuno equivale ad avere secondi fini. Ne ho incontrati tanti di lecchini, persone che mi hanno davvero imbarazzato e so per certo che Eleas non rientri nella categoria.
Detto questo, rispondo a Selerian: il tuo punto di vista mi è chiaro, ne abbiamo parlato più volte. Ho voluto sperimentare, imbastire una storia decente che non partisse subito in quarta. Non critico Gamberetta per essersi rotta le palle, ma solamente per il suo modo di porsi, quasi le sue fossero verità assolute. Ripeto, il modo in cui si pone sembra prendere in giro quelle persone a cui invece il romanzo è piaciuto.
Non so se risponderò mai alle critiche di Gamberetta, casomai privatamente. Il suo sito è infestato da persone che quotano stralci di conversazione per rivoltare la frittata, fine. Ci si attacca ad una mappa che non è definita senza sapere che quando dovevo inviarla mi è letteralmente crollato il mondo addosso. Uno schifo.
Come ho detto, se e quando risponderò, lo farò privatamente. Questo non vuol dire che rifiuterò le critiche, al contrario. Ne farò tesoro.
@annaf e in cosa di grazia avrei leccato la troisi? dicendo che mi piacciono i suoi romanzi? debbo dire il contrario per forza solo perché sua santità la tua amica ha deciso che le sta sul culo un’autrice che a me invece piace? e poi che vantaggio ne avrei tratto da cotanto presunto lecchinaggio? no perché se non ho tratto alcun vantaggio mi do del coglione da solo, ma siccome non lo sono, forse prima di aprire la bocca virtuale sarebbe igienico riflettere.
Giusto per fartelo notare visto che citi licia, fatti un giro sul suo blog, io che lecco così tanto la pessima troisi non ho nemmeno guadagnato il link nel blogroll del suo sito, come leccaculo faccio davvero schifo. Non è ad ammattere di non sapere che le cose che ci si dovrebbe vergognare ma a sparare certe idiozie.
ps grazie luca (o magari anche questa è una leccata?)
“Leccare” qualcuno equivale ad avere secondi fini. Ne ho incontrati tanti di lecchini, persone che mi hanno davvero imbarazzato e so per certo che Eleas non rientri nella categoria.
Secondo questo ragionamento nessuno di noi rientra nella categoria “Lecchini”, allora, eppure Eleas continua a dirlo di noi che commettiamo l’unico errore di seguire una ragazza che, dal mio punto di vista, è molto ferrata in una materia e con la quale il più delle volte mi trovo d’accordo.
A me non interessano i toni con cui uno critica, soprattutto se porta esempi concreti e non fa una critica fine a se stessa, ma la amplia introducendo anche spunti di riflessione (che, no, non sono le parolacce rivolte a un autore piuttosto che a un altro).
Giusto per fartelo notare visto che citi licia, fatti un giro sul suo blog, io che lecco così tanto la pessima troisi non ho nemmeno guadagnato il link nel blogroll del suo sito, come leccaculo faccio davvero schifo. Non è ad ammattere di non sapere che le cose che ci si dovrebbe vergognare ma a sparare certe idiozie.
È proprio perché ho avuto la disgrazia di vedere i tuoi commenti sul suo blog che la penso così (e indipendentemente che tu abbia ottenuto qualcosa o meno da ciò. Che poi, se proprio vogliamo dirla tutta, quando commenti lasci il link al tuo blog, quindi bene o male hai visibilità anche senza bisogno di essere inserito in qualche lista. Cosa che faccio anch’io, ma non lo faccio per visibilità, ma nel caso in cui qualcuno voglia contattarmi per qualsiasi evenienza sa dove trovarmi, senza dover mandare una mail a Gamberetta o, in questo caso, a Luca).
Rimane, però, il fatto che per te chiunque la pensi anche solo parzialmente come Gamberetta è un suo leccaculo.
Diciamo che come sparare idiozie siamo pari, eh.
@ LucaC
“Non so se risponderò mai alle critiche di Gamberetta, casomai privatamente. Il suo sito è infestato da persone che quotano stralci di conversazione per rivoltare la frittata, fine.”
Questo mi dispiace molto. Anzi, spero proprio che ci ripenserai.
Non hai del tutto torto, perché è vero che c’è molta gente che critica “in fiducia”, se ne frega e trova buona ogni scusa per dare addosso. Però c’è anche chi è sinceramente interessato, sia a quel che dice Gamberetta sia alle eventuali risposte. Anche perché le risposte vere e proprie alle sue recensioni finora son state poche. Silenzio o insulti (più o meno velati) per lo più.
Io ti dico la mia, comunque: rispondi. Non su tutto quello che poi si è detto nei commenti, ma sulla recensione. Cerca di essere chiaro ed esauriente. Se ricevi risposte sensate, continua a parlare, se invece vedi attacchi “ad minchiam” prendi e te ne vai.
“Ci si attacca ad una mappa che non è definita senza sapere che quando dovevo inviarla mi è letteralmente crollato il mondo addosso. Uno schifo.”
Anche qui hai torto e ragione allo stesso tempo. Da un lato è stupido attaccarsi più di tanto alla mappa quando sono tirati in gioco elementi più importanti come la correttezza sintattica e lo stile. Dall’altro lato però non puoi neanche pretendere che uno conosca i retroscena del romanzo. Ognuno giudica ciò che vede, ed è giusto così. E’ come se uno dicesse “Cavolo, mi criticano quel capitolo senza sapere che quando l’ho scritto m’era appena morto il cane”. La risposta può essere solo “Ok, per il cane mi dispiace pure, ma il capitolo è brutto uguale”.
Secondo me, quindi, l’appunto di Gamberetta sulla mappa scadente ci sta tutto. Condivido meno l’accanirsi di alcuni commentatori.
Già che scrivo, un’altra cosa. In commenti precedenti hai detto:
“Detto questo, le prime 90 pagine (pagina più, pagina meno) rappresentano la “prima parte”, che verrà poi ripresa poi solo al termine del romanzo. Quindi, se alle 150 lette se ne tolgono 90, il risultato è 60. La “seconda parte” – recensita – si limita solo a 60 pagine. Pochine direi. Anche perché le tematiche introdotte diventano palesi proprio da pagina 151 (libro alla mano, la storia fa un salto di 17 anni). Tutto qua :/”
“150 pagine su 430 sono poche… Davvero poche!”
Non riesco proprio a essere d’accordo. 150 pagine non sono 15. Stiamo parlando di un terzo del romanzo. Non è poco.
Tralasciando discorsi da semplice lettore del tipo “io ho chiuso romanzi a pagina 10″ (che comunque capita), un terzo di un romanzo dovrebbe bastare per farsi un’idea delle tematiche e per dare un giudizio. Frasi come “Va be’, la prima parte non la contare, poi l’altra cambia” non si possono sentire. E sto parlando in generale, non del tuo romanzo nello specifico.
