30 apr

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La Donna Che Sapeva Scrivere. Maggiori Info

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cover_amazon_altaPosso finalmente dire qualcosa di più del nuovo romanzo. Come già scritto in precedenza, l’uscita è prevista per il 16 maggio. La sinossi ufficiale è la seguente:

Negli anni di incertezza e privazione del secondo dopoguerra, Sabina Abate e suo figlio Damiano si trasferiscono nella piccola comunità di Bassomonte. Grande lettrice e appassionata di libri, Sabina rileva la libreria del luogo, chiusa dopo la morte della precedente proprietaria. La libreria la aiuterà a conoscere le anime di Bassomonte e a far luce sull’incidente avvenuto tanti anni prima, un incidente che ha segnato centinaia di vite. Vite che la Duchessa Amarillo, la nobile del luogo, non esita a plasmare a suo piacimento, forte di un segreto che solo lei sembra conoscere. Ma anche Sabina ha un segreto, il dono della meraviglia, che le permette di scorgere i colori del mondo e di fuggire da un passato oscuro che sembra rincorrerla ovunque vada. Un passato legato alla morte della sorella, Evelina, e a suo marito, uno scrittore privo di talento che da anni è sulle sue tracce.

La copertina ufficiale è quella presente in questo articolo, realizzata dal bravissimo Andrea Dall’Ara (se volete rifarvi gli occhi con altri suoi lavori, vi basterà andare sul suo SITO). Per tutto il resto (e non è poco), ringrazio invece quella che oramai è diventata la mia mentore, Laura Gargiulo (questo è il suo SITO).

Ringrazio poi il blog New Adult e Dintorni e il Mercatino dei libri Fantasy per le prime segnalazioni del romanzo. Le trovate QUI e QUI.

Per maggiori informazioni, vi segnalo la mia pagina ufficiale: LUCA CENTI

Di seguito un piccolo estratto del romanzo:

I suoi colori sono affilati come un coltello ma allo stesso tempo morbidi come il burro; caldi come una tazza di tè bollente ma anche freddi come la neve che si posa sugli alberi. «Puoi vedere, leggere e sentire, ma non devi mai riferire» era solita dire mia madre, «perché ogni colore è come la pagina di un diario segreto.» Di Auro però non riesco a leggere i pensieri né a scorgere quelle immagini che ogni persona porta con sé. Quest’uomo è un mistero.

18 apr

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La Donna Che Sapeva Scrivere

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hintTorno a scrivere dopo molti mesi per parlare dell’uscita del mio nuovo romanzo. Si intitola La Donna che sapeva scrivere e non è, per me, un semplice romanzo. Anche in passato, su questo blog, l’ho sempre chiamato Il romanzo, perché è un libro su cui lavoro fin dal 2012, che ho corretto un’infinità di volte prima di giungere alla versione definitiva. Senza sembrare presuntuoso, ha per me lo stesso valore che ha la serie de La Torre Nera per Stephen King o le Cronache dei Vampiri per Anne Rice. Un valore affettivo in primis, dal momento che ho cominciato a scriverlo in un momento molto particolare della mia vita. Per ora posso dire che l’uscita prevista è il 16 maggio. Vi lascio con una breve sinossi:

Negli anni di incertezza e privazione del secondo dopoguerra, Sabina Abate e suo figlio Damiano si trasferiscono nella piccola comunità di Bassomonte. Grande lettrice e appassionata di libri, Sabina rileva la libreria del luogo, chiusa dopo la morte della precedente proprietaria. La libreria la aiuterà a conoscere le anime di Bassomonte e a far luce sull’incidente avvenuto tanti anni prima, un incidente che ha segnato centinaia di vite. Vite che la Duchessa Amarillo, la nobile del luogo, non esita a plasmare a suo piacimento, forte di un segreto che solo lei sembra conoscere. Ma anche Sabina ha un segreto, il dono della meraviglia, che le permette di scorgere i colori del mondo e di fuggire da un passato oscuro che sembra rincorrerla ovunque vada. Un passato legato alla morte della sorella, Evelina, e a suo marito, uno scrittore privo di talento che da anni è sulle sue tracce.

