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	<title>Il Risveglio di Lenth &#187; Cinema</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Luca Centi</description>
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		<title>Recensione: Alice in Wonderland</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 13:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Niente di nuovo sul fronte occidentale. Sono andato a vederlo ieri &#8211; il cinema sembrava un lazzaretto! &#8211; e in linea di massima, concordo con Tanabrus. Tim Burton continua ad essere un genio, ma poteva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1135" title="Alice-burton" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/03/Alice-burton.jpg" alt="Alice-burton" width="194" height="277" />Niente di nuovo sul fronte occidentale. Sono andato a vederlo ieri &#8211; il cinema sembrava un lazzaretto! &#8211; e in linea di massima, concordo con <a href="http://torreditanabrus.wordpress.com/2010/03/06/alice-in-wonderland/" target="_blank">Tanabrus</a>. Tim Burton continua ad essere un genio, ma poteva fare di più. Fortuna che in qualche modo ero preparato, visto che è una produzione Disney &#8220;per tutta la famiglia&#8221;.</p>
<p>Dove si nota il tocco di Burton? Nelle scenografie (anche se alla lunga stancano, tutte uguali tra loro) e nei costumi. Ogni immagine è un quadro, un dipinto perfetto. C&#8217;è un fotogramma in particolare che mi ha fatto venire i brividi: quando il Cappellaio Matto viene imprigionato. La luce gocciola dall&#8217;alto, delinea appena le forme di Depp e si fonde poi con la fiamma delle torce, assumendo contorni rossi e dorati. Tremendamente dark, quasi quanto la Regina Bianca!</p>
<p>Il punto debole è la storia, sceneggiata da &#8211; udite! udite! &#8211; Linda Woolverton, già autrice di molti film d&#8217;animazione della Disney. Animazione, appunto. Peccato che quando si parla di Burton, il target di riferimento si alza leggermente, com&#8217;è giusto che sia. Tante, tante occasioni sprecate per dar vita a siparietti simpatici ma fuori luogo. Paradossalmente, gli unici personaggi riusciti sono il Leprotto Bisestile e Pincopanco e Pancopinco. Johnny Depp è sempre uguale a se stesso &#8211; un Jack Sparrow gothic &#8211; mentre Anne Hathaway sorprende. Helena Bonham Carter colpisce &#8220;visivamente&#8221;, ma quanto a caratterizzazione si limita al minimo salariale. E poi, mi spiegate cosa c&#8217;entra il Ciciarampa con Alice nel Paese delle Meraviglie? E&#8217; davvero fuori posto!</p>
<p>Un film ibrido quindi, che cerca di rinnovarsi &#8211; con stratagemmi non proprio riusciti &#8211; ma di mantenere al tempo stesso la tradizione Disneyana. Fallendo.</p>
<p>Ve lo consiglio solo per lo Stregatto, anche se sarebbe meglio guardare la miniserie Alice su Syfy; forse meno accattivante visivamente, ma con idee intriganti!</p>
<p>Voto: <strong>6/10</strong></p>
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		<title>L&#8217;Arte Immortale</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 21:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ho visto su youtube la Buffy Reunion PaleyFest che si è tenuta nel 2008. Sono otto video, il primo è qui (sulla destra, nel menù, sono linkati gli altri sette). Al di là delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1099" title="buffy" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/02/buffy.jpg" alt="buffy" width="142" height="151" />Oggi ho visto su youtube la Buffy Reunion PaleyFest che si è tenuta nel 2008. Sono otto video, il primo è <a href="http://www.youtube.com/watch?v=_9gB1MJUjX8" target="_blank"><strong>qui </strong></a>(sulla destra, nel menù, sono linkati gli altri sette). Al di là delle domande e dei simpatici aneddoti &#8220;dietro le quinte&#8221;, la cosa che è stata ribadita più volte riguarda il successo della serie. Quando è andata in onda, per sette stagioni, <em>Buffy The Vampire Slayer</em> ha avuto buoni ascolti per un canale piccolo come la Warner Bros (dai 3 ai 5 milioni di spettatori), ma bruscolini rispetto ai grandi network (cifre che vanno dai 9 ai 25 milioni).</p>
