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	<title>Il Risveglio di Lenth &#187; Romanzi</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Luca Centi</description>
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		<title>Una Lettrice Onnivora</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 13:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammi Quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Belle Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri stavo imballando le ultime cose quando ho scoperto un piccolo tesoro. Una ventina di romanzi, tra racconti e edizioni vecchissime, di Agatha Christie. I romanzi in questione sono di mia nonna, lettrice onnivora di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri stavo imballando le ultime cose quando ho scoperto un piccolo tesoro. Una ventina di romanzi, tra racconti e edizioni vecchissime, di Agatha Christie. I romanzi in questione sono di mia nonna, lettrice onnivora di vecchia data, capace di passare da un Harmony a Proust senza batter ciglio (beata lei). Mi è allora tornato in mente un episodio di quando avevo nove, dieci anni. E&#8217; stata proprio nonna a mettermi in mano il primo romanzo, a farmi amare il genere giallo. Ed è anche un po&#8217; colpa sua se ho cominciato a scrivere, visto che il mio primo esperimento è stato con un racconto stile <em>Assassinio allo Specchio</em>.</p>
<p>Be&#8217;, ora mi è tornata voglia di leggere.</p>
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		<title>Alla fine ho ceduto</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 15:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammi Quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Rice]]></category>
		<category><![CDATA[Follie]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine non ho resistito. Tra uno scatolone e l&#8217;altro &#8211; sto impacchettando la mia stanza in vista dei lavori &#8211; ho comprato la nuova edizione di Intervista col Vampiro. Per poter rileggere questo capolavoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine non ho resistito. Tra uno scatolone e l&#8217;altro &#8211; sto impacchettando la mia stanza in vista dei lavori &#8211; ho comprato la nuova edizione di <em>Intervista col Vampiro</em>. Per poter rileggere questo capolavoro, però, dovrò aspettare il mio turno:</p>
<p><a href="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/06/IMGP0196.JPG" rel="lightbox[1255]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1256" title="IMGP0196" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/06/IMGP0196-150x150.jpg" alt="IMGP0196" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Intervista col Vampiro &#8211; Restyle</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 12:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Rice]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa notizia mi ha sconvolto.
Da quando non ho più una libreria vicino casa, non sono più molto informato sulle uscite. Immaginate quindi la mia faccia quando, spulciando online, mi sono imbattuto in quell&#8217;articolo. Di Intervista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fantasymagazine.it/notizie/12532/intervista-col-vampiro/" target="_blank">Questa notizia mi ha sconvolto</a>.</p>
<p>Da quando non ho più una libreria vicino casa, non sono più molto informato sulle uscite. Immaginate quindi la mia faccia quando, spulciando online, mi sono imbattuto in quell&#8217;articolo. Di <em>Intervista col Vampiro</em> ho tre edizioni: una vecchia di Mondolibri, una vecchia della Salani e quella classica della TEA. Questa nuova edizione invece è stupenda, modello da <em>Il Ladro di Corpi</em> in poi per intenderci, con copertina rigida e sovraccoperta. La voglio!</p>
<p>Spero solo che esca, in versione restyle, anche <em>Scelti dalle Tenebre</em> &#8211; di cui ho la versione TEA e la versione old age della Longanesi &#8211; e <em>La Regina dei Dannati</em>, che ho in versione Salani. Spero inoltre che la nuova uscita di questo classico svegli un po&#8217; quegli adolescenti che vedono in <em>Twilight </em>la nascita del vampiro. Fortuna che sono in pochi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/05/012.JPG" target="_blank" rel="lightbox[1236]"><img class="size-thumbnail wp-image-1242 aligncenter" title="01(2)" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/05/012-150x150.jpg" alt="01(2)" width="150" height="150" /></a></p>
