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	<title>Il Risveglio di Lenth &#187; Romanzi</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Luca Centi</description>
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		<title>Ultime Letture &#8211; Pessime Letture</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 12:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Per esigenze di scrittura negli ultimi tempi sto leggendo un po&#8217; di meno. Come dice Anne Rice in questa intervista, è difficile definire il rapporto tra scrittura e lettura, tanto che spesso le due cose non vanno a braccetto. Nel mio caso la situazione si complica; leggere mi aiuta nello stile ma non nella scrittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per esigenze di scrittura negli ultimi tempi sto leggendo un po&#8217; di meno. Come dice Anne Rice in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kkX8tegJ7eM" target="_blank">questa intervista</a>, è difficile definire il rapporto tra scrittura e lettura, tanto che spesso le due cose non vanno a braccetto. Nel mio caso la situazione si complica; leggere mi aiuta nello stile ma non nella scrittura vera e propria. Arrivano infatti dei momenti, come quello attuale, in cui leggo molto meno per poter creare meglio. Sto completando infatti Lenth3 e solo quando sarò arrivato alla parola fine potrò sistemare il 2 che, per inciso, uscirà tra qualche tempo. Esigenze di storia, chiamiamole così. Vorrei evitare incongruenze e i piccoli errori che sono presenti ne Il Silenzio di Lenth. Più calma quindi e più accuratezza.</p>
<p>Ma tornando alle recensioni:</p>
<p><strong>INCUBUS DREAMS.</strong></p>
<p><em><span><img class="alignleft size-full wp-image-1454" title="incubus" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2011/09/incubus.jpg" alt="incubus" width="170" height="252" />&#8220;Anita Blake vorrebbe assistere in pace alle  nozze dell&#8217;amico e collega Larry Kirkland. Ma, per una cacciatrice di  vampiri che collabora col Preternatural Investigation Team &#8211; l&#8217;agenzia  che indaga sui delitti commessi dalle creature della notte -, è  impossibile godersi anche un solo giorno di meritato riposo: una giovane  spogliarellista è stata trovata morta nel vicolo di fronte al locale in  cui lavorava, quindi Anita è costretta a lasciare la cerimonia per  raggiungere la scena del crimine. Perché il cadavere, oltre a essere  completamente dissanguato, presenta anche i segni di numerosi morsi di  vampiri. Mentre il detective incaricato del caso punta subito il dito  contro i seguaci di Jean-Claude, Master della Città nonché amante di  Anita, la Sterminatrice si convince che l&#8217;omicidio sia opera di  rinnegati, cioè di vampiri che si sono ribellati ai propri padroni.  Determinata a scagionare Jean-Claude, Anita si lancia a capofitto nelle  indagini, che ben presto le rivelano una verità di gran lunga peggiore  dei suoi più cupi sospetti: qualcuno infatti sta tramando per eliminare  il Master e diventare così il nuovo capo dei vampiri di St. Louis&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p>Un romanzo che mi ha deluso tantissimo. Laurell Hamilton ha sempre saputo creare un equilibrio perfetto tra gli elementi thriller, noir e sovrannaturali, questa volta invece no. Questa volta ha relegato la trama principale, e più interessante, alle prime cento pagine e alle ultime centocinquanta, preferendo inserire nel mezzo una decina di episodi legati all&#8217;ardeur che, per chi non lo sapesse, è un effetto collaterale del suo triumvirato con Jean-Claude e Richard. Una cosuccia da niente che la costringe ad avere rapporti sessuali con un po&#8217; tutti i personaggi maschili del romanzo. Una cosa già stramba di per sé, se non fosse che Anita Blake è sempre stata descritta come una sociopatica che odia il contatto fisico e lo limita allo stretto indispensabile. C&#8217;è quindi uno snaturamento della protagonista stessa a vantaggio di una storyline che non ha davvero senso. Sembra comunque che Laurell Hamilton si sia accorta dei suoi errori, tanto che sta cominciando ad inserire alcuni piccoli &#8220;trucchi&#8221; per evitare di descrivere diecimila scene di sesso. Anita sta imparando a controllare l&#8217;ardeur e può nutrirlo col semplice cibo. Solo a me sfugge il nesso? A questi problemi, che pure non sono pochi, si aggiunge il fatto che la storia non si conclude. Il Big Bad del romanzo cambia semplicemente città, come se niente fosse e un altro misterioso assassino non viene proprio più citato. C&#8217;era davvero bisogno allora di scrivere questo libro? Secondo me no&#8230;</p>