<p>Eppure <em>Buffy</em> è diventata una serie cult, ancor più di <em>Lost</em> se possibile. Una serie che pur avendo un budget limitato, ha sperimentato in mille modi diversi, toccando picchi qualitativi che oggi ci sogniamo. Tralasciando la superba recitazione dei personaggi, ciò che colpisce sono i dialoghi, come ho detto più volte.</p>
<p>Ma cosa c&#8217;entra questo con l&#8217;Arte? Ora ci arrivo.</p>
<p>Prendiamo Bram Stoker. Il suo <em>Dracula</em> in origine è stato snobbato. Un tipo di letteratura poco interessante, di serieb. &#8220;Mostri, vampiri, magia, che schifo!&#8221; avrà pensato il lettore dell&#8217;epoca. Lo stesso Wilde, che col suo <em>Dorian Gray</em> superò in vendite, in quello stesso periodo, <em>Dracula</em>, venne relegato in un cantuccio. Tenuto in considerazione più per la sua visione del mondo che per la sua scrittura, ignorato dai critici ma osannato dai lettori.</p>
<p>Cosa hanno in comune Stoker e Wilde? Sono divenuti entrambi due icone letterarie. Peccato che siano dovuti trascorrere quasi due secoli!</p>
<p>Ma parliamo di pittura allora. Van Gogh oggi è considerato uno dei più grandi artisti dell&#8217;ottocento, ma in vita nacque e morì povero. Di casi simili ce ne sono a decine se non a centinaia. In ambito musicale, teatrale, cinematografico, letterario. Cosa accomuna tutti questi artisti?</p>
<p>La visione del mondo. Il saper anticipare i tempi. Anticiparli talmente tanto da non poter essere apprezzati appieno, se non da anime affini. Stessa cosa è accaduta con <em>Buffy</em>, sebbene rappresenti una minuscola parte di un universo immenso. Una serie cult che durante la messa in onda veniva quasi derisa. Ora invece? A quasi otto anni dalla sua conclusione, ecco che spuntano fuori film e telefilm simili. Quasi identici ad essere onesti.</p>
<p>Un caso? Direi di no. Joss Whedon è riuscito ad anticipare i tempi, a prevedere i gusti del pubblico, come tutti gli artisti. Cosa vi fa capire questo? Che chi ha da subito un successo strepitoso &#8211; e per strepitoso intendo: uno scrittore da tre miliardi di copie vendute, un film da tre miliardi di dollari incassati, un pittore straricco &#8211; non sempre diventa immortale. Perché non fa altro che assecondare il pubblico, si limita a dare loro ciò che cercano. Forse ha una visione dei tempi futuri, forse ha solo deciso di attendere prima di sperimentare, ma non è onesto.</p>
<p>La bravura è nell&#8217;insuccesso, l&#8217;ipocrisia nel successo. W <em>Buffy </em>comunque!</p>
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		<title>Avatar di James Cameron</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:27:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono andato a vederlo venerdì con una ventina di amici (una fila intera), dopo aver prenotato una settimana prima. La sala era strapiena, gente che urlava perché le prenotazioni telefoniche non erano state registrate e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-969" title="avatar" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2010/01/avatar.jpg" alt="avatar" width="205" height="283" />Sono andato a vederlo venerdì con una ventina di amici (una fila intera), dopo aver prenotato una settimana prima. La sala era strapiena, gente che urlava perché le prenotazioni telefoniche non erano state registrate e ragazzi appostati accanto al banco, pronti a rimpiazzare chi aveva deciso all&#8217;ultimo momento di stare a casa.</p>
<p>Scenario apocalittico a parte, il film ci ha convinto tutti. Complessivamente almeno. Per tutta la durata del film (tre ore che non si sentono per niente) abbiamo quasi smesso di respirare. All&#8217;inizio è stato difficile abituarsi al 3d, gli occhialini facevano quasi male tanto era pieno lo schermo. Ci siamo abituati dopo una decina di minuti, che ve lo dico a fare. Si tratta di un film spettacolare, che riesce ad entusiasmare e a commuovere, proprio come accadde per Titanic. E dire che sulla carta mi convinceva ben poco.</p>