Ora, io sono uno di quelli che avrebbero voluto che Gamberetta finisse la lettura per parlare anche della trama (gliel’ho anche detto, puoi andare a controllare), ma questo non vuol dire che 150 pagine non siano sufficienti per un giudizio. Davvero, se intendi rispondere, evita di aggrapparti a questo fatto.
Tra l’altro Gamberetta non lamenta un inizio “lento”, lamenta la mancanza di originalità, di caratterizzazione decente dei personaggi, di un qualsiasi spunto che faccia venire voglia di proseguire la lettura. Dire “però dopo migliora” sottolinea solo il fatto che la trama è stata strutturata male (prendendo per buono quanto detto da Gamberetta). Se vuoi rispondere, mostra anche e soprattutto cosa c’è di buono nelle pagine che lei ha letto, e non solo cosa ci sarebbe stato dopo.
Ultima cosa: Ti voglio poi fare notare che Gamberetta nella recensione ha comunque dimostrato serietà. Ha chiarito immediatamente di non aver concluso la lettura del romanzo, ha specificato fino a dove ha letto (e ripeto, abbastanza da giudicare) e non ha toccato per nulla la questione “trama”, mantenendosi invece sugli aspetti che poteva affrontare a fronte di una lettura parziale: stile, caratterizzazioni, descrizioni, ecc.
Dopo questo lunghissimo Post, Ciao!
GiD, ti ringrazio per la chiarezza. Condivido gran parte del tuo discorso, ma escludendo le lacune oggettive, rimane ben poco di cui parlare. “Cadaveri senza alcun barlume di vita” a parte (che poi non è un errore; nel romanzo si parla di pratiche negromantiche quindi un cadavere non è necessariamente privo di vita – vita intesa come barlume di coscienza), i tremila commenti si riducono a: il libro mi ha annoiata, non vale la pena continuare.
Perfetto, ci sta, è un suo parere ed è giusto che sia così. Magari ha letto milioni di fantasy e, rispetto a me, ha un’idea più completa del genere; magari ha trovato indigesti alcuni argomenti; magari i nomi le stanno sulle scatole. Fatto sta che non tutti la pensano allo stesso modo.
La storia che vorrei raccontare non si riduce a bene vs male. Il difetto dei romanzi fantasy è nella loro struttura a trilogia. I romanzi ben realizzati hanno una storia che si dipana in più volumi (se necessario, altrimenti bastano pure cento pagine). E l’argomento che voglio trattare io è molto complicato. Non nella sua definizione – non sono così presuntuoso da dire “ho inventato una tematica!!!” – ma nel modo in cui viene trattato.
La prima parte del romanzo introduce cinque personaggi volutamente poco definiti. Nota il “volutamente”. Ora sono nomi e volti confusi, memorie passate che si fondono ad un presente incerto. Il lettore deve solo ricordare Gabriel e Vachon, l’importanza di una missione non meglio identificata.
Quando questi personaggi verranno ripresi? Nel secondo romanzo. Chiamala scelta azzardata, mossa suicida, come ti pare, a me piace da morire. Stessa cosa nella seconda parte del romanzo. Introduco altri personaggi, li caratterizzo un po’ meglio ma subito lasciano spazio ai veri protagonisti, quelli che poi ricorreranno nella mia storia. Qual è la storia? Quella di una ricerca. Hai mai visto “Pulp Fiction”? Tutto ruota attorno ad una valigetta ma non se ne conosce mai il contenuto. La “fantomatica” Pietra Alchemica di cui parlo nel romanzo ha una importante peculiarità. Ma i “cattivi” se ne fregano altamente; i maghi invece la vedono come un elemento sacro e si impegnano a ritrovarla; gli stregoni infine la desiderano perché sono convinti che possa riportare la luce su Lenth. Qual è la risposta esatta? Semplice, non c’è. Ma già dal secondo romanzo si capirà dove voglio andare a parare.
PS: Onestamente, pensi davvero che una persona sana di mente ricorrerebbe ancora al cliché “sono un neonato abbandonato in una cesta, con un simbolo sulla fronte e il compito di salvare il mondo!”? =) Se l’ho usato c’è un motivo.
Tutto qua. ^^
a scanso di equivoci voglio precisare che mi stavo riferendo alle recensioni disoneste che spacciavano per capolavori i libri della troisi ad esempio.
ho probabilmente scelto il termine sbagliato, non intendevo dare del lecchino a nessuno dei presenti.
Luca, non so se la recensione di Gamberetta l’hai letta per intero o l’hai soltanto smozzicata qua e là per farti un’idea generale. Guarda comunque che il suo discorso va ben oltre la sola noia. Non ne fa solo una questione di gusti, ma addirittura di leggibilità, nel senso più stretto del termine. Le lacune oggettive di cui parli per lei non sono casi isolati, ma una costante. Precisa infatti che quelli che riporta sono solo esempi e che tutte le 150 pagine che ha letto sono un susseguirsi di lacune simili.
Sono contento che tu abbia l’umiltà di ammettere di essere d’accordo con lei in alcuni casi, ma se sei d’accordo con lei che tutta la prima parte è zeppa di lacune, al punto di rendere difficoltosa o fastidiosa la lettura… be’, sinceramente mi preoccupo!
Riprendendo il discorso della struttura del romanzo, non posso entrare nello specifico perché non l’ho letto. Il mio era un discorso generale. Te l’ho fatto presente perché sono rimasto stupito sia un po’ dai tuoi commenti che da quelli dei tuoi sostenitori. Gamberetta ha detto chiaro e tondo che le prime 150 pagine fanno schifo (scusami, sto solo citando!), che sono illeggibili, e tutti o quasi le hanno risposto con argomenti del tipo “il bello viene dopo”, “poi migliora” e simili. Mi sarei aspettato sinceramente che qualcuno difendesse la prima parte, dicendo “ma no, è un po’ lenta ma è interessante” o cose così.
Te lo dico con sincerità, non avendo letto il libro, quando vedo che qualcuno per difenderti dice “poi la seconda parte migliora” mi viene da pensare che la prima parte sia davvero atroce come la descrive Gamberetta.
Per questo ti consigliavo di rispondere.
Ciao! (anzi, buonanotte. vista l’ora!)