<p><strong>MORTO STECCHITO.</strong></p>
<p><em><span><img class="alignleft size-full wp-image-1453" title="harrismort" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2011/09/harrismort.jpg" alt="harrismort" width="120" height="184" />&#8220;I problemi per Sookie Stackhouse sembrano non  finire mai. Le sue doti telepatiche non sono granché apprezzate e i soli  amici che le restano sono vampiri, licantropi e creature magiche di  ogni sorta. L&#8217;unico membro della sua famiglia non rimarrà umano così a  lungo: l&#8217;amato fratello Jason infatti, dopo essere stato morso dal  geloso mutaforme Felton Norris, si sta trasformando in una pantera  mannara. L&#8217;ennesimo dramma in casa Stackhouse. Sebbene Jason superi la  trasformazione senza troppi problemi, a dispetto di ogni previsione,  altri guai sono in arrivo: un cacciatore ha preso di mira la popolazione  mutante di Bon Temps mettendola seriamente a rischio. Sookie non può  non agire. Grazie ai suoi poteri e al suo innegabile fiuto decide di  scoprire chi sia questo serial killer e di porre fine agli omicidi&#8230;  sempre che l&#8217;assassino non riesca a trovarla prima.&#8221;</span></em></p>
<p>Anche Charlaine Harris delude con questo romanzo. Forse è una mia impressione, forse sono io che pretendo troppo, ma che fine hanno fatto i romanzi interessanti? Quei romanzi stile Anne Rice che ti prendono alla prima pagina e ti lasciano andare solo arrivati alla fine. La Harris è partita da un presupposto non proprio originale, quello della legalizzazione del vampirismo (già presente nei romanzi della Hamilton) ed è riuscita a creare qualcosa di unico, analizzando le dinamiche di una piccola cittadina, con i suoi pettegolezzi e i suoi tanti problemi. Poi però è arrivata la serie tv &#8220;True Blood&#8221; e sono arrivati i guai. Lo showrunner Alan Ball è infatti riuscito a usare gli stessi personaggi presenti nei romanzi e a renderli semplicemente migliori. Ha sottolineato i tratti più grossolani e più sensuali, quelli più pacchiani e ha creato qualcosa di originale. Quel qualcosa che la Harris non è riuscita a fare. Forse è per questo che i suoi ultimi libri sembrano così&#8230; noiosi. Anche perché quando l&#8217;autrice prova a parlare di politica o sposta l&#8217;azione fuori città i problemi già evidenziati diventano giganti come case. La Harris non è proprio capace di essere originale quando cerca di strafare. Perché allora non tornare alla piccola cittadina che tanto abbiamo amato nei primi romanzi? E basta, per favore, inserire personaggi a caso. Tanto è chiaro che le new entries o muoiono o sono assassini.</p>
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		<title>E&#8217; tornata Anne Rice</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 13:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Rice]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente direi. Come potete leggere QUI il percorso spirituale di Anne Rice si è concluso con un ritorno alle origini. In America uscirà a breve il suo nuovo romanzo, una gothic novel sui lupi mannari, mentre in Italia aspettiamo ancora di leggere l&#8217;ultimo romanzo delle Cronache dei Vampiri, &#8220;Vittorio the Vampire&#8221;, spin off della serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1444" title="5530-v1-325x" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2011/08/5530-v1-325x.JPG" alt="5530-v1-325x" width="134" height="179" />Finalmente direi. Come potete leggere <a href="http://dreadfuldreary.blogspot.com/2011/07/anne-rice-queen-of-vampire-literature.html" target="_blank">QUI</a> il percorso spirituale di Anne Rice si è concluso con un ritorno alle origini. In America uscirà a breve il suo nuovo romanzo, una gothic novel sui lupi mannari, mentre in Italia aspettiamo ancora di leggere l&#8217;ultimo romanzo delle Cronache dei Vampiri, &#8220;Vittorio the Vampire&#8221;, spin off della serie come &#8220;Pandora&#8221;.</p>