<p>Presi singolarmente, i singoli elementi hanno davvero poco di originale. La sceneggiatura ha pochi guizzi creativi (la trama può riassumersi in: Pocahontas. Cattivo diventa buono e combatte contro i suoi ex compagni di viaggio), ma visivamente&#8230; un capolavoro. Le immagini sono piene, vivide, talmente dettagliate da far venire il mal di testa. Peccato appunto per la sceneggiatura, davvero piatta. Il mondo è caratterizzato da creature stravaganti, ma per il resto non è altro che un&#8217;enorme giungla con delle montagne fluttuanti; lo stesso popolo alieno somiglia a uomini alti 4 metri e dalla pelle blu.</p>
<p>Ma non è questo il punto. Il punto è il messaggio, ciò che Cameron ha voluto comunicare. Tematiche ecologiche a parte, io ho interpretato l&#8217;intero film come una lunga epopea sul genere umano. Diffidenza e odio cedono il passo a solidarietà e compassione, ad una consapevolezza più alta di se stessi, che va al di là del semplice colore della pelle o dei connotati fisici più in generale. E&#8217; strano poi che nel 2010 ci si riesca ancora ad emozionare davanti a questo. Non viviamo forse nell&#8217;era della disillusione? Nell&#8217;era dei disastri climatici, della violenza e dello sterminio? Come mai allora tutti quelli che sono usciti dalla sala avevano gli occhi lucidi, anche quelli che si sforzavano invano di nasconderlo?</p>
<p>Un film che fa riflettere ma che forse, tra pochi anni, risulterà poco attuale. Il suo punto di forza dopotutto è l&#8217;aspetto visivo e con i passi in avanti che si stanno facendo negli ultimi tempi, le cose tendono a cambiare rapidamente. Quindi affrettatevi a vederlo, rigorosamente in 3d =)</p>
<p>Voto: <strong>9/10</strong></p>
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		<title>Buon Natale!</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 13:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Drammi Quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Belle Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Natale è strano. E&#8217; strano perché è fatto di piccole cose, gesti semplici che scaldano il cuore. Quanti di noi associano il Natale a qualcosa in particolare, sia esso un dolce, una canzone o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Natale è strano. E&#8217; strano perché è fatto di piccole cose, gesti semplici che scaldano il cuore. Quanti di noi associano il Natale a qualcosa in particolare, sia esso un dolce, una canzone o un film? Nel mio caso si parla proprio di film. Tre film per la precisione. Ogni volta che li vedo in tv o li sento nominare, penso &#8220;è arrivato il Natale!&#8221;.</p>
<p>Mary Poppins, Canto di Natale (versione Disney animata) e Hocus Pocus. Il primo ha segnato la mia infanzia, il secondo è il cartone preferito dalla mia nipotina. Lo ha visto &#8211; e continua a vederlo &#8211; così tante volte che anch&#8217;io lo ricordo a memoria. Hocus Pocus è invece un&#8217;eccezione. La festa di riferimento è Halloween, ma non posso fare a meno di associarlo al Natale. Forse perché la prima volta che lo vidi fu proprio a dicembre di tanti anni fa, in una vhs striminzita che ora è perduta chissà dove. La storia di tre streghe che tornano ad Halloween per vendicare la loro morte, il tutto condito da buoni effetti speciali, una recitazione sopra le righe, e una sceneggiatura spumeggiante. C&#8217;è anche una giovanissima Sarah Jessica Parker.</p>
<p>Vi lascio con un paio di video che potete trovare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nDidHzwYu3E" target="_blank">qui </a>e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qsda4GJuzcQ&amp;NR=1" target="_blank">qui</a>. Il secondo è una canzone che ha per testo i versi di Edgar Allan Poe. Geniale.</p>
<p>Ancora tanti auguri di <strong><span style="color: #ff0000;">Buon Natale</span></strong>!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-918" title="auguri" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2009/12/auguri.jpg" alt="auguri" width="414" height="287" /></p>