@luca centi:
quello che dici potrebbe essere interessante, ma voglio riportarti all’argomento di discussione:
gamberetta ha scritto una recensione sul tuo romanzo e tu hai scritto questo breve articolo in risposta.
ok, gamberetta non ha letto tutto il libro prima di recensirlo, ma non vedo dove stia il problema visto che sulla trama del libro si è soffermata pochissimo.
nella sua recensione critica la tua scarsa padronanza della lingua italiana, le descrizioni, i dialoghi, le contraddizioni… e lo fa argomentando a dovere e con numerose citazioni.
a parte alcune contraddizioni che potrebbero anche risolversi con successivi risvolti della trama, non vedo come il non aver letto tutto il libro renda meno valide queste critiche.
da parte tua vedo solo un considerevole spreco di energie nel tentare di spiegare come chi non abbia letto tutto il libro non possa criticarlo, come gamberetta non abbia titoli per darti lezioni di scrittura (discorso del chitarrista), sviando il discorso (come in questo tuo ultimo lungo post dove spieghi le tue scelte sulla strutturazione della trama, argomento che gamberetta ha toccato solo di striscio e comunque specificando che non la conosceva nella sua interezza)…
il modo più semplice per liquidare le critiche di gamberetta sarebbe affrontarle. naturalmente per poterlo fare ci vorrebbero degli argomenti.
e il fatto che invece di affrontarle tu stia tentando in ogni modo di schivarle mi porta a pensare che tu gli argomenti non li abbia.
e spero che questa volta la mia franchezza non faccia dare di nuovo del troll.
sono consapevole che venire qui a criticare mi renderà difficilmente simpatico, ma ritengo di essere stato onesto nei miei interventi.
@eleas:
ho letto quasi tutte le recensioni di gamberetta e non mi ricordo che sia stata gratuitamente offensiva con nessuno.
no, nemmeno con la troisi.
e in ogni caso non lo è stata in nessun modo con luca centi.
certo, ha espresso pesanti critiche sul suo libro e sulle sue capacità di scrittore (e della sua editor), ma erano tutte ben motivate.
sapresti citarmi dei punti in cui sarebbe stata offensiva?
e soprattutto, sapresti dirmi come i suoi toni inficerebbero la validità delle sue critiche?
avesse anche augurato la morte all’autore (cosa che non ha fatto, sto solo facendo un esempio) cambierebbe qualcosa nella qualità del libro recensito? la risposta è no.
posso capire che non ti piacciano i suoi toni, ma tu usi i toni come pretesto per cestinare quello che dice. e questo lo giudico disonesto. oltretutto nel fare ciò non usi toni molto diversi dai suoi:
“Le recensioni di Gamberetta sono solo immondizia nessuno lo dice per non flammare stasera ho le palle che mi girano e ve lo dico voi siete degli spazzini alla rovescia.”
quindi non posso fare altro che considerarti in malafede.
a te non piace quello che dice e ti attacchi al modo in cui lo dice.
@annaf: è evidente anche a un microcefalo la contraddizione in termini insita nel tuo ultimo post, rileggitelo e vedrai da te l’idiozia del dire io metto il link al mio sito non per farmi pubblicità ma per comodità… palle.
@zave: ricordi male gamberetta è sempre offensiva con gli autori che recensisce quando un libro non le piace, (troisi e D’Andrea ne sono un esempio, ma potremmo citarne altro Strazzulla continuo?) A Luca CEnti ha dato dell’incapace e alla sua editor dell’incompetente in maniera al solito dettata dalla maleducazione. Un libro può non piacere, ma c’è modo e modo per dirlo, lei sceglie il peggiore possibile.
L’immondizia (spiego visto che non ci arrivate proprio) non sta in quello che dice, ma nella violenza verbale che utilizza. Io stesso non posso che concordare con lei sul fatto che siano degli errori marchiani e non è la prima volta che concordo con lei, ma non ritengo ammissibili i suoi toni. A me piacerebbe e molto quello che dice e sarei ben lieto se lo dicesse da persona civile e non da animale arrabbiato.
Tu dici che la verità di quello che dice non è inficiata dal modo in cui lo dice. Io ti dico che la credibilità di uno che urla a quel modo fa diminuire la sua credibilità. Anzi credibilità uno che insulta non ne ha proprio. Ed ecco che arriviamo all’atteggiamento protettivo che avete nei suoi confronti come non si sapesse difendere da sé. Siete tutti in adorazione del suo Verbo. Leggendo i commenti alla sua recensione ho trovato una persona che non la pensava come lei ed è stata massacrata dai fan della profetessa del fantasy. Si chiama Alessandra. Rileggiti i commenti, massacrata pure da GiD che ha commentato qui sopra massacrata pur NON avendo letto il libro. Non è serietà questa.
@annaf: è evidente anche a un microcefalo la contraddizione in termini insita nel tuo ultimo post, rileggitelo e vedrai da te l’idiozia del dire io metto il link al mio sito non per farmi pubblicità ma per comodità… palle.
Non credermi, non mi cambi la vita se credi che faccia qualcosa per comodità o per mero gusto di avere pubblicità. Pubblicità per cosa poi? Capirei se fosse il mio archivio personale di scritti, ma è solo un blog di recensioni-considerazioni come ce ne sono tanti altri e che condivido con altre due persone. (adesso sì che mi stai facendo fare la pubblicità che non voglio)
Hai mai sentito parlare della privacy? Bene, in base a quella legge diffondere a terzi l’indirizzo e-mail senza il consenso dell’utente è violazione della privacy, ergo io preferisco che mi si contatti tramite il mio blog (se vuoi la prossima volta inserisco il link al mio livejournal, così sei più contento, eh). È pubblicità?
Tu dici che la verità di quello che dice non è inficiata dal modo in cui lo dice. Io ti dico che la credibilità di uno che urla a quel modo fa diminuire la sua credibilità. Anzi credibilità uno che insulta non ne ha proprio.
Dillo a Sgarbi XD
(e scusate se sono andata leggermente OT)
Cit. di Luca Centi: ” Il difetto dei romanzi fantasy è nella loro struttura a trilogia”
La struttura a trilogia non è mica un obbligo, anzi, io sto cercando come una disperata un libro fantasy autoconclusivo, che non si sbrodoli per millemila libri.
Leggendo i commenti alla sua recensione ho trovato una persona che non la pensava come lei ed è stata massacrata dai fan della profetessa del fantasy. Si chiama Alessandra. Rileggiti i commenti, massacrata pure da GiD che ha commentato qui sopra massacrata pur NON avendo letto il libro.
Ah, per la cronaca Alessandra non ha parlato solo del libro, per questo le sono state date delle risposte anche più precise su altri argomenti, che esulavano dal libro in sé e toccavano la conoscenza grammatio-sintattica di una persona di 25 anni, il lavoro degli editor/correttori di bozze, e altro.
E poi siamo noi che non prestiamo attenzione. (e se tu avessi letto con più attenzione, avresti notato che non è stata “massacrata”, ma semplicemente le abbiamo spiegato varie cose in quanto ignorante (che ignora))
@fos: Pan di Francesco Dimitri,I Dannata di Malva di Licia Troisi, American Gods e Stardust di Neal Gaiman, sono i primi che mi vengono in mente e quelli che ho letto. E Gaiman penso non abbia mai scritto trilogie… Poi se per fantasy intendi anche ciò è “fantastico”, ci sono anche alcuni di King, tipo Buick 8…
Di libri “autoconclusivi” ce ne sono XD
X-Bye
annaf: guarda che non sono io quello che ha sentito la necessità di giustificare la presenza del proprio link nei vari post e comunque sappi che per la legge 196 del 30 giugno 2003 diffondere gli indirizzi di posta non è violazione della privacy in quanto non si tratta di dati sensibili che invece sono cose tipo la fede, le tendenze sessuali, e cose del genere, pensa che nemmeno i dati economici sono ritenuti dati sensibili. Per non essere usati ci va un espresso divieto dell’interessato, mi pare sia l’art. 7 o 8 non ricordo a memoria.
quanto ad alessandra rileggiti bene le modalità con cui siete intervenuti e ti renderai conto della violenza verbale che le è stata usata.
fos: quasi tutti i libri del ciclo di darkover di MZB sono autoconclusivi. Così come quelli del ciclo di avalon e sono circa 35 libri. Persino Earthsea della le guin non è necessariamente una pentalogia ma ogni libro può vivere da sé. Poi ci sono capolavori assoluti del fantastico come viaggio allucinante e neanche gli dei di asimov se vuoi continuiamo.