<p>Ammetto che l&#8217;argomento del nuovo romanzo, una storia di lupi mannari, non è tra i miei preferiti ma lo è invece lo stile della Rice. Dopotutto le sue opere sono un pretesto per parlare d&#8217;altro, un po&#8217; come è successo per i vampiri. Forse solo &#8220;La Regina dei Dannati&#8221; si concentrava molto sulla loro genesi tralasciando il resto e difatti è l&#8217;arco narrativo che mi ha impressionato di meno.</p>
<p>Mi aspetto comunque grandi cose da Anne Rice. Sperando che in Italia si muovano a tradurla!</p>
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		<title>Un Vecchio Romanzo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 14:55:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente torno ad aggiornare questo blog. Le ultime settimane sono state abbastanza pesanti, ma finalmente qualcosa sta cambiando. Era ora direi. Come da titolo, vorrei parlarvi di un mio vecchio romanzo. L&#8217;ho ritrovato nei meandri del mio computer, per puro caso. E&#8217; un libro che ho scritto per un pubblico giovane, ma oramai mi conoscete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente torno ad aggiornare questo blog. Le ultime settimane sono state abbastanza pesanti, ma finalmente qualcosa sta cambiando. Era ora direi. Come da titolo, vorrei parlarvi di un mio vecchio romanzo.</p>
<p>L&#8217;ho ritrovato nei meandri del mio computer, per puro caso. E&#8217; un libro che ho scritto per un pubblico giovane, ma oramai mi conoscete abbastanza bene da sapere che le etichette e i target non mi appartengono più di tanto. Adesso sono indeciso se postare o meno i capitoli sul blog o restituire il romanzo all&#8217;oblio del computer.</p>
<p>Ho provato a correggerlo, ma è un tipo di scrittura che risale a tre, quattro anni fa, quindi non molto attuale. Un esperimento, chiamiamolo così. Però potrebbe essere un antipasto in attesa di Lenth2, che, per inciso, subirà un leggero ritardo. Per colpa dei problemi personali di cui vi parlavo prima. Problemi che, per fortuna, sono riuscito a risolvere.</p>
<p>Che dite? Sareste interessati a leggere un vecchio esperimento? Rispondete pure, a vostro rischio e pericolo!</p>
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		<title>Recensioni: Vex e Kalix</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 13:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;In una Londra notturna e fumosa, illuminata da fiochi lampioni gialli e da una luna corrosa dallo smog, ritroviamo Kalix, erede esiliata del Clan MacRinnalch. Analfabeta, ribelle, bellissima e lupo mannaro, Kalix la sua strada la sta ancora cercando: ripudiata dai suoi perché ritenuta colpevole della morte del padre, drogata di laudano e ai confini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span><img class="size-full wp-image-1378 alignleft" title="vexkalix" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2011/01/vexkalix.jpg" alt="vexkalix" width="180" height="259" />&#8220;In una Londra notturna e fumosa, illuminata da  fiochi lampioni gialli e da una luna corrosa dallo smog, ritroviamo  Kalix, erede esiliata del Clan MacRinnalch. Analfabeta, ribelle,  bellissima e lupo mannaro, Kalix la sua strada la sta ancora cercando:  ripudiata dai suoi perché ritenuta colpevole della morte del padre,  drogata di laudano e ai confini dell&#8217;anoressia, le è proibito tornare  nella sua patria natale, la Scozia. Abita con i suoi più cari amici,  Daniel e Moonglow, i quali tentano disperatamente di proteggerla dalla  potente Corporazione dei cacciatori che vorrebbe spazzar via il suo  clan. Ma chi riuscirebbe mai a scovare un potente lupo mannaro in una  scuola