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		<title>Letteratura Inglese 1/3</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; tutto collegato. E&#8217; stata questa la prima cosa che ho pensato mentre mi preparavo per l&#8217;esame di &#8220;Letteratura Inglese&#8221;. Una sensazione strana, che non saprei neanche riportare a parole. Ma visto che è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-881" title="richadson" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2009/11/richadson.jpg" alt="richadson" width="100" height="175" />E&#8217; tutto collegato. E&#8217; stata questa la prima cosa che ho pensato mentre mi preparavo per l&#8217;esame di &#8220;Letteratura Inglese&#8221;. Una sensazione strana, che non saprei neanche riportare a parole. Ma visto che è il mio mestiere ci provo lo stesso.</p>
<p>Le mie due passioni principali sono la letteratura e il cinema, due arti diverse, che non credevo affatto collegate. Mi sbagliavo ovviamente. Le modalità di riproduzione sono le stesse, così come la recezione del pubblico. Quando il cinema muto si è imposto nel mondo, in molti hanno storto il naso. Credevano che avrebbe soppiantato le arti all&#8217;apparenza più noiose, come la letteratura e il teatro, ma non è accaduto. Il teatro ha conservato il suo status sociale di &#8220;apparenza&#8221;, un luogo in cui sfoggiare abiti e gioielli, in cui la passerella conta più dello spettacolo da vedere. La letteratura è invece rimasta un luogo di evasione, dove l&#8217;happy ending non è necessariamente scontato, ma spesso irrintracciabile.</p>
<p>Il cinema poi è tutta un&#8217;altra cosa. Al cinema si può andare in tuta, senza alcuna ostentazione. Al buio non conta cosa si indossa, ma ciò che si va a vedere. E&#8217; lo spettacolo il protagonista e non lo spettatore. &#8220;Il cibo dei poveri&#8221; è stato spesso chiamato, da quei pochi ottusi che non sono stati capaci di riconoscerne le capacità educative.</p>
<p>Dorothy Richardson, una scrittrice inglese, è stata la prima a capirlo. Prese a scrivere per &#8220;Close Up&#8221;, primissima rivista britannica dedicata alla settima arte. Per l&#8217;esame dovevo leggere solo un paio dei suoi saggi, ma alla fine li ho divorati tutti. Tranne qualche scivolone &#8211; comprensibile vista la data di pubblicazione &#8211; le predizioni della Richardson si sono avverate tutte. Ha colto il legame tra teatro, cinema e letteratura, un legame davvero semplice, ma che sfugge proprio per la sua semplicità.</p>
<p>Quando un romanzo ha successo &#8211; spiega la Richardson &#8211; ne viene spesso tratto un film. Se anche il film ha successo, ecco che viene proposta la riduzione teatrale. Tre arti diverse che si nutrono l&#8217;un l&#8217;altra, sebbene il peso maggiore ricada poi sempre e solo sulla letteratura. Semplice, no? Eppure una simile connessione ha più intensità di quel che si creda. Soddisfa infatti tre tipologie di pubblico: quello snob, che prediligerà sempre l&#8217;arcaicità del teatro, quello colto, che preferirà la letteratura e quello &#8220;popolano&#8221;, che si accontenterà della versione cinematografica.</p>
<p>E&#8217; uno schema troppo stringato, è vero, ma nel 70% dei casi è perfettamente applicabile. Con le dovute eccezioni, certo. Io non sono snob ma apprezzo il teatro, non sono colto ma alle volte preferisco i romanzi; sono &#8220;popolano&#8221; e mi diverto un mondo ad andare al cinema con i miei amici.</p>
<p>Alla fine è il dibattito ciò che conta. Ciò che lo spettacolo scatena in noi, ciò che ci trasmette. Non appena le luci si riaccendono, ecco che inizia lo scambio di opinioni. E&#8217; questo che adoro delle tre Arti.</p>