@annaf: beh dai, l’hanno attacca un bel po’ a quella tipa nel blog di Gamberetta… c’è anche chi ha supposto che fosse Luca in gonnella…
@luca: il vero problema è che tra chi dice che porti la gonna, chi dice che ti sei rifatto le tette, tu non stai rispondendo a queste pesanti accuse XD Attento che se ti fa troppo bello, Mad Dog potrebbe iniziare ad interessarsi di te…
Non sarebbe affatto bello… XD
X-Bye
@eleas: a ’sto punto pure Dune… anzi dovete leggere Dune, è un imperativo morale!
X-Bye
impo concordo assolutamente
@eleas
guarda che non sono io quello che ha sentito la necessità di giustificare la presenza del proprio link nei vari post
Ho preferito mettere le mani avanti, perché avresti detto che anch’io mi faccio pubblicità mettendo il link al mio blog.
@imp.bianco
beh dai, l’hanno attacca un bel po’ a quella tipa nel blog di Gamberetta… c’è anche chi ha supposto che fosse Luca in gonnella…
Non lo metto in dubbio, ma direi che non si può certo dire che “tutti” quelli che sono intervenuti l’hanno presa a male parole.
@annaf non vedo il motivo per cui avresti dovuto mettere le mani avanti se non per una certa malafede visto che accusavi me (con quali prove poi) di aver messo il mio link per farmi pubblicità al blog attraverso il sito di licia. Onestamente mi pare una cosa che esuli dal farsi pubblicità: io vado su un blog ed esprimo opinioni se alcuni sono interessati a quello che dico vengono a vedermi punto.
Quanto alla tipa maciullata nei commenti, io non ho detto che tutti l’hanno massacrata, ho detto che è stata massacrata, che le è stata usata violenza verbale non ho detto tutti le hanno usato violenza verbale. Negarlo mi pare risibile. Visto che voi crostacei insistete tanto con la lingua ti prego cortesemente di imparare a capire quello che leggi. Altrimenti tanto vale che io ti scriva in russo.
Visto che ci tieni così tanto a capire quello che leggo, ci tengo a farti presente una piccola cosa:
Visto che voi crostacei insistete tanto con la lingua
Io non sono “una crostacea”, visto che l’unica “croestacea” è Gamberetta, io seguo il suo blog e basta, intervengo se voglio dire la mia e basta, non scrivo sul suo blog e molte volte non mi sono trovata d’accordo con lei (non so se ti è chiaro il concetto che ho un mio cervello e non è in affitto con altre persone) e il più delle volte capita che io non lo segua per un po’ di tempo. Quindi, carissimo eleas, gradirei smettessi di generalizzare.
E visto che si sta allegramente andando OT, saluto caramente questo blog, mi dispiace per Luca, perché dimostra di essere una persona matura e spero che migliori presto, così anch’io comprerò i suoi libri^^ (se mai il primo di Lenth verrà ristampato con le dovute correzioni, sarò ben felice di leggerlo).
buon per te annaf.
Quanto al lasciare un blog perché durante una discussione si va OT bah.. mi lascia perplesso, credo non ci sarebbe mai nessuno nei blog. A presto.
Io direi di finirla qui a questo punto. Come al solito si riprendono solo stralci di conversazione. Fos ha copiato la seguente frase:
“Il difetto dei romanzi fantasy è nella loro struttura a trilogia”
Aggiungendo come commento:
“La struttura a trilogia non è mica un obbligo, anzi, io sto cercando come una disperata un libro fantasy autoconclusivo, che non si sbrodoli per millemila libri.”
Se avesse prestato attenzione al mio discorso avrebbe anche letto la riga successiva, ovvero:
“Il difetto dei romanzi fantasy è nella loro struttura a trilogia. I romanzi ben realizzati hanno una storia che si dipana in più volumi (se necessario, altrimenti bastano pure cento pagine).”
For dummies ripeto il concetto: se un discorso è lungo si dipana in più volumi, altrimenti ben vengano i romanzi autoconclusivi, anche se il ragionamento “sto facendo di tutto per fare un solo romanzo” è assurdo. Non si deve pensare alle pagine ma ai concetti. Quindi, ancora una volta, dico basta a simili commenti.
Oramai si è arrivati ad un punto tale che le parole vengono stravolte – nel migliore dei casi – o omesse – nel peggiore. E a chi lamenta una mia “scarsa padronanza della lingua italiana”, dico solo una cosa: avete letto ciò che ho scritto? Avete capito il succo del discorso? Allora non sono così analfabeta!
> E a chi lamenta una mia “scarsa padronanza della lingua italiana”, dico solo una cosa: avete letto ciò che ho scritto? Avete capito il succo del discorso? Allora non sono così analfabeta!
Anche il mio nipotino che fa la quinta elementare si fa capire quando scrive ^^;
Grazie per la perla di saggezza Simone. E’ bello vedere confermate le proprie teorie sulle “utenze” di tal sito =)
You’re welcome =) Stiamo trovando tutti delle conferme, a quanto pare. Io ho capito che dello stile in fondo te ne impip… freghi
(visto che bravo? Uso toni civili e non scrivo parolacce). Il che potrebbe anche essere sensato, tanti scrittori di fanfiction seguono quella linea, ma se lo dicevi sin dall’inizio risparmiavamo un po’ di tempo…
torniamo sui toni pacati e riassumiamo:
alla gamberetta non piacciono gli errori di luca e non è riuscita ad andare avanti a leggere
luca ci è rimasto male per i toni e per il fatto che avrebbe apprezzato che avesse letto tutto il libro invece di soffermarsi solo sulle prime 150 pagine.
ma va bene così
luca ne ha fatto tesoro tant’è che nel secondo ha detto lui stesso di essersi migliorato
attendiamo il secondo libro e finiamola qui ragazzi dai, peace and love
più che un troll mi definirei una moderatrice
@Luca
Nella tua risposta colgo un’aggressività che non capisco: la mia non era un’accusa contro chi scrive trilogie, il che sarebbe ridicolo dato che ce ne sono di molto belle. Ho semplicemente detto che non vedo la struttura della trilogia come qualcosa di “obbligatorio”, idea che invece sembrava emergere dal tuo commento (parentesi a parte), e che preferisco i libri autococlusivi, che tendono un po’ a sparire nel mare delle trilogie.