serale? Riappaiono anche altre vecchie conoscenze del mondo  creato da Millar: l&#8217;Incantatrice Thrix, troppo occupata ad avere  successo nel mondo della moda per aiutare la sorella Kalix, le due  gemelle Beauty e Delicious, alle prese con la propria carriera musicale,  e l&#8217;algida Dominil, all&#8217;eterno inseguimento della sua personale  vendetta contro la Corporazione Avenaris. Sono tempi duri per i  licantropi della famiglia MacRinnalch: le loro vite private sono allo  sbaraglio e un manipolo di potenti cacciatori sta alle loro calcagna. Ce  la faranno, come in ogni favola che si rispetti, a giungere indenni al  lieto fine? &#8220;</span></em></p>
<p>Nuovo anno, nuovo post. E quale modo migliore per cominciare se non con una bella recensione? Io non so quanti di voi hanno letto &#8220;Ragazze lupo&#8221; di Martin Millar, uscito due anni fa, ma spero siate in molti. Questo perché Martin Millar è un autore intelligente, capace, nonché appassionato di Buffy e di tutte le produzioni di Joss Whedon. La sua è una scrittura elegante e un po&#8217; &#8220;psicotica&#8221;, dove si alternano decine di punti di vista diversi. Un macello, voi direte e invece no. La cosa che sorprende è la capacità di questo autore di caratterizzare alla perfezione ogni singolo personaggio. E credetemi, parliamo di decine e decine di personaggi diversi, tutti importanti ai fini della storia. Ma non preoccupatevi, non faticherete a capire chi sia Tizio, cosa abbia a che fare con Caio e da dove spunti Sempronio.</p>
<p>La storia riprende da dove si era concluso il romanzo precedente, con una Kalix sempre più dipendente dal laudano ma al tempo stesso sempre più motivata ad avere una vita normale. Vive con Moonglow e Daniel, i suoi due amici mortali (i soli a conoscere la sua natura di lupo mannaro) e con Vex, lo Spirito del Fuoco nipote della Sovrana Malveria. E proprio Malveria, secondo me, qui appare in tutto il suo splendore. Un personaggio che Millar ci ha sempre mostrato come superficiale, modaiolo, poco interessato alle questioni burocratiche. Be&#8217;, la Malveria di &#8220;Vex e Kalix&#8221; ha anche un regno da difendere e un&#8217;apocalisse da sventare (che affronterà togliendosi le sue costosissime scarpe di Prada, ovviamente).</p>
<p>E&#8217; difficile parlare di questo romanzo senza anticipare troppo, quindi mi fermerò qui. Vi dico solo che è un genere strano, che alcuni chiamano &#8220;pulp fantasy&#8221; (come se non avessimo fin troppe etichette di cui occuparci), una derivazione del punk se vogliamo. Dategli uno sguardo e ricordate, nel caso in cui doveste restarne affascinati, di recuperare anche gli altri romanzi di Martin Millar. Non preoccupatevi, sono autoconclusivi ma eccezionali. Come &#8220;Fate a New York&#8221;, puro genio e delirio.</p>
<p>Voto: <strong>8/10</strong></p>
<p>PS: In attesa di un terzo romanzo, che di sicuro non mancherà. Almeno spero.</p>
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		<title>Recensione: La Ragazza che Rubava le Stelle</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 13:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;È notte e il silenzio avvolge la baia di Salem. Zee Finch è ferma sul molo e fissa il mare. Il tempo pare essersi fermato. Le stelle brillano nel cielo senza luna e si riflettono sulle acque dell’oceano disegnando un sentiero luminoso. Una volta Zee conosceva bene quel sentiero. Aveva tredici anni e passava le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1341" title="ragazza_stelle" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/11/ragazza_stelle.jpg" alt="ragazza_stelle" width="164" height="240" />&#8220;È notte e il silenzio avvolge la baia di Salem. Zee Finch è ferma sul  molo e fissa il mare. Il tempo pare essersi fermato. Le stelle brillano  nel cielo senza luna e si riflettono sulle acque dell’oceano disegnando  un sentiero luminoso. Una volta Zee conosceva bene quel sentiero. Aveva  tredici anni e passava le notti in mare aperto a guidare barche rubate,  ma trovava sempre la strada di casa grazie alle