<p>PS: E in esclusiva la cover restyle di <em>Twilight</em>, by iri. Un romanzo che, ne sono sicuro, vi colpirà! Non notate anche voi una strana somiglianza tra i due protagonisti? Secondo me quello a sinistra è il figlio della Regina a destra.</p>
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		<title>Recensione: Alice nel Paese della Vaporità</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 12:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ben è un giovane londinese che soffre di  allucinazioni. Per lavoro legge manoscritti. Una notte gli arriva un  libro che si chiama &#8220;Alice nel Paese della vaporità&#8221;. Noi con lui  seguiamo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span><img class="alignleft size-full wp-image-1232" title="alice-dimitri" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/05/alice-dimitri.png" alt="alice-dimitri" width="182" height="283" />&#8220;Ben è un giovane londinese che soffre di  allucinazioni. Per lavoro legge manoscritti. Una notte gli arriva un  libro che si chiama &#8220;Alice nel Paese della vaporità&#8221;. Noi con lui  seguiamo la storia di Alice, un&#8217;antropologa che vive in una Londra  Vittoriana che non c&#8217;è mai stata. Alice viaggia nella Steamland, una  terra invasa da un gas che provoca allucinazioni e mutazioni. Una terra  in cui la realtà cambia a ogni istante, in cui &#8220;giusto&#8221; e &#8220;sbagliato&#8221;  sono soltanto parole, e in cui le parole stesse si trasformano in odori e  sensazioni. Quella di Alice parte come una ricerca, ma si trasforma  subito in una lotta per la vita e per la morte. Alice dovrà sopravvivere  in una terra oscura, in cui non c&#8217;è differenza tra orrore e meraviglia.  Ben legge la sua storia. E qualcosa succede anche a lui.&#8221; </span></em></p>
<p>E&#8217; difficile parlare di questo romanzo, almeno per chi, come me, ha letto <em>Pan</em>. Gli elementi cari a Dimitri ci sono tutti e come sempre si nota una cura maniacale del dettaglio e dei dialoghi di Whedoniana memoria. Chi osserva con attenzione potrà persino notare dei richiami alla wicca e a tutte quelle religioni mistiche che appartengono alla sfera esoterica.</p>
<p>Ma.</p>
<p>La storia non mi ha convinto del tutto. Dimitri mi ha abituato a storie ad incastro, complesse, che sorprendono di capitolo in capitolo, dove il finale non è così scontato come si pensi. In <em>Alice </em>invece la direzione cambia. Al di là del genere, che non conosco così bene da potermi pronunciare, sono proprio i personaggi a non coinvolgere. Mi sono sembrate delle macchiette bidimensionali, prive di spessore, prive di una logica. Perché fanno quello che fanno? Perché sì. Tutto qui. Lo stesso Chesy &#8211; l&#8217;ennesimo richiamo all&#8217;esoterismo, il demone degli incroci che secondo le leggende può essere evocato da uomini e donne disperati &#8211; il miglior personaggio di <em>Alice</em>, si perde un po&#8217; per strada. Ho visto tanto potenziale andare in fumo.</p>
<p>La storia si riprende sul finire, quando viene svelato il legame tra Alice e Ben, ma è troppo poco e troppo in fretta e troppo tardi. Pagine e pagine scorrono abbastanza monotone, eccezion fatta per alcuni episodi davvero stupendi come quello di Ruthven &#8211; dal celebre <em>The</em> <em>Vampyre </em>di Polidori. E non mi riferisco solamente al confronto con la Regina di Cuori, che è chiaramente voluto così da Dimitri, come a dire &#8220;le tematiche importanti sono altre, questa è solo una formalità&#8221;. Ci sta. Così come ci sta il non dare alcune risposte, come <em>Lost</em> insegna.</p>
<p>Stilisticamente poi, a me <em>Alice </em>sembra un passo indietro. <em>Pan </em>brillava, <em>Alice </em>lampeggia. Ci sono passaggi scritti in modo magistrale, altri buttati via. E non riesco a capire perché.</p>
<p>Per concludere, nonostante quelli che secondo me sono i difetti, <em>Alice </em>è comunque un romanzo sopra la media. Lo consiglio? Sì. Ma consiglio di più <em>Pan</em>, che veramente vi farà conoscere la Carne, l&#8217;Incanto e il Sogno.</p>
<p>Voto: <strong>7/10</strong></p>