05 dic

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Il Principe Lestat – Recensione

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9788830441439_il_principe_lestat«Dolenti e magnifici, specchio oscuro delle nostre più ancestrali paure e del nostro eterno e inappagabile desiderio di immortalità, i vampiri sono tra noi. Vittime delle loro passioni, si muovono seduttivi e terribili nel mondo di oggi come in quello di ieri, scavalcando le ere e i confini geografici nello spazio di un giorno, pronti a scatenare le antiche e potenti forze della notte sul mondo ignaro, pronti a succhiare il sangue umano per vivere… Se può essere considerata vita la loro eterna dannazione. Ma ora qualcuno (qualcosa?) sta colpendo il mondo cristallizzato e terribile dei Non Morti. Da Parigi a Mumbai, da Hong Kong a Kyoto a San Francisco, una Voce misteriosa spinge i Bevitori di Sangue a combattersi tra loro, e sembra essere tornato il tempo dei Grandi Roghi. Anche il Principe Lestat la sente sussurrare e piangere nella propria mente… Che cosa vuole la Voce? Come potrà la tribù dei Non Morti sconfiggere questa forza immane che ha gettato tutti nel panico? Con la sua scrittura immaginifica, visionaria e sontuosa, Anne Rice torna al mondo affascinante dei vampiri, intrecciando le storie dei suoi personaggi più amati: il bellissimo Armand, Mekare e Maharet, Pandora e Flavius, e ancora David Talbot, generale superiore del Talamasca, mentre su tutti domina, pericoloso e ribelle, l’abbagliante principe Lestat, forse unica speranza di salvezza per i Non Morti…»

Quando ho saputo che Anne Rice aveva deciso di tornare a scrivere dei suoi vampiri, non riuscivo a crederci. A dire il vero ero anche un po’ spaventato, vista la deriva religiosa degli ultimi volumi de “Le Cronache dei Vampiri” e l’indecente conclusione rappresentata da “Blood Canticle” (un romanzo che aveva cercato di chiudere, senza riuscirci, anche la saga delle streghe Mayfair, a mio parere una delle più riuscite di Mrs Rice).

E veniamo dunque al “Principe Lestat“. Sarò breve, anzi, brevissimo. Fanservice. Puro servilismo, puro esercizio di stile e neanche del tutto riuscito. Ho apprezzato la scelta di dividere il punto di vista tra Lestat e gli altri “Figli dei Millenni”, sono stato felice di ritrovare personaggi storici come Marius, Pandora, Mekare, Maharet, ma avrei gradito quantomeno una trama. Sì, perché il più grande difetto di questo romanzo è quello di non averne una . Ci si concentra su questa presunta “Voce” che incita i vampiri più potenti ad annientare i novizi e si conclude poi il tutto “all’acqua di rose”, con baci e abbracci e una pacca sulla spalla.

Mi reputo un grande fan di Anne Rice ma è innegabile che negli anni abbia alterato profondamente le dinamiche e le tematiche delle sue Cronache. I bevitori di sangue, amorali e malvagi, vengono ora visti come pura perfezione; addirittura ci sono personaggi umani, in perfetta salute, che vedono nei vampiri dei modelli cui assurgere, quasi stessimo parlando di Angeli o Santi. Il lato “oscuro” è sparito del tutto, azzerato come se non fosse mai esistito. Gli ultimi tre capitoli sono un tripudio di “ti amo” e di baci e abbracci, come dicevo prima; ed è un peccato.

Devo quindi ammettere che la Rice dà il meglio di sé con i romanzi autoconclusivi, come “Un grido fino al cielo” (un capolavoro). Cosa ne è stato dell’erotismo? Del suo stile? Delle atmosfere di New Orleans in bilico tra luce e ombra, tra paura e speranza? Niente di tutto questo è rintracciabile nel “Principe Lestat“, un’occasione mancata per dare nuova linfa a una serie rimasta per troppi anni in disparte. E forse sarebbe stato meglio che ci fosse rimasta ancora.

Rileggerò sicuramente “Intervista col Vampiro“, il vero romanzo-spirito di questa saga. Nella speranza che la Regina col suo prossimo romanzo (sì, perché ce ne sarà un altro) riesca a correggere un po’ il tiro.

Voto: Non Pervenuto.

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