stelle. Eppure, un  giorno, aveva perso quella rotta, e aveva giurato a sé stessa di non  percorrerla più. Perché quel giorno sua madre si era suicidata,  all’improvviso. Zee era fuggita da tutto e da tutti, dedicandosi agli  studi in psicologia. Sono passati quindici anni da allora. Ma adesso è  venuto il momento di ripercorrere quella rotta perduta. Il suicidio di  Lilly Braedon, una delle pazienti più difficili di Zee che ora fa la  psicoterapeuta, la costringe a fare ritorno. Le analogie fra il caso  della donna e quello della madre sono troppe. Zee è sconvolta, ma non ha  altra scelta: l’unico modo per fare luce sulla morte di Lilly è capire  la verità sul suo passato irrisolto. Un passato pieno di menzogne e  segreti che molti, nella chiusa comunità di Salem, hanno cercato di  rimuovere. Zee non si può fidare di nessuno. Forse nemmeno di suo padre,  ormai un uomo vecchio e malato. Non le resta che fare affidamento su sé  stessa, imparare a non dare nulla per scontato, rimettere tutto in  discussione, anche quando la fuga sembra l’unica via d’uscita. Ma deve  fare in fretta. Perché una nuova spirale di violenza rischia di rendere  ogni sforzo vano. La verità corre su un’unica strada, che Zee ha  dimenticato per troppo tempo ma che, se troverà il coraggio di  ripercorrerla, la porterà a casa. Qui potrà finalmente realizzarsi il  destino che le spetta.&#8221;</em></p>
<p>Esce il 25 novembre ma sta già facendo parlare di sé. <em>La Ragazza che Rubava le Stelle</em> non è il seguito de <em>La Lettrice Bugiarda</em>, ma una storia più matura. Nonostante i molti punti di contatto tra i due romanzi (più un piccolo crossover sulla lettura del pizzo), le tematiche di quest&#8217;ultima fatica di Brunonia Barry sono più adulte. Vissute. Vere. Con una scrittura elegante che più di una volta mi ha ricordato Updike e un&#8217;incisività della scuola di Salinger, l&#8217;autrice delinea personaggi credibili, uomini e donne che chiunque potrebbe incontrare per strada o scoprire già di conoscere.</p>
<p>Dimenticate i piccoli errori di stile de <em>La Lettrice Bugiarda</em>, suo romanzo d&#8217;esordio. Ne <em>La Ragazza che Rubava le Stelle</em> la scrittura è matura. Bastano poche parole per introdurre e descrivere un personaggio. Ed è qui che mi è tornato in mente Updike, la capacità di dipingere un volto evitando di tratteggiarne i lineamenti ma partendo dai piccoli dettagli, dalle piccole abitudini. Basta una citazione di Yeats per dirci che tipo d&#8217;uomo è Melville o un uovo sul fondo del caffé per mostrarci il carattere di Zee, la protagonista. Una ragazza tormentata dal passato ma anche dal presente, da una sua paziente che non è riuscita a salvare dal suicidio. Una paziente che ha molto in comune con sua madre, a partire dal suicidio fino ad arrivare alla sua vita personale.</p>
<p>Mi ha sorpreso l&#8217;approccio alle tematiche omosessuali, la dolcezza ma anche incisività con cui vengono affrontate. Sin dalle prime pagine scopriamo che il padre di Zee è gay e che Melville, il suo &#8220;amico&#8221;, è il suo compagno da molti anni. Assistiamo a scorci del passato, alle reazioni di una Zee bambina prima e di una Zee adulta poi, più matura. Una donna che si prende cura del padre, malato di Parkinson, e che, pian piano, scoprirà cosa è accaduto davvero alla sua paziente e, soprattutto, a sua madre.</p>
<p>Ritroviamo come sempre le atmosfere de <em>La Lettrice Bugiarda</em>, una Salem misteriosa e oscura, con le sue strade affollate di turisti, il porto avvolto dalla nebbia e l&#8217;aria colma di salsedine. Ancora una volta la magia sarà presente in modo inconsueto, con piccoli gesti, piccoli avvenimenti, aliti di vento appena accennati. Perché la magia, come lascia intendere Brunonia Barry, non è fatta solo di colori e forme visibili, ma anche di sensazioni. E di sensazioni questo romanzo è pieno.</p>
<p>Se avete amato la <em>Lettrice Bugiarda</em> e vi siete divertiti a &#8220;leggere il pizzo&#8221;, non potrete che perdervi, di nuovo, nella misteriosa Salem de <em>La Ragazza che Rubava le Stelle</em>.</p>