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		<title>Recensione: La Bambina che Leggeva i Libri</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 13:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;C&#8217;era una volta, in un piccolo e sperduto  paesello alpino, una biblioteca talmente grande da contenere migliaia di  libri. C&#8217;erano manuali su come addestrare il cavallo più ribelle o su  come preparare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span>&#8220;<img class="alignleft size-full wp-image-1222" title="bamb-libri" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/05/bamb-libri.jpg" alt="bamb-libri" width="175" height="253" />C&#8217;era una volta, in un piccolo e sperduto  paesello alpino, una biblioteca talmente grande da contenere migliaia di  libri. C&#8217;erano manuali su come addestrare il cavallo più ribelle o su  come preparare pozioni magiche, racconti sulle avventure dei vampiri del  bosco, o sulle gesta di un cavaliere senza nome. Insomma, in quella  biblioteca c&#8217;erano libri per tutti i gusti, ma così numerosi che la  povera signora Geltrude faticava a tenerli in ordine. Fino al giorno in  cui, seduta a uno dei tavoli, notò una bambina. Una bambina davvero  speciale, perché non leggeva semplicemente le storie, ma le divorava,  una dopo l&#8217;altra, come se fossero le deliziose frittelle del fornaio. Fu  in quel preciso giorno che Geltrude trovò la sua aiutante. I libri  erano la passione anche di un altro abitante del paese, un signore che  aveva un unico sogno: scrivere il perfetto romanzo per ragazzi. Non gli  interessavano le solite storie di eroi a cavallo con le spade sguainate,  né gli piacevano quelle di streghe e di mele avvelenate. Lui voleva  raccontare una storia indimenticabile, capace di conquistare il cuore  dei suoi giovani lettori. Ma per farlo aveva bisogno di una lettrice  molto speciale. Fu allora che il destino gli fece incontrare la bambina  che leggeva i libri&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p>Che cosa accadrebbe se sottoponessimo un nostro romanzo fantasy all&#8217;attenzione di un editor esigente? Magari una ragazzina che non le manda a dire, armata di penna rossa e pronta a correggere ogni singola frase? Ce lo dice Pierdomenico Baccalario, con un romanzo che sorprende. Un romanzo davvero &#8220;per tutti&#8221;, con diversi livelli di lettura. Può essere infatti avvicinato da un adolescente così come da un bambino o da un adulto. Ognuno vede ciò che vuole vedere. Il bambino vedrà una storia di avventura, un ragazzo vedrà un fantasy ben scritto, mentre l&#8217;adulto, specie se appassionato di scrittura, capirà cosa deve fare e cosa non deve fare quando si appresta a realizzare un romanzo.</p>
<p>Domitilla, è questo il nome della bambina che leggeva i libri, è un editor a tutti gli effetti. Più di una volta si ha l&#8217;impressione che Pierdomenico voglia togliersi qualche sassolino dalla scarpa o anche solo consigliare gli autori esordienti alla loro opera prima. Io stesso ho imparato molto da questo romanzo, grazie alle annotazioni che Domitilla/Pierdomenico fanno al povero signor Antonino, l&#8217;anziano del paese che ha sottoposto il suo manoscritto all&#8217;attenzione della bambina.</p>
<p>Ma cosa accadrebbe se la bambina in questione si appassionasse alla storia? Che fine farebbero, in questo caso, tutte le sue annotazioni, i suoi appunti, il suo spirito critico? Lo scoprirete leggendo questa storia, una storia scritta da chi ama i libri per chi ama i libri, ma anche per chi si avvicina solo ora alla lettura. Non a caso ho intenzione di regalare questo romanzo alla mia nipotina, che è abbastanza grande da capire le storie un po&#8217; più &#8220;complicate&#8221;.</p>
<p>Leggendo &#8220;La bambina che leggeva i libri&#8221; si torna infatti bambini, grazie anche alle tante citazioni disseminate nel testo. Da <em>Pomi</em> <em>d&#8217;ottone e manici di scopa</em> &#8211; per chi è della mia generazione e ha un amore viscerale nei confronti di Angela Lansbury &#8211; a <em>Il Richiamo</em> <em>della Foresta</em>, passando per <em>Ventimila Leghe Sotto i Mari</em> e <em>I Tre Moschettieri</em>.</p>
<p>E, ripeto, se siete appassionati di scrittura, imparerete molto, grazie ai consigli della piccola Domitilla. Ma forse anche Domitilla ha molto da imparare, come tutti del resto.</p>
