29 nov

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Ordinaria Follia

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evangQuando: Questa mattina.
Dove: Università.

Il professore stava blaterando qualcosa di filosofia, ma io cercavo di ignorarlo. Dovete sapere che ho già sostenuto lo stesso esame una volta, ma grazie a non so quale riforma (?) mi ritrovo a doverlo dare di nuovo. Immaginate quindi con quale spirito mi sono trascinato a lezione. Per fortuna avevo con me il megavolume di Sherlock Holmes (edito da Newton & Compton; ve lo consiglio caldamente) e potevo quindi dedicarmi a un intricato caso di omicidio.

Quando succede. Il mio cellulare comincia a suonare. Niente di nuovo, non è la prima volta che dimentico di metterlo silenzioso, ma questa volta la suoneria è l’opening theme di Angel (Darling Violetta, “Catharsis Of Sufferance”, splendida canzone). Ammetto che all’inizio non mi sono accorto che fosse il mio cellulare. Dopo qualche secondo riesco a spegnerlo, ma nell’aula è sceso il gelo. Poi una ragazza della prima fila, che non sono riuscito a vedere, dice: “Io preferisco quella di Buffy”.

Si leva un brusio di voci e riesco persino a distinguere “ma che esiste anche la serie di Angel?”. Tutto questo per dire che il progetto di BuffyEvangelizzazione continua a pieno ritmo. Anche quando non me ne accorgo! Siamo ovunque, attenti a voi!

Filed under: Drammi Quotidiani

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24 nov

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Nathalie Vince X Factor

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nathalie-x-factorNon so perché ma io mi appassiono ai talent show solo quando stanno per finire. Per tutto l’anno li snobbo, mi accorgo a malapena della loro esistenza e poi, quando si avvicina la finale, cambio idea. Quest’anno a farmi cambiare idea è stata Nathalie, con la splendida “In Punta di Piedi” (che dovete assolutamente ascoltare e vedere qui), un inedito che lei stessa ha scritto e messo in musica, con l’aiuto ovviamente dei vari tecnici.

La canzone mi ha ricordato subito le sonorità dei Nightwish, mescolate a quelle degli Evanescence, con una voce però limpida solo a tratti e graffiante in altri. Una chimera insomma, una cantante poliedrica, capace di cambiare registro in un batter d’occhio, senza mai risultare sgradevole o pesante.

E ieri sera ha vinto. Ammetto di aver alzato il volume solo quando c’era lei sul palco, anche perché i suoi “rivali” erano abbastanza improponibili: un tizio deliziosamente svitato e dal look strepitoso ma dalla voce orrenda e un baby clone di Marco Carta (come se uno non bastasse). Una piccola vittoria per la qualità diciamo. Così come sta accadendo anche, ma qui si cambia proprio genere, per Saviano e Fazio.

Piccoli passi. Si comincia sempre con piccoli passi.

21 nov

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Recensione: La Ragazza che Rubava le Stelle

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ragazza_stelle“È notte e il silenzio avvolge la baia di Salem. Zee Finch è ferma sul molo e fissa il mare. Il tempo pare essersi fermato. Le stelle brillano nel cielo senza luna e si riflettono sulle acque dell’oceano disegnando un sentiero luminoso. Una volta Zee conosceva bene quel sentiero. Aveva tredici anni e passava le notti in mare aperto a guidare barche rubate, ma trovava sempre la strada di casa grazie alle stelle. Eppure, un giorno, aveva perso quella rotta, e aveva giurato a sé stessa di non percorrerla più. Perché quel giorno sua madre si era suicidata, all’improvviso. Zee era fuggita da tutto e da tutti, dedicandosi agli studi in psicologia. Sono passati quindici anni da allora. Ma adesso è venuto il momento di ripercorrere quella rotta perduta. Il suicidio di Lilly Braedon, una delle pazienti più difficili di Zee che ora fa la psicoterapeuta, la costringe a fare ritorno. Le analogie fra il caso della donna e quello della madre sono troppe. Zee è sconvolta, ma non ha altra scelta: l’unico modo per fare luce sulla morte di Lilly è capire la verità sul suo passato irrisolto. Un passato pieno di menzogne e segreti che molti, nella chiusa comunità di Salem, hanno cercato di rimuovere. Zee non si può fidare di nessuno. Forse nemmeno di suo padre, ormai un uomo vecchio e malato. Non le resta che fare affidamento su sé stessa, imparare a non dare nulla per scontato, rimettere tutto in discussione, anche quando la fuga sembra l’unica via d’uscita. Ma deve fare in fretta. Perché una nuova spirale di violenza rischia di rendere ogni sforzo vano. La verità corre su un’unica strada, che Zee ha dimenticato per troppo tempo ma che, se troverà il coraggio di ripercorrerla, la porterà a casa. Qui potrà finalmente realizzarsi il destino che le spetta.”