<p>Voto: <strong>9/10</strong></p>
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		<title>La Pazienza di Scrivere</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 15:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lenth]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
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		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Impazienza. E&#8217; questa la cosa che noto spesso negli autori esordienti, in quelle persone accumunate da una gran voglia di scrivere, di mettere su carta i loro pensieri, le loro storie. Sono l&#8217;ultima persona al mondo che può permettersi di dare consigli di scrittura, però qualcosina l&#8217;ho imparata, strada facendo. Anch&#8217;io ero molto impaziente, anch&#8217;io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Impazienza. E&#8217; questa la cosa che noto spesso negli autori esordienti, in quelle persone accumunate da una gran voglia di scrivere, di mettere su carta i loro pensieri, le loro storie. Sono l&#8217;ultima persona al mondo che può permettersi di dare consigli di scrittura, però qualcosina l&#8217;ho imparata, strada facendo. Anch&#8217;io ero molto impaziente, anch&#8217;io volevo tutto e subito. La scrittura veniva sempre al primo posto, sia ben chiaro, ma a pochi passi di distanza c&#8217;era lei, l&#8217;Impazienza.</p>
<p>Ho avuto una guida fantastica, grazie ad <a href="http://www.negrore.com/" target="_blank">Andrea D&#8217;Angelo</a> e ai suoi mondi immaginari, ma le cose più importanti le ho imparate, sarà banale, grazie all&#8217;esperienza. Chi scrive sa che la Pazienza è la sua unica compagna. Non si può pretendere di creare qualcosa con in mente l&#8217;idea di vederla subito pubblicata, magari tradotta all&#8217;estero, trasposta in un film o in una pièce teatrale. Alcuni lo pensano e ci riescono, sia ben chiaro, persone fortunate o ben rappresentate, ma non tutti. Lo scrittore normale presto smette di distinguere tra Pazienza e Impazienza e si concentra solo ed esclusivamente sul romanzo.</p>
<p><em>E&#8217; buono? Non è buono? Mi soddisfa? Non mi soddisfa?</em></p>
<p>Possono volerci mesi o addirittura anni, ma non si accontenta del risultato. Anche qui poi ci sarebbe da dire molto. Quello che si è scritto una settimana fa può sembrarci perfetto e degno di &#8220;pubblicazione&#8221; (ammesso che sia questa la meta finale) ma basta aspettare qualche mese per vedere le prime crepe nell&#8217;intonaco, le prime tematiche che vanno in frantumi, lo stile arrugginito, che graffia la lingua invece di scorrervi sopra.</p>
<p>Pazienza quindi, è questa l&#8217;unica cosa che posso consigliare. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma tutti quelli che amano davvero la scrittura prima o poi arrivano a questa stessa conclusione.</p>
<p><em>Qualità batte tempo, tempo batte impazienza.</em></p>
<p>Ho una storia in mente da anni, una storia che difficilmente potrebbe essere pubblicata. Ho ritrovato una vecchia sinossi e ho cominciato a rivederla, a restaurarla. Non so ancora cosa ne farò. Forse posterò dei capitoli sul blog o forse la terrò per me. E&#8217; bello però sapere che non c&#8217;è più Impazienza, che non c&#8217;è più l&#8217;obiettivo a tutti i costi.</p>
<p>PS: Voi comunque non preoccupatevi, Lenth2 &amp; Altri Progetti usciranno comunque in libreria, salvo problemi vari.</p>
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		<title>Una Lettrice Onnivora</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 13:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammi Quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Belle Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri stavo imballando le ultime cose quando ho scoperto un piccolo tesoro. Una ventina di romanzi, tra racconti e edizioni vecchissime, di Agatha Christie. I romanzi in questione sono di mia nonna, lettrice onnivora di vecchia data, capace di passare da un Harmony a Proust senza batter ciglio (beata lei). Mi è allora tornato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri stavo imballando le ultime cose quando ho scoperto un piccolo tesoro. Una ventina di romanzi, tra racconti e edizioni vecchissime, di Agatha Christie. I romanzi in questione sono di mia nonna, lettrice onnivora di vecchia data, capace di passare da un Harmony a Proust senza batter ciglio (beata lei). Mi è allora tornato in mente un episodio di quando avevo nove, dieci anni. E&#8217; stata proprio nonna a mettermi in mano il primo romanzo, a farmi amare il genere giallo. Ed è anche un po&#8217; colpa sua se ho cominciato a scrivere, visto che il mio primo esperimento è stato con un racconto stile <em>Assassinio allo Specchio</em>.</p>
<p>Be&#8217;, ora mi è tornata voglia di leggere.</p>
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		<title>Alla fine ho ceduto</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 15:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammi Quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Rice]]></category>
		<category><![CDATA[Follie]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine non ho resistito. Tra uno scatolone e l&#8217;altro &#8211; sto impacchettando la mia stanza in vista dei lavori &#8211; ho comprato la nuova edizione di Intervista col Vampiro. Per poter rileggere questo capolavoro, però, dovrò aspettare il mio turno:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine non ho resistito. Tra uno scatolone e l&#8217;altro &#8211; sto impacchettando la mia stanza in vista dei lavori &#8211; ho comprato la nuova edizione di <em>Intervista col Vampiro</em>. Per poter rileggere questo capolavoro, però, dovrò aspettare il mio turno:</p>
<p><a href="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/06/IMGP0196.JPG" rel="lightbox[1255]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1256" title="IMGP0196" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/06/IMGP0196-150x150.jpg" alt="IMGP0196" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Intervista col Vampiro &#8211; Restyle</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 12:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Rice]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa notizia mi ha sconvolto. Da quando non ho più una libreria vicino casa, non sono più molto informato sulle uscite. Immaginate quindi la mia faccia quando, spulciando online, mi sono imbattuto in quell&#8217;articolo. Di Intervista col Vampiro ho tre edizioni: una vecchia di Mondolibri, una vecchia della Salani e quella classica della TEA. Questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fantasymagazine.it/notizie/12532/intervista-col-vampiro/" target="_blank">Questa notizia mi ha sconvolto</a>.</p>
<p>Da quando non ho più una libreria vicino casa, non sono più molto informato sulle uscite. Immaginate quindi la mia faccia quando, spulciando online, mi sono imbattuto in quell&#8217;articolo. Di <em>Intervista col Vampiro</em> ho tre edizioni: una vecchia di Mondolibri, una vecchia della Salani e quella classica della TEA. Questa nuova edizione invece è stupenda, modello da <em>Il Ladro di Corpi</em> in poi per intenderci, con copertina rigida e sovraccoperta. La voglio!</p>
<p>Spero solo che esca, in versione restyle, anche <em>Scelti dalle Tenebre</em> &#8211; di cui ho la versione TEA e la versione old age della Longanesi &#8211; e <em>La Regina dei Dannati</em>, che ho in versione Salani. Spero inoltre che la nuova uscita di questo classico svegli un po&#8217; quegli adolescenti che vedono in <em>Twilight </em>la nascita del vampiro. Fortuna che sono in pochi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/05/012.JPG" target="_blank" rel="lightbox[1236]"><img class="size-thumbnail wp-image-1242 aligncenter" title="01(2)" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/05/012-150x150.jpg" alt="01(2)" width="150" height="150" /></a></p>
<p>PS: E in esclusiva la cover restyle di <em>Twilight</em>, by iri. Un romanzo che, ne sono sicuro, vi colpirà! Non notate anche voi una strana somiglianza tra i due protagonisti? Secondo me quello a sinistra è il figlio della Regina a destra.</p>