<p>Voto:  <strong>9/10</strong></p>
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		<title>L&#8217;ipocrisia della televisione</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 23:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammi Quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Rice]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima Mike Bongiorno, poi Santi Licheri e ora Raimondo Vianello. I volti televisivi più familiari stanno scomparendo uno dietro l&#8217;altro. Alcuni credono che siano segni precursori dell&#8217;apocalisse che avverrà nel 2012, io penso invece che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1190" title="televisione" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/04/televisione.bmp" alt="televisione" />Prima Mike Bongiorno, poi Santi Licheri e ora Raimondo Vianello. I volti televisivi più familiari stanno scomparendo uno dietro l&#8217;altro. Alcuni credono che siano segni precursori dell&#8217;apocalisse che avverrà nel 2012, io penso invece che sia solo la vita. La cosa che mi rattrista però è che la televisione si ricordi di questi &#8220;grandi&#8221; solamente quando sono morti. Va bene, hanno tutti vissuto pienamente, con una gran bella carriera alle spalle, ma come hanno trascorso gli ultimi anni? Da reietti, schifati dalla tv commerciale ma anche da quella di stato. Pensiamo a Mike Bongiorno ad esempio. Dopo decadi di onorato servizio, poco prima di morire, era in trattative con Sky per poter dire ancora qualcosa, per potersi ancora affacciare nelle case degli italiani.</p>
<p>Allora mi chiedo: perché non eliminiamo gli &#8220;adolescenti idioti&#8221; e riportiamo in televisione i veri presentatori? Perché una Enrica Bonaccorti si vede negare la possibilità di tornare in televisione? Perché Lorella Cuccarini è costretta a riciclarsi su Sky prima e ora in teatro? A me queste cose non vanno giù. Capisco che chiedere coerenza alle reti sia troppo, ma ci risparmiassero almeno le trasmissioni strappalacrime in cui commemorano i cari estinti.</p>
<p>Anche solo per rispetto.</p>
<p>Un po&#8217; come accade in letteratura. Non posso fare a meno di pensare a Salinger. Ha segnato intere generazioni, ma molti lo hanno conosciuto solamente quando se ne è parlato in televisione e sui giornali. Perché è di moda. Stessa cosa, in ambito musicale, per Lucio Battisti. Le vendite dei suoi album sono schizzate alle stelle troppo tardi.</p>
<p>Lo ammetto, ho paura per Anne Rice. Un mio amico mi ha detto &#8220;sai che due dei tuoi tre scrittori preferiti sono morti?&#8221; e mi sono leggermente agitato. Anne, se mi leggi, chiuditi in casa e fai un check up completo!</p>
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		<title>Recensione: Buio</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 13:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Diciassette anni, bellissima, apparentemente  sicura di sé ma fragile e inquieta, Alma ha un solo credo: &#8220;Sorrisi e  lacrime possono essere molto pericolosi se lasciati fuori controllo&#8221;. Se  lo ripete ogni mattina, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span><img class="alignleft size-full wp-image-1150" title="buio" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/03/buio.jpg" alt="buio" width="176" height="257" />&#8220;Diciassette anni, bellissima, apparentemente  sicura di sé ma fragile e inquieta, Alma ha un solo credo: &#8220;Sorrisi e  lacrime possono essere molto pericolosi se lasciati fuori controllo&#8221;. Se  lo ripete ogni mattina, quando esce di casa per affrontare la Città là  fuori e cammina sotto un perenne cielo grigio, diretta a scuola con il  suo zaino, rigorosamente viola. Tutto ciò che Alma adora è viola. Come  la copertina del quaderno che ha comprato in una strana cartoleria del  centro pochi giorni prima, quando tutto ha avuto inizio e la sua vita ha  cominciato a scivolare in un assurdo incubo senza fine. Una serie di  efferati omicidi sta infatti trasformando in realtà i racconti che Alma  scrive di notte, come in preda a un&#8217;inspiegabile trance, rendendosi  conto solo al suo risveglio che i deliri di paura e violenza affidati  alle pagine di quel quaderno anticipano le mosse dell&#8217;assassino. Mentre  la polizia indaga senza risultati e i giornali si scatenano, Alma si  ritrova sempre più isolata, alle prese con qualcosa di grande e oscuro,  che sfiora la natura stessa del Male e che pure sembra riemergere dal  suo passato, insieme ai continui, lancinanti mal di testa che la  assalgono come per avvertirla di qualche pericolo. Soltanto Morgan, il  ragazzo più misterioso e sfuggente della scuola, i cui incredibili occhi  viola sanno leggere nel suo cuore come nessun altro, sembra in grado di  fornirle le risposte sulle sinistre presenze che le si addensano  intorno.&#8221; </span></em></p>