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		<title>Recensione: New Moon</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 00:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Piccola premessa: io adoro il cinema. Adoro stare assieme a cento altre persone e condividere con loro le stesse emozioni. Adoro l&#8217;atmosfera che si viene a creare, quel misto di mistero e curiosità che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-870" title="new-moon" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2009/11/new-moon.jpg" alt="new-moon" width="242" height="86" />Piccola premessa: io adoro il cinema. Adoro stare assieme a cento altre persone e condividere con loro le stesse emozioni. Adoro l&#8217;atmosfera che si viene a creare, quel misto di mistero e curiosità che ci fa tornare bambini. A me il cinema ricorda il Natale. Forse perché il primo film che vidi &#8211; o che ricordo &#8211; venne proiettato nel dicembre del 1990. Ricordo solo qualche vaga immagine, ma basta a farmi stare simpatico questo canale comunicativo. Tutto questo per dire che raramente un film mi delude, ad una prima visione. Raramente una pellicola che scelgo di vedere risulta talmente oscena da impedirmi di cogliere qualche lato positivo. &#8220;Twilight&#8221; c&#8217;era quasi riuscito, devo ammetterlo. Per tutta la proiezione provai rabbia. L&#8217;idea alla base del romanzo infatti, anche se non originalissima, aveva un suo quid, un suo senso. Il film invece si basò unicamente sulla storia d&#8217;amore, escludendo quei  &#8211; pochi &#8211; spunti di riflessione interessanti. Ma non era colpa degli sceneggiatori, quanto del budget. Una decina di milioni di dollari se non ricordo male. Niente per una produzione simile.<span id="more-869"></span></p>
<p>E&#8217; questo il primo pregio di &#8220;New Moon&#8221;, quello di avere un ricco budget e un bell&#8217;assortimento di effetti speciali. Il tocco di Chris &#8220;Bussola d&#8217;Oro&#8221; Weitz è evidente da subito, con una regia più dinamica e una gran voglia di sorprendere il pubblico. Sulla storia non mi soffermo, tanto è conosciuta persino a mia nonna: Bella ama Edward, un vampiro. Ma Edward sa che non possono stare assieme così se ne va, lanciando &#8211; letteralmente &#8211; l&#8217;amata tra le braccia di Jacob, che scopre solo in seguito di essere un lupo mannaro. La nostra Bella si ritrova quindi contesa tra la luce e l&#8217;ombra, il fuoco e il ghiaccio, l&#8217;abbronzato e l&#8217;anemico. Un triangle d&#8217;amour dei più classici insomma.</p>
<p>A parer mio 1/3 della pellicola è inutile. Edward, che appare poco, pronuncia solo una decina di battute, quasi tutte identiche tra loro. I dialoghi, commoventi e romantici sulla carta, assumono diversa consistenza su cellulosa: banalità. &#8220;Tu sei il mio mondo&#8221;, &#8220;farei di tutto per te&#8221; &#8220;una stella è caduta dal cielo&#8230; sei tu!&#8221; e via dicendo, come Moccia insegna. Ma qui la colpa, ancora una volta, non è degli sceneggiatori, quanto dell&#8217;autrice. Ha curato abbastanza bene la storia, ma poco la cornice, che di &#8220;brillante&#8221; conserva assai poco (forse solo la pelle di Edward).</p>
<p>Ma è nelle battute finali che &#8220;New Moon&#8221; eccelle. Chris Weitz mostra i temibili Volturi, caratterizzandoli addirittura meglio della Meyer. Meno impassibili alla Terminator e più &#8220;annoiati e folli&#8221; alla Anne Rice. Niente di che, sia ben chiaro, ma quelle poche scene mi hanno emozionato tantissimo. Peccato che la scampagnata italiana duri solo una manciata di minuti. Sarebbe stata interessante una maggiore interazione con Volterra/Montepulciano (che poi dico, la vera Volterra che aveva di male?!).</p>
<p>Ricapitolando: un film interessante, anche se con diversi scivoloni, una fotografia spettacolare, effetti speciali sopra la media e una sceneggiatura tentennante. Ci sono poi un paio di scene trash da &#8220;annali del cinema&#8221;, come Jacob che si toglie la maglia per pulire la ferita minuscola di Bella. Ad uso e consumo delle spettatrici, ovviamente.</p>
<p>Voto: <strong>7/10</strong>, sperando in &#8220;Eclipse&#8221;, molto più &#8220;sanguinario&#8221;.</p>
<p>PS: Piccola riflessione: se Bella, per Edward, è come un hamburger per noi, allora il suo non è amore, quanto fame! Sì, perché io non ci trovo nulla di attraente in un hamburger e di sicuro non me lo porto in giro! Riflettete ragazzi, riflettete!</p>