No Fos, non era aggressività quanto stanchezza. Sono tre giorni che dico le stesse cose e mi sono stancato. Fino alla fine ho sperato in un dialogo costruttivo, ma per colpa di certe persone è impossibile. Si parla senza conoscere i fatti, per sentito dire.
“Eh, ma lo ha detto tizia!”
“Eh, ma lo ha detto Caio!”
Insultare non significa necessariamente essere volgari. Non mi va neppure di copiare le prese in giro, sono troppe. Prese in giro nei miei confronti e nei confronti dei miei lettori. Gente che, stando a quelle parole, non capisce niente e si crogiola nell’ignoranza.
Quindi basta. Voltiamo pagina e parliamo d’altro.
Guarda, il tuo libro non l’ho letto quindi non lo giudico, ma la gente che ha commentato qui sembra abbastanza civile. Insomma, non sembrano proprio gamberettiani spinti.
PS: alcuni ti hanno consigliato di rispondere sui Gamberi, ma io te lo sconsiglio vivamente. Gamberetta non vuole il dialogo e l’ha ripetuto più volte, quindi sarebbe solo una corsa verso il massacro.
Concordo Fos, per questo non ho risposto lì. Di insulti e minacce (queste almeno sono arrivate privatamente) ne ho abbastanza per una vita.
@Fos87: Credo tu abbia un opinione decisamente sbagliata sui frequentatori di Fantasy Gamberi. Il fatto che io sia un fan di Gamberetta non vuol dire che non sappia pensare con la mia testa. cosa che spero (e mi sembra) facciano anche tanti altri. D’altra parte Gamberetta ha ribadito più volte quali siano i suoi criteri di giudizio, quindi ognuno è liberissimo di capire quanto le sue recensioni siano affini ai propri gusti.
Con “gamberettiani” non mi riferivo ai frequentatori dei Gamberi in generale, ma ai seguaci veri e propri che la difendono sempre e comunque. Quanto ai criteri di Gamberetta, io li condividerei pure, ma non mi piacciono i toni.
Alex, si sta generalizzando. Da quello che ho visto l’80% della clientela rientra nella categoria “prendiamo in giro” e affossa quel 20% che magari ha davvero voglia di un confronto. Tutto qua. Si è partiti da “ha inserito un paio di MA che poteva evitare” e si è arrivati a “non ha conoscenza grammaticale”. Tipo Telefono Senza Fili, per intenderci.
Luca, perdonami una curiosità: ci sono scrittori -e mi metto anch’io tra questi- che, tra la fine della stesura di un lavoro qualsiasi (romanzo, racconto o quello che sia) e il solo prendere in considerazione l’idea di farlo leggere a qualcuno (quindi prima ancora di considerare di mandarlo in giro per editori), effettuano un discreto numero di revisioni, lasciando l’opera a “decantare” per periodi anche lunghi e limando continuamente lo stile, revisione dopo revisione, per fare in modo di rischiare il meno possibile di dover dire questo “che lo stile sia acerbo lo so, l’ho detto un migliaio di volte.”
Anche perché, concedimi: se è pur vero che contenuti e tematiche hanno maggior importanza rispetto allo stile, questa NON è una giustificazione per uno stile “acerbo”. Lo stile è il veicolo che porterà i tuoi contenuti ai lettori, siano essi la cerchia di amici e parenti o, e qui la responsabilità è maggiore, il pubblico pagante. Se il veicolo è scadente e non è all’altezza dei Contenuti e delle Tematiche, perdonami, ma non fa che svilire i primi e le seconde, oltreché offendere il lettore dotato di un minimo di cognizione di causa.
Quindi, se leggendo il tuo stesso romanzo hai notato che lo stile era acerbo al punto di dirlo “un migliaio di volte”, avrei delle domande dirette per te:
1) com’è possibile, per gli dei, che ti sia venuto in mente di farlo pubblicare?
2) perchè non hai chiesto di cambiare editor visto che la tua, evidentemente, non si è curata di aiutarti ad aggiustare almeno un po’ uno stile acerbo e, quindi, non ha fatto il suo lavoro?
3) sei sicuro che non sia il caso di tornare un attimo alle basi, cioè all’allenamento alla scrittura, onde evitare di far andare in stampa altri Contenuti veicolati da uno stile inappropriato?
Queste domande -e l’intero commento- si basano naturalmente sull’idea che, in quanto scrittore, ti interessi qualcosa del tuo pubblico. Naturalmente, questa idea è difficilmente compatibile con il pensiero che tu abbia fatto pubblicare un libro del quale sei il primo a valutare come “acerbo” lo stile.
ProvHook, non ho mai detto che quando ho proposto “il silenzio di Lenth” lo reputavo acerbo stilisticamente. Forse ti sei confuso con gli altri commenti, quelli del Telefono Senza Fili.
Ho scritto “il silenzio di Lenth” sei anni fa. L’ho proposto ad un editore dopo due anni, dopo aver pianificato meglio la storia nella sua interezza (trilogia). Ho firmato il contratto tre anni fa, ma il romanzo è uscito solo lo scorso anno. Nel corso di questi due anni di attesa ho rivisto lo stile – che giudicavo acerbo – e ho risistemato la struttura, assieme all’editor. Sono passati mesi da allora, quasi un anno.
Ora lo stile che un anno fa mi sembrava interessante, lo reputo acerbo. Perché? Perché sono cresciuto, ho ampliato le mie letture. Scrivendo ogni giorno, facendo esercizi, non si può far altro che migliorare. Quando uscirà Lenth2, probabilmente, avrò mosso ancora altri passi in avanti. E tra un anno, o forse due, lo reputerò “acerbo” rispetto a Lenth3.
Si cresce, giorno dopo giorno. Ovvio però che quando invio materiale all’editore lo faccio convinto di aver creato qualcosa di interessante.
Scusate se mi intrometto, ma credo che questa discussione sia ora completamente inutile. Non si riesce ad arrivare ad una fine! Alla Gamberetta il libro non è piaciuto, pace! E’ stata maleducata, ma del resto, mi pare che non sia la prima volta. Non le è piaciuto lo stile di Luca e non avendo letto tutto il libro si è accanita su quelle 150 pagine che, secondo lei, sono scritte così male da essere solo simili all’italiano. Va beh, del resto, che cosa vi aspettavate? Poi, quello che lei scrive non è oro colato, è l’opinione di una lettrice qualunque. Luca adesso è consapevole del fatto che il suo stile era acerbo, ma ne è consapevole ora. E comunque, il fatto che abbia deciso di inviare il libro per farlo pubblicare è una scelta che ha compiuto con le sue ragioni, e non mi sembra il caso di andare avanti a parlarne. E, ricordiamolo, il libro è stato pubblicato, una motivazione ci dovrà pur essere!