<p>Questo romanzo mi ha sorpreso. Dalla quarta di copertina sembrerebbe il solito <em>Twilight-Style</em>, ma non è così. Anzi, è un <em>Anti-Twilight</em> se vogliamo dirla tutta. La protagonista ha davvero poco in comune con Bella. E&#8217; affascinante, ha un&#8217;alta considerazione di se stessa e del suo fascino, ma è fredda. E&#8217; fredda in modo strano. Detesta il contatto fisico, guarda il mondo con occhi spenti e si circonda di persone che subiscono la sua influenza. Persone deboli, ragazze con disturbi alimentari o con poco carattere. Inutile dire che, andando avanti nella storia, queste stesse persone cominciano ad instaurare con Alma un rapporto costruttivo, che va al di là della semplice amicizia. Impareranno qualcosa da lei e lei imparerà qualcosa da loro.</p>
<p>Non mi soffermo sulla trama perché rischierei di anticiparvi troppo. Sarà banale dirlo, ma la sinossi che ho riportato rappresenta solo la punta dell&#8217;iceberg. Chi sono le persone in nero che seguono Alma? Come mai indossano uno strano anello? Come mai temono l&#8217;acqua? E come mai Alma stessa ha un rapporto strano con l&#8217;acqua?</p>
<p>Le domande sono tante, ma quello che deve far riflettere è la cura dell&#8217;autrice per i dettagli. Ho avuto la fortuna di conoscere Elena Melodia lo scorso anno e vi assicuro che la storia da lei imbastita è davvero spettacolare. Un osservatore poco attento si concentrerebbe subito sull&#8217;aspetto fisico di Alma, sull&#8217;alta considerazione che ha di sé, come ho detto prima. Un passaggio in particolare dovrebbe far riflettere:</p>
<p><em>[Alma] Ogni tanto mi capita di pensare a come sarebbe la mia vita se fossi  brutta, se non avessi gli occhi verdi, che mi piace piantare addosso ai  ragazzi per metterli in imbarazzo, o i capelli neri e lisci, lucidi da  far invidia a una geisha, o questo corpo che rimane magro, qualunque  cosa mangi. Come sarebbe la mia vita? Sarebbe un unico, colossale,  irrimediabile schifo. Pensatela come volete. La verità è che la bellezza  è una forma di potere.</em></p>
<p>Superficialità? Non credo affatto. La bellezza <em>è</em> una forma di potere, è un dato di fatto. Alma, a differenza di Bella e delle altre eroine &#8220;dark&#8221;, è consapevole del proprio apparire. Non cade dalle nuvole quando il bello di turno l&#8217;avvicina; al contrario, sfrutta il suo fascino per raggiungere i suoi scopi. Un cinismo che la dice lunga sulla sua dimensione spirituale, su ciò che ha dentro. Bellezza esteriore non sempre equivale a bellezza interiore. Ed è questo il caso di Alma, almeno per come viene presentata in questo primo volume.</p>
<p>Si tratta infatti di una trilogia, ma <em>Buio </em>ha un suo inizio e una sua fine. Ovvio, alcuni misteri non vengono risolti subito, ma molte delle linee narrative introdotte giungono al capolinea, tracciando in modo preciso il profilo dei personaggi. Un romanzo introduttivo quindi, che strappa più di un brivido. Si muove tra il fantasy, l&#8217;horror, il thriller, mescolando gli elementi di ogni genere. E non è facile, ve l&#8217;assicuro.</p>
<p>Consigliato a chi vuole leggere qualcosa di diverso dal solito &#8220;dark-romance fantasy&#8221;.</p>
<p>Voto: <strong>8/10</strong></p>
<p><span><br />
</span></p>
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		<title>Recensione: Blood Canticle</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 14:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Blood (titolo originale Blood Canticle) è il decimo e ultimo romanzo de Le Cronache dei Vampiri. Edito negli Usa nel 2003, è stato pubblicato in Italia il 18 febbraio 2010 dalla Longanesi.