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		<title>Recensione: Planet 51</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; questo il film che ho visto ieri sera al posto di &#8220;New Moon&#8221;. Come resistere del resto? Il trailer che avevo adocchiato online era strepitoso, complice anche il team di sceneggiatori di &#8220;Shrek&#8221;. Insomma, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-866" title="planet_51" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2009/11/planet_51.jpg" alt="planet_51" width="191" height="154" />E&#8217; questo il film che ho visto ieri sera al posto di &#8220;New Moon&#8221;. Come resistere del resto? Il trailer che avevo adocchiato online era strepitoso, complice anche il team di sceneggiatori di &#8220;Shrek&#8221;. Insomma, successo assicurato! Ma ecco la storia in breve:</p>
<p><em>&#8220;Gli abitanti del Pianeta 51, delle creature che non hanno mai visto l&#8217;uomo, vivono col terrore di essere invasi dagli stranieri. Quando il Capitano Charles Baker, atterra per un guasto proprio in quel pianeta, deve fare in modo di non essere imprigionato per avere qualche speranza di far ritorno a casa. Grazie all&#8217;aiuto di un abitante del luogo col quale ha stretto amicizia, il Capitano proverà ad aggiustare la navicella e riprendere il proprio viaggio.&#8221;</em></p>
<p>Chi sono quindi i veri alieni? Quelli verdi e con le antenne o quelli dalla pelle bianca e il sorriso smagliante? La scena iniziale è a dir poco geniale: Charles Baker arriva sul Pianeta 51; stretto nella sua tuta bianca, avanza diffidente, tra le mani la bandiera degli Stati Uniti. Il tutto condito da una colonna sonora degna di un eroe. Ma&#8230; qualcosa non quadra! Sì, perché quando il nostro eroe si gira, non vede una terra desolata ma una famiglia di alieni che fa il barbecue!</p>
<p>Non dico altro per evitare spoiler e sulla storia non mi soffermo più di tanto. Il tema credo sia chiaro a tutti: quello del diverso, dell&#8217;ignoto. Siamo sempre diffidenti verso ciò che non conosciamo, pronti a tirar fuori le pistole piuttosto che a parlare. Preferiamo le vie più complicate e belliche a quelle semplici e pacifiche. Una peculiarità della natura umana che qui si riflette anche sugli alieni, ritratti come nei nostri anni &#8216;50.</p>
<p>Un film per tutta la famiglia, anche se solo i &#8220;più grandi&#8221; potranno capire ciò che si cela dietro ai dialoghi brillanti. Una critica della nostra società, una critica spietata ma fatta col sorriso sulle labbra. Buona ramanzina allora, aspetto pareri!</p>
<p>PS: Stasera andrò a vedere &#8220;New Moon&#8221;. Ebbene sì, non me ne sono dimenticato. Vi farò sapere (se sopravviverò!)</p>
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		<title>Appunti, Foto &amp; Sandra Bullock</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 17:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Drammi Quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Lenth]]></category>
		<category><![CDATA[Belle Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[disegno]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho una macchinetta fotografica digitale! Ok, so di essere in ritardo di tipo dieci anni, però è fantastico! Oggi mi sono sentito un piccolo Jimmy Olsen, pronto a fotografare ogni cosa, compresa mia nonna mentre dormiva a bocca aperta (prima o poi la mostrerò a tutti). Ho anche fatto una foto ai tre quaderni di &#8220;Lenth&#8221; che ho in camera, quelli dove &#8211; pian piano &#8211; la storia ha iniziato a prendere forma. C&#8217;è una specie di disegno di Lair, veramente osceno ad essere onesti&#8230; Potete vederla <a href="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2009/10/Lair-Notes.JPG" target="_blank" rel="lightbox[811]">qui</a>.  Dico osceno per due motivi:</p>
<p><strong>1.</strong> Ho utilizzato un fazzoletto al posto del foglio di carta.</p>
<p><strong>2.</strong> Ho disegnato senza guardare il fazzoletto più di tanto perché ero a lezione di Informatica.</p>
<p>Quindi abbiate pietà, di solito i miei obbrobri sono più&#8230; decenti!</p>