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		<title>Recensione: Alice nel Paese della Vaporità</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 12:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ben è un giovane londinese che soffre di allucinazioni. Per lavoro legge manoscritti. Una notte gli arriva un libro che si chiama &#8220;Alice nel Paese della vaporità&#8221;. Noi con lui seguiamo la storia di Alice, un&#8217;antropologa che vive in una Londra Vittoriana che non c&#8217;è mai stata. Alice viaggia nella Steamland, una terra invasa da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span><img class="alignleft size-full wp-image-1232" title="alice-dimitri" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/05/alice-dimitri.png" alt="alice-dimitri" width="182" height="283" />&#8220;Ben è un giovane londinese che soffre di  allucinazioni. Per lavoro legge manoscritti. Una notte gli arriva un  libro che si chiama &#8220;Alice nel Paese della vaporità&#8221;. Noi con lui  seguiamo la storia di Alice, un&#8217;antropologa che vive in una Londra  Vittoriana che non c&#8217;è mai stata. Alice viaggia nella Steamland, una  terra invasa da un gas che provoca allucinazioni e mutazioni. Una terra  in cui la realtà cambia a ogni istante, in cui &#8220;giusto&#8221; e &#8220;sbagliato&#8221;  sono soltanto parole, e in cui le parole stesse si trasformano in odori e  sensazioni. Quella di Alice parte come una ricerca, ma si trasforma  subito in una lotta per la vita e per la morte. Alice dovrà sopravvivere  in una terra oscura, in cui non c&#8217;è differenza tra orrore e meraviglia.  Ben legge la sua storia. E qualcosa succede anche a lui.&#8221; </span></em></p>
<p>E&#8217; difficile parlare di questo romanzo, almeno per chi, come me, ha letto <em>Pan</em>. Gli elementi cari a Dimitri ci sono tutti e come sempre si nota una cura maniacale del dettaglio e dei dialoghi di Whedoniana memoria. Chi osserva con attenzione potrà persino notare dei richiami alla wicca e a tutte quelle religioni mistiche che appartengono alla sfera esoterica.</p>
<p>Ma.</p>
<p>La storia non mi ha convinto del tutto. Dimitri mi ha abituato a storie ad incastro, complesse, che sorprendono di capitolo in capitolo, dove il finale non è così scontato come si pensi. In <em>Alice </em>invece la direzione cambia. Al di là del genere, che non conosco così bene da potermi pronunciare, sono proprio i personaggi a non coinvolgere. Mi sono sembrate delle macchiette bidimensionali, prive di spessore, prive di una logica. Perché fanno quello che fanno? Perché sì. Tutto qui. Lo stesso Chesy &#8211; l&#8217;ennesimo richiamo all&#8217;esoterismo, il demone degli incroci che secondo le leggende può essere evocato da uomini e donne disperati &#8211; il miglior personaggio di <em>Alice</em>, si perde un po&#8217; per strada. Ho visto tanto potenziale andare in fumo.</p>
<p>La storia si riprende sul finire, quando viene svelato il legame tra Alice e Ben, ma è troppo poco e troppo in fretta e troppo tardi. Pagine e pagine scorrono abbastanza monotone, eccezion fatta per alcuni episodi davvero stupendi come quello di Ruthven &#8211; dal celebre <em>The</em> <em>Vampyre </em>di Polidori. E non mi riferisco solamente al confronto con la Regina di Cuori, che è chiaramente voluto così da Dimitri, come a dire &#8220;le tematiche importanti sono altre, questa è solo una formalità&#8221;. Ci sta. Così come ci sta il non dare alcune risposte, come <em>Lost</em> insegna.</p>
<p>Stilisticamente poi, a me <em>Alice </em>sembra un passo indietro. <em>Pan </em>brillava, <em>Alice </em>lampeggia. Ci sono passaggi scritti in modo magistrale, altri buttati via. E non riesco a capire perché.</p>
<p>Per concludere, nonostante quelli che secondo me sono i difetti, <em>Alice </em>è comunque un romanzo sopra la media. Lo consiglio? Sì. Ma consiglio di più <em>Pan</em>, che veramente vi farà conoscere la Carne, l&#8217;Incanto e il Sogno.</p>
<p>Voto: <strong>7/10</strong></p>
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