Le vicende riprendono da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1130" title="blood" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/03/blood.jpg" alt="blood" width="170" height="259" />Blood </em>(titolo originale <em>Blood Canticle</em>) è il decimo e ultimo romanzo de <em>Le</em> <em>Cronache dei Vampiri</em>. Edito negli Usa nel 2003, è stato pubblicato in Italia il 18 febbraio 2010 dalla Longanesi.<br />
Le vicende riprendono da dove si sono interrotte ne Il <em>Vampiro di</em> <em>Blackwood</em>. Mona Mayfair è gravemente malata e Quinn cerca di trasformarla in un vampiro, per salvarle la vita. Ma Lestat interviene, infondendole il suo sangue. Spiegherà che è il solo modo che ha per salvare la loro relazione, dal momento che tra un vampiro e il suo creatore, col tempo, sorgono sempre ostilità, prima o poi.<br />
La storia continua con Rowan Mayfair, la capofamiglia (nonché protagonista della saga delle <em>Streghe Mayfair</em>) che chiede spiegazioni. La riapparizione di Mona infatti, perfettamente sana e dall’aspetto inumano, ha del miracoloso; ma Rowan, donna di scienza, non crede nei miracoli.<br />
Col passare del tempo Lestat inizierà a interessarsi alla donna, dapprima per pura e semplice curiosità – per il suo potere in particolar modo, quello di uccidere col pensiero – poi per amore, un sentimento che il vampiro ama spesso ostentare ma che non ha mai provato davvero.<br />
Ma è anche il mistero a incuriosire il “principino viziato”. La famiglia Mayfair ha infatti molti più segreti di quanti ne lasci intendere: una stirpe immortale, i Taltos, venuti alla luce dopo secoli di incesti e di relazioni tra consanguinei. Un piano diabolico che risale a secoli prima, all’anno di nascita del clan Mayfair.<br />
Il segreto dei Taltos porterà Lestat, Mona e Quinn a scavare nel passato della famiglia, a viaggiare per dare finalmente un senso a ciò che sta accadendo.</p>
<p>Il tema del romanzo è la redenzione, come afferma lo stesso Lestat dopo appena una manciata di pagine:</p>
<p><em>Acquisii la consapevolezza, brusca e severa, che mi fossero state concesse così tante chance di salvarmi l’anima che la mia intera esistenza era stata edificata intorno ad esse! Era quella la mia natura: passare di tentazione in tentazione, non per peccare ma per essere redento.</em></p>
<p>“Può un vampiro diventare un santo?” si può leggere sulla copertina del romanzo. Probabilmente sì. Lestat è ossessionato da questa idea, come ripete sin dall’inizio. Cerca disperatamente di controllarsi, di essere amato nonostante le tenebre che cela nel cuore.<br />
Il titolo originale del romanzo, <em>Blood Canticle</em>, è indicativo in questo senso – sebbene in italiano sia stata eliminata, senza alcun motivo, la parola Canticle; il riferimento al <em>Cantico delle Creature</em> di San Francesco è più che evidente.<br />
Qui si parla però di un <em>Cantico di Sangue</em> e mai come in questo libro la parola Sangue, con la “S” maiuscola, è stata così presente. Lestat parla in continuazione dei Figli del Sangue, del Sangue Riparatore, del Sangue Tenebroso, con cui egli stesso riesce a operare miracoli.<br />
Prima con Louis e Claudia, poi con Mona. Tre suoi figli, così diversi ma anche così simili:<br />
<em><br />
Il sangue che insegna la vita non insegna menzogne, e l’amore diventa il mio rimprovero, il mio stimolo, il mio canto</em>.</p>
<p>Con queste parole si conclude il romanzo, con un Lestat disperato, che ha dovuto rifiutare la richiesta di Rowan di diventare un’immortale. Prova nei suoi confronti un amore così intenso da volerne preservare l’essenza, radicata nella natura umana di lei, così simile alle tenebre che egli cela nel cuore.<br />
Tenebre che li legano entrambi al passato. Il passato dell’uno, fatto di estasi e appagamento, di sofferenza e indicibili pene e il passato dell’altra, fatto di dolore e solitudine, di miseria e strazio.<br />
Rowan è forse uno dei personaggi più complessi di Anne Rice. Lestat si riferisce a lei come a una Dea, un essere imperscrutabile, dominata da una tale freddezza e cinismo da non poter essere considerata pienamente umana.<br />
E’ questo ad attrarlo e a respingerlo al tempo stesso.<br />