Esce il 25 novembre ma sta già facendo parlare di sé. La Ragazza che Rubava le Stelle non è il seguito de La Lettrice Bugiarda, ma una storia più matura. Nonostante i molti punti di contatto tra i due romanzi (più un piccolo crossover sulla lettura del pizzo), le tematiche di quest’ultima fatica di Brunonia Barry sono più adulte. Vissute. Vere. Con una scrittura elegante che più di una volta mi ha ricordato Updike e un’incisività della scuola di Salinger, l’autrice delinea personaggi credibili, uomini e donne che chiunque potrebbe incontrare per strada o scoprire già di conoscere.

Dimenticate i piccoli errori di stile de La Lettrice Bugiarda, suo romanzo d’esordio. Ne La Ragazza che Rubava le Stelle la scrittura è matura. Bastano poche parole per introdurre e descrivere un personaggio. Ed è qui che mi è tornato in mente Updike, la capacità di dipingere un volto evitando di tratteggiarne i lineamenti ma partendo dai piccoli dettagli, dalle piccole abitudini. Basta una citazione di Yeats per dirci che tipo d’uomo è Melville o un uovo sul fondo del caffé per mostrarci il carattere di Zee, la protagonista. Una ragazza tormentata dal passato ma anche dal presente, da una sua paziente che non è riuscita a salvare dal suicidio. Una paziente che ha molto in comune con sua madre, a partire dal suicidio fino ad arrivare alla sua vita personale.

Mi ha sorpreso l’approccio alle tematiche omosessuali, la dolcezza ma anche incisività con cui vengono affrontate. Sin dalle prime pagine scopriamo che il padre di Zee è gay e che Melville, il suo “amico”, è il suo compagno da molti anni. Assistiamo a scorci del passato, alle reazioni di una Zee bambina prima e di una Zee adulta poi, più matura. Una donna che si prende cura del padre, malato di Parkinson, e che, pian piano, scoprirà cosa è accaduto davvero alla sua paziente e, soprattutto, a sua madre.

Ritroviamo come sempre le atmosfere de La Lettrice Bugiarda, una Salem misteriosa e oscura, con le sue strade affollate di turisti, il porto avvolto dalla nebbia e l’aria colma di salsedine. Ancora una volta la magia sarà presente in modo inconsueto, con piccoli gesti, piccoli avvenimenti, aliti di vento appena accennati. Perché la magia, come lascia intendere Brunonia Barry, non è fatta solo di colori e forme visibili, ma anche di sensazioni. E di sensazioni questo romanzo è pieno.

Se avete amato la Lettrice Bugiarda e vi siete divertiti a “leggere il pizzo”, non potrete che perdervi, di nuovo, nella misteriosa Salem de La Ragazza che Rubava le Stelle.

Voto: 9/10

Filed under: Romanzi

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17 nov

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La Pazienza di Scrivere

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Impazienza. E’ questa la cosa che noto spesso negli autori esordienti, in quelle persone accumunate da una gran voglia di scrivere, di mettere su carta i loro pensieri, le loro storie. Sono l’ultima persona al mondo che può permettersi di dare consigli di scrittura, però qualcosina l’ho imparata, strada facendo. Anch’io ero molto impaziente, anch’io volevo tutto e subito. La scrittura veniva sempre al primo posto, sia ben chiaro, ma a pochi passi di distanza c’era lei, l’Impazienza.

Ho avuto una guida fantastica, grazie ad Andrea D’Angelo e ai suoi mondi immaginari, ma le cose più importanti le ho imparate, sarà banale, grazie all’esperienza. Chi scrive sa che la Pazienza è la sua unica compagna. Non si può pretendere di creare qualcosa con in mente l’idea di vederla subito pubblicata, magari tradotta all’estero, trasposta in un film o in una pièce teatrale. Alcuni lo pensano e ci riescono, sia ben chiaro, persone fortunate o ben rappresentate, ma non tutti. Lo scrittore normale presto smette di distinguere tra Pazienza e Impazienza e si concentra solo ed esclusivamente sul romanzo.

E’ buono? Non è buono? Mi soddisfa? Non mi soddisfa?

Possono volerci mesi o addirittura anni, ma non si accontenta del risultato. Anche qui poi ci sarebbe da dire molto. Quello che si è scritto una settimana fa può sembrarci perfetto e degno di “pubblicazione” (ammesso che sia questa la meta finale) ma basta aspettare qualche mese per vedere le prime crepe nell’intonaco, le prime tematiche che vanno in frantumi, lo stile arrugginito, che graffia la lingua invece di scorrervi sopra.

Pazienza quindi, è questa l’unica cosa che posso consigliare. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma tutti quelli che amano davvero la scrittura prima o poi arrivano a questa stessa conclusione.

Qualità batte tempo, tempo batte impazienza.

Ho una storia in mente da anni, una storia che difficilmente potrebbe essere pubblicata. Ho ritrovato una vecchia sinossi e ho cominciato a rivederla, a restaurarla. Non so ancora cosa ne farò. Forse posterò dei capitoli sul blog o forse la terrò per me. E’ bello però sapere che non c’è più Impazienza, che non c’è più l’obiettivo a tutti i costi.

PS: Voi comunque non preoccupatevi, Lenth2 & Altri Progetti usciranno comunque in libreria, salvo problemi vari.

Filed under: Lenth, Romanzi

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