<p>Ma parlando di cose diverse, ho da poco visto un film spettacolare. Un film a cui, sulla carta, non avrei mai dato una possibilità. Si chiama &#8220;28 Giorni&#8221;, con Sandra Bullock e affronta il tema della dipendenza. Alcool, droga, sesso, una clinica di riabilitazione in cui viene spedita la protagonista, una scrittrice a cui piace alzare troppo il gomito. Le tematiche vengono affrontate in modo scanzonato ma mai superficiale, complice una fotografia ben curata e una sceneggiatura accattivante. Non avevo mai visto la Bullock in una veste simile, eppure mi ha sorpreso. Perfettamente a suo agio nei ruoli comici, a dir poco coinvolgente nella parte drammatica di questo film. Insomma, ve lo consiglio caldamente.</p>
<p>PS: Su <a href="http://www.bol.it/libri/Il-silenzio-di-Lenth/Luca-Centi/ea978883847430/" target="_blank">Bol </a>&#8220;Il Silenzio di Lenth&#8221; è scontato del 20%.<br />
PS2: Qualcuno sa qual è il tempo a Lucca? Caldo? Freddo? Gradi?</p>
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		<title>Recensione: Moonacre (Il Film)</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 19:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Premetto che non ho letto il libro, però ho amato il film. Non solo perché la protagonista è Lyra de “La bussola d’oro”, ma anche per la splendida fotografia e il dolce gusto retrò che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-739" title="moonacre" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2009/10/moonacre.jpg" alt="moonacre" width="188" height="266" />Premetto che non ho letto il libro, però ho amato il film. Non solo perché la protagonista è Lyra de “La bussola d’oro”, ma anche per la splendida fotografia e il dolce gusto retrò che siamo oramai abituati a snobbare. Leggendo online, noto che in molti si sono infatti soffermati sui “pessimi effetti speciali” e poco sul resto.</p>
<p>Siamo davvero arrivati a questo punto? Se un film è fantasy allora deve necessariamente contenere esplosioni colorate e lucine ovunque? Io direi di no. Anche perché lo stesso “Labirinto del Fauno” (capolavoro), pur essendo una fiaba, possiede più elementi dark che fantastici. Ma, come tutti i lavori fantasy, è stato snobbato dalla critica. Dopotutto si tratta di un genere per bambini, perché non premiare Pinco Pallino che parla della condizione di Tizio nel paese di Caio? Anche se è scritto con i piedi, anche se è ricolmo di banalità. Almeno non è fantasy!</p>
<p>Ma torniamo a noi. “Moonacre” ha una storia molto semplice, ma anche molto complessa: due famiglie, De Noir e MaryWeather, sono in contrasto tra di loro. La principessa della luna maledice allora entrambi i clan, che avevano lottato per il possesso delle magiche perle di Luna: alla 5000esima luna, se le famiglie non si riappacificheranno, moriranno tutti.<span id="more-738"></span></p>
<p>Ok, ammetto che la trama è stringata e non del tutto corretta, ma non voglio anticiparvi troppo. Vi basti sapere che i De Noir vestono di nero e i MaryWeather di bianco. All’apparenza una emerita scemata – il male è nero e il bene è bianco – sotto sotto una trovata intelligente. Sì, perché anche i bianchi provano odio e gelosia, così come i neri possono amare e soffrire.</p>
<p>La sceneggiatura è sopra la media, ma quello che colpisce è l’ambientazione. Viva, protagonista, spumeggiante, gioiosa, romantica, <img class="alignright size-full wp-image-741" title="scena-moonacre" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2009/10/scena-moonacre.jpg" alt="scena-moonacre" width="238" height="158" />ma anche selvaggia e raccapricciante. Gli effetti speciali sono volutamente retrò, come uno sfondo dipinto. I personaggi si muovono sul palco, non interagiscono con quello che è alle loro spalle. Una recitazione che mi sento di definire “inglese”, fatta di gesti e espressioni misurate, non solo di smorfie e mimiche facciali portate all’eccesso. L’immobilità è spesso opprimente, ma proprio per questo lo spettatore prova paura e sorpresa, al minimo movimento. Movimento che sarebbe passato inosservato in un altro tipo di produzione, più pacchiana forse.</p>