San Lestat, arriverà a definirsi il “principino viziato”. E forse, considerate le sue ultime azioni, un vampiro può davvero diventare un santo.</p>
<p>Questo è quello che ho riportato nella tesi, parte di un discorso più complesso. Non nascondo di provare tristezza. L&#8217;ultimo romanzo de <em>Le Cronache dei Vampiri</em>, l&#8217;ultimo grido di Lestat &#8211; o meglio, San Lestat. Una saga che merita di essere letta più e più volte!</p>
<p>Voto: <strong>10/10</strong></p>
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		<title>Ciao Lestat!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 23:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Rice]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho quasi finito di leggere Blood. Devo dire che me la sto prendendo comoda, per tutta una serie di motivi. Prima di tutto perché la tesi e la scrittura assorbono quasi tutta la giornata, secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho quasi finito di leggere <em>Blood</em>. Devo dire che me la sto prendendo comoda, per tutta una serie di motivi. Prima di tutto perché la tesi e la scrittura assorbono quasi tutta la giornata, secondo poi perché mi dispiace. Mi sento male al pensiero che sia l&#8217;ultimo romanzo de <em>Le</em> <em>Cronache dei Vampiri</em>. L&#8217;ultimo capite? Certo, c&#8217;è sempre <em>Vittorio the Vampire</em> (se mai uscirà in Italia), ma non è la stessa cosa. <em>Blood </em>è l&#8217;ultima biografia di Lestat, l&#8217;ultima occasione che ho per sentire la sua voce, per vivere le vicende del &#8220;principino viziato&#8221;.</p>
<p>Restate sintonizzati per la recensione. Un congedo regale, un modo per salutare il Grande Lestat!</p>
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		<title>Della serie &#8220;Tutto meno che Studiare&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 23:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammi Quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Rice]]></category>
		<category><![CDATA[Follie]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; dalle 15 che scrivo. Cosa? La tesi. Un argomento interessante, per carità, ma che alla lunga stanca. Anche perché sono ancora alla fase introduttiva, quella che con la Rice ha poco a che vedere. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; dalle 15 che scrivo. Cosa? La tesi. Un argomento interessante, per carità, ma che alla lunga stanca. Anche perché sono ancora alla fase introduttiva, quella che con la Rice ha poco a che vedere. Sto leggendo saggi sul fantastico, sul gotico, su preti e monaci improvvisatisi scrittori e via dicendo.</p>
<p>Verso le 22 ho fatto una breve pausa e ho navigato <a href="http://torreditanabrus.wordpress.com/">nei </a><a href="http://stefanoromagna.wordpress.com/" target="_blank">miei </a><a href="http://laramanni.wordpress.com/" target="_blank">blog </a><a href="http://francescodimitri.wordpress.com/" target="_blank">preferiti</a>. E cosa scopro? Un nuovo gioco! Online! Un gioco di ruolo fatto di scrittura, dove ogni due giorni vengono date delle dritte da una fantomatica Oca. Dritte che vanno seguite e sviluppate entro i 420 caratteri. Una miseria, ve lo dico. Ammetto che è entusiasmante e che ogni scusa è buona per non studiare! E poi ne sto approfittando per parlare d&#8217;altro, per scappare, anche solo un po&#8217;, dal fantasy. Mucho catartica come cosa. Ve lo consiglio, anche se sono agli inizi. Per ora ho un&#8217;impressione positiva, sebbene la storia dei &#8220;seguaci&#8221; sia strana. In breve, per vincere, aiuta avere tanti seguaci, visitatori e utenti che si iscrivono e ti &#8220;aggiungono&#8221; al suo profilo. Però, come ho detto, mi sono appena iscritto, quindi questa prima impressione potrà essere smentita.</p>
<p>Be&#8217;, torno a leggere il meravigliosissimo saggio di Pinco Pallino su quanto sia importante la virgola nei romanzi gotici!</p>
<p>PS: La mia pagina, nel gioco, è <a href="http://storie.perfiducia.com/user/lucacp" target="_blank"><strong>questa</strong></a>. La mia eroina si chiama Sybelle (qualcuno ha detto <em>Armand il Vampiro</em>?!) Buona lettura!</p>
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