Ele, sono stato pubblicato per misericordia o raccomandazione. Quale altro motivo può esserci?
Riguardo la discussione, concordo. Non si arriverà mai da nessuna parte, per questo evito di rispondere e continuare il circolo vizioso. ProvHook però ha posto una domanda interessante, una delle poche, e non me la sentivo di rispondere “no comment”.
Pace!
Mi fa piacere di essere riuscito a spostare la discussione da “gamberetta sì/gamberetta no” verso lidi, si spera, più costruttivi.
Io non mi riferivo alla storia del telefono senza fili, quanto al tuo terzo intervento in questa discussione (non contando il post d’apertura), in cui rispondevi a Mariateresa, spiegando che lo stile lo consideri acerbo tu per primo, l’hai detto un migliaio di volte, e che avresti preferito che la recensione si soffermasse di più sui contenuti invece di fermarsi alle prime 150 pagine.
Facciamo l’esempio automobilistico: tu compri una bellissima auto rossa fiammante, dal deisgn aerodinamico e aggressivo e la paghi considerevolmente. Quando l’accendi, però, ti accorgi che il motore fa schifo: non regge il minimo, piange di dolore appena lo tiri un po’, in salita sembra sempre sul punto di mollarti. Ma il design, la linea, i colori sono fantastici.
Ecco, ovviamente ho estremizzato ma il problema è questo: è *normale* che più passa il tempo, più cresci, interiormente e come scrittore, più il tuo stile si affina e ciò che hai scritto prima ti sembrerà acerbo. Con il passare del tempo, questa cosa succederà sempre meno o, meglio, richiederà sempre più tempo, pian piano si stabilizzerà.
Ora, se tu pubblichi PRIMA che questa stabilizzazione sia effettivamente iniziata…il tuo “design” (le tue idee, i tuoi concetti, le tue tematiche) potrà anche essere geniale, ma venderai macchine magari bellissime ma con un motore inadeguato.
Lasciami fare una riflessione sulla quale ci terrei davvero molto ad avere il tuo parere. Siamo d’accordo sul fatto che un libro si componga di Contenuti (storia, tematiche, concetti) e Tecnica (lo stile). La riflessione è la seguente: potenzialmente, e con il giusto sforzo, siamo tutti in grado di immaginare Storie Intriganti, Grandi Temi e Concetti Potenti; per altro, gli aggettivi che ho attribuito a questa triade, sono del tutto soggettivi -una storia intrigante per me può essere noiosa per un altro e così via. Lo stile, d’altrocanto, è una questione di gran lunga più oggettiva: anche quello può piacere o non piacere, è vero, ma risponde a certe regole che a loro volta rispondono a certe necessità. Un po’ come il motore di una macchina: la linea può piacere o meno, ma le qualità del motore sono oggettive.
Evidentemente il piano dell’opera che ho proposto (e che si estende ben al di là dei tre libri) è sembrato interessante all’editore. Forse gli venivano proposte sempre le solite storie. A questo non posso risponderti io.
Posso però dirti che non c’è un criterio oggettivo per dire quando proporre un manoscritto. Come hai detto tu, più sono gli stimoli (letture, esperienze di vita ecc) più lo scrittore si evolve. Allora si dovrebbero proporre manoscritti a 50, 60 anni nella migliore delle ipotesi; nella peggiore mai, visto che si impara ogni giorno qualcosa di nuovo.
Ho letto l’ultimo romanzo di Joanne Harris, il primo romanzo della sua carriera di scrittrice. Lei ha dichiarato più volte di vedere ben poco di se stessa nello scritto; opera immatura, acerba stilisticamente e tematicamente incompiuta. Eppure mi ha conquistato, come ha conquistato tante altre persone. Pensa però che se lei non avesse pubblicato, se non avesse conosciuto persone in grado di stimolarla ed indurla a migliorare, non sarebbe la Joanne Harris che è oggi. Quindi è grata a quel romanzo incompiuto e acerbo, così come io sono grato a “Il Silenzio di Lenth”.
@eleas:
wow che offesone!!!
(copio il sistema di simone per segnalare le citazioni)
> ricordi male gamberetta è sempre offensiva con gli autori che recensisce quando un libro non le piace, (troisi e D’Andrea ne sono un esempio, ma potremmo citarne altro Strazzulla continuo?)
ti ho chiesto di citarmi i “punti in cui sarebbe stata offensiva”
non ti chiedo di andarli a cercare tutti, solo quelli che reputi il peggio.
> A Luca CEnti ha dato dell’incapace e alla sua editor dell’incompetente in maniera al solito dettata dalla maleducazione. Un libro può non piacere, ma c’è modo e modo per dirlo, lei sceglie il peggiore possibile.
perdonami ma queste non riesco proprio a classificarle come offese. e comunque non gratuite.
e dove sarebbe poi il problema del dare dell’incapace o dell’incompetente?
forse secondo te un recensore non dovrebbe nemmeno arrogarsi il diritto di dire che un libro è pessimo? no perché le due cose vanno di pari passo.
se un recensore può legittimamente giudicare un libro come pessimo può anche giudicare incapace l’autore che l’ha scritto.
ancora una volta rinnovo l’invito a citare i passi della recensione dove sarebbe stata offensiva.
> Tu dici che la verità di quello che dice non è inficiata dal modo in cui lo dice. Io ti dico che la credibilità di uno che urla a quel modo fa diminuire la sua credibilità. Anzi credibilità uno che insulta non ne ha proprio.
tu continui a ripetere non solo come gamberetta sarebbe offensiva ma che addirittura insulti. io non ricordo che sia mai arrivata all’insulto, al massimo è stata borderline in alcuni episodi, come le recensioni dei capolavori troisiani.
tra questi episodi in ogni non c’è la recensione del silenzio di lenth.
per quanto riguarda la credibilità il tuo ragionamento non ha alcun senso.
non che abbia bisogno di “credibilità” visto che le sue opinioni si sostengono con la sua argomentazione.
> Ed ecco che arriviamo all’atteggiamento protettivo che avete nei suoi confronti come non si sapesse difendere da sé. Siete tutti in adorazione del suo Verbo.
amen…
> Leggendo i commenti alla sua recensione ho trovato una persona che non la pensava come lei ed è stata massacrata dai fan della profetessa del fantasy. Si chiama Alessandra. Rileggiti i commenti, massacrata pure da GiD che ha commentato qui sopra massacrata pur NON avendo letto il libro. Non è serietà questa.
i commenti di Alessandra li ho letti.
una persona convinta che la sua maggiore età anagrafica desse più peso alle sue parole (capisco che tu possa fraternizzare con lei visto come la pensi sulla credibilità), che ha ignorato bellamente tutte le gravissime lacune messe in evidenza nella recensione e ha difeso il libro di centi con argomenti idioti come “ha solo 20-25 anni, come vi permettete di parlarne male”.
non c’è certo bisogno di aver letto il libro per riconoscere la fallacia di certe argomentazioni…
“Se sia più nobile sopportare le percosse e le ingiurie di una sorte atroce, oppure prendere le armi contro un mare di guai e, combattendo, annientarli.”