<p>I personaggi sono stati tratteggiati benissimo, per mezzo delle inquadrature. Non so bene come spiegarvelo, ma ci sono scene in cui l&#8217;ambiguità morale di alcuni trapela dal modo in cui vengono ripresi. Non entrerò nel dettaglio, ma ditemi se capita anche a voi, durante la visione. Questo non vuole dire che gli attori non siano all&#8217;altezza, anzi. Natascha McElhone e Dakota Blue Richards sono meravigliose, così come gli altri. Solo che è strano trovare in un fantasy una ricerca così accurata del metodo narrativo (o, più in generale, di qualunque cosa che vada al di là della fotografia e dei costumi). Questa volta non è sarcasmo, ma la pura e triste verità. Le produzioni fantasy sono spesso senza pretese, create col solo scopo di sfruttare la scia del momento senza alcun guizzo artistico.</p>
<p>&#8220;Moonacre&#8221; è quindi una fiaba affascinante, che vi consiglio davvero di vedere.</p>
<p><strong>Voto:</strong> 8/10</p>
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		<title>Film Walt Disney</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 10:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Centi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi ultimi giorni la mia nipotina è venuta qui, in Abruzzo. Mi avrà fatto vedere &#8220;La Sirenetta&#8221; un centinaio di volte credo. Le prime cinquanta però non mi hanno dato fastidio, anzi. E&#8217; stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-639" title="aladdin1" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2009/08/aladdin1.jpg" alt="aladdin1" width="264" height="167" />In questi ultimi giorni la mia nipotina è venuta qui, in Abruzzo. Mi avrà fatto vedere &#8220;La Sirenetta&#8221; un centinaio di volte credo. Le prime cinquanta però non mi hanno dato fastidio, anzi. E&#8217; stato bello fare un tuffo nel passato, vedere con occhi nuovi, adulti, una storia per bambini. Ad essere onesti molti passaggi li ho capiti solo oggi! Quando avevo otto, nove anni, conoscevo le battute a memoria, ma non le comprendevo del tutto. Morale della favola: mi sono innamorato di Ursula. Personaggio geniale, uno dei migliori cattivi di sempre!</p>
<p>Anyway, anch&#8217;io, come mia nipote, sono cresciuto con i Classici Disney. Mio padre collezionava tutte le VHS, ancora oggi ha pezzi rarissimi come la prima edizione di &#8220;Biancaneve e i Sette Nani&#8221; e altre perle. E io ero quello che prendeva le videocassette di nascosto, che spesso le rovinava con le mani unte o, più semplicemente, facendole cadere nel piatto. <span id="more-638"></span>Sono stato con Alice nel suo paese delle meraviglie, con Hercules nell&#8217;antica Grecia; ho combattuto al fianco di Quasimodo, ho volato sul tappeto volante e ho corso per le strade assieme a Lilly e al Vagabondo. E&#8217; stato fantastico, sono sicuro che queste avventure mi abbiano aiutato a sviluppare una forte immaginazione. Mia madre mi ricorda sempre che, da piccolo, mi bastava <img class="size-full wp-image-641 alignright" title="sire" src="http://www.lucacenti.it/wp-content/uploads/2009/08/sire.gif" alt="sire" width="276" height="173" />avere un foglio di carta e del filo per divertirmi. Disegnavo delle figure, le ritagliavo e mi accontentavo, senza obbligarli ad andare ogni due giorni al negozio di giocattoli (questa fase è stata breve, quando cercavo disperatamente il maestro Splinter de &#8220;Le Tartarughe Ninja&#8221;!). Ero un piccolo McGuyver insomma! E ora mia nipote porta avanti l&#8217;eredità. Papà le ha regalato alcune VHS e lei è contenta così. Le faccio compagnia sul divano e rivivo con lei queste vecchie avventure. Scoprendole di nuovo. E&#8217; bellissimo. Mi tornano in mente episodi del passato che credevo dimenticati. E&#8217; proprio vero: basta poco per stimolare la memoria.</p>
<p>E voi? Qual è il vostro Classico Disney preferito?</p>
<p>PS: Vi lascio con due Link de &#8220;La Canzone di Ursula&#8221;. Il primo è in versione originale, il secondo è una cover dei Jonas Brothers (tizi che odio in quanto prodotto sfacciatamente commerciale): <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Vi4o2cG_SsI" target="_blank">Link1 </a>e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=eZ1McUML53s" target="_blank">Link2</a></p>
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