Ma dico, l’autore non sa che non si prendono le armi contro un mare?
Scrivere contro un esercito di guai pareva troppo semplice, vero?
Ma tanto è fantasy.
Arturo, neanche Shakespeare uscirebbe illeso da certe recensioni. =)
in effetti se prendi questa frase dalla recensione di gamberetta e sostituisci i nomi di Luca Centi e Francesca Lang con quello di William Shakespeare la frase rimane comunque vera:
Sono sicura che Luca Centi e la sua editor, tale Francesca Lang, siano persone piene di talento e di capacità, ma qualunque sia l’ambito nel quale esercitano le loro qualità, posso affermare con certezza che non è quello della narrativa di genere fantastico scritta in lingua italiana.
Secondo il mio professore di “Culture e Pratiche del Teatro” esiste una teoria che vede Shakespeare come un immigrato siciliano. =)
al massimo emigrato direi visto che tu lo vedresti con occhi da italiano.
comunque avevo già sentito questa teoria secondo la quale si sarebbe chiamato “crollalanza”. ne ho sentite anche altre che lo vorrebbero di origine valtellinese o valchiavennasca (o lui o la sua famiglia, non ricordo bene).
rimango perplesso su dove tu voglia andare a parare.
Nono, immigrato secondo la tradizione inglese. =)
Non voglio andare a parare da nessuna parte, al nulla rispondo col nulla. Se vuoi risposte concrete basta andare alla discussione più recente =)
> Arturo, neanche Shakespeare uscirebbe illeso da certe recensioni. =)
Certo, scrive cose senza senso.
In effetti compiango un po’ la gamberetta, legge i libri come dissezionerebbe una rana…. e forse con lo stesso piacere.
Premetto che sono anche io un lettore del forum di Gamberetta (anche se sembra un po’ come dichiarare la parte dello schieramento a cui si appartiene). Sono dopo, una lunga lettura, sono riuscito a venire a capo della mole di commenti che si sono accumulati in questo post e, dopo aver fatto un giro nel il resto del blog, ho deciso di lasciarne uno anche io.
Mi gira la testa per la quantità di cose che vorrei dire, quindi riassumerò il più possibile, sperando che poi qualcuno abbia voglia di leggere il temino che ne verrà fuori.
Naturalmente ho letto la recensione della gamberetta e mi è piaciuta, un pò meno della altre, ma mi è piaciuta, ma a questo ritorno dopo.
Voi difendete libro con varie argomentazioni:
Gamberetta ha letto solo le prime 150 pagine? ok ma checcazzo me ne frega? Capisco che ognuno abbia il suo metodo per capire se un libro gli piace o no e lo rispetto, ma un libro che abbia dei difetti di struttura come quelli evidenziati dalla gamberetta non meriterebbe di essere pubblicato. Come molti altri libri italiani è un insulto al lettore, lettore che paga per tutte le pagine del libro e non per quelle a partire dalla 151. Insulto perche se io devo pubblicare un libro: lo rileggo, lo riscrivo e poi lo leggo ancora e lo riscrivo un’ultima volta perche non fa mai male. Se dopo questo le prime 150 pagine sono ancora la merda che ha recensito gamberetta vuol dire che NON SO SCRIVERE e a questo punto posso darmi ad una qualsiasi altra carriera. Il dilemma è se tu Luca abbia o no fatto tutto questo… Come scrittore esordiente è un tuo OBBLIGO. Magari qualche scrittore di best seller navigato si potrà permettere di dedicare un po’ meno tempo a questa fase (non lo consiglierei neanche a lui), ma tu no. Se invece non hai fatto tutto questo vuol dire che il tuo desiderio di vedere il tuo nome stampato in bei caratteri sulla copertina di un libro rilegato è passato in primo piano rispetto al desiderio di sfornare un libro che richiudesse in se tutta la tua passione per la letteratura che trapela dai tuoi commenti. E qui non sono affatto ironico, credo veramente che tu ami i libri ma non tutti i buoni lettori sono anche buoni scrittori.
Oltretutto sembra che tu riconosca queste tue mancanze da come ne discuti con gli altri avventori del forum… Ma allora?!? Perchè hai pubblicato il libro se era ancora acerbo? Questa è, naturalmente, una domanda retorica, perchè l’unico motivo per cui saresti giustificato è lo stesso che giustifica alcune puttane, la fame. Se prima di scrivere il silenzio di lenth stavi morendo di fame allora mi scuso con te.
Purtroppo tutto questo porta ad un discorso più ampio, e cioè perché vengano pubblicate tali schifezze. Gamberetta ne ha discusso più volte nel suo blog, ma la risposta più semplice è perchè vengono lette. Non è che questo significhi poi molto dato che gran parte della popolazione terrestre guarda la televisione nonostante lo schifo che passano. Con questa associazione di fatti intendo farti capire Luca che il tuo libro fa parte della spazzatura della letteratura e come i programmi idioti rovinano la televisione tu concorri a rovinare il mercato dei libri.
Un altra argomentazione viene quindi fuori: la gamberetta insulta gli scrittori. Che i suoi insulti siano o meno pesanti non ha importanza, è un dato di fatto che spesso lei sul suo blog (come ho fatto anche io in questo post) abbia espresso giudizi negativi che sono al limite della diffamazione. Ma escludendo l’ovvio fatto che comunque è il suo blog e lei ci può scrivere quello che vuole, c’è un altro dato, e cioè, le sue recensioni toccano il punto. Da esse trapela la sua voglia di fare (anche se questo fare deve essere criticare i libri che rovinano il mercato), sono scritte bene (da quello che ho visto, meglio del tuo libro), documentate ottimamente (si fa un gran culo per citare le frasi, le fonti e mettere le immagini) e in generale sempre pertinenti. Infatti le sue recensioni non sono parole campate al vento, come alcune delle recensioni “professionali” che tu hai detto considereresti maggiormente, ma critiche ben strutturate. Ovvio che poi dopo aver recensito tanta merda inizino anche a girarti le palle. Dopo aver sentito cento volte le parole “è un fantasy classico” per giustificare l’ennesima brodaglia di spade e magie tutte uguali, inizi ad odiare gli autori che li scrivono. La gamberetta è quindi quasi una comica che usa una satira (/wikipedia/genere della letteratura e di altre arti caratterizzato dall’attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento /wikipedia/) che invece della politica ha per bersaglio la letteratura, o più precisamente la pessima letteratura. Si sa che nella satira tutto è permesso. Che poi sia inserita dentro una recensione non deve far perdere di vista il significato della stessa, e cioè esprimere un giudizio su un opera analizzandone i contenuti.
Le recensioni della gamberetta come ho accennato all’inizio hanno perso di tono e questo è colpa (ancora una volta) dei libri come il tuo. Scherzare su di una triste realtà è brutto ma dopo un po’ ti stanchi.
Detto questo una nota divertente, non so se ne sei a conoscenza ma la gamberetta è anche scrittrice e editor a tempo perso (cosa che rende assolutamente inopportuni i commenti del tipo “chi non scrive non può criticare”) e girando sul tuo forum ho trovato una chicca eccezionale… la tua recensione ad esbat, di cui lei aveva fatto le segnalazione tempo fa:
http://fantasy.gamberi.org/2009/06/24/esbat/
Hai letto il romanzo? No.
Ti è piaciuta la recensione? Sì.
Pensi che, sulla base della recensione, il romanzo sia spazzatura? Sì.
Buon per te, non posso dirti altro. Ma come tu ti senti insultato, evita di insultare tutti i lettori che lo hanno apprezzato.
Non capisco poi il tuo riferimento ad Esbat. Non può piacermi un romanzo segnalato da Gamberetta? Che poi lo avevo comprato questa estate, ma non credo ti interessi.
Come ho già scritto sul forum di gamberetta, chi reputa il libro di Luca Centi una merda, probabilmente ha bisogno di aprirsi un pochino la mente, caro Fonnessu &co.
E vorrei aggiungere il principio evoluzionistico, valido sempre ed ovunque, secondo cui le cose cambiano. Magari spaventa, ma si cambia.
Si cambia il modo di ascoltare la musica, di dipingere e di scrivere; per un fantasy IO, non ho bisogno per forza di descrizioni.
Se l’Autore ritiene che inserire un dialogo piatto (come lo definisce gamberetta) sia necessario, allora forse serve per davvero.
Forse deve dire o dare qualcosa.
Forse dire cadavere e cadavere morto (va di moda, ormai, sul forum di gamberetta) ha due valenze diverse.
Eccetera eccetera.
ALTRIMENTI (esempi)
Perchè la Piemme ha pubblicato il suo libro?
Perchè, dato che questo libro è una pessima letteratura (cit.), non ne scrivete uno voi allo stesso livello? Magari ci fate i soldi!
Perchè di mestiere non scegliete di fare l’editor?
(In caso fatemi sapere, comprerò i vostri libri)
Eccetera
N.B. Ho deciso di abbassare il livello dei miei post dopo aver scritto sul forum di gamberetta, tanto è fiato sprecato, lo so. Se cercate le mie ragioni, andate , a dare uno sguardo……….ops! troppi puntini di sospensione!! =)
AnotherPointOfView: Prima di tutto benvenuta/o! Guarda, non nascondo che un paio di errori ci sono, ma da qui a condannare l’intero romanzo ce ne passa. Come hai detto, sembra quasi che la Piemme abbia fatto la carità a un mendicante scrittore.
PS: Attenzione ai puntini di sospensione, sono un errore GRAVISSIMO! XD
AnotherPointOfView, io non ho letto il libro di Luca Centi, quindi quello che dirò d’ora in avanti è una semplice costatazione che non è riferita a lui in alcun modo, e che non avevo intenzione di lasciare ma questo tuo intervento mi ha fatto sentire la necessità di dire due parole.
Tecnicamente, in un romanzo fantasy credo che le descrizioni servano a dare un’idea dell’ambiente, dato che tecnicamente ci troviamo in un mondo creato dall’autore e che vorremmo che egli ci presentasse. O perlomeno, perchè mi pare che discutessero di questo, mi desse un’idea di dove sono; lo dico da persona che ha cercato di leggere “Notre Dame” ma ha dovuto rinunciare per via delle lunghe descrizioni della cattedrale e che si accontenta di Dumas che scrive “D’Artagnan entrò nel gabinetto del re” perchè posso immaginarmelo tranquillamente com’è un gabinetto del re.
Sul dialogo non dico nulla, perchè rileggendo la recensione non riesco a identificarlo e rileggere i 188 commenti…no, grazie.
Ultima nota sull’essere pubblicati. Sempre senza coinvolgere Luca Centi, perchè il suo libro non l’ho letto e gli errori segnalati da Gamberetta mi sembrano più segni di una mancata revisione di alcune parti -cosa che non dovrebbe verificarsi in un libro pubblicato, ma non ne parlerò ulteriormente.
La Troisi è stata pubblicata dalla Mondadori. Per dirla cortesemente, non è propriamente genio.
Moccia è stato pubblicato dalla Feltrinelli. Come sopra.
Twilight è famoso a livello mondiale. Sulla Meyer, come sopra, ma con più enfasi perchè ha creato degli swarosky luccicanti.
Pubblicare non è più un motivo per cui dire “Io sono un bravo scrittore”.Può anche essere un motivo.
K, però qui si entra le soggettivo.
A te Moccia, Troisi e Meyer non piacciono. Ok, neppure a me piace Moccia. Ho provato a leggere un suo romanzo, quello d’esordio mi sembra, e sono rimasto sconvolto dalle storie. Troppo zuccherate, da Harmony. Ma è un mio parere. Secondo altri le storie sono interessanti, accattivanti, e io non sono nessuno per contraddirle.
Però ci sono errori obiettivi. Obiettivamente Moccia non sa scrivere in italiano corretto. Obiettivamente Moccia non ha la minima idea di quello che scrive.
E obiettivamente Moccia non è un genio.
La Meyer non ha meno problemi, manca obiettivamente di fantasia e non sa caratterizzare un personaggio. Troppo spesso manca di logica e inserisce elementi a caso. Scrive in maniera passabile ma con troppe ripetizioni – e non ripetizioni tollerabilli, come l’uso del verbo disse.
Ad ogni modo, credo che se esiste il diritto di dire che un libro è bello si debba anche avere il diritto di dire che un libro è brutto.
Il primo romanzo di Moccia mi è parso leggibile. Gli altri non so, ho perso interesse quando ha cominciato a specularci sopra (leggasi: stesse storie, nomi diversi).
Sulla Meyer penso che gran parte della colpa sia dei traduttori. Oltre a lasciare invertiti aggettivo + sostantivo (che in italiano non ha senso) sembra di leggere una traduzione approssimativa, veloce. Sulla ripetizione del verbo “dire” secondo me hai ragione, è fastidiosa. Però Stephen King, in “On Writing”, spiega che “bisogna usare solo il verbo dire, evitare verbi come esclamò, rispose, affermò”. Punti di vista insomma =P
Ma infatti io ho detto che è tollerabile, anzi, io non ho nulla contro l’uso di “disse” XD Sapere che anche King approvava anzi all’epoca mi sollevò perchè se i miei personaggi non fanno altro che stare al bar a parlare dei massimi sistemi io che ci posso fare?
Per quanto riguarda la grammatica e la sintassi della Meyer, ho sentito dire che in reatà il traduttore ha migliorato molto.
Davvero il traduttore ha migliorato lo stile della Meyer?! Stiamo messi proprio bene, eh XD
certo che a 25 anni scrivere così…………………ahahahahahaha
Drammatico non trovi? =P Un po’ come inserire tremila puntini di sospensione!